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Gli Etruschi

Gabriele Strazzulla

Created on October 18, 2024

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Transcript

Gli Etruschi

A cura di Gabriele Strazzulla & Steven Nicotra

Prima di iniziare:

Questa presentazione è interattiva! Alcuni elementi si possono cliccare per zoommare le immagini , Grazie per l'attenzione :)

Capitoli

Insediamenti e l’Urbanistica

Civiltà e l’Arte Funeraria

Architettura

Tomba come "Casa"

Le Necropoli

Le Tombe

Pittura vascolare

L'affresco

Simbolismo

Scultura funeraria

I Sarcofagi

I canopi

Scultura bronzea e fittile

Opere

la Civiltà Etrusca e l’Arte Funeraria

L'arte etrusca era profondamente legata alla religione e si proponeva di compiacere gli dei, garantendo ai defunti una vita serena nell'aldilà. La scrittura etrusca, unica tra le lingue preromane per il suo alfabeto, veniva usata per scopi pratici, come dediche funerarie e atti di proprietà. Le tombe etrusche, riccamente decorate, contenevano oggetti e offerte destinate a proteggere il defunto e a facilitarne il viaggio nell’aldilà. Tra i reperti più importanti ci sono sarcofagi e urne cinerarie, che testimoniano il forte legame tra l’arte, la religione e le cerimonie funerarie. Gli Etruschi vedevano l'arte non come una forma di espressione libera, ma come un mezzo per interpretare e assecondare il destino.

Gli Insediamenti Etruschi e l’Urbanistica

Le città etrusche erano collocate in posizioni strategiche, come alture o vicino a fiumi, per motivi difensivi e commerciali. Ogni città veniva fondata con un rito religioso che tracciava il perimetro in base alle stelle, approvato dagli dei. L’urbanistica etrusca era ben organizzata, con strade principali e secondarie che formavano isolati ordinati. Le abitazioni iniziali, semplici capanne di legno e canne, sono ancora visibili nelle urne cinerarie, che simboleggiavano la "dimora" del defunto nell’aldilà.

Che tipo?

Architettura delle Mura e delle Porte

L'architettura dell'Arco

Architettura Funeraria

Architettura Religiosa

L'Architettura delle Mura e delle Porte

Le mura delle città etrusche, costruite tra il VI e IV secolo a.C., erano realizzate con la tecnica dell'opus quadratum, usando pietre squadrate senza malta. Le città erano protette da porte monumentali, spesso ad arco, come la Porta Marzia di Perugia e la Porta all’Arco di Volterra, che conservano ancora oggi la loro imponenza. Queste porte, oltre alla funzione difensiva, erano decorate con sculture di divinità protettrici.

L'Architettura Religiosa

A differenza dei templi greci, costruiti in marmo, i templi etruschi erano realizzati con materiali deperibili come legno, mattoni e terracotta, motivo per cui pochi resti sono giunti fino a noi. Per ricostruirne la struttura, ci si affida a fonti romane, come il De Architectura di Vitruvio, che descrive la loro pianta rettangolare e l’alto basamento (podio) accessibile da una scalinata frontale. Il tempio etrusco era diviso in due aree: una cella posteriore, solitamente con tre stanze per le divinità principali, e un pronao anteriore con colonne in legno disposte in due file parallele, un ordine architettonico noto come "ordine tuscanico". Le decorazioni principali includevano acroteri e antefisse in terracotta, spesso colorate e simboliche, come nel Tempio di Portonaccio a Veio

L’Arco nell'architettura etrusca

L’arco, perfezionato successivamente dai Romani, era già presente nelle porte delle città etrusche. Tra gli esempi più significativi ci sono la Porta Marzia e l’Arco di Augusto a Perugia, che non solo servivano come ingressi monumentali, ma avevano anche un profondo significato simbolico e religioso. Le porte etrusche erano spesso decorate con teste scolpite o altri simboli divini, che proteggevano la città e segnavano il potere. Alcune di queste decorazioni includevano rappresentazioni di divinità protettrici o simboli di potere, come le teste mozzate dei nemici, pratiche rituali frequenti nelle città etrusche.

L'Architettura Funeraria

Gli Etruschi concepivano la morte come un passaggio verso una nuova vita, e per questo la loro architettura funeraria rifletteva un forte desiderio di continuare l’esistenza nel mondo ultraterreno. Le tombe, costruite principalmente in pietra, erano progettate come vere e proprie abitazioni, simili a quelle che i defunti avevano lasciato nel mondo dei vivi. Oggetti come utensili, cibi e arredi venivano posti all’interno delle tombe per accompagnare il defunto nel suo viaggio nell’aldilà. L’interno delle tombe era spesso decorato con affreschi che rappresentavano scene della vita quotidiana o simboliche, creando un ambiente familiare e accogliente per l’anima.

Concetto della Tomba come "Casa"

La tomba etrusca non era solo un sepolcro, ma una vera e propria "casa" per il defunto, destinata a garantire la sua continuità nel mondo ultraterreno. Questo concetto di "casa" eterna si rifletteva nella struttura stessa della tomba, che imitava le case reali in forma e dimensioni, e nei decori che ricreavano l’ambiente domestico. Le pareti delle tombe erano spesso affrescate con scene di vita quotidiana, paesaggi simbolici, o riproduzioni del cielo, per combattere il buio eterno della morte. La tomba etrusca rappresentava così un luogo di riposo e protezione, dove il defunto poteva vivere serenamente nell'aldilà.

