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Le dipendenze
Nancy Marino
Created on November 14, 2024
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Transcript
educazione alla salute: le dipendenze
Indice
1. Cos'è una dipendenza?
7. Il fentanyl
2. I tipi di dipendenze
8. Effetti del fentanyl
9. La diffusione del fentanyl
3. Dipendenza dall'alcol
INDICE
4. Effetti dell'alcolismo
10. Possibili trattamenti
5. Dipendenza dalle droghe
6. I tipi di droghe
cosa sono le dipendenze?
La parola "dipendenza" descrive una condizione in cui l’organismo sviluppa un bisogno fisico e psicologico verso una determinata sostanza o attività. Il termine inglese addiction, sebbene spesso utilizzato come sinonimo, si riferisce più specificamente a una ricerca ossessiva e incontrollabile dell’oggetto del desiderio, percepito come indispensabile per dare significato alla propria esistenza. Questo stato porta a un coinvolgimento sempre più profondo, in cui pensieri e comportamenti ruotano esclusivamente attorno all’oggetto in questione.
L'EFFETTO DELLE DIPENDENZE
i tipi di dipendenze
Secondo gli studi del dr. Sussman (2012), esistono dodici categorie principali: 1. Uso di sostanze stupefacenti. 2. Alimenti e abitudini alimentari. 3. Comportamenti anti-sociali. 4. Tecnologie e dispositivi digitali. 5. Gioco d’azzardo (gambling). 6. Lavoro o dinamiche relazionali. 7. Ricerca della perfezione fisica (es. chirurgia estetica). 8. Isolamento e tendenza a fantasticare. 9. Esercizio fisico eccessivo. 10. Ossessioni spirituali. 11. Automutilazione e dolore fisico. 12. Shopping compulsivo.
Dipendenza dall'alcol
L’alcolismo, o “disturbo da uso di alcol” secondo il DSM-5, è una condizione cronica e recidivante che compromette gravemente la vita di chi ne soffre. Esso si manifesta come un’incapacità di astenersi dal consumo di alcol e di controllare le quantità assunte, portando allo sviluppo di tolleranza, sintomi di astinenza e abitudini disfunzionali. Le persone colpite tendono a bere frequentemente e in grandi quantità, perdendo la capacità di moderare il consumo. Per diagnosticare il disturbo, è richiesto che almeno due sintomi siano presenti per un periodo minimo di dodici mesi. Tra i principali segnali vi sono il desiderio incontrollabile di bere, il fallimento nel ridurre il consumo, il tempo eccessivo dedicato all’assunzione o alla gestione degli effetti, e il persistere del comportamento nonostante i problemi evidenti. Altri aspetti rilevanti includono l’aumento della tolleranza, l’emergere di sintomi di astinenza e l’abbandono di attività importanti per lasciare spazio al consumo.
+ info
Gli effetti dell'alcolismo
le ripercussioni del consumo cronico di alcol si manifestano a livello fisico, psicologico e sociale.
Dipendenza da droghe
La tossicodipendenza si riferisce all’uso ripetuto e compulsivo di sostanze che alterano lo stato psicofisico, con dosaggi costanti o crescenti, al fine di ottenere determinati effetti. Questa condizione comporta conseguenze dannose sia sul piano fisico che comportamentale.La dipendenza da stupefacenti può essere di natura fisica o psicologica: • fisica: si verifica quando l’organismo si adatta alla sostanza, richiedendo dosi sempre maggiori per ottenere lo stesso effetto; • psicologica: può insorgere indipendentemente o a seguito della dipendenza fisica, e si manifesta con un desiderio incontrollabile di assumere la droga, rendendo difficile interromperne l’uso.
