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FILOSOFIA: ERACLITO-PARMENIDE-ZENONE

carmelina licata

Created on November 17, 2024

Filosofia

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Transcript

Presentazione filosofia

ERACLITO- PARMENIDE- ZENONE

Introduzione

ERACLITO

Eraclito, filosofo greco del VI secolo a.C., è noto per le sue idee sul cambiamento e l'unità degli opposti. La sua famosa affermazione "Panta rhei" (tutto scorre) enfatizza il concetto che tutto è in continuo divenire. Eraclito sostiene che la realtà è caratterizzata da una costante trasformazione e che la stabilità è solo apparente. Uno dei suoi concetti chiave è il "logos", una ragione o principio sottostante che governa il mondo. Crede anche che il conflitto e l'opposizione siano essenziali per l'armonia dell'universo, sostenendo che gli opposti sono interconnessi e si trasformano l'uno nell'altro. In sintesi, Eraclito ci invita a riflettere sulla natura dinamica della realtà, sulla necessità del cambiamento e sull'importanza dell'armonia attraverso il contrasto.

PUNTI CHIAVE

Eraclito distingue tra: - filosofia, che indaga la verità sotto le apparenze e opinione comune, che è fonte di errore. - La forma dell’essere è il divenire (tutto scorre). - Il principio di tutte le cose è il fuoco (mobile e distruttore). - Il lògos (la legge razionale) che regola la vita del mondo è il conflitto. - Lotta e opposizioni dei contrari si armonizzano senza conciliarsi. - Il fuoco(l’essenza dell’universo come energia che assume forme sempre diverse, in continua trasformazione) o lògos è una realtà eterna e divina (panteismo) che si realizza: nella lotta dei contrari e nel ciclo produzione-distruzione. - La realtà è il divenire.

PENSIERO

Alla base del pensiero di Eraclito vi è la contrapposizione tra la filosofia, da lui identificata con la verità, e la comune mentalità degli uomini, da lui ritenuta fonte di errore. Pertanto, ai “dormienti”, cioè ai non filosofi, egli contrapponeva gli uomini “svegli”, ossia i filosofi, i quali, sanno cogliere il nocciolo segreto delle cose. Filosofo vero, per Eraclito, è colui che sa riflettere in solitudine, scandagliando con acume la propria anima. Filosofo vero è colui che possiede una visione profonda degli argomenti, non fermandosi all’apparenza, e per fare ciò deve elevarsi e deve avere una profonda visione dell’essere.

LA TEORIA DEL DIVENIRE Eraclito è il filosofo del divenire, in quanto concepisce il mondo come un flusso perenne in cui “tutto scorre”(PANTA REI). La forma dell’essere è il divenire, poiché ogni cosa è soggetta al tempo e alla trasformazione, e anche ciò che sembra fermo in realtà è dinamico. Il principio di tutte le cose è il fuoco.

Ciò che a prima vista può sembrare disordine e irrazionalità, cioè la lotta delle cose tra loro, manifesta dunque, a uno sguardo più profondo, una "logica" consistente proprio nel fatto che un opposto non può esistere indipendentemente dall’altro. L’archè di Eraclito è il lògos cioè la ragione ovvero legge razionale della realtà. Il principio dell’universo è il fuoco. Per Eraclito la lotta e l’opposizione costituiscono un aspetto fondamentale della realtà, senza il quale non ci sarebbero né vita, né essere.

LA DOTTRINA DEI CONTRARI La legge segreta del mondo, di cui Eraclito vuol essere lo scopritore , risiede proprio nella connessione dei contrari, che, in quanto opposti, lottano tra loro ma nello stesso tempo non possono stare l’uno senza l’altro, in quanto vivono solo l’uno in virtù dell’altro.

LA TEORIA DELLA CONOSCENZA Per Eraclito la conoscenza si basa sulla registrazione dei sensi. Egli rivolge una critica radicale ai “dormienti”, cioè uomini che si fermano alle apparenze e che, non indagando a fondo le cose, restano esclusi dalla comprensione dell’autentica legge del tutto. Solo chi è in grado di uscire dal “dormiveglia” quotidiano può intendere davvero quelle leggi oggettive del mondo che, una volta scoperte, si impongono a ogni mente pensante. Tuttavia, Eraclito ha una visione piuttosto semplice della conoscenza. Egli crede nella sostanziale affidabilità dell’esperienza immediata e nella veridicità delle informazioni che ci vengono fornite dai sensi.

