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Presentazione Giuridica

sophia de benedittis

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Transcript

PRESENTATION

La società di massa nella Belle Époque

Il periodo 1870-1914 è quello della "seconda rivoluzione industriale" le cui caratteristiche furono: l'uso di nuove materie prime e nuove fonti energetiche

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Il nuovo capitalismo

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Durante la seconda Rivoluzione industriale ha inizio l'epoca della produzione in serie, grazie alla presenza della catena di montaggio e sull'applicazione dello scientific management (Taylor).

Le grandi migrazioni

Un altro elemento distintivo della società di massa è il fenomeno delle grandi imitazioni che spingono milioni di europei verso le Americhe

La società di massa

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Tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo le masse assumono un peso sempre maggiore nelle societa sia per l'ampliarsi della società industriale, sia per l'incremento demografico.

La Belle Époque

Il periodo a cavallo tra otto e novecento è chiamata Belle Époque, perché per la prima volta l'umanità è convinta di vivere in un'epoca in cui il progresso sembra inarrestabile.

Il sorgere di un nuovo nazionalismo

LIST/PROCESSES

Il nazionalismo che permeava l'Europa tra il XIX il il XX secolo era un movimento culturale e politico con caratteristiche peculiari, che ebbe peso negli eventi che portano alla prima guerra mondiale

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I più importanti movimenti nazionalisti d'Europa

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In Germania si era diffuso l'ideale di pangermanesimo, secondo il quale tutta l'etnia germanica si univa in un solo popolo. In Russia si era diffuso il movimento panslavista, in cui tutte le etnie slave erano unite in un solo popolo. In Italia il movimento nazionalista fu promosso da Corradini che fondò il giornale il regno (l'intento era quello di contrastare il socialismo).

Le grandi potenze in Europa

Negli ultimi decenni dell’ottocento la vita politica del Regno Unito fu guidata dei liberali e dei conservatori.Inoltre il Regno Unito aveva i mercati coloniali più vasti al mondo, infatti si arricchì sempre di più. A fine ottocento l’impero britannico aveva raggiunto la massima estensione avendo occupato territori che prima gli appartenevano (Egitto e Birmania)Mentre sul piano politico le istituzioni britanniche erano più liberali del continente.Nel 1901 il 60% della popolazione maschile godeva il diritto di voto e il sistema monarchico costituzionale funzionava benissimo.Nel 1911 con il parliament Act la camera dei Lord (conservatrice) perse il potere di voto e ciò spinse la vita politica britannica verso una decisa democratizzazione.

Nel 1870 in Francia si era restaurata la terza Repubblica nata in seguito alla caduta dell’impero di Napoleone III.L’instabilità politica interna toccò il culmine all’epoca del caso Dreyfus.In seguito al caso le istituzioni francesi imboccarono in modo più saldo la via dello sviluppo democratico che ebbe per protagonisti:- il partito radicale (raccolse uomini politici ed era laico e repubblicano, era diffuso nel ceto medio) -il partito socialista(Appoggiò i radicali nell’approvazione diverse misure importanti relativa alle pensioni e all’insegnamento laico) Socialisti e radicali si opposero anche al concordato tra Stato e chiesa,e il governo radicale attuò una legge finalizzata a ridurre il peso del clericalismo in Francia; questa legge Separava lo Stato dalla chiesa e tolse ogni sostegno economico statale alle organizzazioni cattoliche. La stabilità politica in Francia fu favorita dalle condizioni economiche,grazie all’aumentare della produzione e delle ricchezze nazionali che potevano essere utilizzate per effettuare un’espansione coloniale. Prima della guerra mondiale l’impero francese infatti era secondo per estensione. Inoltre la Francia affiancò un importante politica di investimenti all’estero Finanziando la modernizzazione e l’industrializzazione della Russia (ciò portò alla triplice intesa)

