La tradizione manoscritta e la filologia
AURORA TOSCANO 3C
Indice
Introduzione sulla tradizione manoscritta
La filologia
Come ci sono giunte le opere nel corso della storia?
La storia della filologia
La trasmissione degli errori
Il metodo della filologia
La tradizione manoscritta
INTRODUZIONE
La filologia dei testi antichi greci e latini in primis ha come oggetto la tradizione manoscritta, ovvero le copie redatte a mano di tali testi; infatti con pochissime eccezioni gli originali sono andati perduti o danneggiati irrimediabilmente.
Spesso è necessaria sia la ricostruzione sia l’interpretazione dei testi ad esempio quando la lingua dell’autore è differente dalla lingua dei copisti.
La tradizione manoscritta
La tradizione (dal latino traedo: consegno, tramando) consiste nella trasmissione tramite manoscritti dei testi antichi, ovviamente prima dell'invenzione della stampa con Gutenberg.Attraverso i secoli ed i millenni è andata perduta gran parte delle letterature antiche. Si stima che ci sia giunto il 10% della letteratura latina e solo l’1% della letteratura greca.
Si sono perdute opere di ogni tipo: poemi epici, opere teatrali, trattati filosofici, sulla guerra, sulla natura, tragedie e liriche.
Come ci sono giunte le opere?
Alcune opere ci sono giunte per tradizione diretta, grazie a manoscritti, molti dei quali sono opera del lavoro dei monaci amanuensi nel medioevo.Altre opere ci sono pervenute in forma indiretta ad esempio citate da altri autori o in altri libri e manoscritti che riportano frasi o periodi.Non sono pervenuti ai giorni nostri autografi dei grandi autori greci o latini, di solito sono copie medievali e in alcuni casi risalgono a periodi precedenti come nel caso di antichissimi papiri con opere greche ritrovati in Egitto o recentissimi ritrovamenti di papiri carbonizzati a Pompei che si cerca di leggere con le più moderne tecnologie, non ultima l’intelligenza artificiale.
Dove avveniva la trasmissione manoscritta?
TABELLAE
PAPIRO
PERGAMENA
La trasmissione degli errori
Nel corso dei secoli la ricopiatura dei testi manoscritti ha prodotto molti errori che variano da copia a copia, alcuni leggeri e facilmente riconoscibili, altri maggiori e non più sanabili, ad esempio intere parti di testi sono andate perdute causando le cosiddette "lacune". Infatti nonostante l'antigrafo, cioè il testo che si sta ricopiando, fosse leggibile e facilmente comprensibile, persino il copista più attento commetteva errori, bastava anche una minima distrazione per stravolgere totalmente una storia. Perciò a ogni nuova copiatura si aggiugngevano nuovi errori nell'apografo ( la copia nuova), trasmessi da tutti gli antigrafi.
La filologia
La filologia ( dal greco φίλος, "amante, amico" e λόγος, "parola, discorso") è un insieme di discipline che studia testi di varia natura (letterari, storici, economici, giuridici ecc.), soprattutto quelli antichi, per ricostruire la loro forma originaria (archetipo) con l’analisi critica e comparativa delle fonti che li testimoniano e giungere, con varie metodologie d'indagine, a un’interpretazione che sia la più corretta possibile.
La storia della filologia
Gli studiosi della biblioteca e del Museo di Alessandria d'Egitto decidono di mettere ordine nell'enorme patrimonio letterario greco, lavorando soprattutto sui poemi omerici.
Età ellenistica(IV-II sec. a.C.)
Marco Terenzio Varrone, studioso, storico e scrittore Romano, venuto a conoscenza delle tecniche degli Alessandrini le applica sulle commedie di Plauto per identificare le sue commedie originali.
I sec. a.C.
I monaci amanuensi ricopiano antiche opere in deterioramento, selezionando testi religiosi e scartando testi profani, tuttavia a volte esercitandosi ricopiando testi non religiosi come le opere di Catullo.
Medioevo (476-1492)
Nasce l'amore per il mondo classico, grazie al quale si sviluppa la filologia per risalire agli autori originali dei classici greci e romani. Lorenzo Valla dimostra attraverso studi approfonditi la falsità della donazione di Costantino.
Umanesimo(XIV sec.)
1800
La filologia diventa una vera e propria scienza, dotata di un metodo rigoroso e applicabile anche ad altre lingue, non solo quindi ai classici greci e latini.
Il metodo della filologia
Poiché non esistono autografi dei classici greci e latini e tutti i testi a noi pervenuti sono dovuti ad un secolare processo di ricopiatura cio’ ha determinato l’introduzione di errori, deformazioni e modificazioni.
Compito del filologo è quindi:
- Giungere ad un testo quanto più vicino possibile all’originale - Cercare di ricostruire la storia di un testo (le fonti)
- Essere il più preciso ed accurato possibile.
Il metodo di Lachmann
Karl Lachmann (1793-1851)è noto per avere creato un elaborato metodo "il metodo di Lachmann" che precede "l'emendatio".
