The human body
corpo: oggetto e soggetto di cultura
A CURA DI FRANCESCA VENUTI
indice
La bellezza femminile
Identità corporea
Il ruolo dei social
Mauss e le tecniche del corpo
Il vestiario
Antropopoiesi
La cultura del velo
Bello sociale
Il corpo umano non è solo un'entità biologica, ma il risultato di interazioni con fattori culturali, sociali, politici ed economici. Esso può plasmare la cultura, come nel caso della minigonna nell'emancipazione femminile o nelle trasformazioni corporee, ma è anche modellato dalla cultura stessa, influenzando gesti, parole e movimenti. Un esempio di questa interazione culturale si vede nel calcio: pur essendo lo stesso sport in tutto il mondo, le modalità di gioco variano. In Brasile, ad esempio, il "gin-ga" è uno stile di gioco che unisce ballo e musica, riflettendo elementi della cultura brasiliana come la samba e la capoeira, una danza-lotta che ha radici nella resistenza degli schiavi africani contro il dominio portoghese.
Un esempio è il camminare, che, pur essendo un'azione universale, varia da cultura a cultura: alcune camminano più velocemente o lentamente, muovono le braccia o le tengono ferme, e in alcune esistono concetti diversi di passeggiata o marcia.
Il concetto di "tecniche del corpo" sviluppato dall'antropologo francese Marcel Mauss si riferisce a tutte quelle pratiche corporee che, pur essendo apprese, diventano talmente interiorizzate da sembrare naturali e automatiche. In altre parole, sono comportamenti che impariamo attraverso l'interazione con gli altri, soprattutto in famiglia, e che finiamo per imitare, come se facessero parte della nostra natura.
antropopoiesi
Un'azione tipica della specie umana è quello di modificare il corpo per conferigli significati culturali; attività che lo studioso Francesco Remotti ha chiamato ANTROPOPOIESI. Questo fenomeno è universale, in quanto nessuna cultura accetta il corpo cosi' com'è.
TATUAGGIO
TAGLIO DEI CAPELLI E PERFORAZIONI
SCARIFICAZIONI
il bello sociale
Le pratiche culturali come orecchini e piercing, sebbene possano sembrare eccentriche, esprimono le stesse necessità di appropriazione culturale del corpo, appartenenza a una sotto-cultura e segnalazione di status economico. La manipolazione del corpo spesso risponde al bisogno di "piacersi" e di conformarsi al "bello sociale", ovvero alle norme estetiche di ciascuna cultura. I canoni di bellezza variano a seconda della cultura: in Occidente si privilegiano la magrezza e la tonicità, mentre in alcune culture africane si apprezzano forme più morbide.
la bellezza femminile
All'interno di una stessa cultura, gli ideali di bellezza evolvono nel tempo, come l'evoluzione del canone di bellezza femminile in Occidente nel Novecento.
donne più forti, dalla vita stretta con stile militaresco, che riprendevano le divise maschili usate in guerra.
corpo ideale, più ermafrodita con capelli corti, seno piccolo e fianchi stretti.
30
60
40
20
ritornano le forme più morbide, con seni e fianchi generosi; fisici a serena
con l'emancipazione, si affermò un modello androgino, con fisico minuto e agile.
si diffonde il fenomeno delle supermodelle, con un canone sempre più difficile da raggiungere: dal vitino da vespa, gambe lunghissime e seno abbondante
si afferma un modello molto magro con un viso deperito
70
80
2000
90
esibivano corpi magri e tonici, grazie alla diffusione dello sport
donne dal corpo altletico e muscoloso, con pancie piatte e addominali
IL RUOLO DEI SOCIAL
Gli standard di bellezza di oggi sono fortemente influenzati dai media, che non solo mostrano gli ideali estetici dominanti, ma spesso li creano, usando filtri e ritocchi alle immagini. Questo ha portato anche a un maggiore dibattito sulla varietà dei canoni di bellezza e su come essi possano includere o escludere determinate persone. Un esempio di questo è il fenomeno "Internet vs reality", dove si confrontano le immagini modificate sui social con la realtà, mostrando come molte caratteristiche fisiche vengano corrette o nascoste.
