Want to create interactive content? It’s easy in Genially!
Presentazione Manzoni-Foscolo
Matteo Fusconi
Created on October 19, 2024
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Animated Chalkboard Presentation
View
Genial Storytale Presentation
View
Blackboard Presentation
View
Psychedelic Presentation
View
Chalkboard Presentation
View
Witchcraft Presentation
View
Sketchbook Presentation
Transcript
SONETTI
autoritratti
Durante la letteratura settecentesca e ottocentesca, 3 grandi esponenti scrissero sonetti che li autorittraevano, ovvvero Vittorio Alfieri, Ugo foscolo e Alessandro Manzoni, analizziamo ora i sonetti di questi ultimi 2 per poi evidenziarne le differenze
I 2 POETI
Ugo Foscolo
i due poeti:
I due poeti vissero entrambi a cavallo tra il settecento e ottocento (Manzoni nasce nel 1785 e Foscolo nel 1778) e divennero importanti per le loro poesie per cui sono ricordati ancora oggi. Oggi vogliamo vedere le differenze tra il sonetto autoritratto di Foscolo e quello di Manzoni, anche se il vero inventore di questo tipo di Sonetto è Vittorio Alfieri. A livello di periodo storico Foscolo vive prima nel periodo della Rivoluzione Francese (una delle 3 rivoluzioni del settecento, assieme a quella Americana e quella industriale) e poi entrambi vivono in pieno periodo Napoleonico.
Alessandro Manzoni
"AUTORITRATTO"di Ugo foscolo
PARAFRASI
Solcata ho fronte, occhi incavati intenti; Crin fulvo, emunte guance, ardito aspetto; Labbro tumido acceso, e tersi denti, Capo chino, bel collo, e largo petto; Giuste membra, vestir semplice eletto; Ratti i passi, i pensier, gli atti, gli accenti, Sobrio, umano, leal, prodigo, schietto; Avverso al mondo, avversi a me gli eventi. Talor di lingua, e spesso di man prode; Mesto i più giorni e solo, ognor pensoso, Pronto, iracondo, inquieto, tenace: Di vizi ricco e di virtù, do lode Alla ragion, ma corro ove al cor piace: Morte sol mi darà fama e riposo.
SIGNIFICATO
FIGURE RETORICHE e FORMA
"capel bruno, alta fronte" di alessandro manzoni
PARAFRASI
Capel bruno, alta fronte, occhio loquace, Naso non grande e non soverchio umile, Tonda la gota e di color vivace, Stretto labbro e vermiglio, e bocca esile; Lingua or spedita, or tarda, e non mai vile, Che il ver favella apertamente, o tace; Giovin d’anni e di senno, non audace; Duro di modi, ma di cor gentile. La gloria amo e le selve e il biondo Iddio1; Spregio, non odio mai; m’attristo spesso; Buono al buon, buono al tristo, a me sol rio. A l’ira presto, e più presto al perdono; Poco noto ad altrui, poco a me stesso: Gli uomini e gli anni mi diran chi sono.
SIGNIFICATO
FIGURE RETORICHE e FORMA
le differenze tra i 2 sonetti
parlano dell'aspetto morale, ovvero quello interiore.
Ora vi propongo2 ritratti: uno di Manzoni (quello a sinistra) e uno di Foscolo (quello a destra). In questi due ritratti si possono scorgere le differenze tra i due poeti.
Nel confronto tra i 2 sonetti si può subito notare che entrambi hanno un lessico ricercato, eccelso e ricco di aggettivi, inoltre hanno una struttura molto simile, infatti entrambi nelle terzine parlano dell'aspetto fisico e nelle quartine di quello interiore, poi entrambe utilizzano un aspetto fisico che però dice qualcosa anche del carattere, invece nell'ultimo verso, Foscolo fa come aveva fatto Alfieri precedentemente, ovvero parla della morte, mentre ivece Manzoni, non dice che la morte le darà le risposte che cerca, ma lo faranno gli uomini negli anni successivi, forse anchge dal fatto che Foscolo era più anziano di Manzoni quando ha scritto il sonetto e quindi per lui la morte era più vicina. Foscolo nell'aspetto fisico si focalizza molto sui vestiti, mentre Manzoni invece si basa di più sull'aspetto fisico della faccia, però entrambi
Alessandro Manzoni
Alessandro Manzoni nasce tra il 5 e il 7 marzo del 1785 a Milano ed è figlia di Giulia Beccaria e Pietro Manzoni. Nel 1801 inizia frequentare l'ambiente letterario e vari letterati, tra cui anche Vittorio Alfieri (che scrisse il sonetto autoritratto "Sublime specchi di Veraci Detti") e Ugo Foscolo (che scrisse il sonetto autoritratto intitolato "Autoritratto"). Nel 1805 si trasferisce a Parigi con la madre, nel corso degli anni scrive varie poesie e testi letterari come "il maggio" e "i Promessi Sposi". Morirà poi il 22 maggio 1873, dopo che durante la primavera dello stesso anno sbatte la testa su uno scalino.
