RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
Una trasformazione epocale
Tutto ebbe inizio in Inghilterra, agli albori del XVIII secolo, dove si verificarono mutamenti radicali nei processi produttivi del settore manifatturiero, che portarono in breve a una vera e propria rivoluzione industriale che si diffuse ben presto nell’occidente europeo. La rivoluzione industriale comportò radicali cambiamenti nella società inglese che riguardavano sia le strutture sociali sia il lento cambiamento delle abitudini di vita, dei rapporti fra le classi sociali, e anche dell'aspetto delle città.
COSA VUOL DIRE "RIVOLUZIONE INDUSTRIALE"
PERCHE' IN INGHILTERRA?
COSA HA COMPORTATO?
___ . . . _____________________________ . . . __
Avvento del sistema fabbrica
L’avvento del sistema fabbrica impose una nuova disciplina; il lavoro doveva essere svolto in una fabbrica, al ritmo stabilito da una macchina instancabile e inanimata, nell'ambito di una schiera di operai che doveva cominciare e smettere all'unisono, tutto sotto l'occhio attento di sorveglianti.
L'avvento del sistema di fabbrica impose condizioni di lavoro molto gravose, che prevedevano orari oscillanti fra le dodici e le sedici ore giornaliere. La semplificazione del processo produttivo rese possibile il largo impiego, soprattutto nell'industria tessile, di donne e di bambini che furono sottoposti a livelli disumani di sfruttamento.
Nuovi "impiegati" nella società: le donne...
Venivano occupati negli stabilimenti industriali sia donne che bambini.
--> DONNE Se con l’apertura delle fabbriche le donne ebbero una prima opportunità di emancipazione, allo stesso tempo dovettero subire soprusi e torti sottostando a delle condizioni non conformi alla figura femminile stessa. Le donne lavoravano come:
- domestiche a casa di famiglie benestanti
- operaie in fabbrica
- tampinatrici o scavatrici in miniera
CONDIZIONI DI LAVORO
COME VENIVA VISTA LA DONNA
E OGGI?
... e i bambini
--> BAMBINI I lavori dei bambini erano ben definiti e specifici; il lavoro minorile non era semplicemente un aiuto extra per la forza lavoro adulta. L'istruzione di molti ragazzini veniva sostituita da una giornata lavorativa, una scelta spesso fatta dai genitori per integrare il magro reddito familiare.
Cosa faceva i bambini?
- lavoravano in fabbrica (ripulivano i rifiuti di cotone da riutilizzare o per riparare i fili rotti o rimuovere i blocchi dai macchinari);
- lavoravano nelle miniere;
- lavoravano per le strade.
PERCHE' I BAMBINI?
E OGGI?
PERCHE' I BAMBINI?
Un bambino lavoratore costava circa l'80% in meno di un uomo e il 50% in meno di una donna. I giovanissimi lavoratori avevano inoltre il “vantaggio” di avere dita sottili e corpi più piccoli che potevano entrare in posti e sotto macchinari che gli adulti non potevano raggiungere. Oltre a ciò, potevano essere sottoposti a bullismo e minacce da parte dei supervisori con molta più facilità di un adulto, senza poter reagire.
PERCHE' IN INGHILTERRA?
la Gran Bretagna fu il primo Paese ad avere un'agricoltura di mercato (non per autoconsumo ma per profitto) che, unita all'innovazione tecnologica, eliminò molta manodopera dalle campagne, facendola rifluire verso la città, dove trovò occupazione nella nascente industria.
Il fenomeno delle enclosures, per cui molta terra demaniale lasciata al libero pascolo venne privatizzata e recintata, privò i contadini più poveri del libero diritto di pastorizia e li spinse a trovare nuovo impiego nelle fabbriche. La disponibilità ingente di manodopera a basso costo, unita alla grande disponibilità di carbone per alimentare le macchine a vapore, contribuì in maniera fondamentale al decollo industriale del Paese.
COSA HA COMPORTATO?
Una delle prime conseguenze della rivoluzione fu l’aumento della popolazione che iniziò a concentrarsi prevalentemente nelle città, dove nascevano le fabbriche, i nuovi luoghi di lavoro, sedi dell’industria meccanica basata sull’utilizzo delle macchine. Lo spostamento dei contadini dalle campagne alle grandi città alla ricerca di lavoro portò alla nascita di malsani quartieri operai attorno alle fabbriche.
Qui il sovraffollamento e le condizioni di igiene precarie, insieme alla densità abitativa, favorivano il diffondersi di malattie epidemiche come la tubercolosi, il tifo e il vaiolo.
