LA FRANCIA DEL SECONDO
IMPERO
1850-1870
Sara Awad
FRANCIA, ANNI 50 DEL 19ESIMO SECOLO
Dopo i moti del 1848, nacque in
Francia la repubblica, che presto
si trasformò in una stato
conservatore, permettendo a Luigi
Napoleone Bonaparte di diventare
presidente ed organizzare un
colpo di stato nel Dicembre del
1851. Grazie ad un plebiscito a
suffragio universale maschile, la
costituzione venne modificata
permettendo il cambiamento
dell’assetto istituzionale,
restaurando l’impero nel 1852.
IL BONAPARTISMO
Il nuovo modello politico creato
durante il periodo di governo di
Napoleone III viene definito come
BONAPARTISMO.
Si caratterizzava per 3 aspetti
principali:
1.
il centralismo autoritario del
sovrano, ovvero il potere è
complessivamente concentrato
tra le mani del sovrano;
2. il PATERNALISMO;
3. la ricerca del consenso popolare
tramite la propaganda;
4. brama per la modernizzazione.
Lo sviluppo economico e i tecnocrati
Durante il governo di Napoleone III si
verifica uno sviluppo economico e
industriale, grazie al desiderio del
sovrano nel modernizzare la Francia. Ciò si verificò grazie a: 1.
investimenti in frastrutture; 2. assunzione di tecnocrati nei livelli
più alti del governo e
nell’amministrazione pubblica;
3. l’ammodernamento del sistema
bancario
La politica estera di Napoleone II
Sul piano internazionale, Napoleone III
era desideroso di riportare alla Francia
la sua centralità e il suo prestigio,
venuti a mancare dopo il congresso di
Vienne. Fece ciò tramite: 1.
il sostenimento della Gran
Bretagna nella guerra di Crimea
contro la Russia, 2. l’affiancamento del Piemonte di
Cavour durante la seconda guerra
d'indipendenza italiana.
Tale mossa però, portò
all’indebolimento della Francia.
Lo sbarco delle truppe francesi in Crimea,
nel golfo di Kalamitskij, il 14 settembre 1854.
Le prime ostilità nei confronti di Napoleone III
Napoleone III iniziò ad avere i primi
schieramenti contro di lui: 1.
I cattolici francesi avevano
accusato Napoleone III di aver
contribuito, appoggiando il
piemonte sabaudo, ad indebolire
lo stato pontificio, preparandosi
ad una opposizione; 2. firma di una trattato di libero
scambio commerciale con la Gran
Bretagna (1860), IL TRATTATO DI
COBDEN-CHEVALIER.
LA SVOLTA LIBERALE DI NAPOLEONE III
Negli anni sessanta l’impero entrò nella sua
fase ‘liberale’. 1. Furono infatti legalizzati gli scioperi nel
1864; 2. libertà di stampa garantita nel 1868; Tali aperture ridiero slacio
all’opposizione dei partiti repubblicani,
che vinsero le elezioni del 1863 e del 1869.
Di conseguenza, nel 1870, Napoleone III
dovette accettare la formazione di un
governo di un governo liberale e a
varare riforme costituzionali, che
diedero al parlamento molti poteri,
limitando quello del re.
LE ESPANSIONI COLONIALI
- Europa:
Napoleone III rinunciò alla conquista del
Belgio, Lussemburgo e della regione del
Palatinato. - Estero:
riuscì a colonizzare l’Algeria, e organizzò
delle spedizioni per l’indocina, siria e cina. -Tenatativi fallimentari:
tentò anche di conquistare il Messico, ma fallì
miseramente, in quanto i messicani guidati da
Benito Juarez e sostenuti dagli stati uniti,
riuscirono a scacciare le truppe francesi.
COLLEGAMENTO INTERDISCIPLINARE:
TEMA: la supremazia degli stati europei
durante l’ottocento e il positivismo. Storia: le conquiste coloniali di Napoleone III; Filosofia: Darwinismo sociale.
Arte: Gauguin- Due donne tahitiane. Inglese: il fardello dell’uomo bianco (The White
Man's Burden) - Kipling. Scienze: Il DNA.
