il mistero di Villa Giulietta
INIZIA
Da quando venivo a lezione di matematica dalla signorina Rebaudi, non avevo mai curiosato a Villa Giulietta. Mi ero sempre accontentata volta per volta di quello che lei aveva piacere di mostrarmi, senza cercare più in là......
CONTINUA
Incontravo spesso il giardiniere, un uomo di nome Ugo, un tipo gentile che mi salutava sempre. Arrivava il mattino alle 9,00 e andava via la sera alle 18,00 tutti i giorni: il giardino della villa era immenso e dava un sacco di lavoro.
CONTINUA
FlorisIn casa lavorava pure Floris, una donna giovane con i capelli ricci e scuri e un accento tipicamente americano, fissata con la pulizia. Veniva tutte le mattine in bici. Si toglieva le scarpe sporche e indossava “ le pattine” per non sporcare le preziose ceramiche dei pavimenti. Per fortuna a me questa cosa era stata risparmiata, perché venivo considerata un' ospite.
CONTINUA
Ma erano giorni che succedevano fatti strani in quella casa, sparivano libri dalla preziosa biblioteca e nessuno sapeva che fine facessero. La signorina Rebaudi aveva denunciato il furto, ma la polizia brancolava nel buio. Così decisi di indagare.....
CONTINUA
torretta
stanza chiusa
primo piano
uscita
Quel martedì l’anziana professoressa dovette uscire per una veloce commissione e io ne approfittai. Mi ricordai della torretta e della mia convinzione che c’entrasse in qualche modo con i furti. Questa era l’occasione buona per andare a vedere: l’unica, anzi!Così infilai senza esitazione la scala a chiocciola in fondo al corridoio. Se la signorina fosse tornata, avrei sentito l’automobile arrivare. Dentro di me ero titubante, ma c’erano troppe cose che non capivo: porte serrate a chiave al piano terra, luci che si accendevano in stanze chiuse…..Il cuore mi batteva a martello quando sbucai all’interno della torretta. Mi guardai intorno. Era una camerina quadrata, con quattro finestre aguzze alla medievale ed era abbastanza chiaro per vedere, a colpo d’occhio, che la stanza era completamente vuota.
CONTINUA
TORRETTA
STANZA CHIUSA
PRIMO PIANO
USCITA
PRIMO PIANO
STANZA CHIUSA
COMPLETATA
USCITA
Mi ricatapultai giù per la scala a chiocciola, più che mai in punta di piedi. Che figura, se la signorina Rebaudi mi avesse scoperto a curiosare e cercare misteri dove non ce n’erano! Giunta in fondo alla scala passai davanti a quella porta chiusa a chiave al primo piano. Non so cosa mi abbia preso in quel momento, ma provai ad appoggiare la mia mano sulla maniglia: essa cedette e la porta si aprì. Non so se fossi stata io a spingerla o forse si fosse aperta da sola…Insomma adesso era aperta…
continua
Nell’ombra del crepuscolo vidi una camera ampia, con una sola finestra. In mezzo alla camera c’era un baule molto grosso con un lucchetto. Sul pavimento si vedevano impronte di fango, mi avvicinai per vedere meglio. Era chiaro che qualcuno l’avesse aperto da poco perché sul coperchio non c’era un granello di polvere. In quel momento sentii una macchina imboccare il vialetto e così decisi di ritornare in sala e far finta di fare gli esercizi di matematica.
Wrongnswer
ragiona sugli indizi appena trovati.....quale dei personaggi del racconto sospetti?
la cameriera
la signorina Rebaudi
il giardiniere
LA STANZA CHIUSA
COMPLETATA
COMPLETATA
Locked
La signorina non si accorse di nulla e finimmo tranquillamente la nostra lezione, uscii che erano le 19,00 precise, era già buio, il papà mi aspettava in macchina. Mentre partivamo notai che filtrava un raggio di luce dalle imposte chiuse della camera dove avevo visto il baule. Non poteva essere la professoressa, perché era sulla porta e ci salutava. Ci doveva essere qualcuno in casa…
Chi poteva essere?
il giardiniere
la cameriera
la professoressa
Il martedì seguente avevo un piano, dovevo tornare nella famosa stanza….la fortuna era dalla mia parte, perché ad un tratto il telefono squillò, la signorina Rebaudi rispose, era la figlia, così mi fece cenno di fare una pausa e di farmi dare un po’ di merenda da Floris. Io presi la palla al balzo e mi diressi alla stanza. La porta era aperta, entrai e mi avvicinai al baule…stranamente il lucchetto era a terra, diedi un’occhiata dentro e…. vidi tutti i libri rubati insieme ad altri oggetti preziosi, come una spazzola d’argento, appartenuta alla professoressa, alla quale erano attaccati lunghi capelli ricci e neri….
hai trovato nuovi indizi?
NO
SI'
TORRETTA
STANZA CHIUSA
PRIMO PIANO
CUCINA
CASA
Ad un tratto sentii dei passi nel corridoio, uscii di corsa e andai in cucina, ma Floris non c’era. Mi feci un panino alla marmellata proprio mentre la signorina entrava, in quel momento arrivò anche Floris, notai che era abbastanza agitata
AVANTI
La sera a casa dissi ai miei genitori che cosa avevo scoperto, così mi accompagnarono in commissariato. L’ispettore mi ritenne una testimone attendibile, ci mancherebbe, ormai avevo 16 anni, non ero più una bambina.
