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IL SABATO DEL VILLAGGIO

Marta Chioetto

Created on November 2, 2024

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Transcript

Il sabato del villaggio

chioetto marta-schiera eleonora
poesia

il sabato del villaggio

“Il sabato del villaggio” fu composto tra il 20 e il 29 settembre 1829 a Recanati e fa parte dei Canti. Scritto dopo “La quiete dopo la tempesta” costituisce un dittico con esso. In ogni edizione dei Canti, infatti, i due testi appaiono sempre uno dopo l’altro. È una canzone libera in endecasillabi e settenari, suddivisa in quattro strofe di lunghezza differente.

testo

La ragazzetta torna dalla campagna, mentre il sole sta tramontando, con il suo fascio d’erba; e porta in mano anche un mazzolino di rose e di viole, con cui – come sua abitudine – si adornerà il petto e i capelli per l’indomani, giorno di festa. La vecchietta se ne sta seduta con le sue vicine sulla scala a filare, rivolta ai raggi del sole che tramonta, e racconta della sua giovinezza quando era lei, ancora sana e slanciata, ad agghindarsi e a danzare la sera insieme a quelli che ebbe compagni della stagione più bella della vita.

figure retoriche
arco temporale
parallelismo

Già tutta l’aria imbrunisce, il cielo sereno si fa scuro e si disegnano le ombre delle colline e delle case al chiarore della luna appena sorta. Ora la campana ricorda a tutti la festa che sta arrivando, e si direbbe che il cuore si riconforta a quel suono. I bambini nella piazzuola si rincorrono gridando di entusiasmo, rompendo allegramente il silenzio: e intanto ritorna fischiettando alla sua casa il contadino che pensa al giorno di riposo.

figure retoriche
parallelismo
il "segreto" dell'opera
TEORIA DEL PIACERE

Poi, quando tutte le luci sono spente, e tutto il paese è addormentato, si sente il picchiare del martello, e la sega del falegname ancora sveglio al chiarore della lucerna per ultimare in fretta il suo lavoro prima dell’alba.Questo, di tutta la settimana, è il giorno più gradito, pieno di speranza e di gioia: domani le ore porteranno con sé tristezza e noia, e ciascuno ripenserà al consueto lavorio feriale. Ragazzino che scherzi con leggerezza, questa età in fiore è un giorno di allegria, un giorno luminoso, sereno, che precede la festa della tua vita. Divertiti, mio caro ragazzo; è un momento incantato, questo, il periodo più felice. Non voglio svelarti altro; e se la tua festa tarda ad arrivare, non essere triste.

figure retoriche

il sabato

la domenica

il garzoncello

vita quotidiana

Ne "Il sabato del villaggio" il poeta coglie un momento di vita del borgo: l'animazione raccolta del villaggio alla vigilia della domenica, la distensione tranquilla degli animi.

1. Le spigolatrici

3. La bottega del calderaio

2. La danza sull'aia

«Il piacere umano si può dire ch'è sempre futuro, non è se non futuro, consiste solamente nel futuro. L’atto proprio del piacere non si dà. Io spero un piacere; e questa speranza in moltissimi casi si chiama piacere».

Secondo Leopardi, il piacere non esiste nel presente: esiste solo nel ricordo idealizzato del passato, nelle illusioni infantili (rimembranza), oppure esiste proiettato nel futuro, come speranza.Nel “Sabato del villaggio”, Leopardi vuole dimostrare che il piacere può esistere solo nell’attesa.La descrizione dell’attesa del giorno di festa ha infatti un significato allegorico:

  • il sabato è l'allegoria della giovinezza e delle speranze che si nutrono per il futuro;
  • la domenica rappresenta invece l'età adulta, quando ogni speranza viene a cadere.

metonimia: "sereno" (v.17) = cielo "tetti" (v. 18) = case "squilla" (v.20) = campana "parca mensa" (v.28) = casa ossimoro: "lieto romore" (v. 27) I versi si fanno più brevi e più rapidi: per otto volte segue un settenario.

figure retoriche

  • metafore dedicate alla giovinezza: “età fiorita” (v. 44); “stagion lieta” (v. 49) per indicare la giovinezza; la “festa” (vv. 47 e 50).
  • enjambements (vv. 33-34) “la sega / del legnaiuol”; (vv. 40-41) “tristezza e noia / recheran l’ore”.
  • Iperbati e anastrofi (vv. 41-42) “ed al travaglio usato / ciascuno in suo pensier farà ritorno”; (vv. 50-51) “ma la tua festa / ch’anco tardi a venir non ti sia grave”. (vv. 45) “d’allegrezza pieno”.
"Ed a quel suon diresti Che il cor si riconforta."