Fino al 1890 la politica tedesca fu dominata dalla figura del cancelliere Bismark, nel periodo della Belle Époque però ci fu Guglielmo II che rafforzò ulteriormente il blocco sociale conservatore alla base del regime autoritario tedesco che era formato dalla borghesia più ricca e dagli Junker (proprietari terrieri prussiani che prestavano servizio negli alti gradi dell’esercito). La Germania voleva espandersi ed era giustificata per due fattori:-L’incremento demografico -La crescita economica Per questi motivi Guglielmo avviò una politica mondiale estera aggressiva che lo portò a scontrarsi con le altre potenze(in particolare Inghilterra). La Germania si ritrovò esposta a una guerra su due fronti ed era protetta soltanto dalla triplice alleanza.

L’impero asburgico era guidato fin dal 1848 da Giuseppe Francesco, egli voleva risolvere il problema dell’insoddisfazione delle minoranze etniche. Date le numerose richieste di autonomia nel 1867 nacque la duplice monarchia d’Austria-Ungheria. Era stato concesso un parlamento e un governo a Budapest ma ancora le richieste delle popolazioni inglobate erano rimaste irrisolte. Per questo motivo all’inizio del novecento ci furono progetti ristrutturazione dell’impero, per esempio il “trialismo” Si intendeva passare da una monarchia dualistica ad una trialistica(creando un terzo polo nazionale). il trialismo si scontrò però con il nazionalismo serbo e russo e ciò aggravò il conflitto. Francesco Giuseppe cerco di limitare il potere dei proprietari terrieri nazionalisti ungheresi e concesse il diritto di voto a tutti i maschi che avessero compiuto 24 anni. Nel 1907 i due partiti di massa raggiunsero un notevole successo:-socialdemocratico, sostenuto dalla classe operaia -Cristiano-sociale, i rappresentanza dei contadini Francesco Giuseppe volle espandere il proprio territorio e la scelta cadde sui Balcani dove vi era una crisi dell’impero ottomano,che cominciò con la rivoluzione dei “giovani turchi”. Loro erano un gruppo di ufficiali che intendevano modernizzare l’impero ottomano Trasformandolo in uno stato parlamentare.

nel 1881 Alessandro III,dopo la morte di suo padre, si trovò a governare un paese fortemente arretrato rispetto al resto d’Europa, ma non voleva attuare riforme anzi si richiamò esplicitamente alle tre parole d’ordine:-autocrazia, era indiscussa e le decisioni del sovrano non potevano essere messe in dubbio, quindi nessuno opposizione politica poteva agire alla luce del sole ma lo doveva fare in modo clandestino con il rischio di arresto. -ortodossia,che si tradusse nella continua discriminazione di cattolici e protestanti e anche nella persecuzione degli ebrei -nazionalismo,che si espresse attraverso il panslavismo, e mirò a contrapporre le popolazioni origine slava a quelle sassoni e latine. Alessandro III impose la lingua russa e inoltre annullò gli effetti della riforma del governo locale realizzato dal padre, restituendo agli aristocratici la loro supremazia e ponendoli di nuovo al di sopra dei sudditi comuni. Nel 1861 fu abolita la servitù della gleba e furono costituite le comunità di villaggio.Queste novità non avevano prodotto esiti positivi perché i terreni agricoli erano insufficienti rispetto agli abitanti della Russia che durante gli anni aumentarono sempre di più. I contadini russi a seguito di questi cambiamenti soffrirono molto e si trovarono a coltivare appezzamenti piccoli e poco produttivi. Le dure condizioni imposte Produssero una differenziazione sociale, da un lato c’erano contadini più poveri e dall’altro contadini più agiati che si arricchivano grazie al commercio e all’usura esercitata sui meno abbienti. Nel 1890 Alessandro III promosse l’industrializzazione Del paese e la produzione di fabbrica aumentò molto. Le fabbriche erano concentrate in poche aree ed erano stabilimenti molto grandi. L’industrializzazione però non aiutò le piccole aziende è l’imprenditoria capitalistica locale era quasi del tutto assente.