La mattina dopo avvenne l’arresto.
CHI ERA IL COLPEVOLE?
LA SIGNORA BERAUDI
LA CAMERIERA
IL GIARDINIERE
CONGRATULAZIONI, HAI ARRESTATO L'ASSASSINO GIUSTO
Remember the code
216
Continue
14+3
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il mistero di Villa Giulietta
LAURA GOLE
Created on November 5, 2024
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il mistero di Villa Giulietta
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Da quando venivo a lezione di matematica dalla signorina Rebaudi, non avevo mai curiosato a Villa Giulietta. Mi ero sempre accontentata volta per volta di quello che lei aveva piacere di mostrarmi, senza cercare più in là......
CONTINUA
Incontravo spesso il giardiniere, un uomo di nome Ugo, un tipo gentile che mi salutava sempre. Arrivava il mattino alle 9,00 e andava via la sera alle 18,00 tutti i giorni: il giardino della villa era immenso e dava un sacco di lavoro.
CONTINUA
FlorisIn casa lavorava pure Floris, una donna giovane con i capelli ricci e scuri e un accento tipicamente americano, fissata con la pulizia. Veniva tutte le mattine in bici. Si toglieva le scarpe sporche e indossava “ le pattine” per non sporcare le preziose ceramiche dei pavimenti. Per fortuna a me questa cosa era stata risparmiata, perché venivo considerata un' ospite.
CONTINUA
Ma erano giorni che succedevano fatti strani in quella casa, sparivano libri dalla preziosa biblioteca e nessuno sapeva che fine facessero. La signorina Rebaudi aveva denunciato il furto, ma la polizia brancolava nel buio. Così decisi di indagare.....
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torretta
stanza chiusa
primo piano
uscita
Quel martedì l’anziana professoressa dovette uscire per una veloce commissione e io ne approfittai. Mi ricordai della torretta e della mia convinzione che c’entrasse in qualche modo con i furti. Questa era l’occasione buona per andare a vedere: l’unica, anzi!Così infilai senza esitazione la scala a chiocciola in fondo al corridoio. Se la signorina fosse tornata, avrei sentito l’automobile arrivare. Dentro di me ero titubante, ma c’erano troppe cose che non capivo: porte serrate a chiave al piano terra, luci che si accendevano in stanze chiuse…..Il cuore mi batteva a martello quando sbucai all’interno della torretta. Mi guardai intorno. Era una camerina quadrata, con quattro finestre aguzze alla medievale ed era abbastanza chiaro per vedere, a colpo d’occhio, che la stanza era completamente vuota.
CONTINUA
TORRETTA
STANZA CHIUSA
PRIMO PIANO
USCITA
PRIMO PIANO
STANZA CHIUSA
COMPLETATA
USCITA
Mi ricatapultai giù per la scala a chiocciola, più che mai in punta di piedi. Che figura, se la signorina Rebaudi mi avesse scoperto a curiosare e cercare misteri dove non ce n’erano! Giunta in fondo alla scala passai davanti a quella porta chiusa a chiave al primo piano. Non so cosa mi abbia preso in quel momento, ma provai ad appoggiare la mia mano sulla maniglia: essa cedette e la porta si aprì. Non so se fossi stata io a spingerla o forse si fosse aperta da sola…Insomma adesso era aperta…
continua
Nell’ombra del crepuscolo vidi una camera ampia, con una sola finestra. In mezzo alla camera c’era un baule molto grosso con un lucchetto. Sul pavimento si vedevano impronte di fango, mi avvicinai per vedere meglio. Era chiaro che qualcuno l’avesse aperto da poco perché sul coperchio non c’era un granello di polvere. In quel momento sentii una macchina imboccare il vialetto e così decisi di ritornare in sala e far finta di fare gli esercizi di matematica.
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la cameriera
la signorina Rebaudi
il giardiniere
LA STANZA CHIUSA
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Chi poteva essere?
il giardiniere
la cameriera
la professoressa
Il martedì seguente avevo un piano, dovevo tornare nella famosa stanza….la fortuna era dalla mia parte, perché ad un tratto il telefono squillò, la signorina Rebaudi rispose, era la figlia, così mi fece cenno di fare una pausa e di farmi dare un po’ di merenda da Floris. Io presi la palla al balzo e mi diressi alla stanza. La porta era aperta, entrai e mi avvicinai al baule…stranamente il lucchetto era a terra, diedi un’occhiata dentro e…. vidi tutti i libri rubati insieme ad altri oggetti preziosi, come una spazzola d’argento, appartenuta alla professoressa, alla quale erano attaccati lunghi capelli ricci e neri….
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NO
SI'
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Ad un tratto sentii dei passi nel corridoio, uscii di corsa e andai in cucina, ma Floris non c’era. Mi feci un panino alla marmellata proprio mentre la signorina entrava, in quel momento arrivò anche Floris, notai che era abbastanza agitata
AVANTI
La sera a casa dissi ai miei genitori che cosa avevo scoperto, così mi accompagnarono in commissariato. L’ispettore mi ritenne una testimone attendibile, ci mancherebbe, ormai avevo 16 anni, non ero più una bambina. La mattina dopo avvenne l’arresto.
CHI ERA IL COLPEVOLE?
LA SIGNORA BERAUDI
LA CAMERIERA
IL GIARDINIERE
CONGRATULAZIONI, HAI ARRESTATO L'ASSASSINO GIUSTO
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