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Presentazione Storica

irene iannaccone

Created on November 23, 2024

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Transcript

PROPERZIO

poeta elegiaco

L'Amore dopo la morte e la Morte del poeta

start

I POETI ELEGIACI

LA VITA

LA MORTE DEL POETA

L'AMORE DOPO LA MORTE

I POETI ELEGIACI e l'elegia

  • Chi sono?
  • Come li conosciamo?
  • Da chi prendono ispirazione?
  • Che cos'è un'elegia?
  • Quali sono i temi delle elegie?

Da chi prendono ispirazione?

Come li conosciamo?

Che cos'è un'elegia?

I POETI ELEGIACI

Chi sono?

Quali sono i temi delle elegie?

LA VITAE LA PRODUZIONE

DEL POETA

Poeta latino uno dei maggiori elegiaci dell'età augustea.

28 a.C

Dopo il 28 a.C

50-46 a.C

Nacque ad Assisi

Entrò nel circolo di Mecenate

Pubblicò il primo libro di Elegie

28-25 a.C

25-24 a.C

Poco prima del 16 a.C

Dopo il 16 a.C

Pubblicò il quarto libro

Presunta data di morte

Pubblicò il secondo libro

Pubblicò il terzo libro

PROPERZIO FU AUTORE DI QUATTRO LIBRI DI ELEGIE

Secondo libro

Terzo libro

Primo libro

TEMA DELL'AMORE

Quarto libro

TEMI CIVILI E STORICI

STILE

SCELTE POETICHE

l'amore dopo la morte

esempi del tema nei testi di Properzio:

  • Elegie II, 3
  • Elegia II, 8
  • Elegia II,15
  • Elegia IV,7
  • Elegie, I, 19

In Properzio l'amore oltre la morte rappresenta un concetto in cui l'amore non è soltanto un'esperienza temporale, ma assume una dimensione eterna attraverso la memoria e la poesia, che permettono di mantenere vivo il legame tra l'amante e l'amato anche dopo la fine della vita terrena.

LA MORTE DEL POETA

esempi del tema nei testi di Properzio:

  • Elegia II, 13B
  • Elegia I, 19
  • Elegia III, 16

Sebbene la morte non possa essere evitata, essa libererà l'anima dal peso dei dolori e dalle angosce della vita. In questo caso, la morte è vista come una sorta di liberazione dalle fatiche e dalle preoccupazioni quotidiane.

Si rifanno a modelli greci:

  • Antìmaco di Colofòne (IV sec. a.C.): Lyde
  • Poeti elegiaci alessandrini: produzione quasi del tutto perduta
  • Filita di Cos (330-275 a.C.): Bìttide
  • Ermenesiatte di Colofone (III sec. a.C.): Leònzio
  • Callimaco di Cirene (305-240 a.C.): Aitia
  • Catullo: precedente per l'elegia latina con i suoi epigrammi e carmina docta in distici elegiaci

Hasanlu Lovers: il bacio eterno più antico del mondo

Un bacio lungo duemila e ottocento anni, un epilogo tragico e una morte molto probabilmente cruenta. Ma loro sono lì, immobilizzati in un atteggiamento che fa pensare il bello e il romantico, fa abbozzare un sorriso di tenerezza e incuriosisce.Sito archeologico nel nord-ovest dell’Iran, chiamato Teppe Hasanlu. Durante lo scavo sono state raccolte alcune prove che spiegavano che un incendio avrebbe distrutto l’intero Hasanlu nell’800 a.C.

Si crede che la ragione della loro morte fosse l’asfissia a causa della distruzione di Teppe Hasanlu e che la femmina si unisse al suo amante sul punto di morire. Gli amanti di Hasanlu Lovers oggi fanno credere nell’amore fino alla fine. Il dolce gesto dell’amore mostra che nemmeno la morte può tenere separati gli amanti.

