Le origini del teatro latino
- 240 a. c. : prima rappresentazione di una tragedia in ligua latina composta da livio andronìco
Tutti i principali generi teatrali romani sono di importazione. Di origine greca sono infatti: - il principale genere comico, la palliata, così definita dal pallio, che era tipico abbigliamento dei Greci; - il principale genere tragico, la cothurnata; i coturni sono gli altissimi calzari degli attori tragici greci.
Anche se il teatro che noi leggiamo prodotto dai drammaturghi latini fu importato dalla Grecia, in realtà i primi che trasmisero ai Romani il piacere di fare e assistere a rappresentazioni sceniche furono gli Etruschi, con i quali avevano rapporti sin dai tempi della monarchia.
Nelle campagne tra l'Etruria e il Lazio si svolgevano rappresentazioni agresti messe in scena da contadini fin da tempi antichissimi, ben lontane dalle forme più carattertistiche del teatro latino, ma costituirono l'embrione originario e trasmisero il carattere distintivo: la predilezione per il comico.
tito livio, ab urbe condita, II, 7, 2:
"La pestilenza si protrasse anche nell'anno seguente, sotto il consolato di Gaio Sulpicio Petico e Licinio Stolone [375 a. C.]. Per questo motivo non avvenne nulla che meriti menzione, se non che, per implorare la pace degli dèi, si tenne allora un lettisternio, per la terza volta sotto la fondazione della città. Ma la violenza dell'epidemia non si attenuava né per i rimedi umani, né per intervento divino, e gli animi erano ormai in balìa della superstizione. Allora - così si racconta- si decise di istituire, tra gli altri tentativi di placare l'ira celeste, anche gli spettacolo teatrali, novità assoluta per un popolo così bellicoso (fino a quel tempo, infatti, vi era stato solo lo spettacolo del circo). Ma si trattò di cosa modesta, come in genere tutti gli inizi, e inoltre importata dall'estero. Senza alcun testo, senza gesti che lo mimassero, danzatori chiamati dall'Etruria danzavano con movimenti armoniosi, secondo l'uso etrusco, con l'accompagnamento di un flautista. La gioventù romana prese poi a imitarli, lanciandosi facezie reciproche in rozzi versi - e i gesti non erano certo discordanti dalle parole. La cosa entrò così nell'uso e venne stimolata dalla pratica frequente. Agli attori indigeni, dal momento che in etrusco "attore" si diceva ister, fu dato il nome di histriones . Questi non si limitavano come prima a scambiarsi versi simili ai fescennini , improvvisati e senza la minima arte, ma inscenavano satire piene di ritmi vari , con dei testi cantati e accompagnati dal flauto che venivano preparati in precedenza, e con gesti che fossero in armonia con il canto."
L'occasione di cui parla Livio era contrassegnata da pubbliche cerimonie religiose. La sede regolare del teatro latino sarà rappresentata, in tutta l'età repubblicana, dal ricorrere di feste e solennità religiose. La più antica ricorrenza teatrale, quella del 240 a.C., è legata alla celebrazione dei ludi Romani (nel mese di settembre) in onore di Giove Ottimo Massimo. Altre occasioni fra III e II sec. a.C. per mettere in scena rappresentazioni furono: - i ludi Megalenses (aprile) in onore della Magna Mater; - i ludi Apollinares (luglio); - i ludi plebeii (novembre) dedicati a Giove Ottimo Massimo.
i primordi della commedia
Il comico presente nel teatro delle origini era il farsesco, buffonesco, caratterizzato da scambi di battute triviali, crasso e grossolano. Erano presenti scene da clown con personaggi rincorsi e bastonati, allusioni oscene, peti e rutti a scena aperta. Questi procedimenti comici derivate dal mondo etrusco si innesteranno nella commedia latina conferendo un carattere brillante, scoppiettante ai testi.
Fescennium, città al confine tra Lazio ed Etruria
Durante le feste per il raccolto si teneva una rappresentazione in cui i contadini improvvisavano delle scenette indossando horrida oscilla (maschere di corteccia) versibus incomptis risuque soluto
versi provenienti da Fescennium = fescennini , primo embrione del teatro latino
Publio Virgilio Marone, Georgiche, II, 380-396.