L'INSTABILITÀ POLITICA FRANCESE DURANTE LA FINE DEL XIX SECOLO
Al termine della guerra franco prussiana,
la Francia dovette affrontare: 1.
il sentimento di revanscismo
generato dalla perdita dell'Alsazia e
la Lorena; 1.
una profonda instabilità politica; 1. le conseguenze causate dal colpo di
stato guidato dal generale
Boulanger; 1. lo scandalo di Panama
La Terza Repubblica Francese
Federico Tassoni
La sconfitta contro i prussiani
La battaglia di Sedan del 2 settembre 1870, decretò il trionfo di Bismarck pose fine al governo di Napoleone III
e l’inizio della Terza Repubblica proclamata attraverso un colpo di stato che avvenne però in circostanze
drammatiche.
La Prussia impose alla francia dure condizioni di pace: -La cessione dell’Alsazia e della Lorena, regioni cruciali economicamente e strategicamente -Il versamento di una pesante indennità di guerra -Il mantenimento di truppe d’occupazione tedesche fino all’estinzione del debito La Repubblica all’inizio non accettò le brutali condizioni di pace per cui l’esercito prussiano marciò verso la
capitale e assediò Parigi durante l’inverno 1870-1871 che resistette fino al 28 gennaio 1871 quando i
repubblicani si arresero.
La Comune di Parigi
L’accettazione delle condizioni di pace portò il 18 marzo 1871 ad un'insurrezione contro la Terza Repubblica e
alla conseguente creazione di un governo rivoluzionario socialista: la Comune.
I comunardi tentarono sia di ricacciare i tedeschi sia di attuare una rivoluzione politica, riprendendo le
conquiste sociali della Rivoluzione francese: -Il suffragio universale maschile -La creazione di un sistema di istruzione laica, obbligatoria e gratuita -La confisca dei beni ecclesiastici -La restituzione ai poveri dei beni depositati al monte di pietà Il governo repubblicano guidato da Adolphe Thiers per porre fine alla Comune si alleò con l’esercito tedesco e
non esitò a bombardare Parigi e durante l’ultima settimana di maggio conquistò Parigi sopprimendo la Comune
in quella che passò alla storia come “Semaine sanglante”.
Nonostante la sua tragica conclusione la Comune rimase simbolo di speranza e riscatto per i socialisti
rivoluzionari europei
Il governo repubblicano
Nonostante la pesante sconfitta del 1870 e la guerra civile contro la Comune la Francia si risollevò in tempi
brevi. Già nel 1873 finì di saldare il debito con la germania grazie ad un notevole sforzo economico e produttivo,
nonostante avesse perso le sue due più ricche regioni industriali. Contemporaneamente riorganizzò rapidamente l’esercito per prepararsi ad eventuali nuovi conflitti
continentali e coloniali e per riconquistare il prestigio militare. La Repubblica coltivò il patriottismo e il revanscismo per portare coesione all’interno di una società divisa da
molte tensioni. Prime fra tutte l’opposizione tra i repubblicani ed i fautori della monarchia, il dissenso interno a
questi tra i legittimisti che sostenevano i Borbone e gli orleanisti che appoggiavano gli eredi di Luigi Filippo
d’Orleans.
