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Presentazione conflitto israelo-palestinese

Rocco Riviello

Created on November 13, 2024

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Transcript

conflitto israelo-palestinese

dal 1947 fino ad oggi

1947: alle origini del conflitto

1947: la spartizione in 2 stati

L'inizio del conflitto odierno, secondo molti, risale al 1947, quando le Nazioni Unite votarono, in seguito allo sterminio di gran parte degli ebrei europei durante l'Olocausto, per la spartizione del mandato della Palestina in due Stati: uno ebraico (Israele) e uno arabo (che non decollò).

La nascita di Israele scatenò una guerra tra i paesi arabi confinanti: Egitto, Iraq, Transgiordania e Siria, durante la quale circa 700mila palestinesi furono cacciati o fuggirono e circa l'85% della popolazione araba del territorio fu catturata da Israele - e non furono mai autorizzati a tornare. I palestinesi lo chiamarono nakba, o "catastrofe" e lo sradicamento di gran parte della loro società è tuttora l'evento traumatico al centro della loro storia moderna. Gli arabi che rimasero in Israele come cittadini furono soggetti a discriminazioni per quasi due decenni, privati di molti diritti civili fondamentali.

Nel 1964, una coalizione di gruppi palestinesi fondò l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp) con a capo Yasser Arafat per stabilire, attraverso la lotta armata, uno stato arabo al posto di Israele. L'Olp attirò l'attenzione internazionale attraverso attentati e dirottamenti di alto profilo.

1964.

LE PRIME FORME DI RESISTENZA

1967: le prime tensioni

Nel 1967 Israele sospettò che Giordania, Egitto e Siria erano pronti a invaderlo e lanciò quella che dichiarò essere un attacco preventivo, Durante la Guerra dei Sei Giorni, Israele occupò i territori palestinesi di Gerusalemme Est, Cisgiordania e Gaza, oltre alla penisola del Sinai, stabilendovi numerosi nuovi insediamenti. Queste occupazioni ebbero un profondo impatto sulla vita quotidiana dei palestinesi e furono ampiamente condannate dalle Nazioni Unite.

La questione dei rifugiati palestinesi

Se la penisola del Sinai fu restituita da Israele all'Egitto nel 1981, dopo una serie di accordi che costarono la vita del presidente egiziano Anwar el-Sadat, il problema dei rifugiati palestinesi continuò a essere una delle principali questioni in sospeso. Milioni di essi si trovavano in campi profughi in diverse nazioni limitrofe, aspettando una soluzione immersi nella miseria. Per vent'anni Israele considerò la popolazione palestinese sotto il suo controllo come in larga parte "addomesticata", al punto da continuare con le espansioni coloniali e le espropriazioni in Cisgiordania. I palestinesi furono a lungo usati anche come forza lavoro economica all'interno di Israele. Quest'illusione andò in frantumi nel dicembre 1987, quando i giovani palestinesi scesero in strada per ribellarsi contro l'esercito israeliano. La rivolta, che prese il nome di intifada, fu caratterizzata da arresti di massa, una punizione durissima da parte di Israele e centinaia di palestinesi processati e uccisi come spie dall'Olp.

La causa palestinese si era manifestata in tutta la sua drammaticità al mondo intero. Arafat si potenziò e venne considerato un leader da prendere sul serio.incomiciarono a cercare compromessi, inclusa una soluzione a due Stati con Israele. 1993, iniziarono colloqui segreti tra Israele e l'Olp, portando agli Accordi di Oslo, che istituirono l'Autorità nazionale palestinese e l'autogoverno in alcune parti della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. Alcuni palestinesi di spicco li considerarono come una forma di resa, mentre gli israeliani di estrema destra si opposero alla cessione di insediamenti o territori. Tra gli israeliani, l'opposizione politica a Oslo fu guidata dai futuri primi ministri Ariel Sharon e Benjamin Netanyahu

1993

I PRIMI ACCORDI

2000: la miccia del conflitto

Le trattative di pace vacillarono e il fallimento dei colloqui di Camp David, un vertice del Medio Oriente, tra il presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, il primo ministro israeliano Ehub Barak e Arafat nel 2000 contribuì alla seconda intifada (rivolta) caratterizzata, a differenza della prima, da diversi attentati suicidi da parte dei palestinesi. Quando nel 2005 il premier Sharon acconsentì di smantellare numerosi insediamenti ebraici in Palestina, Arafat era ormai morto (dopo due anni trascorso in un bunker) insieme a oltre 3mila palestinesi e circa mille israeliani. L'odio tra le due parti si era fatto insanabile. E Gaza? Nel 2006 il partito islamista radicale Hamas, dopo una lunga guerra civile con l'Olp vinse le elezioni, e per i palestinesi della Striscia la situazione si complicò. Israele decretò un controllo quasi totale della palestina - con controllo continuo dello spazio aereo e delle acque territoriali - e l'economia palestinese sprofondò.

LA SITUAZIONE DEGLI ALTRI STATI

I governi occidentali non esprimono ancora ufficialmente il loro sostegno a favore di uno dei due Stati, non si è registrato alcun progresso nello spingere per un accordo. Netanyahu, il primo ministro israeliano più longevo, si è detto più volte contrario a uno Stato palestinese e vari membri del suo governo sostengono apertamente l'annessione di tutta o parte della Cisgiordania. Gruppi per i diritti umani israeliani e stranieri hanno parlato di una situazione, nei territori occupati, assimilabile all'apartheid nei territori occupati.

LA SITUAZIONE DAL 2010 FINO AD OGGI

La situazione dal 2005-2010 fino ad oggi è rimasta per lo più la stessa: Israele incominciò ad attaccare sempre più violentemente la Palestina e Hamas incomiciò ed intensificò gli attacchi (il 7 ottobre 2023 Hamas e altri gruppi terroristici hanno compiuto un attacco improvviso penetrando in territorio israeliano lungo il confine con la Striscia di Gaza, provocando la morte di circa 1200 persone, di cui 800 civili). che però, contro l'esercito Israeliano, non avevano molto effetto rispetto alle risposte di israele, dato che Israele, a differenza della Palestina, era riuscita a potenziarsi sia militarmente e sia economicamente. E durante questi attacchi, che potevano essere militari o politici ( i cosiddetti "obbiettivi") spesso purtroppo venivano uccisi anche dei civili

Gli altri stati provano ancora oggi a fermare il conflitto senza però ottenere risultati

Fonti:

  • wired

Fonti immagini:

  • wired
  • openpolis
  • wikipedia
  • osservatorio diritti

GRAZIE PER LA VISIONE

ALCUNE PICCOLE TECNICHE DI GUERRA

Durante la guerra venivano spesso utilizzati tunnel per il rifornimento di armi e munizioni