II fase: la satura drammatica
- Risulta dall'unione dei versus Fescennini e danza+ musica - consisteva in uno spettacolo ricco ed eterogeneo (parti recitate, cantate e danzate con intermezzi musicali) e di una pluralità di argomenti; - etimologicamente connessi con "satura lanx" : piatto di primizie offerto alla dea Cerere. La varietà delle pietanze alluderebbe alla varietà degli elementi costitutivi dello spettacolo
III fase: l' Atellana
- si sviluppa agli inizi del III sec. presso la città osca di Atella; - farsa osca+ commedia greca: l'ambiente della Campania era ideale per la compenetrazione fra spirito greco e italico. Della farsa osca conserva il carattere di comicità popolare e grottesca, mentre della commedia greca mantiene la tendenza alla tipizzazione dei personaggi e l'uso di maschere fisse.
personaggi tipici dell'atellana
Taranto, n. ?- m. ?
Livio Andronìco
207 a.c.:partenio in onore di Giunone
272 a.c.:arrivo a roma
TIMELINE
240 a.c.:rappresentazione di una tragedia
il partenio ("canto di fanciulle") destinato all'esecuzione in pubblico nel corso di cerimonie religiose, è un'opera perduta.
liberto di Marco Livio Salinatore e grammaticus .
Campania, 275 (?)- Utica 204 o 201 (?)
Gneo Nevio
264-241 a.c.: combattè nella prima guerra punica
bellum poenicum
TIMELINE
Primo poema epico originale in lingua latina sul tema della prima guerra punica (60 frammenti). guerra Punica + viaggio di Enea Si esalta la virtus, cioè il sacrificio di sé come dovere nei confronti della collettività
235 a.c.:rappresentazione di un suo testo
Schierato politicamente contro i Metelli, fu autore di attacchi in poesia.
Tito Maccio Plauto
Sarsina, 251 - Roma 184 a. C.
prime opere latine conservate integre
21 commedie "varroniane"
- Situazioni convenzionali
- Tipizzazione dei personaggi
- Amore contrastato tra una ragazza e un giovane ostacolato dalla famiglia o da ristrettezze economiche
- Peripezie
- Servo astuto (servus callidus) che avvia alla soluzione
- Riconoscimento
TIMELINE
trame complesse ma ripetitive
DIVERTIRE
Il modello è Menandro e la "commedia nuova" che rielabora adattandoli al pubblico romano
Lieto fine
Sono assenti intenti didascallici o moralistici e polemiche sociali
Abbiamo notizia di numerose tragedie da lui composte( fra cui almeno due praetextae, il Romulus e il Clastidium) e commedie. La sua produzione tuttavia ci è giunta molto frammentaria. Delle tragedie di argomento greco ci restano sei titoli, da cui si evince l'argomento relativo al ciclo triano: - Aesìona - Dànae - Equos Troianus - Hector proficiscens - Iphigenìa - Lucurgus, sul culto di Diòniso, in cui le sacerdotesse "impazzivano", che proprio in quel periodo era oggetto di repressione a Roma perché ritenuto pericoloso. Le due praetextae invece: - Romulus: celebrava il fondatore di Roma e la sua divinizzazione; - Clastidium: celebrava la vittoria di Marco Claudio Marcello nella battaglia di Casteggio contro i Galli del 222, che portò alla conquista del Nord Italia. Probabilmente composta in occasione dei Ludi funebres del condottiero che era appena morto nella seconda guerra punica.
Ci restano 34 titoli e 100 frammenti di palliate. - attacchi personali agli avversari politici (i Metelli) - importanza nelle trame conferita al "servo astuto" e libero - frequenti elogi della libertà - oscenità ( come nei Fescennini), come si evince da alcuni titoli: es. Triphallus ("L'uomo dai tre falli"), Testicularia ("La commedia dei testicoli") - tema dell'amore: serio (nel Ginnasta la potenza di Cupido riduce in polvere le rocce) o leggero (nella Tarentilla, "la ragazza di Taranto", gioco di seduzione tra una giovane e vari corteggiatori o clienti a un banchetto)
Fu autore di cothurnatae, in cui recitò lui stesso. Otto titoli sicuri: - Achilles - Aegistus - Aiax mastigòphorus ("Aiace con la frusta") - Equos Troianus ("Il cavallo di Troia") - Hermìona - Dànae - Tèreus in tutto poco più di venti frammenti per una quarantina di versi. La maggior parte di queste opere era legata al tema della guerra di Troia, a cui i Romani erano particolarmente legati, perché vantavano di discendere dal principe troiano Enea. L'opera più significativa per noi è la versione in saturni( metro italico) in lingua latina dell'Odissea di Omero, il cui titolo doveva suonare "Odusìa". e di cui ci sono giunti trentasei frammenti per una quarantina di versi, non tutti completi. Tipica della poesia romana arcaica è la ricerca del pathos, della forza espressiva e della tensione drammatica.