BODY SHAMING
il vestiario
LE FUNZIONI CULTURALI DELL'ABBIGLIAMENTO
IL VELO
IL SENSO DI PUDORE
Del velo—
— la cultura
Diverse culture
- Iran
- Afghanistan
- India
- Paesi del Sahara
la scarificazione è un'incisione superficiale della pelle, con inserimenti di piccoli grani che danno origine a disegni in rilievo. Per alcune popolazioni della Papua Nuova Guinea, questo rito doloro d'iniziazzione segnava il passaggio dalla pubertà alla vita adulta. Il corpo del giovane adulto veniva intagliato con una lametta, poi unto con un olio vegetale e cenere, in modo che le ferite assumevano una sorta di rigonfiamento, simile alle squame di coccodrillo
In Afghanistan è diffuso;
Il burqa, è un velo che copre interamente il corpo, dalla testa ai piedi, incluso il viso, è di colore azzurro o nero, presenta una grata o una rete sugli occhi che permette alla donna di vedere pur rimanendo coperta. La pratica di indossare il burqa in Afghanistan non è solo una questione di fede religiosa, ma anche di pressione culturale. Limita la libertà di espressione delle donne in pubblico, infatti per molte è diventato simbolo di oppressione, in quanto la sua adozione non è sempre una scelta personale, ma una condizione imposta da leggi.
Una delle tecniche antropopoietiche più diffuse è il TATUAGGIO. Questo rituale si diffuse in tutta la Nuova Zelanda è rappreesentava l'ingresso dell'individuo nella vita adulta; le donne si tatuavano le labbra e il mento, mentre gli uomini mostravano grandi tatuaggi facciali e corporei che li collegavano agli antenati.
Nell'Ottocento e Novecento, in America e in Europa i tatuaggi veniva consideari marchio di malavitosi, marinari di guerra e carcerati.Recentemente sono visti come modo per abbellire il proprio corpo.
In India
Il niqab è un velo che copre tutto il corpo, lasciando scoperti solo gli occhi. Il termine "niqab" significa letteralmente "essere traforato". È una forma di abbigliamento che alcune donne musulmane scelgono di indossare come espressione di modestia, in conformità con interpretazioni religiose del Corano.In alcuni luoghi, l'uso del niqab è obbligatorio per legge, mentre in altri è una scelta individuale che riflette la fede personale della donna.
Il movimento *body positivity* nasce per combattere il *body shaming* (la derisione per l'aspetto fisico) e promuove campagne che celebrano corpi di tutte le forme, anche quelli che non rispettano gli attuali canoni estetici. L'idea principale è che ogni corpo merita rispetto e valore, indipendentemente dal modo in cui viene giudicato dalla società, e che nessuno dovrebbe sentirsi inferiore a causa del proprio aspetto.
Tuareg sono un gruppo etnico tradizionalmente nomade che abita principalmente le regioni desertiche del Sahara, in paesi come Mali, Niger, Libia e si definiscono "uomini che portano il velo", in riferimento al loro abito tradizionale, il tagulmust. Il tagulmust è un lungo telo di stoffa, solitamente di colore bianco o blu
La perforazione delle orecchie, del naso e della pelle per sostenere gioielli e pendenti.L'allungamento del collo tramite anelli di metallo, e l'inserimento di piattelli nelle labbra.
I capelli in ogni cultura vengono tagliati, aconciati o tinti per esprimere appartenenza a una società, a un gruppo, a una moda.
La storia della minigonna
La minigonna, simbolo di cambiamento ed emancipazione femminile, nasce negli anni '60 grazie alla stilista Mary Quant e al designer André Courrèges. Con la sua lunghezza sopra il ginocchio, divenne emblema di una generazione che sfidava le convenzioni sociali, rappresentando libertà e indipendenza. Icone come Twiggy e Brigitte Bardot contribuirono alla sua diffusione globale. Associata anche al movimento giovanile e al femminismo, la minigonna si evolse nel tempo, diventando un capo versatile e meno radicale, ma mantenendo il suo status di elemento chiave nel guardaroba femminile.
Nella tradizione islamica, l'uso del velo ha significati sia culturali che religiosi.
diversi tipi di velo:
- L'hijab è un foulard che copre capelli, orecchie e collo, ma lascia il viso scoperto, ed è simbolo di modestia
- Il chador, più lungo e copre il corpo dalla testa ai piedi, lasciando scoperto solo il viso, ed è tipico dell'Iran, dove è stato imposto dopo la rivoluzione del 1979.