PARMENIDE

Parmenide era un filosofo greco che ha vissuto nel VI secolo a.C. ed è famoso per le sue idee sull' Essere. Ecco un riassunto semplice dei suoi concetti principali: 1. L'Essere è l'unica cosa che esiste: Parmenide dice che tutto ciò che esiste è "Essere", cioè una realtà immutabile e eterna. Non può esistere qualcosa che non è, cioè il "non-essere". Se qualcosa non esiste, non possiamo nemmeno pensarlo e parlarne. 2. Il cambiamento non esiste: Secondo Parmenide, il mondo sensibile che vediamo, con tutti i cambiamenti e le trasformazioni, è un'illusione. Se qualcosa cambia, significa che prima non esisteva e poi è diventato qualcos'altro, ma questo è impossibile, perché il "non-essere" non può esistere. L'Essere è immutabile e sempre uguale a se stesso. 3. Il mondo delle apparenze vs. la verità**: Parmenide distingue tra due modi di vedere il mondo: uno è basato sull'opinione (le cose che vediamo, che cambiano e sono molte), e l'altro sulla verità (che è l'Essere, che è eterno e immutabile). Le percezioni che abbiamo coi sensi, secondo lui, sono ingannevoli. 4. Un'unica realtà**: In sostanza, Parmenide crede che l'universo sia uno, senza divisioni, senza cambiamenti. Il vero mondo è quello che non possiamo vedere, perché i nostri sensi ci mostrano solo le apparenze. In breve: Parmenide dice che la realtà è una e immutabile, mentre il cambiamento e la molteplicità che vediamo sono solo illusioni dei nostri sensi.

ZENONE DI ELEA

spiegazione paradossi

Zenone in difesa di Parmenide :Zenone era un allievo di Parmenide, vissuto a Elea nel V secolo a. C. Come filosofo, si impegnò a difendere la posizione del suo maestro. Per difendere la tesi parmenidea secondo cui “tutto è uno”, Zenone argomentava contro l’esistenza della molteplicità e del movimento. Per farlo, usava il metodo della dimostrazione per assurdo: assumere come vera la tesi degli avversari per poi mostrare le illogiche conseguenze alle quali conduce.

Un paradosso è, etimologicamente, un argomento contrario (para) all’opinione comune (doxa). Esistono paradossi di diverso tipo, ma i più sono costruiti in modo da essere logicamente coerenti, anche se contrari al senso comune. Sono delle specie di trappole argomentative. In quanto tali, di solito i paradossi suscitano stupore, sorpresa. Oltre alla molteplicità, Zenone si impegnò a confutare anche l’esistenza del movimento, formulando alcuni paradossi.

Zenone di Elea è stato un filosofo greco del V secolo a.C., noto per le sue argomentazioni paradossali che sfidano la nostra comprensione comune dello spazio e del tempo. È considerato uno dei principali rappresentanti della scuola eleatica, che ha avuto come figura di spicco Parmenide. Zenone è famoso soprattutto per i suoi paradossi, che mettono in discussione l'idea di pluralità e cambiamento. Tra i più noti ci sono: 1. Il paradosso di Achille e la tartaruga: Qui Zenone argomenta che Achille non può raggiungere una tartaruga che ha un vantaggio iniziale, poiché ogni volta che Achille raggiunge il punto in cui si trovava la tartaruga, quest'ultima si sarà già spostata ulteriormente. 2. Il paradosso della dicotomia: Questo paradosso afferma che per raggiungere un obiettivo, bisogna prima percorrere metà della distanza, poi metà della metà, e così via, suggerendo che ci sono infiniti punti da raggiungere e quindi non è possibile mai arrivare a destinazione. 3. Il paradosso della freccia: Zenone sostiene che, in un intervallo temporale certo, una freccia in volo è immobilizzabile in un singolo istante, e quindi non si muove mai.