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25 novembre capolavoro

sofia sanseverino

Created on November 29, 2024

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25 novembreCapolavoro

Perchè questo giorno?

Il 25 novembre è la giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne e rappresenta un momento importante per riflettere su uno degli aspetti più gravi della nostra società. Nonostante sia un tema che è stato affrontato innumerevoli volte, la violenza sulle donne è un fenomeno che non si arresta, ma che aumenta sempre di più. La causa più importante è la presenza di una società patriarcale che ha accentrato il potere nelle mani dell'uomo, subordinando la donna. La violenza sulle donne nasce anche da fattori culturali, sociali e economici.

Il 22 novembre noi alunni della 4 EM abbiamo partecipato a un convegno contro la violenza sulle donne avvenuto nell'aula consiliare del comune di Mugnano. Al convegno alcune donne e uomini del Centro Antiviolenza Kintsugi e della Commissione Toponomastica, hanno spiegato il problema della violenza, in particolare il femminicidio.

kintugi

Una cosa che mi ha colpito particolarmente è stato il nome del centro antiviolenza di mugnano e il suo significato.

Il termine “Kintsugi” (金継ぎ) - traduzione letterale di “aggiustare con l’oro” o “toppa dorata” - si fonda su una tecnica che prevede la riparazione di oggetti di ceramica, ricostruendo la forma dell’oggetto incollando i cocci con lacche mescolate a polveri di metalli preziosi come oro e argento.

Il termine Kintsugi è stato scelto per il centro antiviolenza soprattutto per ciò che rappresenta.Infatti, questa tecnica celebra le imperfezioni e le cicatrici. Secondo il pensiero di questa pratica non bisogna nascondere le ferite o vergognarsene, poiché queste sono il risultato delle battaglie affrontate e delle vittorie personali.Essa ci insegna ad accettare e accogliere le nostre ferite anziché rimuoverle, a trasformarle in punti di forza “ricoprendole d’oro”, in quanto, esse sono la testimonianza del nostro passato, delle prove superate, della nostra storia e di quello che siamo.

L’oggetto viene reso un pezzo unico e inestimabile, facendo crescere di molto il suo valore artistico ed economico: un oggetto riparato tramite l’arte del Kintsugi non avrà mai una replica, poiché non si potranno mai rompere due pezzi in maniera identica.

Il problema della Toponomastica

Il tema principale della giornata è stata la toponomastica, ovvero il mezzo che consente l'assegnazione dei nomi alle strade. Durante il congresso si è ampiamente sottolineato come, anche in questo ambito, ci sia una grande influenza patriarcale. Infatti, camminando per la nostra città, potremmo notare veramente poche strade dedicate a delle donne. Nonostante sia stato considerato da molti come un argomento inutile e poco funzionale, perchè "cambiando il nome alle strade non combatto il femminicidio", noi riteniamo invece che sia uno dei tanti passi da fare per raggiungere la parità di genere. L'obiettivo della toponomastica è anche quello di andare a ricordare personaggi importanti, che hanno fatto la storia o che hanno dato un contributo. Tra questi sono presenti anche tante donne e noi abbiamo il dovere di ricordarle.

La mia esperienza

Ho scelto di trattare questo agromento come capolavoro, perchè sento che il tema della violenza, più nello specifico, del femminicidio, mi tocchi nel profondo. Poichè ho avuto l'occasione di affrontare la tematica in molte occasioni, con il centro antiviolenza di mugnano, ho deciso di parlare della mia esperienza. Il 22 novembre è stato il primo giorno in cui ho avuto il coraggio di esprimere il mio pensiero riguardo la questione, e di parlare davanti al sindaco, alla preside in una sala consiliare. Sono stata mossa dall'importanze che ha per me l'argomento. Al giorno d'oggi sono troppi i casi di femminicidio.

In Italia, attualmente, ogni quattro giorni una donna muore per mano di un uomo. Nel 2024 si è raggiunto l’apice dei femminicidi. Secondo i dati del Ministero dell’Interno, sono stati registrati 109 femminicidi, con una media di una donna uccisa ogni tre giorni. Malgrado il lieve calo nel 2025, il femminicidio resta un problema allarmante. Lunedì (26/05/25) un’altra donna è stata uccisa. Una ragazzina di 14 anni. Una bambina. Martina. Ci tengo a riportare il suo esempio, non perchè è più importante, ma perchè mi ha toccato molto. Martina aveva solo 14 anni, ma il suo fidanzato non ha avuto pietà con lei. All’inizio delle relazioni tutto sembra normale, finché per un semplice rifiuto, per un semplice “no”, le donne vengono uccise.

Durante il congresso ho avuto la possibilità di esprimere la mia opinione attraverso una poesia di Mary Simmerling, una delle tante donne che ha subito una violenza, nel suo caso sessuale. La strofa, a mio parere, più significativa è l'ultima:

Spiega perfettamente quanto la società in molte situazioni si aggrappi a elementi futili, come il vestiario. Perchè una donna dovrebbe aver paura di vestirsi come vuole ed essere etichettata come "una che se la cerca"? Perchè non viene mai chiesto all'uomo com'era vestito al momento dell'accaduto?.

Queste sono le domande che donne come noi si pongono e vorremmo che anche gli uomini lo facessero. In questo modo tutti coloro che si ritengono estranei alla violenza perché “non tutti gli uomini sono così” o “io non farei mai del male ad una donna” si renderebbero conto che anche il loro estraniarsi li rende colpevoli. Se tutti ci interessassimo al tema e provassimo a metterci nei panni di una donna, le cose forse cambierebbero.

Ricordo anche che cosa lui stesse indossando quella notte anche se è vero nessuno me l’ha mai chiesto.

Mi chiedo come sia possibile che, alla notizia di questi femminicidi, di queste violenze, lo Stato non prenda seri provvedimenti. Si parla, si discute, si organizzano manifestazioni, magari le donne vengono ricordate… ma poi? Ma poi nulla. Più passa il tempo, più passano i giorni, più la situazione si aggrava. È diventato un problema sociale e culturale, e bisogna intervenire. Subito. Nessuna donna, nessuna ragazzina, dovrebbe aver paura di stare con un uomo, di vederlo un’ultima volta per lasciarlo, di uscire di casa la sera senza un uomo o senza amici che possano magari proteggerla.

Nessuna donna dovrebbe portare con sé il proprio cane per strada per avere protezione.Nessuna donna dovrebbe mandare la propria posizione a un’amica o a un familiare per avere un minimo di sicurezza in più. Nessuna donna dovrebbe avere la paura e l’ansia di poter essere assassinata da un momento all’altro. Mi sento veramente impotente riguardo a questa situazione. In fondo sono solo una ragazza di 17 anni: come potrei mai sapere come affrontare situazioni o notizie del genere? Spero solo che domani, o tra tre giorni, non dovrò leggere di nuovo questa notizia. E spero che lo Stato faccia qualcosa.

Grazie per l'attenzione

fatto da: Sofia Sanseverino

Solo quando ci rompiamo, scopriamo di cosa siamo fatti. Ziad K. Abdelnour

Per far sì che il fenomeno della violenza di genere si arresti, bisogna lavorare sulla mente dei giovani, la generazione che potrebbe cambiare tutto. E’ arrivato il momento di scrivere canzoni che parlino della donna senza descriverla come un oggetto. Che i social come tik tok o instagram trasmettano un messaggio positivo della donna. Possediamo strumenti che hanno un forte impatto sulla società e dovremmo imparare a sfruttarli nel modo migliore, affinché le future generazioni crescano attraverso un giusto messaggio.