Presentazione quaderno scuola
Valeria Di Domenico
Created on November 3, 2024
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Le origini del teatro latino
- 240 a. c. : prima rappresentazione di una tragedia in ligua latina composta da livio andronìco
Tutti i principali generi teatrali romani sono di importazione. Di origine greca sono infatti: - il principale genere comico, la palliata, così definita dal pallio, che era tipico abbigliamento dei Greci; - il principale genere tragico, la cothurnata; i coturni sono gli altissimi calzari degli attori tragici greci.
Anche se il teatro che noi leggiamo prodotto dai drammaturghi latini fu importato dalla Grecia, in realtà i primi che trasmisero ai Romani il piacere di fare e assistere a rappresentazioni sceniche furono gli Etruschi, con i quali avevano rapporti sin dai tempi della monarchia.
Nelle campagne tra l'Etruria e il Lazio si svolgevano rappresentazioni agresti messe in scena da contadini fin da tempi antichissimi, ben lontane dalle forme più carattertistiche del teatro latino, ma costituirono l'embrione originario e trasmisero il carattere distintivo: la predilezione per il comico.
tito livio, ab urbe condita, II, 7, 2:
"La pestilenza si protrasse anche nell'anno seguente, sotto il consolato di Gaio Sulpicio Petico e Licinio Stolone [375 a. C.]. Per questo motivo non avvenne nulla che meriti menzione, se non che, per implorare la pace degli dèi, si tenne allora un lettisternio, per la terza volta sotto la fondazione della città. Ma la violenza dell'epidemia non si attenuava né per i rimedi umani, né per intervento divino, e gli animi erano ormai in balìa della superstizione. Allora - così si racconta- si decise di istituire, tra gli altri tentativi di placare l'ira celeste, anche gli spettacolo teatrali, novità assoluta per un popolo così bellicoso (fino a quel tempo, infatti, vi era stato solo lo spettacolo del circo). Ma si trattò di cosa modesta, come in genere tutti gli inizi, e inoltre importata dall'estero. Senza alcun testo, senza gesti che lo mimassero, danzatori chiamati dall'Etruria danzavano con movimenti armoniosi, secondo l'uso etrusco, con l'accompagnamento di un flautista. La gioventù romana prese poi a imitarli, lanciandosi facezie reciproche in rozzi versi - e i gesti non erano certo discordanti dalle parole. La cosa entrò così nell'uso e venne stimolata dalla pratica frequente. Agli attori indigeni, dal momento che in etrusco "attore" si diceva ister, fu dato il nome di histriones . Questi non si limitavano come prima a scambiarsi versi simili ai fescennini , improvvisati e senza la minima arte, ma inscenavano satire piene di ritmi vari , con dei testi cantati e accompagnati dal flauto che venivano preparati in precedenza, e con gesti che fossero in armonia con il canto."
L'occasione di cui parla Livio era contrassegnata da pubbliche cerimonie religiose. La sede regolare del teatro latino sarà rappresentata, in tutta l'età repubblicana, dal ricorrere di feste e solennità religiose. La più antica ricorrenza teatrale, quella del 240 a.C., è legata alla celebrazione dei ludi Romani (nel mese di settembre) in onore di Giove Ottimo Massimo. Altre occasioni fra III e II sec. a.C. per mettere in scena rappresentazioni furono: - i ludi Megalenses (aprile) in onore della Magna Mater; - i ludi Apollinares (luglio); - i ludi plebeii (novembre) dedicati a Giove Ottimo Massimo.
i primordi della commedia
Il comico presente nel teatro delle origini era il farsesco, buffonesco, caratterizzato da scambi di battute triviali, crasso e grossolano. Erano presenti scene da clown con personaggi rincorsi e bastonati, allusioni oscene, peti e rutti a scena aperta. Questi procedimenti comici derivate dal mondo etrusco si innesteranno nella commedia latina conferendo un carattere brillante, scoppiettante ai testi.
Fescennium, città al confine tra Lazio ed Etruria
Durante le feste per il raccolto si teneva una rappresentazione in cui i contadini improvvisavano delle scenette indossando horrida oscilla (maschere di corteccia) versibus incomptis risuque soluto
versi provenienti da Fescennium = fescennini , primo embrione del teatro latino
Publio Virgilio Marone, Georgiche, II, 380-396.