I TIPI DI DROGHE
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le droghe sono sostanze naturali o sintetiche che agiscono sul sistema nervoso centrale, inducendo dipendenza fisica e/o psicologica. Possono anche sviluppare tolleranza, cioè la necessità di aumentare le dosi per ottenere gli stessi effetti, e favorire la dipendenza multipla da più sostanze. Le droghe, inoltre, vengono classificate in base alla loro origine o agli effetti farmacologici:
DROGHE ALLUCINOGENE
DROGHE SINTETICHE
DROGHE STIMOLANTI
droghe deprimenti
Tra queste vi è il fentanyl, un oppioide sintetico estremamente potente e associato a un alto rischio di overdose.
Cocaina, anfetamine, derivati anfetaminici, caffeina, GHB, smart drugs, khat, antidepressivi.
Oppiacei, barbiturici, tranquillanti.
Cannabis e derivati, LSD, mescalina, ketamina, psilocibina.
il fentanyl
Il fentanyl, o fentanile, è un oppioide sintetico estremamente potente, sviluppato per trattare il dolore intenso e insopportabile. È circa cento volte più potente della morfina e agisce legandosi ai recettori μ per gli oppioidi, producendo un effetto analgesico rapido e intenso. Tuttavia, questa potenza lo rende anche altamente tossico e pericoloso, soprattutto se usato in modo improprio o senza controllo medico. In caso di overdose, l’antidoto principale è il naloxone, ma in molti casi la sua efficacia è limitata, in quanto richiede varie somministrazioni ripetute.
GLI EFFETTI DEL FENTANYL
A dosi prescritte e sotto controllo medico, il fentanyl è un farmaco efficace, con effetti collaterali gestibili come nausea, stipsi e sedazione. Al contrario, nel caso di un uso illecito o non monitorato vi sono rischi particolarmente gravi, tra cui: • sensazioni di euforia, sonnolenza, confusione mentale e depressione respiratoria grave; • coma e morte per asfissia, spesso dovuta alla soppressione del respiro. L’effetto depressivo sul sistema nervoso centrale rende l’overdose particolarmente difficile da trattare, poiché il naloxone, pur efficace contro altri oppioidi, può risultare insufficiente contro il fentanyl e i suoi derivati.
la droga degli zombie: LA DIFFUSIONE del fentanyl
POSSIBILI TRATTAMENTI DELLE DIPENDENZE
Al fine di curare al meglio le dipendenze, occorre adottare un approccio integrato che consideri sia gli aspetti fisici sia quelli mentali.
LATO PSICOLOGICO
LATO FISICO
Dal punto di vista fisico, il primo passo è spesso la disintossicazione medica, un processo controllato che permette di eliminare la sostanza dal corpo riducendo i sintomi di astinenza. In molti casi, si utilizzano farmaci per alleviare il desiderio compulsivo, prevenire le ricadute o trattare eventuali emergenze, come nel caso del naloxone per le overdose da oppioidi. La riabilitazione fisica può inoltre includere programmi specifici per rafforzare la salute generale e ridurre gli effetti collaterali della dipendenza.
Per quanto riguarda la mente, il trattamento si concentra sull’individuazione e sulla gestione delle cause profonde che alimentano la dipendenza. La psicoterapia, come la terapia cognitivo-comportamentale, aiuta i pazienti a riconoscere e modificare i pensieri e i comportamenti disfunzionali. Anche il supporto sociale, offerto attraverso gruppi di auto-aiuto o interventi familiari, è fondamentale per creare un ambiente favorevole al cambiamento. Infine, tecniche come rilassamento e supporto continuativo aiutano a prevenire le ricadute, favorendo una reintegrazione nella società e una vita più equilibrata.
