L'emancipazione femminile in italia
Un lavoro di Luigi Giordano 3^F
Indice
La condizione della donna in passato
I primi segni dell'emancipazione femminile in Italia
Le donne che hanno fatto la differenza
Il Referendum del 2 Giugno 1946
Ringraziamenti
La condizione della donna in passato
La condizione della donna in passato in italia
Il ruolo delle donne in passato era quello di dedicarsi alla cura dei figli ed occuparsi della casa. Non potevano avere un lavoro, a meno che non fosse quello di insegnante o di domestica, né era a loro riconosciuto il diritto di avere propri conti correnti o libretti di risparmio. Nel rinascimento erano rare le occasioni in cui la donna poteva distinguersi anche se la diffusione della alfabetizzazione fece avere un ruolo alle donne nella vita intelletuale ma comunque venivano sempre confinate ai ruoli tradizionali di monaca, serva, moglie o cortigiana. Durante il fascismo la donna venne affibiata al ruolo di procreatrice dell'esercito del domani, anche se non le era stat0 riconosciuto alcun diritto importante come quello di votare o di poter decidere di divorziare. L'emancipazione della donna all'interno della società in Italia è stato un percorso lungo e difficile.
La donna del Rinascimento ^
I primi segni dell'emancipazione femminile in Italia
I primi segni dell'emancipazione delle donne in Italia
Verso la fine dell'Ottocento le donne in Italia cominciano a vedere riconosciuti alcuni dei diritti umani come quello all'istruzione. Nel 1874 è consentito l'accesso alle donne ai licei e alle università. In realtà purtroppo molti istituti rifiutavano le iscrizioni femminili. Nei campi e nelle fabbriche invece nascono i primi sindacati operai e le organizzazioni delle lavoratrici. Il primo segnale legislativo è nel 1902 con la legge che vieta a donne e bambini la mansione di minatori e limita le ore lavorative a 12 ore giornaliere. Nel 1919 viene abolita l'autorizzazione maritale e consentito l'accesso ai pubblici uffici tranne la magistratura, la politica e l'esercito.
Donne che lottano per l'emancipazione in Italia
Donne che hanno fatto la differenza in italia
Le donne che hanno fatto la differenza per l'emancipazione femminile in Italia
Il 28 Dicembre 1899 un gruppo di donne milanesi, tra cui Bice Cammeo, Ersilia Majno Bronzini e Beatrice Pisa, firmarono il primo manifesto programmatico dell'Unione Femminile Nazionale di Milano. Esse progettarono di sfidare gli schemi patriarcali per dare una posizione attiva alle donne e incoraggiare la costruzione dei loro diritti. Questo gruppo di donne si battè per garantire un istruzione professionale alle donne, un salario pari a quello degli uomini e fecero anche una campagna per il divorzio. Esse furono anche promotrici di una legge per riconoscere i figli nati fuori dal matrimonio. Durante la Prima Guerra Mondiale l'unione di queste donne contribuì alla produzione di indumenti militari da mandare al fronte e anche la costruzione di maschere a gas. Nonostante tutto questo però il fascismo impose lo scioglimento dell'unione.
Le prime unioniste dell'Unione Femminile Nazionale
Il referendum del 2 Giugno 1946
Il Referendum del 2 Giugno 1946 e il suffragio universale femminile in Italia
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale viene finalmente riconosciuta l'importanza del ruolo svolto dalle donne durante gli anni del conflitto. Nel 1945 grazie ai movimenti pro-voto e alla proposta di Gasperi e Togliatti viene approvato il suffragio femminile. La prima occasione per renderlo ufficiale è il Referendum istituzionale del 2 Giugno 1946 con il quale per la prima volta è riconosciuto il diritto di votare alle donne. Nel 1948 finalmente viene scritto e pubblicato, anche con la collaborazione di 21 donne, il testo della Costituzione Italiana che nell'articolo 3 garantisce pari diritti e pari dignità sociale alle donne in ogni campo. Da questo momento si cercherà di porre attenzione sui temi che riguardano direttamente il mondo femminile come l'aborto o il divorzio.
Le prime donne che votano al Referendum del 2 Giugno 1946
Ringraziamenti
Grazie dell'attenzione!
Presentazione Emancipazione Femminile in Italia Luigi Giordano 3^F
LUIGI GIORDANO
Created on November 12, 2024
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L'emancipazione femminile in italia
Un lavoro di Luigi Giordano 3^F
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La condizione della donna in passato
I primi segni dell'emancipazione femminile in Italia
Le donne che hanno fatto la differenza
Il Referendum del 2 Giugno 1946
Ringraziamenti
La condizione della donna in passato
La condizione della donna in passato in italia
Il ruolo delle donne in passato era quello di dedicarsi alla cura dei figli ed occuparsi della casa. Non potevano avere un lavoro, a meno che non fosse quello di insegnante o di domestica, né era a loro riconosciuto il diritto di avere propri conti correnti o libretti di risparmio. Nel rinascimento erano rare le occasioni in cui la donna poteva distinguersi anche se la diffusione della alfabetizzazione fece avere un ruolo alle donne nella vita intelletuale ma comunque venivano sempre confinate ai ruoli tradizionali di monaca, serva, moglie o cortigiana. Durante il fascismo la donna venne affibiata al ruolo di procreatrice dell'esercito del domani, anche se non le era stat0 riconosciuto alcun diritto importante come quello di votare o di poter decidere di divorziare. L'emancipazione della donna all'interno della società in Italia è stato un percorso lungo e difficile.
La donna del Rinascimento ^
I primi segni dell'emancipazione femminile in Italia
I primi segni dell'emancipazione delle donne in Italia
Verso la fine dell'Ottocento le donne in Italia cominciano a vedere riconosciuti alcuni dei diritti umani come quello all'istruzione. Nel 1874 è consentito l'accesso alle donne ai licei e alle università. In realtà purtroppo molti istituti rifiutavano le iscrizioni femminili. Nei campi e nelle fabbriche invece nascono i primi sindacati operai e le organizzazioni delle lavoratrici. Il primo segnale legislativo è nel 1902 con la legge che vieta a donne e bambini la mansione di minatori e limita le ore lavorative a 12 ore giornaliere. Nel 1919 viene abolita l'autorizzazione maritale e consentito l'accesso ai pubblici uffici tranne la magistratura, la politica e l'esercito.
Donne che lottano per l'emancipazione in Italia
Donne che hanno fatto la differenza in italia
Le donne che hanno fatto la differenza per l'emancipazione femminile in Italia
Il 28 Dicembre 1899 un gruppo di donne milanesi, tra cui Bice Cammeo, Ersilia Majno Bronzini e Beatrice Pisa, firmarono il primo manifesto programmatico dell'Unione Femminile Nazionale di Milano. Esse progettarono di sfidare gli schemi patriarcali per dare una posizione attiva alle donne e incoraggiare la costruzione dei loro diritti. Questo gruppo di donne si battè per garantire un istruzione professionale alle donne, un salario pari a quello degli uomini e fecero anche una campagna per il divorzio. Esse furono anche promotrici di una legge per riconoscere i figli nati fuori dal matrimonio. Durante la Prima Guerra Mondiale l'unione di queste donne contribuì alla produzione di indumenti militari da mandare al fronte e anche la costruzione di maschere a gas. Nonostante tutto questo però il fascismo impose lo scioglimento dell'unione.
Le prime unioniste dell'Unione Femminile Nazionale
Il referendum del 2 Giugno 1946
Il Referendum del 2 Giugno 1946 e il suffragio universale femminile in Italia
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale viene finalmente riconosciuta l'importanza del ruolo svolto dalle donne durante gli anni del conflitto. Nel 1945 grazie ai movimenti pro-voto e alla proposta di Gasperi e Togliatti viene approvato il suffragio femminile. La prima occasione per renderlo ufficiale è il Referendum istituzionale del 2 Giugno 1946 con il quale per la prima volta è riconosciuto il diritto di votare alle donne. Nel 1948 finalmente viene scritto e pubblicato, anche con la collaborazione di 21 donne, il testo della Costituzione Italiana che nell'articolo 3 garantisce pari diritti e pari dignità sociale alle donne in ogni campo. Da questo momento si cercherà di porre attenzione sui temi che riguardano direttamente il mondo femminile come l'aborto o il divorzio.
Le prime donne che votano al Referendum del 2 Giugno 1946
Ringraziamenti
Grazie dell'attenzione!