Presentazione Corpo Umano
Francesca Venuti
Created on November 21, 2024
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The human body
corpo: oggetto e soggetto di cultura
A CURA DI FRANCESCA VENUTI
indice
La bellezza femminile
Identità corporea
Il ruolo dei social
Mauss e le tecniche del corpo
Il vestiario
Antropopoiesi
La cultura del velo
Bello sociale
Il corpo umano non è solo un'entità biologica, ma il risultato di interazioni con fattori culturali, sociali, politici ed economici. Esso può plasmare la cultura, come nel caso della minigonna nell'emancipazione femminile o nelle trasformazioni corporee, ma è anche modellato dalla cultura stessa, influenzando gesti, parole e movimenti. Un esempio di questa interazione culturale si vede nel calcio: pur essendo lo stesso sport in tutto il mondo, le modalità di gioco variano. In Brasile, ad esempio, il "gin-ga" è uno stile di gioco che unisce ballo e musica, riflettendo elementi della cultura brasiliana come la samba e la capoeira, una danza-lotta che ha radici nella resistenza degli schiavi africani contro il dominio portoghese.
Un esempio è il camminare, che, pur essendo un'azione universale, varia da cultura a cultura: alcune camminano più velocemente o lentamente, muovono le braccia o le tengono ferme, e in alcune esistono concetti diversi di passeggiata o marcia.
Il concetto di "tecniche del corpo" sviluppato dall'antropologo francese Marcel Mauss si riferisce a tutte quelle pratiche corporee che, pur essendo apprese, diventano talmente interiorizzate da sembrare naturali e automatiche. In altre parole, sono comportamenti che impariamo attraverso l'interazione con gli altri, soprattutto in famiglia, e che finiamo per imitare, come se facessero parte della nostra natura.
antropopoiesi
Un'azione tipica della specie umana è quello di modificare il corpo per conferigli significati culturali; attività che lo studioso Francesco Remotti ha chiamato ANTROPOPOIESI. Questo fenomeno è universale, in quanto nessuna cultura accetta il corpo cosi' com'è.
TATUAGGIO
TAGLIO DEI CAPELLI E PERFORAZIONI
SCARIFICAZIONI
il bello sociale
Le pratiche culturali come orecchini e piercing, sebbene possano sembrare eccentriche, esprimono le stesse necessità di appropriazione culturale del corpo, appartenenza a una sotto-cultura e segnalazione di status economico. La manipolazione del corpo spesso risponde al bisogno di "piacersi" e di conformarsi al "bello sociale", ovvero alle norme estetiche di ciascuna cultura. I canoni di bellezza variano a seconda della cultura: in Occidente si privilegiano la magrezza e la tonicità, mentre in alcune culture africane si apprezzano forme più morbide.
la bellezza femminile
All'interno di una stessa cultura, gli ideali di bellezza evolvono nel tempo, come l'evoluzione del canone di bellezza femminile in Occidente nel Novecento.
donne più forti, dalla vita stretta con stile militaresco, che riprendevano le divise maschili usate in guerra.
corpo ideale, più ermafrodita con capelli corti, seno piccolo e fianchi stretti.
30
60
40
20
ritornano le forme più morbide, con seni e fianchi generosi; fisici a serena
con l'emancipazione, si affermò un modello androgino, con fisico minuto e agile.
si diffonde il fenomeno delle supermodelle, con un canone sempre più difficile da raggiungere: dal vitino da vespa, gambe lunghissime e seno abbondante
si afferma un modello molto magro con un viso deperito
70
80
2000
90
esibivano corpi magri e tonici, grazie alla diffusione dello sport
donne dal corpo altletico e muscoloso, con pancie piatte e addominali
IL RUOLO DEI SOCIAL
Gli standard di bellezza di oggi sono fortemente influenzati dai media, che non solo mostrano gli ideali estetici dominanti, ma spesso li creano, usando filtri e ritocchi alle immagini. Questo ha portato anche a un maggiore dibattito sulla varietà dei canoni di bellezza e su come essi possano includere o escludere determinate persone. Un esempio di questo è il fenomeno "Internet vs reality", dove si confrontano le immagini modificate sui social con la realtà, mostrando come molte caratteristiche fisiche vengano corrette o nascoste.