I punti in comune
Indipendentemente dalla loro natura, tutte le forme di dipendenza presentano elementi ricorrenti:
- piacere iniziale delle prime fasi, definite “luna di miele”;
- dominanza mentale, quando diventa impossibile resistere all’impulso di ricadere nel comportamento errato;
- craving, ovvero una forte tensione e desiderio che precedono il consumo o l’azione;
- instabilità emotiva legata all’uso o all’assenza dell’oggetto;
- tolleranza: necessità di aumentare progressivamente la quantità o il tempo dedicato per ottenere gli stessi effetti iniziali;
- perdita di controllo nei confronti della propria relazione con la dipendenza in sé;
- astinenza, cioè un disagio fisico e psicologico causato dall’interruzione o dalla riduzione;
- conflitti personali, dato che si è smettere nonostante le conseguenze negative;
- ricadute dopo un periodo di sospensione;
- poliabuso, che consiste nella tendenza a combinare più sostanze o comportamenti;
- fattori predisponenti (impulsività, difficoltà nella regolazione emotiva, traumi e ambienti familiari disfunzionali).
Le nuove dipendenze
Negli ultimi anni, il concetto di abuso si è esteso a comportamenti apparentemente innocui o socialmente accettati. Vari studiosi, come Valleur e Matysiak (2004), hanno descritto fenomeni moderni come gioco d’azzardo, internet, utilizzo dei dispositivi digitali e ossessione per lo shopping come “malattie della postmodernità”. Queste nuove forme (new addictions) si possono distinguere in:
- passive: attività come guardare la televisione.
- attive: azioni dinamiche, tra cui i videogiochi.
Cause dell'alcolismo
Le cause dell’alcolismo sono legate a fattori genetici, ambientali e psicologici. Studi dimostrano che figli di alcolisti hanno una probabilità significativamente maggiore di sviluppare problemi legati all’alcol, anche quando crescono in famiglie adottive. Dal punto di vista ambientale, invece, contesti familiari problematici o la pressione sociale possono favorire il consumo. L’abuso precoce, inoltre, compromette lo sviluppo cerebrale, aumentando la vulnerabilità alla dipendenza. A livello psicologico, l’alcol è spesso utilizzato come mezzo per affrontare stress, ansia, depressione o patologie più gravi. Traumi infantili e disturbi della personalità rappresentano ulteriori fattori di rischio. In molti casi, una corretta terapia farmacologica o un intervento psicologico mirato possono prevenire o attenuare lo sviluppo del problema.
Gli effetti sul fegato e sul metabolismo
L’abuso prolungato compromette in primo luogo il fegato, organo responsabile del metabolismo alcolico, causando danni irreversibili come la cirrosi epatica, una delle principali cause di morte legate all’alcol. A questo si aggiunge la malnutrizione: l’alcol, privo di nutrienti essenziali, riduce l’appetito e porta a gravi carenze nutrizionali con conseguenze negative sia sul corpo che sulla mente.
Gli effetti sul cervello
Come il fegato, anche il cervello subisce effetti significativi. In dosi moderate, l’alcol stimola il rilascio di endorfine, ma un consumo eccessivo deprime il sistema nervoso centrale, rallentando l’attività cerebrale e inibendo funzioni chiave come l’apprendimento, il giudizio e l’autocontrollo. Tali effetti aumentano il rischio di incidenti stradali e di comportamenti antisociali, come aggressioni o crimini violenti, frequentemente associati all’intossicazione alcolica.Una complicanza particolarmente grave è il disturbo anamnestico da alcol (o sindrome di Korsakov), legato alla carenza di vitamina B. Questa patologia provoca gravi deficit di memoria, confabulazioni e deterioramento cognitivo. Se diagnosticata precocemente, i danni possono essere limitati; diversamente, diventano irreversibili.
Effetti sociali
A livello psicologico, l’alcolismo è spesso associato a disturbi dell’umore, isolamento sociale e difficoltà relazionali. Le ripercussioni coinvolgono tutte le aree della vita, portando a un circolo vizioso in cui il consumo di alcol aggrava le problematiche personali, emotive e sociali.