La Costituzione
Gli orleanisti spinti dai dissensi con i legittimisti si accordarono con i repubblicani per la stesura di una
Costituzione. La Costituzione entrò in vigore nel 1875 dando quindi alla Terza Repubblica un ordinamento definitivo: -Il presidente della Repubblica, eletto ogni sette anni, era a capo dell’esecutivo ed aveva poteri molto
ampi -Il parlamento bicamerale: la Camera eletta a suffragio universale maschile ed il Senato in parte elettivo e
in parte vitalizio -Il mantenimento del rigido centralismo napoleonico dove a capo di ogni provincia vi era un prefetto,
rappresentante locale dello stato
Collegamenti Interdisciplinari
Filosofia: Karl Marx (“La guerra civile in Francia”), socialismoArte: Edouard Manet, (“La barricade”, “Guerre civile”)
Il consolidamento della democrazia
Kirolos Monir
Il consolidamento della democrazia in Francia
Nel 1876, la Francia vide una vittoria decisiva dei repubblicani alle elezioni, che garantì loro una solida maggioranza. Questo permise di evitare il colpo di Stato tentato dal presidente Patrice de Mac-Mahon nel 1877, che aveva simpatie monarchiche. Dopo questo pericolo, la politica francese si orientò verso riforme caute. La fazione moderata dei repubblicani, guidata da Jules Ferry, rappresentava il ceto medio, che pur avendo idee progressiste in politica, era conservatore nei rapporti sociali. La società era ancora divisa, con le vecchie élite imperiali che non volevano rinunciare ai privilegi.
Riforme e il ruolo dei radicali
Le classi popolari cominciarono a farsi sentire, trovando nei repubblicani radicali, guidati da Georges Clemenceau, il loro riferimento. I radicali lottarono per l’estensione dei diritti civili, il diritto di voto e la separazione tra Stato e Chiesa. Moderati e radicali raggiunsero compromessi che portarono importanti riforme: il divorzio divenne legale, l’istruzione elementare fu resa obbligatoria e gratuita, e fu garantita la libertà di associazione sindacale. Sebbene ci fosse progresso, i gruppi conservatori e clericali continuavano a influenzare la politica del paese.
Le fibrillazioni della società francese e Boulanger
Negli anni Ottanta, oltre alle grandi riforme, la Francia fu scossa da scandali di corruzione che coinvolgevano istituzioni, imprenditori e speculatori finanziari, alimentando sfiducia nelle istituzioni. Questi scandali emersero anche grazie alla nuova politica coloniale, avviata con la conquista della Tunisia nel 1881. In questo clima, emerse la figura di Georges Boulanger, generale e ministro della Guerra, che divenne il leader di un movimento di destra nazionalista e revanscista. Boulanger chiese una riforma autoritaria delle istituzioni e divenne molto popolare, al punto che molti temevano un suo colpo di Stato. Tuttavia, quando fu accusato di alto tradimento, fuggì in Belgio, dove morì nel 1891, abbandonato dai suoi sostenitori.
Il caso Dreyfus e le divisioni nella società francese
Nonostante la fine di Boulanger, le tensioni nazionaliste non svanirono. Nel 1894, l’affare Dreyfus scosse profondamente la Francia. Alfred Dreyfus, un ufficiale di origine ebrea, fu accusato ingiustamente di spionaggio per la Germania e condannato alla deportazione. La sua condanna si rivelò basata su pregiudizi antisemiti, e, grazie a una vasta campagna di intellettuali e politici, fu provato che le accuse erano false. Questo caso evidenziò le profonde divisioni nella società francese, tra una parte progressista, democratica e repubblicana, e una parte conservatrice, nazionalista e antisemita.
La difesa di Dreyfus e il suo riscatto
Nel 1894, due eventi gravi scossero la Francia: l’assassinio del presidente della Repubblica Sadi Carnot da parte di un anarchico italiano e l’inizio dell’Affaire Dreyfus.Molti francesi, tra cui intellettuali come lo scrittore Émile Zola, si schierarono a difesa di Dreyfus, denunciando un processo ingiusto e privo di prove. Nonostante la forte opposizione, dopo cinque anni di detenzione nella Guyana francese, l’ufficiale fu riabilitato. Nel 1899, Dreyfus fu graziato e, nel 1906, reintegrato nell’esercito. Questo episodio rivelò le profonde divisioni tra una Francia progressista, che sosteneva la giustizia e i diritti civili, e una parte più conservatrice, che nutriva pregiudizi razziali e antisemiti.
collegamenti interdisciplinari
Letteratura Inglese • Blake: Critica sociale simile alle tensioni politiche in Francia
Arte Van Gogh: La sua arte, che esplora la sofferenza e il cambiamento, riflette le sfide sociali ed economiche della Francia post-guerra.