SIGNIFICATO:
Ispirandosi alla tradizione letteraria del sonetto autobiografico inaugurata da Vittorio Alfieri, Foscolo compone una lirica in cui si descrive sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista psicologico. Nei primi quattro versi il poeta delinea la parte superiore del suo viso per scendere poi fino al petto, quasi a scolpire un busto di sé stesso, secondo il modello della scultura classica, armonica ed equilibrata. Fin qui potremmo pensare che Foscolo rispecchi perfettamente i canoni del Neoclassicismo, ma il sonetto delinea anche l’immagine di un Foscolo eroico, titanico, perseguitato dalla sorte, inquieto e tormentato, cioè di un personaggio che, in un certo senso, presenta già una fisionomia romantica. Foscolo avverte un profondo sradicamento ed è caratterizzato da uno spiccato individualismo, con il cuore e la mente in conflitto.
PARAFRASI:
Capelli scuri, fronte alta, sguardo espressivo, naso né troppo grande né troppo piccolo, viso rotondo con un bel colorito, labbra sottili e bocca piccola, parlata a volte veloce a volte lenta, ma mai ingiuriosa, che se ha da dir quel che pensa lo dice, altrimenti tace. Di mente e corpo giovane, ma non audace, leggermente rude, ma buono d’animo. Amo la gloria, la solitudine e la natura, e la poesia (del biondo dio Apollo), posso provar disprezzo ma mai odio, gentile con tutto il prossimo, esigente solo con me stesso. Mi adiro facilmente, ma subito perdono, poco noto agli altri come a me stesso: le persone che frequenterò e gli eventi che accadranno nel tempo mi aiuteranno a capire chi sono.
FIGURE RETORICHE:
- Chiasmo: versi 3-4-12 - Anafora: verso 11 - Litoti: versi 2-5-7-10 - Poliptoto: verso 11 - Metonomia :buondo Iddio, ovvero Apollo, che simboleggia la poesia
FORMA:
SONETTO: Forma poetica formata da 14 versi divisi in due quartine e due terzine, con 2 schemi metrici, diversi: uno per le terzine e uno per le quartine. Questra forma poetica fu inventata da Jacopo Da Lentini (poeta della scuola poetica siciliana) nel XIII secolo.SCHEMA METRICO:- Terzine: CDE EDE - Quartine: ABAB BAAB
FIGURE RETORICHE:
- Chiasmo: versi 1-2-3-10 - Climax: verso 6 - Poliptoto: verso 8
FORMA:
SONETTO: Forma poetica formata da 14 versi divisi in due quartine e due terzine, con 2 schemi metrici, diversi: uno per le terzine e uno per le quartine. Questra forma poetica fu inventata da Jacopo Da Lentini (poeta della scuola poetica siciliana) nel XIII secolo.SCHEMA METRICO:- Terzine: CDE CED - Quartine: ABAB BABA
SIGNIFICATO:
Ciò che colpisce maggiormente nell’autoritratto manzoniano è la profonda capacità di descriversi in versi nonostante la tenera età, infatti al momento della composizione del sonetto Alessandro aveva solamente 16anni, infatti nel 1801 Manzoni è un adolescente che padroneggia con incredibile disinvoltura le regole linguistiche e poetiche. La gloria, la natura e la poesia sono le sue grandi passioni e su questo appare deciso, ma ancora lui non sa veramentre chi è e chi diventerà.Per quanto precoce e brillante, qui siamo di fronte all’autoritratto di un ragazzino che, per ovvi motivi anagrafici, si chiede ma non può ancora sapere che tipo di persona, uomo e artista diventerà.
Ugo Foscolo
Ugo Foscolo nasce a Venezia il 6 febbraio 1776, veva il padre veneziano, che veniva da una famiglia patrizia romana e la madre era Greca, quindi lui si sentiva un'uomo molto classico. Quando il padre morì inizio a viaggiare per tutta Europa fino ad arrivare a Londra, per poi rimanerci fino alla sua morte nel 1827.
IDEE POETICHE:In Foscolo e nelle sue poesie si vede l'influensa del neoclassicisma (dato dal fatto che si sentiva un uomo molto classico) e anche dell'Illuminismo di cui rispettava tutti gli ideali.
PARAFRASI:
Ho la fronte segnata dalle rughe, gli occhi scavati e intensi, capelli di colore rosso, guance pallide, aspetto indomito, labbra rosse e pronunciate, denti bianchi, capo chino, un bel collo e un ampio torace; membra ben proporzionate, modo di vestire semplice, ma decoroso; i miei passi sono rapidi, e così i pensieri, i gesti, il modo di parlare; sono sobrio, umano, leale, prodigo e schietto; io contro il mondo, il mondo contro di me; talvolta sono ardimentoso a parole, spesso nelle azioni; la maggior parte dei miei giorni me ne sto triste e solo, sempre pensieroso, irascibile, inquieto, testardo: ricco tanto di vizi quanto di virtù. Elogio la ragione, ma poi, di fatto, inseguo il sentimento: soltanto la morte mi darà fama e riposo.