II fase: la satura drammatica
- Risulta dall'unione dei versus Fescennini e danza+ musica - consisteva in uno spettacolo ricco ed eterogeneo (parti recitate, cantate e danzate con intermezzi musicali) e di una pluralità di argomenti; - etimologicamente connessi con "satura lanx" : piatto di primizie offerto alla dea Cerere. La varietà delle pietanze alluderebbe alla varietà degli elementi costitutivi dello spettacolo
III fase: l' Atellana
- si sviluppa agli inizi del III sec. presso la città osca di Atella; - farsa osca+ commedia greca: l'ambiente della Campania era ideale per la compenetrazione fra spirito greco e italico. Della farsa osca conserva il carattere di comicità popolare e grottesca, mentre della commedia greca mantiene la tendenza alla tipizzazione dei personaggi e l'uso di maschere fisse.
personaggi tipici dell'atellana
Taranto, n. ?- m. ?
Livio Andronìco
207 a.c.:partenio in onore di Giunone
272 a.c.:arrivo a roma
TIMELINE
240 a.c.:rappresentazione di una tragedia
il partenio ("canto di fanciulle") destinato all'esecuzione in pubblico nel corso di cerimonie religiose, è un'opera perduta.
liberto di Marco Livio Salinatore e grammaticus .
Campania, 275 (?)- Utica 204 o 201 (?)
Gneo Nevio
264-241 a.c.: combattè nella prima guerra punica
bellum poenicum
TIMELINE
Primo poema epico originale in lingua latina sul tema della prima guerra punica (60 frammenti). guerra Punica + viaggio di Enea Si esalta la virtus, cioè il sacrificio di sé come dovere nei confronti della collettività
235 a.c.:rappresentazione di un suo testo
Schierato politicamente contro i Metelli, fu autore di attacchi in poesia.
Tito Maccio Plauto
Sarsina, 251 - Roma 184 a. C.
prime opere latine conservate integre
21 commedie "varroniane"
TIMELINE
trame complesse ma ripetitive
DIVERTIRE
Il modello è Menandro e la "commedia nuova" che rielabora adattandoli al pubblico romano
Lieto fine
Sono assenti intenti didascallici o moralistici e polemiche sociali
Abbiamo notizia di numerose tragedie da lui composte( fra cui almeno due praetextae, il Romulus e il Clastidium) e commedie. La sua produzione tuttavia ci è giunta molto frammentaria. Delle tragedie di argomento greco ci restano sei titoli, da cui si evince l'argomento relativo al ciclo triano: - Aesìona - Dànae - Equos Troianus - Hector proficiscens - Iphigenìa - Lucurgus, sul culto di Diòniso, in cui le sacerdotesse "impazzivano", che proprio in quel periodo era oggetto di repressione a Roma perché ritenuto pericoloso. Le due praetextae invece: - Romulus: celebrava il fondatore di Roma e la sua divinizzazione; - Clastidium: celebrava la vittoria di Marco Claudio Marcello nella battaglia di Casteggio contro i Galli del 222, che portò alla conquista del Nord Italia. Probabilmente composta in occasione dei Ludi funebres del condottiero che era appena morto nella seconda guerra punica.
Ci restano 34 titoli e 100 frammenti di palliate. - attacchi personali agli avversari politici (i Metelli) - importanza nelle trame conferita al "servo astuto" e libero - frequenti elogi della libertà - oscenità ( come nei Fescennini), come si evince da alcuni titoli: es. Triphallus ("L'uomo dai tre falli"), Testicularia ("La commedia dei testicoli") - tema dell'amore: serio (nel Ginnasta la potenza di Cupido riduce in polvere le rocce) o leggero (nella Tarentilla, "la ragazza di Taranto", gioco di seduzione tra una giovane e vari corteggiatori o clienti a un banchetto)
Fu autore di cothurnatae, in cui recitò lui stesso. Otto titoli sicuri: - Achilles - Aegistus - Aiax mastigòphorus ("Aiace con la frusta") - Equos Troianus ("Il cavallo di Troia") - Hermìona - Dànae - Tèreus in tutto poco più di venti frammenti per una quarantina di versi. La maggior parte di queste opere era legata al tema della guerra di Troia, a cui i Romani erano particolarmente legati, perché vantavano di discendere dal principe troiano Enea. L'opera più significativa per noi è la versione in saturni( metro italico) in lingua latina dell'Odissea di Omero, il cui titolo doveva suonare "Odusìa". e di cui ci sono giunti trentasei frammenti per una quarantina di versi, non tutti completi. Tipica della poesia romana arcaica è la ricerca del pathos, della forza espressiva e della tensione drammatica.