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LA CONDIZIONE DELLA DONNA NELL'ANTICA ROMA
Benedetta La Farciol
Created on November 21, 2024
"Passato Prossimo" da Tacita a Sulpicia-Eva Cantarella
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Transcript
LA CONDIZIONE DELLA DONNA A ROMA E NEL MONDO CONTEMPORANEO
("Passato prossimo"da Tacita a Sulpicia- Eva Cantarella)
LA DONNA SECONDO LA LINGUA E LA FILOSOFIA
- Aggettivo latino femineus: femminile, debole.
- Aristotele affermava che la donna fosse inferiore all’uomo in quanto aveva un cervello più piccolo e l’assimilava ad un maschio mutilato.
- Platone sosteneva, invece, che le donne istruite alla filosofia avessero uguali diritti politici degli uomini e potessero accedere al governo.
PERCHE' "PASSATO PROSSIMO"?
La storia delle donne romane merita particolare attenzione perché, a differenza della storia delle donne greche e delle altre donne antiche, non è un passato remoto, ma “ è il nostro passato prossimo. E forse, in qualche misura, è anche una parte del nostro presente”.
TACITA MUTA, IL LOGOS E IL VERBUM
A LALA
Piccola Tacita,come una capinera in prigione adesso taci avvolta dal silenzio. Invano cerchi una ragione, la tua natura ti ha tradita. Incauta e irriflessiva hai usato lo strumento più potente, ma Lui ti ha catturata. Piccola Lala, il verbum è tuo, non lasciarlo correre nel cielo.
ALLA RICERCA DEL POTERE PERDUTO-la ginecocrazia
- Teoria dello storico svizzero Bachofen.
- Teoria della studiosa Gimbutas nella questione della cultura indoeuropea.
LE DONNE NEL MONDO ETRUSCO
- Esempio della regina Tanaquil, moglie di Lucumone.
- Le donne etrusche istruite potevano partecipare ai banchetti maschili: questa usanza ricorda molto le etere, in greco “ἑταῖραι”, donne colte che allietavano gli uomini con la poesia e la musica; proprio qui nascerà la poesia lirica o genere melodico.
LE DONNE NEL MONDO SABINO
- Le donne sabine, invece, come scrive Plutarco, vivevano in condizioni di eccezionale dignità e soprattutto erano protette dal diritto. Non erano, inoltre, costrette al plen talasias.
- Esempio di Lavinia nell'Eneide.
LE DONNE NELLA ROMA ARCAICA
- Erano educate al valore della pudicitia.
- Si dedicavano solo al lanificium (lavorazione della lana).
- Non potevano accedere alla sfera pubblica e partecipare alla vita politica.
- Il nome della donna era segreto perché nominarla sarebbe stato equivalso ad avere con lei un inammissibile contatto fisico.
«Lanifica, casta, pia, pudica, domiseda».
IL RUOLO DELLA FIGLIA
I padri esercitavano sulle figlie lo ius vitae necisque; si può, inoltre, immaginare le reazioni di alcuni padri nel momento in cui scoprivano che le loro figlie avevano perso la verginità o erano state vittime di stuprum.
IL MATRIMONIO CUM MANU: LA CONFARREATIO
Dalla celebre frase” Ubi tu Gaius ego Gaia” avveniva un trasferimento dei poteri dal padre al marito: la donna era diventata, in quel momento, proprietà del marito.
I REATI: L' ADULTERIO E L' AVER BEVUTO VINO
«[…] se sorprendi tua moglie in adulterio puoi ucciderla senza esser punito in giudizio; se sei stato tu a commettere adulterio, che ella non osi toccarti con un dito, non ne ha diritto».
Da questa frase di Catone possiamo capire qual era la considerazione che i Romani in età arcaica avevano dell’adulterio da parte maschile e femminile.
DIFFERENZA CON LE DONNE GRECHE: LA QUESTIONE DEL PATRIMONIO
La strategia dei Greci consisteva nell'escludere le donne dalla successione ereditaria, mentre la strategia dei Romani è stata quella di usare la donna come detentrice provvisoria del patrimonio familiare, ma sotto la presenza di un tutore imposto dal padre, a causa della sua levita animi (leggerezza dell'animo).
La donna in età augustea
IL MATRIMONIO SINE MANU: IL MATRIMONIO CONSENSUALE
Il matrimonio consensuale era una forma di unione legale che si basava sull'accordo reciproco tra i due coniugi.
DIFFERENZE CON LE DONNE GRECHE: IL RUOLO DELLA MADRE
La donna aveva il ruolo di consigliera morale nei confronti dei figli, li educava quindi ai valori cittadini, in particolare quelli che rientravano nel mos maiorum. Ciò significa che rispetto alla donna greca, in particolare ateniese, aveva maggiore accesso alla cultura e alla vita sociale, ovviamente soltanto in età augustea.
LE DONNE IN PIAZZA: LA LEX OPPIA (195 a.C.)
Nel 195 a.C. si discusse se abrogare o meno la Lex Oppia, questa legge aveva stabilito che le donne non potessero portare addosso più di mezza oncia d’oro. I tribuni della plebe Fundanio e Valerio proposero che la legge venisse abrogata, ma ad opporsi fu Catone, paragonando le donne alla plebe.Questa scena ci ricorda quando la suffragetta Emily Davison viaggiò fino a Epsom per afferrare le briglie del cavallo del re, ma l'animale la travolse dopo pochi passi.
LE DONNE E L'AVVOCATURA
Quando Ortensia si ribellò alla nuova legge del 42 a.C. di imporre alle donne più ricche di partecipare alle spese militari, molti videro per la straordinaria abilità retorica retorica a parlare non lei, ma il padre Ortensio Ortalo.
LE DONNE OSSERVANTI E LA CESSIONE DEL VENTRE
Famoso triangolo Marzia, Catone e Ortensio.
LA DONNA DALL'OTTOCENTO ALL'ETA' CONTEMPORANEA: ANGELO O DEMONE
Nel XIX secolo e in gran parte della storia, la donna è stata idealizzata, dunque, come angelo del focolare, Proprio nell’età vittoriana questo ruolo si fondava sull’idea che la donna fosse naturalmente predisposta alla cura, alla docilità e alla sottomissione.(Il Dolce Stil Novo-Beatrice nella Divina Commedia e il romanzo "Jane Eyre" di Charlotte Bronte). Esissteva accanto l'immagine della donna demone o tentatrice. Questo stereotipo, radicato nella tradizione biblica, come ad esempio Eva, simbolo di peccato e disobbedienza, ha rappresentato le donne che sfidavano le norme sociali come pericolose o sovversive (le suffragette).
CONFRONTO TRA JANE AUSTEN E LE DONNE ROMANE
Se le eroine di Austen agiscono principalmente nella sfera emotiva e morale, le donne romane influenti come Livia o Agrippina mostrano un’abilità politica.
LA CULTURA: IL VERO STRUMENTO PER EMANCIPARCI
- L'esempio di Clodia, odiata da Cicerone.
- Sulpicia, l'unica poetessa a dare voce alle donne romane e il suo amore per Cerinto.
Se Baudelaire scrive che al poeta è caduta l'aureola nel fango, le donne sono poetesse che probabilmente l'aureola non l'hanno mai avuta.
GRAZIE PER L'ATTENZIONE
Benedetta La FarciolaCarlotta Ciammaglichella Sofia Ciarrone