Il quadro economico

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L’Italia della Bella Epoque fu un un Italia in rapida crescita economica, a partire dai progressi della Sinistra storica e dall’introduzione dei dazi sull’importazione di beni industriali (1878).Grazie al protezionismo vi furono progressi importanti in ambito metallurgico, meccanico e chimico. Nello stesso tempo Roma aveva adottato il capitalismo di Stato, basato sul sistema di commesse statali (lo stato diventava cliente delle industrie private, garatendo l’acquisto dei prodotti).Nonostante ciò l’Italia rimase comunque un pese agricolo. Tra i fattori di arretratratezza troviamo: l’analfabetismo (circa il 37%) l’emigrazione verso l’estro il divario tra nord e sud: nel Mezzogiorno persisteva il potere dei grandi propritari terrieri e dei notabili causando una pesante arretratezza dell’economia.

Il quadro politico

All’inizio del Novecento l’Italia è caratterizzata da una crescente tensione sociale che contrappone:• Al Sud, i proprietari terrieri ai braccianti agricoli; • Al Nord i grandi imprenditori alla classe operaia: i primi erano al riparo dalla concorrenza estera e godevno di sovvenzioni; i secondi avevano paghe tra le più basse d’Europa, orari di lavoro troppo lunghi, carente assistenza e previdenza. Era contrastato ogni tentativo di sciopero o di organizzazione di sindacati.

La questione sociale

Negli ultimi decenni dell’Ottocento la forza del movimento dei lavoratri era cresciuta, grazie a misure come:• L’istruzione elementare obbligatria e gratuita, con la legge Coppino del 1877 • Allagamento del diritto al voto (1882), anche a operai specializzati e artigiani • Il notevole incremento demografico che si traduceva in aumento della manodopera industriale agricola

La lotta dei lavoratori e l'atteggiamento del governo

Durante l’ondata di scioperi del biennio 1901-1902, Giolitti mantiene un governo neutrale variando le leggi favorevoli ai lavoratori:• la nascita del Consiglio Superiore del Lavoro, che garantiva il controllo delle condizioni di vita del lavoratore • le norme che limitavano il lavoro anche notturno, femminile, minorile e garantivano riposo settimanale • L’assicurazione obbligatorio per gli infortuni sul lavoro • il pacchetto di leggi per il Sud, che prevedevano tra l'altro sgravi fiscali per i ceti rurali • istruzione delle aziende municipalizzate e la nazionalizzazione del servizio telefonico.

La questione cattolica

La questione Cattolica affondava le sue radici nella storia risorgimentale: nel marzo 1861, all'indomani della proclamazione del Regno d'Italia, Papa Pio IX rifiutò di riconoscere il nuovo stato e nel 1870 dopo la Breccia di Porta Pia, si dichiarò prigioniero dell'Italia e non disposto in alcun modo trattare con chi lo aveva privato dei suoi domini temporali. Il culmine fu la promulgazione nel 1874 del decreto Non expedit con il quale Pio IX proibiva ai cattolici di partecipare alla vita politica italiana.Giolitti cerca un'intesa con i cattolici. Papa Pio X che allentò il Non expedit, in quanto Giolitti garantì di rinunciare ad attegiamenti laicisti e anticlericali tipici dei governi precedenti. Venne così lasciata la libertà di partecipazione al voto ai credent.

La questione meridionale

L’espansione industriale aveva ulteriormente aggravto il ritardo socio-economico del Sud Italia. Nelle campagne dominavano il latifondo e le coltivazioni estensive: i grandi proprietari non investivano nel potenziamento delle aziende ne d'altro canto i miglioramenti potevano venire dai lavoratori la cui condizione era quasi servile e non ricevevano alcun risarcimento per le migliorie apportate. Il risultato di queste condizioni fu che, a partire dal industrializzazione si profilo un netto divario tra due zone, il Nord e il Sud: alle soglie della Prima Guerra Mondiale il PIL pro capite di un abitante del Mezzogiorno era inferiore del 20% rispetto a quello di un cittadino settentrionale.