La prima fase è chiamato "recensio" e consiste nella rassegna di tutti i testimoni disponibili e nell'idividuazione dei loro rapporti reciproci riconoscendo sempre gli errori comuni per eliminare codici riconosciuti come copie (eliminatio codicum descriptorum).
A seguire la recensio c'è la "constitutio texus" che prevede la definizione del testo dall'archetipo attraverso una valutazione delle varie lezioni disponibili nei suoi discendenti diretti.
Per finire un filologo procede con l'emendatio (che tuttavia non è stata inventata da Lachmann), cioè l'effettivo lavoro di correzione.
Il prodotto del "metodo di Lachmann"è lo stemma codicum, uno schema che riporta in mniera visiva i rapporti tra i manoscritti selezionati.
I segni diacritici
I filologi alessandrini stabilirino i primi criteri scientifici di studio per facilitare la correzione degli errori e la comprensione del testo di un testo e iniziarono ad usare i segni diacritici come:- L'obelo ÷, posto a margine dei versi spuri cioè non autentici. - Le parentesi uncinate <>, per indicare una parte di testo assente ma che l'editore ritiene necessario inserire chiamata "integrazione". - Le parentesi quadre [], per segnalare il processo di espunzione, cioè parole presenti nei manoscritti ma non considerate originali. - La crux desperationis † , utilizzata quando il testo non è più sanabile.
L'importanza della tradizione manoscritta e della filologia
La filologia e la tradizione manoscritta sono importanti perchè grazie allo studio e la ricostruzione dei documenti che ci hanno lasciato le epoche che ci hanno preceduto conosciamo il loro modo di vivere. Usi e costumi delle civiltà antiche quindi sarebbero stati persi senza lo studio dei documenti, rotoli, codici e pergamene rinvenuti.
Il filologo quindi, deve avere un notevole intuito, deve sapere spiegare la genesi di un errore e deve conoscere a fondo la storia e la lingua della civiltà che sta analizzando, per poter interpretare in modo corretto documenti e quant’altro. Se conosciamo usi e costumi delle civiltà passate, lo dobbiamo proprio ai filologi i quali, pazientemente, hanno ricostruito i reperti e ritrovamenti dell’epoca.
Bibliografia
Università di Macerata - https://docenti.unimc.it
"La trasmissione dei testi latini del medioevo"- Paolo Chiesa e Lucia Castaldi.
biblio.toscana.it
"Lezioni di filologia classica"- Luciano Canfora, ed. Il mulino
Fine
La tradizione manoscritta e la filologia
Aurora Toscano
Created on October 26, 2024
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Essential Learning Unit
View
Akihabara Learning Unit
View
Genial learning unit
View
History Learning Unit
View
Primary Unit Plan
View
Vibrant Learning Unit
View
Art learning unit
Explore all templates
Transcript
La tradizione manoscritta e la filologia
AURORA TOSCANO 3C
Indice
Introduzione sulla tradizione manoscritta
La filologia
Come ci sono giunte le opere nel corso della storia?
La storia della filologia
La trasmissione degli errori
Il metodo della filologia
La tradizione manoscritta
INTRODUZIONE
La filologia dei testi antichi greci e latini in primis ha come oggetto la tradizione manoscritta, ovvero le copie redatte a mano di tali testi; infatti con pochissime eccezioni gli originali sono andati perduti o danneggiati irrimediabilmente. Spesso è necessaria sia la ricostruzione sia l’interpretazione dei testi ad esempio quando la lingua dell’autore è differente dalla lingua dei copisti.
La tradizione manoscritta
La tradizione (dal latino traedo: consegno, tramando) consiste nella trasmissione tramite manoscritti dei testi antichi, ovviamente prima dell'invenzione della stampa con Gutenberg.Attraverso i secoli ed i millenni è andata perduta gran parte delle letterature antiche. Si stima che ci sia giunto il 10% della letteratura latina e solo l’1% della letteratura greca. Si sono perdute opere di ogni tipo: poemi epici, opere teatrali, trattati filosofici, sulla guerra, sulla natura, tragedie e liriche.
Come ci sono giunte le opere?
Alcune opere ci sono giunte per tradizione diretta, grazie a manoscritti, molti dei quali sono opera del lavoro dei monaci amanuensi nel medioevo.Altre opere ci sono pervenute in forma indiretta ad esempio citate da altri autori o in altri libri e manoscritti che riportano frasi o periodi.Non sono pervenuti ai giorni nostri autografi dei grandi autori greci o latini, di solito sono copie medievali e in alcuni casi risalgono a periodi precedenti come nel caso di antichissimi papiri con opere greche ritrovati in Egitto o recentissimi ritrovamenti di papiri carbonizzati a Pompei che si cerca di leggere con le più moderne tecnologie, non ultima l’intelligenza artificiale.
Dove avveniva la trasmissione manoscritta?
