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IL CYBERBULLISMO

marica caradonna

Created on November 19, 2024

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COS'È?

IL CYBERBULLISMO

DATI

CASI

ENSIERO

Il cyberbullismo è la manifestazione in Rete di un fenomeno più ampio e meglio conosciuto come bullismo. Quest'ultimo è caratterizzato da azioni violente e intimidatorie esercitate da un bullo su una vittima. Le azioni possono riguardare molestie verbali, aggressioni fisiche, persecuzioni, generalmente attuate in ambiente scolastico. Oggi la tecnologia consente ai bulli di materializzarsi in ogni momento perseguitando le vittime con messaggi, immagini, video offensivi inviati tramite smartphone o pubblicati sui siti web e sui social network. Il bullismo diventa quindi cyberbullismo.

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COS'È?

DATI

CASI

PENSIERO

Il bullismo si configura come un fenomeno più maschile, mentre il cyberbullismo sembra colpire di più le ragazze. Una ricerca a cui hanno partecipato più di 1700 giovani dai 14 ai 26 anni in tutta Italia. «Il 65% dei giovani dichiara di essere stato vittima di violenza e tra questi il 63% ha subito atti di bullismo e il 19% di cyberbullismo». La percentuale di chi ha subito una violenza, sia fisica che psicologica, sale al 70% se si considerano le risposte delle ragazze, arriva all’83% tra chi si definisce non binario e scende al 56% tra i maschi.

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COS'È

DATI

CASI

PENSIERO

Bullismo e cyberbullismo, così come le violenze psicologiche e verbali, prendono di mira soprattutto l’aspetto fisico (79%). A seguire l’orientamento sessuale (15%), la condizione economica (11%), l’identità di genere (9%), la disabilità (5%) e la religione (4%). Le conseguenze di queste violenze sui ragazzi sono pesanti: la prima è la perdita di autostima, sicurezza e fiducia negli altri, riscontrata dal 75% dei giovani; il 47% afferma di soffrire di ansia sociale e attacchi di panico, mentre il 45% segnala isolamento e allontanamento dai coetanei. Gli altri effetti negativi sono: difficoltà di concentrazione e basso rendimento scolastico (28%), depressione (28%), paura e rifiuto della scuola (24%), disturbi alimentari (24%), autolesionismo (20%).

IL CASO DI VERCELLI

IL CASO DI PORDENONE

Nel settembre del 2015 si toglie la vita a soli 26 anni il giovane carrozziere Andrea Natali di Borgo D'Ale, vicino a Vercelli. Tutta colpa del cyberbullismo di cui è stato una delle tante vittime.

L'ennesimo episodio di bullismo dietro alla decisione di una ragazza di Pordenone di 12 anni di lanciarsi dal balcone di casa, al secondo piano.

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La Repubblica - "Adesso sarete contenti". E si lancia da balcone

La Repubblica- Vercelli, suicida a 26 anni perseguitato dai bulli

COS'È

DATI

IL CASO DI PADOVA

IL CASO AMANDA TODD

CASI

Una ragazzina di Padova di soli 14 anni, domenica pomeriggio si è gettata dall’ultimo piano di un ex albergo di Cittadella, a Padova.

Era una ragazza di 15 anni che il 10 ottobre 2012 si è tolta la vita, vittima di bullismo e cyberbullismo.

PENSIERO

La Repubblica- L'addio al mondo di Amanda T. 15 anni, vittima del cyber-bullismo

La Stampa- Padova, l'ombra del cyberbullismo

Il cyberbullismo è una delle manifestazioni più insidiose del bullismo, resa ancora più pervasiva dalla natura dei mezzi digitali. Essendo alimentato dall'anonimato e dalla distanza fisica, permette agli aggressori di agire senza dover affrontare direttamente le conseguenze delle loro azioni, spesso aggravando l'impatto emotivo sulle vittime. Le parole, le immagini, e i video condivisi in rete diventano strumenti di violenza psicologica, che si diffonde in modo rapido e difficile da controllare. Quello che molti non considerano è il peso che questi atti hanno sulle vittime, che non possono semplicemente "spegnere" il dolore come si farebbe con lo schermo. I danni causati dal cyberbullismo possono lasciare cicatrici emotive profonde e difficili da guarire, influenzando la vita sociale, il rendimento scolastico e persino la salute mentale di chi ne è colpito. È fondamentale che le persone acquisiscano consapevolezza sull'importanza del rispetto e della responsabilità quando interagiscono online. Le parole possono ferire tanto quanto i gesti, e la rete non dovrebbe mai essere un rifugio per la cattiveria.

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