Questi versi ci rivelano il cuore del poeta. Non vuole ammetterlo che da quel suono il suo cuore riceve conforto. Per un momento l'animo di Leopardi è in armonia con quello dei paesani.Dirà poi che questa gioia è vana e illusoria.

tono musicale

alitterazione della lettera L, spesso raddoppiataiperbato: " Ornare ella si appresta Dimani, al dì di festa, il petto e il crine" (vv. 6-7) anastrofe: "novellando vien" (v. 11) metafora: "età più bella" (v. 15)

Il tono musicale della canzone è piuttosto rapido. Le rime, a fine verso o interne, in questo testo sono più frequenti della media. "sole:viole:suole" (vv.2,4,5) "appresta:festa" (vv. 6,7) "crine:vicine" (vv. 8,9) Inoltre, i settenari, che danno un ritmo incalzante, sono molto numerosi. Questa scelta metrica e fonica è un invito concreto al godimento del sabato, in quanto la felicità è fugace.

Il garzoncello
  • il futuro ride un po’ di più al giovane che può sognare ancora qualsiasi cosa
  • deve godere di questa attesa, prima che sia la vita stessa a disilluderlo
  • le speranze sono irriducibili nel giovane, bisogna allora farne tesoro come il momento di maggior piacere disponibile
  • il poeta evita di rivelare al «garzoncello» l’inganno di cui è vittima: «Altro dirti non vo’…» (v. 50), perché la felicità, dopotutto, è un suo diritto e perché non vuole rovinargli le illusioni che il fanciullo si è creato per il futuro
  • (vv. 48) «fanciullo mio» introduce una sfumatura affettiva, rivelando l'immedesimazione del poeta nel fanciullo
La donzelletta e la vecchierella

analogie tematiche e lessicali"La donzelletta vien dalla campagna, In sul calar del sole," "Su la scala a filar la vecchierella, Incontro là dove si perde il giorno;" "Ornare ella si appresta Dimani, al dì di festa, il petto e il crine." "Quando ai dì della festa ella si ornava"

La “donzelletta” e la “vecchierella” rappresentano due momenti della vita e sono quindi in contrapposizione. La ragazza è contenta perché è giovane, la festa è un’occasione per essere corteggiata. La vecchierella vede la ragazza con i fiori in mano, e affiorano in lei i ricordi del periodo più felice della sua vita. La donzella rappresenta l’attesa di una vita che deve ancora realizzarsi, mentre la vecchierella rappresenta la realizzazione delusa dell’aspettativa giovanile.

la descrizione si svolge all’interno di un arco temporale ben definito che va dal tramonto alla notte: "In sul calar del sole" (v.2) "là dove si perde il giorno" (v.10) "Già tutta l'aria imbruna" Torna azzurro il sereno, e tornan l'ombre" (vv. 16-17) "Al biancheggiar della recente luna" (v.19)

La ricchezza nella descrizione temporale suggerisce l’idea di un giorno che non vuole finire per la speranza di piacere che porta con sé. L’io lirico sa che il sabato è un giorno gioioso e che il domani recherà tristezza e noia. I personaggi non possiedono questa consapevolezza, come dimostra il fatto che si preparano con gioia al giorno festivo.

il sabato
  • allegoria della giovinezza: «Garzoncello scherzoso, / Cotesta età fiorita / È come un giorno d’allegrezza pieno, / Giorno chiaro, sereno, / Che precorre alla festa di tua vita.» (vv. 43-47)
  • rappresenta il giorno più piacevole perché è carico di attesa e speranza per la festa della domenica
  • pieno di aspettative, di speranza, che rendono l’attesa più soddisfacente della realtà stessa
  • Il sabato è caratterizzato da termini che evocano attesa, preparazione e speranza

i bambini e lo zappatore

  • I bambini che correndo e gridando manifestano la gioiosa attesa del giorno di festa;
  • Lo zappatore che torna stanco alla sua casa ed esprime la sua gioia in modo più pacato. Per lui, disincantato dalla vita, il giorno di festa rappresenta solo un giorno di riposo.
La domenica
  • allegoria della fase adulta della vita
  • rappresentata come il momento in cui la festa tanto attesa si realizza, ma al contempo si conclude, portando con sé una sensazione di vuoto e di insoddisfazione
  • quella «festa» ci ricorda il secondo personaggio incontrato, la «vecchiarella»
  • per la vecchiarella la festa è quasi finita e guardare il tramonto non significa sperare nell’alba successiva (come per la ragazza), ma guardarsi indietro perché in quel giorno che si perde c’è tutta la propria vita
  • il percorso degli adulti sembra già segnato