ScienzeTerza Repubblica francese, la parabola di Boulanger e l’Affaire Dreyfus, genetica
Presentazione Proiezione
Kirolos MONIR
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LA FRANCIA DEL SECONDO IMPERO
1850-1870
Sara Awad
FRANCIA, ANNI 50 DEL 19ESIMO SECOLO
Dopo i moti del 1848, nacque in Francia la repubblica, che presto si trasformò in una stato conservatore, permettendo a Luigi Napoleone Bonaparte di diventare presidente ed organizzare un colpo di stato nel Dicembre del 1851. Grazie ad un plebiscito a suffragio universale maschile, la costituzione venne modificata permettendo il cambiamento dell’assetto istituzionale, restaurando l’impero nel 1852.
IL BONAPARTISMO
Il nuovo modello politico creato durante il periodo di governo di Napoleone III viene definito come BONAPARTISMO. Si caratterizzava per 3 aspetti principali: 1. il centralismo autoritario del sovrano, ovvero il potere è complessivamente concentrato tra le mani del sovrano; 2. il PATERNALISMO; 3. la ricerca del consenso popolare tramite la propaganda; 4. brama per la modernizzazione.
Lo sviluppo economico e i tecnocrati
Durante il governo di Napoleone III si verifica uno sviluppo economico e industriale, grazie al desiderio del sovrano nel modernizzare la Francia. Ciò si verificò grazie a: 1. investimenti in frastrutture; 2. assunzione di tecnocrati nei livelli più alti del governo e nell’amministrazione pubblica; 3. l’ammodernamento del sistema bancario
La politica estera di Napoleone II
Sul piano internazionale, Napoleone III era desideroso di riportare alla Francia la sua centralità e il suo prestigio, venuti a mancare dopo il congresso di Vienne. Fece ciò tramite: 1. il sostenimento della Gran Bretagna nella guerra di Crimea contro la Russia, 2. l’affiancamento del Piemonte di Cavour durante la seconda guerra d'indipendenza italiana. Tale mossa però, portò all’indebolimento della Francia.
Lo sbarco delle truppe francesi in Crimea, nel golfo di Kalamitskij, il 14 settembre 1854.
Le prime ostilità nei confronti di Napoleone III
Napoleone III iniziò ad avere i primi schieramenti contro di lui: 1. I cattolici francesi avevano accusato Napoleone III di aver contribuito, appoggiando il piemonte sabaudo, ad indebolire lo stato pontificio, preparandosi ad una opposizione; 2. firma di una trattato di libero scambio commerciale con la Gran Bretagna (1860), IL TRATTATO DI COBDEN-CHEVALIER.
LA SVOLTA LIBERALE DI NAPOLEONE III
Negli anni sessanta l’impero entrò nella sua fase ‘liberale’. 1. Furono infatti legalizzati gli scioperi nel 1864; 2. libertà di stampa garantita nel 1868; Tali aperture ridiero slacio all’opposizione dei partiti repubblicani, che vinsero le elezioni del 1863 e del 1869. Di conseguenza, nel 1870, Napoleone III dovette accettare la formazione di un governo di un governo liberale e a varare riforme costituzionali, che diedero al parlamento molti poteri, limitando quello del re.
LE ESPANSIONI COLONIALI
- Europa: Napoleone III rinunciò alla conquista del Belgio, Lussemburgo e della regione del Palatinato. - Estero: riuscì a colonizzare l’Algeria, e organizzò delle spedizioni per l’indocina, siria e cina. -Tenatativi fallimentari: tentò anche di conquistare il Messico, ma fallì miseramente, in quanto i messicani guidati da Benito Juarez e sostenuti dagli stati uniti, riuscirono a scacciare le truppe francesi.
COLLEGAMENTO INTERDISCIPLINARE:
TEMA: la supremazia degli stati europei durante l’ottocento e il positivismo. Storia: le conquiste coloniali di Napoleone III; Filosofia: Darwinismo sociale. Arte: Gauguin- Due donne tahitiane. Inglese: il fardello dell’uomo bianco (The White Man's Burden) - Kipling. Scienze: Il DNA.