Il "canone" dei poeti elegiaci latini ci viene trasmesso da Quintiliano, che nel libro 10 dell' Institutio oratoria offre un giudizio critico sulla loro produzione poetica. Evidenzia quattro nomi fondamentali della tradizione elegiaca latina: Gallo, Tibullo, Properzio e Ovidio di cui offre una valutazione stilistica e critica.

L'amore è spesso descritto come un'esperienza che trascende la morte fisica, divenendo eterno nella memoria e nel ricordo. Nel pensiero di Properzio, l'amore non finisce con la morte, ma continua in un'altra dimensione, come testimonianza immortale dell'intensità e della verità dei sentimenti. La morte, infatti, non è vista come la fine definitiva dell'esperienza amorosa, ma come un passaggio che non può cancellare il legame profondo tra l'amante e l'amato. Questo tema si riflette in vari passi delle sue opere, dove il poeta cerca di rendere eterno il ricordo di Cinzia, non solo attraverso la poesia, ma anche nella convinzione che l'amore che lui prova non scomparirà mai, neanche con la morte.

In particolare, Properzio usa l'immagine della "memoria" come elemento centrale per esprimere la sopravvivenza dell'amore oltre la morte. La poesia diventa, quindi, uno strumento per rendere immortale il ricordo dell'amata o dell'amato e la passione vissuta. L'amore che lui vive è tanto più forte quanto più è capace di sfidare la morte stessa, trovando una forma di eternità nella poesia.

Cornelio Gallio: è stato un poeta e politico romano. Nacque a Forum Livii (Forlì), o in un'imprecisata Forum Iulii, nel 69 a.c. e morì nel 26 a.c. Appartenne all'ordine equestre, seguace e amico di Ottaviano, fu il primo prefetto di Alessandria d'Egitto. E' nel circolo di Mecenate. Scrive gli Amores; con lui inizia la tradizione elegiaca latina. Albio Tibullo: nacque a Gabii o Pedum, nel 54 a.c. e morì a Roma il 19 a.c. Fu un grande poeta romano del I secolo a.c., tra i maggiori esponenti dell'elegia erotica. Si trasferì a Roma, dove conobbe il repubblicano Valerio Messalla Corvino,si legò a lui e al suo circolo fino alla morte. Scrive il CORPUS TIBULLIANUM ( tre libri di elegie, 1.238 versi).

Sesto Properzio: nacque quasi certamente ad Assisi, 47 a.c. e da alcuni riferimenti si può dedurre che morì poco dopo il 15 a.c., a Roma. Fu uno dei maggiori poeti d'amore latini. Il poeta fu amico di Virgilio e, soprattutto, di Ovidio e si avvicinò al circolo di Mecenate.Scrive le Elegie (quattro libri, novantadue componimenti complessivi in distici elegiaci).Publio Ovidio Nasone: nacque a Sulmona, in Abruzzo, nel 43 a.C. da famiglia appartenente al rango equestre. Entra nel circolo di Messalla Corvino, ottiene subito successo con la sua prima raccolta di elegie: gli Amores. Abbandonerà l'elegia per dedicarsi ad un poema epico mitologico: le Metamorfosi. Muore nel 18d.C.

Politico

Amore ed Eros

Morale

Il termine "elegia" indicava inizialmente qualunque componimento il cui metro era il distico elegiaco. Deriva da έλεγος, col significato di "lamento funebre", o da «έ έ λέγειν», cioè "dire ahi, ahi!", o dal termine orientale del flauto 'elegn', con cui sovente si accompagnavano le recitazioni. Tono fermo, alto, severo; venivano utilizzate come strumento di riflessione e di esortazione, per celebrare molteplici occasioni della vita pubblica e privata. L'elegia latina è maggiormente soggettiva e autobiografica. Gli elegiaci esprimono una consapevole opposizione ai valori tradizionali della società romana. Seguono convenzioni e stilemi ben precise, che formano quello che gli studiosi definiscono un vero e proprio "codice elegiaco".