La guerra di Libia

Le difficoltà però furono molte:• I costi finanziari furono enormi • L’interno della Libia era abitata da popolazioni berbere e non fu mai veramente conquistato. • Il paese si rivelò uno “scatolone di sabbia”, arduo da colonizzare e le cui immense risorse petrolifere rimasero ignote.

La caduta di Giolitti

Le elezioni del 1913 diedero i seguenti risultati:• I nazionalisti ottennero solo 5 seggi, ma parecchi deputati liberali ne condividevano le idee • I socialisti conquistarono 79 deputati, parte considervole dei 169 eletti, a dimostrazione della presenza ormai radicata delle masse proletarie • I liberali ebbero 300 deputati, maggioranza abbondante ottenuta grazie al patto Gentiloni, quindi molto condizionata dall’impegno verso i cattolici

La prima guerra mondiale

La Prima Guerra Mondiale si sviluppò nel 1914 e portò a oltre 8 milioni e mezzo di morti e 20 milioni di feriti, coinvolgendo non solo l'Europa ma anche potenze come gli USA e il Giappone. La popolazione civile partecipò attivamente al conflitto e le donne che spesso assunsero ruoli precedentemente riservati agli uomini impegnati al fronte.

Le tensioni internazionali all'origine del conflitto

Nel periodo tra il 1900 e il 1914, le tensioni internazionali si intensificarono poiché:- vengono alimentate da rivalità economiche e coloniali tra potenze come Inghilterra, Germania, Francia e Italia - c’era una complessa situazione nei Balcani a causa del declino dell'Impero Ottomano. Nascono infatti movimenti come: - l’ irrazionalismo che per gli intellettuali tra cui i futuristi italiani, celebravano la violenza come mezzo di rinnovamento sociale. - I nazionalismi contribuivano ulteriormente alla tensione, spingendo le nazioni verso la conquista e riflettendo gli interessi economici delle classi capitaliste. - il darwinismo sociale favoriva l'idea di superiorità di alcuni popoli su altri nella competizione globale.

L'inizio del conflitto

Il 24 giugno 1914, a Sarajevo, Gavrilo Princip assassinò l'arciduca Francesco Ferdinando d'Austria. L'Austria sospetta che l'attentato sia stato orchestrato dalla polizia segreta serba.Questo scatenò un meccanismo di alleanze internazionali: - la Russia si mobilitò al fianco della Serbia, seguita dalla Francia - La Germania, alleata dell'Austria, dichiarò guerra alla Russia il 1 agosto e alla Francia il 3 agosto, attuando rapidamente il piano Schlieffen per invadere il Belgio e avanzare verso Parigi. - L'Inghilterra entrò in guerra il 4 agosto in risposta all'aggressione contro il Belgio e la Francia - Il Giappone si unì agli Alleati il 23 agosto - l'impero ottomano si schierò con Germania e Austria il 1 novembre.

I luoghi in cui avvennero le operazioni militari

.Le operazioni militari si svolsero su tre fronti principali: 1. Fronte balcanico: le forze austro-ungariche occuparono rapidamente la Serbia. 2. Fronte francese: dopo un'iniziale sorpresa da parte dei tedeschi, i francesi, supportati dagli inglesi, contrattaccarono lungo il fiume Marna, costringendo i tedeschi a ritirarsi e evitando l'occupazione di Parigi. Da quel momento, il fronte occidentale si stabilizzò in una logorante guerra di trincea. 3. Fronte nord-orientale: vi furono battaglie tra tedeschi e russi nel nord della Prussia e scontri tra austriaci e russi in Galizia.

