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enea scende agli inferi

IRENE VESCO

Created on November 14, 2024

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Transcript

Inferi

Enea scende agli

il libro VI: la catabasi di enea

Struttura del libro

Tematiche principali

  • Arrivo a Cuma e incontro con la Sibilla.
  • Discesa negli Inferi.
  • Incontro con Anchise.
  • Ritorno al mondo dei vivi.
  • La pietas di Enea.
  • Il destino di Roma.
  • La discesa negli Inferi come prova eroica.
  • La visione dell’aldilà.
TER
Solo chi porta il Ramo d’Oro può avanzare. Quale albero nasconde il ramo giusto?”

FRUSTRA

spiegazione versi 520-556

Enea e la Sibilla addormentano Cerbero con una focaccia e attraversano lo Stige entrando negli Inferi.

Le anime dei suicidi rimpiangono la luce del sole che hanno abbandonato per disperazione.

Enea attraversa il campo degli eroi, evita il Tartaro e giunge ai Campi Elisi, dimora di anime nobili, dove incontra suo padre Anchise.

All'inizio degli Inferi, Enea e la Sibilla incontrano le anime di bambini morti prematuramente e di condannati ingiustamente, giudicati da Minosse.

Nei Campi del Pianto, tra boschi di mirti, Enea incontra le anime di amori infelici, inclusa Didone, suicidatasi per amore suo.

"Enea si trova di fronte a due percorsi: quale conduce ai Campi Elisi?”

BRACCHIA

TENDIT

campi elisi

I Campi Elisi erano, nella mitologia greca e romana, il luogo beato in cui dimoravano, terminata la loro esistenza, le anime di coloro che si erano dimostrati degni di tale ricompensa. Luogo equivalente del Paradiso cattolico, non beatificato da una presenza divina che non era ritenuta così appagante, ma da un territorio ideale, con paesaggio e clima splendido.

spiegazione vv 833- 873

Gli presenta poi la visione dei suoi discendenti futuri menzionamdo il giovane Marcello

Enea scende negli Inferi per incontrare l’anima di suo padre Anchise.

Enea tenta tre volte di abbracciare l’ombra di Anchise

toccante dialogo tra padre e figlio, in cui Anchise esprime la sua gioia nel rivedere Enea

Anchise mostra a Enea la valle del Lete

INANES

UMBRAS

le anime dei defunti che dovevano reincarnarsi bevevano dalle sue acque per dimenticare le loro vite passate. Quale di questi due rappresenta il fiume in questione?

ANALISI DEL TESTO

Venisti tandem tuaque expectata parentiVicit iter durum pietas? datur ora tueri,Nate, tua et notas audire et reddere voces?Sic equidem ducebam animo rebarque futurumTempora dinumerans nec me mea cura fefellit.Quas ego te terras et quanta per aequora vectumAccipio! quantis iactatum, nate, periclis!Quam metui, ne quid Libyae tibi regna nocerent!Ille autem: Tua me, genitor, tua tristis imagoSaepius occurrens haec limina tendere adegit;Stant sale Tyrrheno classes. Da iungere dextram,Da, genitor, teque amplexu ne subtrahe nostro.Sic memorans largo fletu simul ora rigabat.Ter conatus ibi collo dare bracchia circum,Ter frustra comprensa manus effugit imago,Par levibus ventis volucrique simillima somno.

Sei qui finalmente e ha vinto il duro cammino la tua pietà, come il padre aspettava? Posso creatura guardare il tuo volto, udire e rispondere le note parole? Così veramente sentivo nell’anima, così presagivo il futuro, contando giorni, nè m’ha deluso l’attesa. Per quali terre, per quanto mar trascinato! t’accolgo, figlio, da quanti pericoli uscito! Quanto ho tremato che il regno di Libia ti fosse fatale! E lui: La tua, padre, la triste tua immagine, sempre tornando al mio cuore, m’ha spinto a cercarti fin qui nel mare Tirreno son ferme le navi. Oh dammi stringere, dammi, padre, la mano e non negarti al mio abbraccio! E mentre diceva così, gran pianto le gote rigava. Tre volte allora volle gettargli al collo le braccia, tre volte, invano afferrata, sfuggì dalle mani l’immagine pari ai venti impalpabili, simile al sogno alato.

COLLEGAMENTI

Nel canto XII Gerusalemme liberata

Collegamenti con Dante – Purgatorio,Canto II

Si descrive il combattimento tra Tancredi (cristiano) e l’amata Clorinda (musulmana). Il paladino, ignaro dell’identità dell’avversario, sta combattendo contro l’eroina musulmana. È notte fonda. Dopo alcune ore accade cheTre volte il cavalier la donna stringe con le robusta braccia, ed altrettante da que’ nodi tenaci ella si scinge.

Nel canto II del Purgatorio ad un certo punto dal numero delle anime se ne stacca una che cerca di abbracciare Dante con così tanto affetto che anche il Fiorentino cerca di fare altrettanto: Tre volte dietro a lei le mani avvinsi, e tante mi tornai con esse al petto.

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grazie per l'attenzione

Beatrice Tessarollo, Irene Vesco, Asia Zambon

Tematiche condivise

La separazione tra i vivi e i morti: Virgilio e Dante pongono l’accento sulla condizione di alterità delle anime. L’aldilà non è solo un luogo fisico, ma una dimensione separata, in cui l’elemento corporeo non ha più alcuna consistenza. Il simbolismo del numero tre: In entrambe le opere, il numero tre non è casuale. Esso evoca una simbologia ricca. La malinconia del gesto: In entrambi i testi, il tentativo di abbraccio fallito non è solo un’azione concreta, ma un atto profondamente simbolico. È un modo per esprimere il dolore umano

Le georgiche (Virgilio, libro IV)

Virgilio aveva già trattato il mito di Orfeo nelle Georgiche. In quel contesto, il gesto di Orfeo diventa simbolo di un amore eterno, ma incapace di vincere i confini tra vivi e morti. Questa visione ritorna nell’Eneide, ma con una differenza importante: mentre Orfeo cerca di riportare Euridice nel mondo dei vivi, Enea si reca volontariamente nel regno dei morti per cercare un’eredità spirituale.