L'INSTABILITÀ POLITICA FRANCESE DURANTE LA FINE DEL XIX SECOLO
Al termine della guerra franco prussiana, la Francia dovette affrontare: 1. il sentimento di revanscismo generato dalla perdita dell'Alsazia e la Lorena; 1. una profonda instabilità politica; 1. le conseguenze causate dal colpo di stato guidato dal generale Boulanger; 1. lo scandalo di Panama
La Terza Repubblica Francese
Federico Tassoni
La sconfitta contro i prussiani
La battaglia di Sedan del 2 settembre 1870, decretò il trionfo di Bismarck pose fine al governo di Napoleone III e l’inizio della Terza Repubblica proclamata attraverso un colpo di stato che avvenne però in circostanze drammatiche. La Prussia impose alla francia dure condizioni di pace: -La cessione dell’Alsazia e della Lorena, regioni cruciali economicamente e strategicamente -Il versamento di una pesante indennità di guerra -Il mantenimento di truppe d’occupazione tedesche fino all’estinzione del debito La Repubblica all’inizio non accettò le brutali condizioni di pace per cui l’esercito prussiano marciò verso la capitale e assediò Parigi durante l’inverno 1870-1871 che resistette fino al 28 gennaio 1871 quando i repubblicani si arresero.
La Comune di Parigi
L’accettazione delle condizioni di pace portò il 18 marzo 1871 ad un'insurrezione contro la Terza Repubblica e alla conseguente creazione di un governo rivoluzionario socialista: la Comune. I comunardi tentarono sia di ricacciare i tedeschi sia di attuare una rivoluzione politica, riprendendo le conquiste sociali della Rivoluzione francese: -Il suffragio universale maschile -La creazione di un sistema di istruzione laica, obbligatoria e gratuita -La confisca dei beni ecclesiastici -La restituzione ai poveri dei beni depositati al monte di pietà Il governo repubblicano guidato da Adolphe Thiers per porre fine alla Comune si alleò con l’esercito tedesco e non esitò a bombardare Parigi e durante l’ultima settimana di maggio conquistò Parigi sopprimendo la Comune in quella che passò alla storia come “Semaine sanglante”. Nonostante la sua tragica conclusione la Comune rimase simbolo di speranza e riscatto per i socialisti rivoluzionari europei
Il governo repubblicano
Nonostante la pesante sconfitta del 1870 e la guerra civile contro la Comune la Francia si risollevò in tempi brevi. Già nel 1873 finì di saldare il debito con la germania grazie ad un notevole sforzo economico e produttivo, nonostante avesse perso le sue due più ricche regioni industriali. Contemporaneamente riorganizzò rapidamente l’esercito per prepararsi ad eventuali nuovi conflitti continentali e coloniali e per riconquistare il prestigio militare. La Repubblica coltivò il patriottismo e il revanscismo per portare coesione all’interno di una società divisa da molte tensioni. Prime fra tutte l’opposizione tra i repubblicani ed i fautori della monarchia, il dissenso interno a questi tra i legittimisti che sostenevano i Borbone e gli orleanisti che appoggiavano gli eredi di Luigi Filippo d’Orleans.
La Costituzione
Gli orleanisti spinti dai dissensi con i legittimisti si accordarono con i repubblicani per la stesura di una Costituzione. La Costituzione entrò in vigore nel 1875 dando quindi alla Terza Repubblica un ordinamento definitivo: -Il presidente della Repubblica, eletto ogni sette anni, era a capo dell’esecutivo ed aveva poteri molto ampi -Il parlamento bicamerale: la Camera eletta a suffragio universale maschile ed il Senato in parte elettivo e in parte vitalizio -Il mantenimento del rigido centralismo napoleonico dove a capo di ogni provincia vi era un prefetto, rappresentante locale dello stato
Collegamenti Interdisciplinari
Filosofia: Karl Marx (“La guerra civile in Francia”), socialismoArte: Edouard Manet, (“La barricade”, “Guerre civile”)
Il consolidamento della democrazia
Kirolos Monir
Il consolidamento della democrazia in Francia
Nel 1876, la Francia vide una vittoria decisiva dei repubblicani alle elezioni, che garantì loro una solida maggioranza. Questo permise di evitare il colpo di Stato tentato dal presidente Patrice de Mac-Mahon nel 1877, che aveva simpatie monarchiche. Dopo questo pericolo, la politica francese si orientò verso riforme caute. La fazione moderata dei repubblicani, guidata da Jules Ferry, rappresentava il ceto medio, che pur avendo idee progressiste in politica, era conservatore nei rapporti sociali. La società era ancora divisa, con le vecchie élite imperiali che non volevano rinunciare ai privilegi.
Riforme e il ruolo dei radicali
Le classi popolari cominciarono a farsi sentire, trovando nei repubblicani radicali, guidati da Georges Clemenceau, il loro riferimento. I radicali lottarono per l’estensione dei diritti civili, il diritto di voto e la separazione tra Stato e Chiesa. Moderati e radicali raggiunsero compromessi che portarono importanti riforme: il divorzio divenne legale, l’istruzione elementare fu resa obbligatoria e gratuita, e fu garantita la libertà di associazione sindacale. Sebbene ci fosse progresso, i gruppi conservatori e clericali continuavano a influenzare la politica del paese.
Le fibrillazioni della società francese e Boulanger
Negli anni Ottanta, oltre alle grandi riforme, la Francia fu scossa da scandali di corruzione che coinvolgevano istituzioni, imprenditori e speculatori finanziari, alimentando sfiducia nelle istituzioni. Questi scandali emersero anche grazie alla nuova politica coloniale, avviata con la conquista della Tunisia nel 1881. In questo clima, emerse la figura di Georges Boulanger, generale e ministro della Guerra, che divenne il leader di un movimento di destra nazionalista e revanscista. Boulanger chiese una riforma autoritaria delle istituzioni e divenne molto popolare, al punto che molti temevano un suo colpo di Stato. Tuttavia, quando fu accusato di alto tradimento, fuggì in Belgio, dove morì nel 1891, abbandonato dai suoi sostenitori.
Il caso Dreyfus e le divisioni nella società francese
Nonostante la fine di Boulanger, le tensioni nazionaliste non svanirono. Nel 1894, l’affare Dreyfus scosse profondamente la Francia. Alfred Dreyfus, un ufficiale di origine ebrea, fu accusato ingiustamente di spionaggio per la Germania e condannato alla deportazione. La sua condanna si rivelò basata su pregiudizi antisemiti, e, grazie a una vasta campagna di intellettuali e politici, fu provato che le accuse erano false. Questo caso evidenziò le profonde divisioni nella società francese, tra una parte progressista, democratica e repubblicana, e una parte conservatrice, nazionalista e antisemita.
La difesa di Dreyfus e il suo riscatto
Nel 1894, due eventi gravi scossero la Francia: l’assassinio del presidente della Repubblica Sadi Carnot da parte di un anarchico italiano e l’inizio dell’Affaire Dreyfus.Molti francesi, tra cui intellettuali come lo scrittore Émile Zola, si schierarono a difesa di Dreyfus, denunciando un processo ingiusto e privo di prove. Nonostante la forte opposizione, dopo cinque anni di detenzione nella Guyana francese, l’ufficiale fu riabilitato. Nel 1899, Dreyfus fu graziato e, nel 1906, reintegrato nell’esercito. Questo episodio rivelò le profonde divisioni tra una Francia progressista, che sosteneva la giustizia e i diritti civili, e una parte più conservatrice, che nutriva pregiudizi razziali e antisemiti.
collegamenti interdisciplinari
Letteratura Inglese • Blake: Critica sociale simile alle tensioni politiche in Francia
Arte Van Gogh: La sua arte, che esplora la sofferenza e il cambiamento, riflette le sfide sociali ed economiche della Francia post-guerra.
ScienzeTerza Repubblica francese, la parabola di Boulanger e l’Affaire Dreyfus, genetica