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FAST FASHION

Valentina Mussoni

Created on November 24, 2024

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Transcript

FAST FASHION

INQUINAMENTO E RECUPERO DEI PRODOTTI
Vanessa Casalboni, Valentina Mussoni, Federica Santolini, Sofia Centonze e Alessandro Campana 3CSU
LA FAST FASHION

Con il termine fast fashion ci si riferisce a un settore dell'abbigliamento, nato intorno agli anni ’80, che ha puntato sempre più a sottomettere la qualità alla quantità, producendo abiti di scarso valore a prezzi molto ridotti, lanciando velocemente nuove collezioni a ritmo continuo e costante.

Produzione rapida

Seguire il cambiamento continuo delle tendenze

Bassi costi di produzione

L'INQUINAMENTO E GLI IMPATTI AMBIENTALI

Le fast fashion sono una delle principali cause di inquinamento:

  • Emissioni di gas serra dovute al trasporto e ai materiali sintetici.
  • Uso di risorse idriche
es. servono 10.000 litri per produrre un paio di jeans.
  • Microplastiche rilasciate dai tessuti sintetici nel lavaggio, finiscono negli oceani.
  • Rifiuti tessili
es. circa 160 milioni di tonnellate di vestiti finiscono in discarica ogni anno.

fashion

PRIMARK

PRATICHE DI PRODUZIONE

Primark, l’azienda irlandese da quasi 6 miliardi di fatturato annuo, ha sviluppato un programma di sostenibilità interno, denominato PSCP (Primark Sustainable Cotton Program) in cui autocertifica la qualità dei materiali utilizzati. I dati però non sono riportati da nessuna parte e al momento non sono ancora stati resi noti quelli relativi ai benefici ambientali. In più non esiste una verifica esterna da parte di terzi sull’operato sostenibile dell’azienda, necessaria per materiali come il cotone biologico e il poliestere riciclato.

Primark, l’azienda irlandese da quasi 6 miliardi di fatturato annuo, ha sviluppato un programma di sostenibilità interno, denominato PSCP (Primark Sustainable Cotton Program) in cui autocertifica la qualità dei materiali utilizzati. I dati però non sono riportati da nessuna parte e al momento non sono ancora stati resi noti quelli relativi ai benefici ambientali. In più non esiste una verifica esterna da parte di terzi sull’operato sostenibile dell’azienda, necessaria per materiali come il cotone biologico e il poliestere riciclato.

Primark, l’azienda irlandese da quasi 6 miliardi di fatturato annuo, ha sviluppato un programma di sostenibilità interno, denominato PSCP (Primark Sustainable Cotton Program) in cui autocertifica la qualità dei materiali utilizzati. I dati però non sono riportati da nessuna parte e al momento non sono ancora stati resi noti quelli relativi ai benefici ambientali. In più non esiste una verifica esterna da parte di terzi sull’operato sostenibile dell’azienda, necessaria per materiali come il cotone biologico e il poliestere riciclato.

Nel 2022 Primark ha lanciato anche una collezione limitata denominata «EarthColors® by Archroma», composta da 22 capi realizzati con tinture naturali provenienti da scarti alimentari e vegetali, ma stiamo parlando di 22 capi mentre il resto del gigantesco catalogo resta ancorato all’utilizzo di coloranti tossici a base chimica. Questi prodotti non sono biodegradabili e contribuiscono significativamente all'inquinamento da plastica. La produzione di abbigliamento richiede inoltre enormi quantità di acqua e energia, risorse che vengono spesso sfruttate in modo irresponsabile. questo si aggiungono le pratiche di smaltimento. Molti dei capi di abbigliamento che acquistiamo finiscono rapidamente in discarica, contribuendo a un ciclo di consumo che incoraggia il "usa e getta" anziché l'adozione di abiti durevoli e sostenibili.

CONDIZIONI DI LAVORO

Recentemente sono state segnalate note di richiesta di aiuto o messaggi cuciti su vestiti venduti dal rivenditore britannico e irlandese Primark, scritti dai lavoratori che soffrono condizioni disumane e salari ben al di sotto di uno stipendio dignitoso. Queste fabbriche piene di lavoratori sfruttati si trovano in Bangladesh, Bulgaria, Cambogia e Croazia. Primark utilizza pratiche disumane e sfruttatrici per garantire alle masse vestiti a basso costo. E pensare che per Primark pagare un salario dignitoso costerebbe meno di 25 centesimi sul prezzo di una maglietta.

POSSIBILITA' di recupero e riciclo dei prodotti

Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA), il comparto tessile occupa la poco invidiabile quarta posizione tra i settori che utilizzano più materie prime e acqua a livello globale. Ancora peggio, la Ellen MacArthur Foundation (EMF) ha stimato che meno dell’1% di tutti i prodotti tessili nel mondo viene riciclato in nuovi capi di abbigliamento. Le fasi che un rifiuto tessile deve attraversare per entrare nella filiera del riuso sono:

raccolta frazione tessile effettuata mediante raccolta a domicilio o contenitori stradali

1.

deposito/stoccaggio temporaneo e prima selezione per tipologia di articolo

2.

seconda selezione per creare lotti omogenei di prodotti riutilizzabili, infine vengono igienizzati

3.
COSA POSSIAMO FARE NOI?
  • acquistare meno capi di abbigliamento: investire in capi di qualità, durevoli e senza tempo.
  • supportare marchi sostenibili: preferire aziende che utilizzano materiali ecologici e rispettano i diritti dei lavolatori.
  • acquistare capi di second-hand: comprare o vendere abbigliamento di seconda mano aiuta a diminuire rifiuti tessili.
  • riparare e riutilizzare i capi: allungare la vita dei vestiti riparandoli o trasformandoli, invece di gettarli via.
CONCLUSIONE

Primark, una delle grandi aziende della fast fashion, anche se ha provato a diventare un'azienda eco-sostenibile ha ancora molta strada da fare. La loro grande produzione di abiti solleva molta preoccupazione negli ambiti soprattuto dell'ecologia ambientale. I consumatori, con il comprare eccessivo degli abiti spinti dal loro basso costo, non fanno che aumentare l'inquinamento del pianeta, siccome i tessuti utilizzati per produrre i capi d'abigliamento non sono smaltibili in modo responsabile. Per impedire un aumento dell'inquinamento possiamo diminuire l'acquisto di abiti di cui non abbiamo bisogno e di comprarli in aziende che utilizzano risorse di energia sostenibili e materie prime di alta qualità provenienti da aziende responsabili.

SITOGRAFIA
1.
2.

GRAZIE PER L'ATTENZIONE!

3.

QUIZ