COME VENIVA VISTA LA DONNA
Le donne erano ritenute più “docili” in un certo senso e quindi più “ricattabili”; soprattutto era conveniente per gli imprenditori, perché i loro salari erano nettamente inferiori a quelli di un uomo. Le donne operaie erano per lo più impiegate in mansioni dequalificate che svolgevano sotto la sorveglianza dei lavoratori maschi.
E OGGI?
Il percorso verso la libertà fu però lungo e tortuoso. La donna oggi può dirsi emancipata nel mondo occidentale ma ancora in molti Paesi del mondo, non le viene concessa la possibilità di studiare, progettare il proprio futuro ed essere, quindi, libera di decidere come programmare la propria vita. Il mondo si presenta, dunque, a due velocità e purtroppo più un paese vive condizioni di difficoltà più le donne risultano svantaggiate. Potremmo quindi affermare, che il grado di civiltà di una nazione si misura analizzando il grado di emancipazione delle donne.
COSA VUOL DIRE "RIVOLUZIONE INDUSTRIALE"
La rivoluzione industriale fu un processo di evoluzione economica e di industrializzazione di società che da agricolo-artigianali-commerciali si trasformarono in sistemi industriali caratterizzati dall'uso generalizzato di macchine azionate da energia meccanica, il tutto favorito da una forte componente di innovazione tecnologica e accompagnato da fenomeni di crescita, sviluppo economico e profonde modificazioni socio-culturali e politiche.
E OGGI?
Ad oggi, in tutto il mondo, sono 160 milioni i bambini costretti a lavorare.
Questi bambini vengono impiegati in diversi settori come quello agricolo, il lavoro nelle fabbriche di abbigliamento, discariche, ma ci sono anche molti bambini vittime di sfruttamento sessuale.
La povertà è la principale causa di questa loro condizione che li priva di un livello base d'istruzione e che in molti casi gli provoca gravi problemi fisici e psicologici.
CONDIZIONI DI LAVORO
Le donne operaie erano per lo più impiegate in mansioni dequalificate che svolgevano sotto la sorveglianza dei lavoratori maschi. Le condizioni dell’ambiente di lavoro erano dure: stanzoni poco illuminati e poco aerati, rumore, polveri. Le condizioni di lavoro erano drammatiche.
rivoluzione industriale
Giorgia Greppi
Created on January 20, 2025
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Discover Your AI Assistant
View
Urban Illustrated Presentation
View
Geographical Challenge: Drag to the map
View
Decisions and Behaviors in the Workplace
View
Tangram Game
View
Process Flow: Corporate Recruitment
View
Weekly Corporate Challenge
Explore all templates
Transcript
RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
Una trasformazione epocale
Tutto ebbe inizio in Inghilterra, agli albori del XVIII secolo, dove si verificarono mutamenti radicali nei processi produttivi del settore manifatturiero, che portarono in breve a una vera e propria rivoluzione industriale che si diffuse ben presto nell’occidente europeo. La rivoluzione industriale comportò radicali cambiamenti nella società inglese che riguardavano sia le strutture sociali sia il lento cambiamento delle abitudini di vita, dei rapporti fra le classi sociali, e anche dell'aspetto delle città.
COSA VUOL DIRE "RIVOLUZIONE INDUSTRIALE"
PERCHE' IN INGHILTERRA?
COSA HA COMPORTATO?
___ . . . _____________________________ . . . __
Avvento del sistema fabbrica
L’avvento del sistema fabbrica impose una nuova disciplina; il lavoro doveva essere svolto in una fabbrica, al ritmo stabilito da una macchina instancabile e inanimata, nell'ambito di una schiera di operai che doveva cominciare e smettere all'unisono, tutto sotto l'occhio attento di sorveglianti.
L'avvento del sistema di fabbrica impose condizioni di lavoro molto gravose, che prevedevano orari oscillanti fra le dodici e le sedici ore giornaliere. La semplificazione del processo produttivo rese possibile il largo impiego, soprattutto nell'industria tessile, di donne e di bambini che furono sottoposti a livelli disumani di sfruttamento.
Nuovi "impiegati" nella società: le donne...
Venivano occupati negli stabilimenti industriali sia donne che bambini.
--> DONNE Se con l’apertura delle fabbriche le donne ebbero una prima opportunità di emancipazione, allo stesso tempo dovettero subire soprusi e torti sottostando a delle condizioni non conformi alla figura femminile stessa. Le donne lavoravano come:
CONDIZIONI DI LAVORO
COME VENIVA VISTA LA DONNA
E OGGI?