BODY SHAMING
il vestiario
LE FUNZIONI CULTURALI DELL'ABBIGLIAMENTO
IL VELO
IL SENSO DI PUDORE
Del velo—
— la cultura
Diverse culture
la scarificazione è un'incisione superficiale della pelle, con inserimenti di piccoli grani che danno origine a disegni in rilievo. Per alcune popolazioni della Papua Nuova Guinea, questo rito doloro d'iniziazzione segnava il passaggio dalla pubertà alla vita adulta. Il corpo del giovane adulto veniva intagliato con una lametta, poi unto con un olio vegetale e cenere, in modo che le ferite assumevano una sorta di rigonfiamento, simile alle squame di coccodrillo
In Afghanistan è diffuso;
Il burqa, è un velo che copre interamente il corpo, dalla testa ai piedi, incluso il viso, è di colore azzurro o nero, presenta una grata o una rete sugli occhi che permette alla donna di vedere pur rimanendo coperta. La pratica di indossare il burqa in Afghanistan non è solo una questione di fede religiosa, ma anche di pressione culturale. Limita la libertà di espressione delle donne in pubblico, infatti per molte è diventato simbolo di oppressione, in quanto la sua adozione non è sempre una scelta personale, ma una condizione imposta da leggi.
Una delle tecniche antropopoietiche più diffuse è il TATUAGGIO. Questo rituale si diffuse in tutta la Nuova Zelanda è rappreesentava l'ingresso dell'individuo nella vita adulta; le donne si tatuavano le labbra e il mento, mentre gli uomini mostravano grandi tatuaggi facciali e corporei che li collegavano agli antenati.
Nell'Ottocento e Novecento, in America e in Europa i tatuaggi veniva consideari marchio di malavitosi, marinari di guerra e carcerati.Recentemente sono visti come modo per abbellire il proprio corpo.
In India
Il niqab è un velo che copre tutto il corpo, lasciando scoperti solo gli occhi. Il termine "niqab" significa letteralmente "essere traforato". È una forma di abbigliamento che alcune donne musulmane scelgono di indossare come espressione di modestia, in conformità con interpretazioni religiose del Corano.In alcuni luoghi, l'uso del niqab è obbligatorio per legge, mentre in altri è una scelta individuale che riflette la fede personale della donna.
Il movimento *body positivity* nasce per combattere il *body shaming* (la derisione per l'aspetto fisico) e promuove campagne che celebrano corpi di tutte le forme, anche quelli che non rispettano gli attuali canoni estetici. L'idea principale è che ogni corpo merita rispetto e valore, indipendentemente dal modo in cui viene giudicato dalla società, e che nessuno dovrebbe sentirsi inferiore a causa del proprio aspetto.
Tuareg sono un gruppo etnico tradizionalmente nomade che abita principalmente le regioni desertiche del Sahara, in paesi come Mali, Niger, Libia e si definiscono "uomini che portano il velo", in riferimento al loro abito tradizionale, il tagulmust. Il tagulmust è un lungo telo di stoffa, solitamente di colore bianco o blu
La perforazione delle orecchie, del naso e della pelle per sostenere gioielli e pendenti.L'allungamento del collo tramite anelli di metallo, e l'inserimento di piattelli nelle labbra.
I capelli in ogni cultura vengono tagliati, aconciati o tinti per esprimere appartenenza a una società, a un gruppo, a una moda.
La storia della minigonna
La minigonna, simbolo di cambiamento ed emancipazione femminile, nasce negli anni '60 grazie alla stilista Mary Quant e al designer André Courrèges. Con la sua lunghezza sopra il ginocchio, divenne emblema di una generazione che sfidava le convenzioni sociali, rappresentando libertà e indipendenza. Icone come Twiggy e Brigitte Bardot contribuirono alla sua diffusione globale. Associata anche al movimento giovanile e al femminismo, la minigonna si evolse nel tempo, diventando un capo versatile e meno radicale, ma mantenendo il suo status di elemento chiave nel guardaroba femminile.
Nella tradizione islamica, l'uso del velo ha significati sia culturali che religiosi.
diversi tipi di velo: