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psicologia
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Transcript
La percezione
Psicologia 1AU
che cos'è?
Asia
teorie recenti
Romina
le teorie classiche
indice
Asia
lavoro svolto da:romina asia iulia
le teorie classiche
illusioni percettive
Iulia
Romina
le teorie classiche
Iulia
Che cos'è la percezione?
La percezione è il processo psicologico attraverso cui interpretiamo le informazioni sensoriali provenienti dai nostri cinque sensi, organizzandole in insiemi dotati di significato. Prima della percezione, c’è la sensazione, che è la registrazione immediata e non elaborata di dati derivanti dalla stimolazione di un senso. Per esempio, in una stanza buia, quando si accende una lampadina, la luce viene prima percepita come una sensazione visiva, per poi trasformarsi in una percezione specifica con determinate caratteristiche. La percezione è inoltre influenzata dall’attenzione, che ci permette di selezionare i stimoli.
i n d i c e
Teorie classiche sulla percezione.
Hermann von Helmholtz, studiando la percezione visiva, sviluppò la teoria empiristica, secondo cui la percezione si basa sull’esperienza. Il cervello integra sensazioni frammentate e formula “ipotesi” inconsce sulla realtà. Questo processo evidenzia che le percezioni non sono certe e che il mondo percepito non sempre coincide con quello reale.
La Gestalt, nata in Germania nel Novecento, studiava la percezione e le sue regole. Sosteneva che “il tutto è diverso dalla somma delle parti”, poiché la mente unifica gli stimoli creando un significato unico.
i n d i c e
La tendenza a ragruppare in un unico stimolo percettivo elementi visivi che ci appaiono tra loro vicini.
Legge della vicinanza
La tendenza a ragruppare in un unico stimolo percettivo elementi visivi simili tra loro.
legge della somiglianza
Le leggi:
La tendenza ad unire elementi vicini tra loro percependoli come figure chiuse con confini definiti,ignorando le interruzioni.
sono sei
legge della chiusura
La tendenza a cogliere come parti di un unico stimolo percettivo elementi che si muovono in modo simile tra loro.
legge del destino comune
La tendenza ad attribuire a ciò che vediamo caratterstiche di uniformità,semplicità e simmetria.
legge della "buona forma"
Le leggi:
l'esperienza passata influenza e modella la nostra percezione dello stimolo visivo.
legge dell'esperienza passata
Fattori Strutturanti
1. Organizzazione figura-sfondo Questo principio consente di distinguere un oggetto in primo piano (figura) rispetto al suo sfondo. È essenziale non solo per gli stimoli visivi, come distinguere un volto da uno sfondo, ma anche per quelli uditivi. Ad esempio, in un ristorante affollato, riusciamo a seguire una conversazione specifica "silenziando" il rumore di fondo. Percezione fluttuante: in situazioni ambigue, la mente potrebbe oscillare tra due interpretazioni, come nel caso dell’illusione ottica in cui possiamo vedere due volti o un vaso bianco. 2. Costanza della grandezza Questo meccanismo ci permette di percepire un oggetto come avente dimensioni costanti, anche quando la sua distanza varia e quindi la sua immagine sulla retina cambia. È il motivo per cui percepiamo le nostre mani come ugualmente grandi anche se ne allontaniamo una dal viso.
3 Costanza della forma: il nostro sistema percettivo è in grado di mante- nere costante la forma degli oggetti percepiti anche se cambia l'angolo di visuale. Nella figura a fianco, per esempio, noi comprendiamo benissimo che la forma rettangolare della porta chiusa è uguale a quella della porta socchiusa e aperta, e che pertanto si trat- ta della stessa porta, anche se le immagini sono differenti.
I n d i c e
Teorie recenti sulla percezioni.
James J. Gibson, con la teoria ecologica della percezione, sostiene che l’ambiente offre direttamente le informazioni necessarie per percepire e usare gli oggetti (affordance). La percezione è quindi un processo passivo, senza bisogno di elaborazione.
Negli anni ’50 negli Stati Uniti nacque la corrente New Look on Perception, guidata da Jeremy Bruner, che vedeva la percezione come un processo complesso influenzato da bisogni, aspettative e motivazioni individuali. Questo movimento considerava la percezione un processo attivo, influenzato dai fattori personali del soggetto, e indiretto, poiché l'interpretazione degli stimoli visivi varia in base alle caratteristiche di chi osserva.
i n d i c e
Illusioni percettive
Illusione di Müller-Lyer: La percezione della lunghezza delle linee può essere distorta a causa degli angoli che finiscono le righe, facendo sembrare una più corta dell'altra, anche se in realtà sono uguali. Stanza di Ames: Una stanza costruita con una distorsione prospettica inganna il cervello, che percepisce un ambiente regolare mentre in realtà la sua forma è alterata, causando l'illusione di una persona grande e una piccola. Questo tipo di fenomeni mostra come la nostra percezione possa essere influenzata da fattori visivi e cognitivi, portandoci a interpretare erroneamente la realtà.
Le leggi percettive
Le leggi percettive della Gestalt affermano che i processi mentali vanno studiati nella loro totalità. Gli studiosi della Gestalt,primo tra tutti Max Wertheimer, hanno individuato leggi percettive innate che guidano la nostra percezione visiva fin dalla nascita.
Le caratteristiche della sensazione e il processo percettivo.
Le caratteristiche della sensazione sono legate ai limiti dei nostri cinque sensi, ciascuno dei quali percepisce solo stimoli specifici. Ogni stimolo deve raggiungere una soglia assoluta per essere avvertito, ossia un livello minimo, mentre la soglia differenziale è la minima differenza di intensità necessaria per distinguere due stimoli. La sensazione varia in base all'attività cerebrale e alla rilevanza dello stimolo per la sopravvivenza. Il processo percettivo elabora e interpreta gli stimoli sensoriali, permettendoci di interagire con la realtà. Questo processo include l'unificazione degli stimoli per creare un'esperienza unitaria e l'interpretazione, che ci consente di interfacciarci correttamente con l'ambiente.