Sintomi della tossicodipendenza
I sintomi della dipendenza da droghe includono alterazioni comportamentali e fisiche. Sul piano comportamentale, i segnali più comuni sono: • necessità di assumere costantemente il composto, aumentando man mano le dosi; • isolamento sociale e depressione durante l’astinenza; • perdita di responsabilità e difficoltà nel completare attività quotidiane. Sul piano fisico, i sintomi variano a seconda del tipo di sostanza: • ecstasy, MDMA e ketamina comportano euforia estrema, alterazione dei sensi, perdita di coscienza, tachicardia, sonnolenza; • marijuana e hashis sono riconoscibili dagli occhi arrossati, rallentamento dei riflessi, fame chimica, tachicardia, vuoti di memoria; • cocaina e anfetamine si distinguono per perdita di appetito, danni alla mucosa nasale, insonnia, irritabilità, paranoia.
STORIA DEL FENTANYL
Il fentanyl è stato sintetizzato nel 1960 dal dottor Paul Janssen ed è stato inizialmente adottato come anestetico generale sotto il nome commerciale di Sublimaze. Negli anni successivi, sono stati sviluppati analoghi ancora più potenti, come il sufentanil e il carfentanyl, utilizzati in ambito medico per procedure specifiche. Negli anni ’90, il fentanyl è stato introdotto nella gestione del dolore cronico attraverso cerotti transdermici (Durogesic) e, successivamente, formulazioni orali come le pastiglie orosolubili (Fentora) e i “lecca-lecca” (Actiq). Grazie a queste innovazioni, il fentanyl è diventato una risorsa fondamentale per le cure palliative. Tuttavia, il suo utilizzo illegale è cresciuto enormemente. Il fentanyl è spesso prodotto clandestinamente in laboratori improvvisati, i cosiddetti "kitchen laboratories", e viene utilizzato come agente di taglio per l’eroina o come sostituto economico di altri oppioidi. Alcuni analoghi sintetici sono fino a mille volte più potenti della morfina, rendendo queste sostanze estremamente letali. Infatti, basta una dose di appena 3 milligrammi per causare la morte di una persona; tale quantitativo è significativamente inferiore rispetto ad altre droghe.
La droga degli zombie
Il fentanyl è chiamato “droga degli zombie” per i suoi potenti effetti sul sistema nervoso centrale, che possono causare una marcata sonnolenza, movimenti lenti, confusione mentale e un apparente stato di dissociazione dalla realtà. Inoltre, quando tagliato con sostanze come la xilazina (un anestetico veterinario), può provocare ulcere profonde e necrosi nei tessuti cutanei, contribuendo all’aspetto simile a uno zombie di chi ne abusa. Sebbene in Italia l’uso di xilazina sia raro, è comune negli Stati Uniti, dove tali preparazioni sono diffuse nel mercato illecito.
Dose letale di fentanyl rispetto alle dimensioni di una moneta.
Il fentanyl negli USA
Negli Stati Uniti, il fentanyl è al centro di una crisi sanitaria senza precedenti. Oltre 100.000 decessi per overdose sono stati registrati in un anno, e più di due terzi di questi sono attribuiti ad oppioidi sintetici, tra cui la droga degli zombie. La facilità con cui può essere prodotta, il basso costo e la sua elevata potenza lo rendono una sostanza molto diffusa nel mercato nero, contribuendo a un aumento drammatico delle intossicazioni acute e dei decessi.
Il fentanyl in Italia
In Italia, la diffusione del fentanyl è ancora contenuta, ma sono già stati registrati segnali di avvertimento. Per prevenire un’emergenza analoga a quella statunitense, infatti, il governo ha attivato un piano nazionale di sorveglianza e prevenzione, con un'allerta di terzo grado rivolta a ospedali, pronto soccorso, forze dell’ordine e istituzioni sanitarie. In sintesi, questo piano d'azione mira a sensibilizzare gli operatori e a potenziare i controlli, al fine di limitare la circolazione della sostanza nel mercato illecito.