Il caso Italiano

Allo scoppio della guerra, l'Italia scelse di rimanere neutrale invece di unirsi a Germania e Austria-Ungheria, come prevedeva la Triplice Alleanza.L'opinione pubblica si divise tra: 1. Gli interventisti, tra cui irredentisti come Cesare Battisti e democratici come Salvemini, vedevano la guerra come un'opportunità per completare il Risorgimento e combattere contro il potere autocratico degli Imperi centrali. 2. I conservatori-liberali, rappresentati da Salandra e Sonnino, erano favorevoli alla guerra per affermare la posizione dell'Italia tra le grandi potenze e trarne vantaggi economici. 3. I neutralisti in Italia, tra cui il Partito Socialista, i cattolici e Giolitti,

L'anno più duro,1916

- Sul fronte francese, i tedeschi tentarono di avanzare, ma furono bloccati nella Battaglia di Verdun, checausò oltre 600.000 morti. Le forze francesi e inglesi risposero con la controffensiva della Somme, che portò a un milione di vittime. - Sul fronte italiano, gli austro-ungarici attuarono la Strafexpedition contro l'Italia ma furono fermati sull'altopiano di Asiago; l'Italia rispose con una controffensiva sull'Isonzo, conquistando Gorizia. - Sul fronte orientale si mantenne un equilibrio, con i russi che avanzarono in Galizia mentre Austria e Germania occupavano la Romania. - In mare, il conflitto tra le flotte tedesca e inglese si intensificò a causa del blocco navale imposto dagli inglesi e della risposta tedesca con la guerra sottomarina totale. La battaglia dello Jutland vide la flotta tedesca affrontare quella inglese; nonostante una vittoria, subì pesanti danni e tornò nei porti tedeschi senza mai risalire in mare aperto.

1917: un anno decisivo per le sorti del conflitto

1. Rivoluzione Russa: la Russia visse una rivoluzione che portò alla deposizione e giustizia dello zar Nicola II. Un governo provvisorio repubblicano subentrò, garantendo agli Alleati la continuazione della guerra.2. Entrata degli Stati Uniti nel conflitto: Gli USA entrarono in guerra il 6 aprile 1917 come risposta alla guerra sottomarina tedesca e per proteggere gli interessi economici legati ai prestiti a Francia e Inghilterra. Il presidente Wilson presentò l’intervento come un atto di difesa della libertà e della democrazia. 3. Sconfitta italiana a Caporetto: Tra il 24 e il 27 ottobre, l'esercito italiano subì una pesante sconfitta a Caporetto contro le forze austro-ungariche e tedesche, causando crisi politica e morale in Italia. Il governo fu costretto a dimettersi e Vittorio Emanuele Orlando nominò il generale Armando Diaz al comando dell’esercito, che adottò tattiche di propaganda per migliorare il morale delle truppe e fermare l'avanzata nemica sulla linea del Piave.

Si conclude la guerra

Nel 1918 si concluse la Prima Guerra Mondiale con eventi decisivi come le- battaglia di Amiens, avvenuta l’8 agosto, mentre gli austriaci erano bloccati sul Piave dagli italiani, le forze alleate di Francia, Inghilterra e USA lanciarono una controffensiva che portò alla sconfitta dell'esercito tedesco. - battaglia di Vittorio Veneto, avvenuta nel 14 agosto quando la Germania decise di interrompere le operazioni militari e il 3 ottobre chiese un armistizio agli Stati Uniti. Nel frattempo, tra ottobre e novembre, il generale Diaz ottenne una vittoria decisiva a Vittorio Veneto, contribuendo alla resa dell'esercito austriaco.

I trattati di pace

Le trattative di pace furono particolarmente complesse e vennero redatte in diversi trattati:1. Il trattato di Versailles impose dure condizioni alla Germania, inclusa la restituzione di territori, la perdita delle colonie, limitazioni militari e ingenti riparazioni. 2. I trattati di Saint Germain e Trianon che smembrarono l'impero austro-ungarico in più stati indipendenti 3. il trattato di Neuilly impose condizioni simili alla Bulgaria; infine, 4. il trattato di Sèvres smembrò l'impero ottomano.