TABELLAE
PAPIRO
PERGAMENA
La trasmissione degli errori
Nel corso dei secoli la ricopiatura dei testi manoscritti ha prodotto molti errori che variano da copia a copia, alcuni leggeri e facilmente riconoscibili, altri maggiori e non più sanabili, ad esempio intere parti di testi sono andate perdute causando le cosiddette "lacune". Infatti nonostante l'antigrafo, cioè il testo che si sta ricopiando, fosse leggibile e facilmente comprensibile, persino il copista più attento commetteva errori, bastava anche una minima distrazione per stravolgere totalmente una storia. Perciò a ogni nuova copiatura si aggiugngevano nuovi errori nell'apografo ( la copia nuova), trasmessi da tutti gli antigrafi.
La filologia
La filologia ( dal greco φίλος, "amante, amico" e λόγος, "parola, discorso") è un insieme di discipline che studia testi di varia natura (letterari, storici, economici, giuridici ecc.), soprattutto quelli antichi, per ricostruire la loro forma originaria (archetipo) con l’analisi critica e comparativa delle fonti che li testimoniano e giungere, con varie metodologie d'indagine, a un’interpretazione che sia la più corretta possibile.
La storia della filologia
Gli studiosi della biblioteca e del Museo di Alessandria d'Egitto decidono di mettere ordine nell'enorme patrimonio letterario greco, lavorando soprattutto sui poemi omerici.
Età ellenistica(IV-II sec. a.C.)
Marco Terenzio Varrone, studioso, storico e scrittore Romano, venuto a conoscenza delle tecniche degli Alessandrini le applica sulle commedie di Plauto per identificare le sue commedie originali.
I sec. a.C.
I monaci amanuensi ricopiano antiche opere in deterioramento, selezionando testi religiosi e scartando testi profani, tuttavia a volte esercitandosi ricopiando testi non religiosi come le opere di Catullo.
Medioevo (476-1492)
Nasce l'amore per il mondo classico, grazie al quale si sviluppa la filologia per risalire agli autori originali dei classici greci e romani. Lorenzo Valla dimostra attraverso studi approfonditi la falsità della donazione di Costantino.
Umanesimo(XIV sec.)
1800
La filologia diventa una vera e propria scienza, dotata di un metodo rigoroso e applicabile anche ad altre lingue, non solo quindi ai classici greci e latini.
Il metodo della filologia
Poiché non esistono autografi dei classici greci e latini e tutti i testi a noi pervenuti sono dovuti ad un secolare processo di ricopiatura cio’ ha determinato l’introduzione di errori, deformazioni e modificazioni. Compito del filologo è quindi: - Giungere ad un testo quanto più vicino possibile all’originale - Cercare di ricostruire la storia di un testo (le fonti) - Essere il più preciso ed accurato possibile.
Il metodo di Lachmann
Karl Lachmann (1793-1851)è noto per avere creato un elaborato metodo "il metodo di Lachmann" che precede "l'emendatio".
La prima fase è chiamato "recensio" e consiste nella rassegna di tutti i testimoni disponibili e nell'idividuazione dei loro rapporti reciproci riconoscendo sempre gli errori comuni per eliminare codici riconosciuti come copie (eliminatio codicum descriptorum).
A seguire la recensio c'è la "constitutio texus" che prevede la definizione del testo dall'archetipo attraverso una valutazione delle varie lezioni disponibili nei suoi discendenti diretti.
Per finire un filologo procede con l'emendatio (che tuttavia non è stata inventata da Lachmann), cioè l'effettivo lavoro di correzione.
Il prodotto del "metodo di Lachmann"è lo stemma codicum, uno schema che riporta in mniera visiva i rapporti tra i manoscritti selezionati.
I segni diacritici
I filologi alessandrini stabilirino i primi criteri scientifici di studio per facilitare la correzione degli errori e la comprensione del testo di un testo e iniziarono ad usare i segni diacritici come:- L'obelo ÷, posto a margine dei versi spuri cioè non autentici. - Le parentesi uncinate <>, per indicare una parte di testo assente ma che l'editore ritiene necessario inserire chiamata "integrazione". - Le parentesi quadre [], per segnalare il processo di espunzione, cioè parole presenti nei manoscritti ma non considerate originali. - La crux desperationis † , utilizzata quando il testo non è più sanabile.
L'importanza della tradizione manoscritta e della filologia
La filologia e la tradizione manoscritta sono importanti perchè grazie allo studio e la ricostruzione dei documenti che ci hanno lasciato le epoche che ci hanno preceduto conosciamo il loro modo di vivere. Usi e costumi delle civiltà antiche quindi sarebbero stati persi senza lo studio dei documenti, rotoli, codici e pergamene rinvenuti.
Il filologo quindi, deve avere un notevole intuito, deve sapere spiegare la genesi di un errore e deve conoscere a fondo la storia e la lingua della civiltà che sta analizzando, per poter interpretare in modo corretto documenti e quant’altro. Se conosciamo usi e costumi delle civiltà passate, lo dobbiamo proprio ai filologi i quali, pazientemente, hanno ricostruito i reperti e ritrovamenti dell’epoca.
Bibliografia
Università di Macerata - https://docenti.unimc.it
"La trasmissione dei testi latini del medioevo"- Paolo Chiesa e Lucia Castaldi.
biblio.toscana.it
"Lezioni di filologia classica"- Luciano Canfora, ed. Il mulino
Fine