... e i bambini
--> BAMBINI I lavori dei bambini erano ben definiti e specifici; il lavoro minorile non era semplicemente un aiuto extra per la forza lavoro adulta. L'istruzione di molti ragazzini veniva sostituita da una giornata lavorativa, una scelta spesso fatta dai genitori per integrare il magro reddito familiare. Cosa faceva i bambini?
PERCHE' I BAMBINI?
E OGGI?
PERCHE' I BAMBINI?
Un bambino lavoratore costava circa l'80% in meno di un uomo e il 50% in meno di una donna. I giovanissimi lavoratori avevano inoltre il “vantaggio” di avere dita sottili e corpi più piccoli che potevano entrare in posti e sotto macchinari che gli adulti non potevano raggiungere. Oltre a ciò, potevano essere sottoposti a bullismo e minacce da parte dei supervisori con molta più facilità di un adulto, senza poter reagire.
PERCHE' IN INGHILTERRA?
la Gran Bretagna fu il primo Paese ad avere un'agricoltura di mercato (non per autoconsumo ma per profitto) che, unita all'innovazione tecnologica, eliminò molta manodopera dalle campagne, facendola rifluire verso la città, dove trovò occupazione nella nascente industria.
Il fenomeno delle enclosures, per cui molta terra demaniale lasciata al libero pascolo venne privatizzata e recintata, privò i contadini più poveri del libero diritto di pastorizia e li spinse a trovare nuovo impiego nelle fabbriche. La disponibilità ingente di manodopera a basso costo, unita alla grande disponibilità di carbone per alimentare le macchine a vapore, contribuì in maniera fondamentale al decollo industriale del Paese.
COSA HA COMPORTATO?
Una delle prime conseguenze della rivoluzione fu l’aumento della popolazione che iniziò a concentrarsi prevalentemente nelle città, dove nascevano le fabbriche, i nuovi luoghi di lavoro, sedi dell’industria meccanica basata sull’utilizzo delle macchine. Lo spostamento dei contadini dalle campagne alle grandi città alla ricerca di lavoro portò alla nascita di malsani quartieri operai attorno alle fabbriche.
Qui il sovraffollamento e le condizioni di igiene precarie, insieme alla densità abitativa, favorivano il diffondersi di malattie epidemiche come la tubercolosi, il tifo e il vaiolo.
COME VENIVA VISTA LA DONNA
Le donne erano ritenute più “docili” in un certo senso e quindi più “ricattabili”; soprattutto era conveniente per gli imprenditori, perché i loro salari erano nettamente inferiori a quelli di un uomo. Le donne operaie erano per lo più impiegate in mansioni dequalificate che svolgevano sotto la sorveglianza dei lavoratori maschi.
E OGGI?
Il percorso verso la libertà fu però lungo e tortuoso. La donna oggi può dirsi emancipata nel mondo occidentale ma ancora in molti Paesi del mondo, non le viene concessa la possibilità di studiare, progettare il proprio futuro ed essere, quindi, libera di decidere come programmare la propria vita. Il mondo si presenta, dunque, a due velocità e purtroppo più un paese vive condizioni di difficoltà più le donne risultano svantaggiate. Potremmo quindi affermare, che il grado di civiltà di una nazione si misura analizzando il grado di emancipazione delle donne.
COSA VUOL DIRE "RIVOLUZIONE INDUSTRIALE"
La rivoluzione industriale fu un processo di evoluzione economica e di industrializzazione di società che da agricolo-artigianali-commerciali si trasformarono in sistemi industriali caratterizzati dall'uso generalizzato di macchine azionate da energia meccanica, il tutto favorito da una forte componente di innovazione tecnologica e accompagnato da fenomeni di crescita, sviluppo economico e profonde modificazioni socio-culturali e politiche.
E OGGI?
Ad oggi, in tutto il mondo, sono 160 milioni i bambini costretti a lavorare.
Questi bambini vengono impiegati in diversi settori come quello agricolo, il lavoro nelle fabbriche di abbigliamento, discariche, ma ci sono anche molti bambini vittime di sfruttamento sessuale.
La povertà è la principale causa di questa loro condizione che li priva di un livello base d'istruzione e che in molti casi gli provoca gravi problemi fisici e psicologici.
CONDIZIONI DI LAVORO
Le donne operaie erano per lo più impiegate in mansioni dequalificate che svolgevano sotto la sorveglianza dei lavoratori maschi. Le condizioni dell’ambiente di lavoro erano dure: stanzoni poco illuminati e poco aerati, rumore, polveri. Le condizioni di lavoro erano drammatiche.