Le Necropoli: Città dei Morti

Le necropoli etrusche erano vere e proprie "città dei morti", situate fuori dalle mura delle città e organizzate secondo uno schema viario simile a quello delle città etrusche. Ogni necropoli rifletteva la vita sociale e religiosa degli Etruschi, con la disposizione delle tombe che seguiva una gerarchia simile a quella della società. Non esistevano rigide regole proporzionali o stilistiche, permettendo una certa libertà progettuale che consentiva l’ampliamento di tombe ipogee con nuove camere o corridoi. Questa flessibilità ha reso le necropoli etrusche una testimonianza significativa della loro cultura, in cui ogni tomba, grande o piccola, rappresenta un pezzo di storia e religiosità che ancora racconta molto di questa antica civiltà.

Le tombe etrusche sono caratterizzate da una grande varietà di forme e dimensioni, che riflettono il periodo storico, la natura del terreno e la classe sociale dei defunti. Le principali tipologie costruttive delle tombe etrusche sono tre: tombe ipogee, tombe a tumulo e tombe a edicola. Ogni tipologia presenta caratteristiche architettoniche uniche, ma tutte condividono l'intento di creare un ambiente che rispecchiasse la vita dei defunti e il loro passaggio nell'aldilà.

Che tipo?

Le Tombe a Edicola

Tombe a Tumulo

Tombe Ipogee

Tombe Ipogee

Le tombe ipogee sono scavate nel terreno o nella roccia, e includono diverse varianti. Le tombe a camera interrata sono scavate nel terreno e accessibili tramite corridoi o scale. Le tombe rupestri sono adattate da grotte naturali. Le tombe a dado sono strutture cubiche, scavate nel tufo, che imitano l'architettura domestica. Un esempio importante è l'Ipogeo dei Volumni vicino Perugia, una tomba che riproduce spazi domestici e ospita urne cinerarie, riflettendo la concezione etrusca di un “viaggio” nell’aldilà.

Le Tombe a Tumulo

Le tombe a tumulo sono coperte da un tumulo di terra che forma una collinetta artificiale. Queste strutture servivano a identificare la sepoltura e a proteggere il monumento funerario. I tumuli erano solitamente di pianta circolare e potevano ospitare più camere sepolcrali. Un esempio iconico è la Tomba della Montagnola presso Quinto Fiorentino, datata tra il VII e il VI secolo a.C., con una struttura complessa che include un dromos, un atrio rettangolare e una camera a tholos.

Le Tombe a Edicola

Le tombe a edicola sono rare strutture funerarie fuori terra, con forma di piccoli tempietti. Queste tombe combinano l'architettura domestica, religiosa e funeraria, simboleggiando l'interconnessione tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Sebbene meno comuni, le tombe a edicola offrono una visione interessante dell’architettura funeraria etrusca, come testimoniano le piccole edicole che richiamano l’idea di una casa sacra per l'aldilà.

L'affresco etrusco: vita oltre la morte

Un elemento distintivo dell'architettura funeraria etrusca è la decorazione pittorica, in particolare l'uso dell'affresco. Questa tecnica, importata dalla tradizione minoica e greca, prevedeva di dipingere su intonaco fresco, così che i colori si integrassero con la parete stessa. Le pareti delle tombe venivano preparate con un sottile strato di argilla e calce, su cui venivano dipinti disegni simbolici dai colori vivaci. Sebbene inizialmente privi di profondità, gli affreschi etruschi si evolsero nel tempo, introducendo giochi di luce e ombra, pur mantenendo un carattere simbolico piuttosto che realistico. Le figure umane, per esempio, erano dipinte con carnagioni stilizzate: gli uomini con toni scuri e le donne con toni più chiari.

Simbolismo e significato spirituale

Le scene degli affreschi etruschi erano spesso ispirate a momenti di festa, come banchetti, danze e giochi atletici, legati ai rituali funebri. Un esempio emblematico è la Tomba delle Leonesse a Tarquinia, risalente al 530-520 a.C., dove due leonesse guardiane dominano una scena di banchetto. Questi affreschi non erano solo decorativi, ma avevano una funzione protettiva, apotropaica, per difendere il defunto nel suo viaggio verso l'aldilà, simboleggiando la continuazione della vita spirituale. L'architettura funeraria etrusca rifletteva un forte legame tra il mondo dei vivi e quello dei morti, con le tombe che fungevano da mondi in miniatura per il defunto.

La pittura vascolare etrusca

Oltre agli affreschi, gli Etruschi praticavano anche la pittura vascolare, una forma artistica che divenne molto popolare a partire dalla metà dell'VIII secolo a.C. Questo tipo di pittura, che decorava principalmente vasi e contenitori, rifletteva forti influenze greche, in particolare le tecniche della ceramica a figure nere e a figure rosse. Gli Etruschi non solo adattavano queste tecniche con grande abilità, ma apprezzavano e importavano anche massicciamente ceramiche greche, come evidenziato dai numerosi vasi trovati nelle tombe etrusche. Questi vasi non solo decoravano, ma arricchivano anche i corredi funerari, testimoniando l'influenza culturale che la Grecia esercitava sulla civiltà etrusca.

La scultura funeraria e religiosa

La scultura etrusca, pur fortemente influenzata dalla tradizione greca, si distingue per una maggiore attenzione agli scopi funerari, religiosi e votivi. Gli Etruschi non perseguivano l'idealizzazione del corpo umano come i Greci, ma realizzavano opere per scopi specifici, come decorazioni funerarie o rituali religiosi. Tra gli esempi più noti ci sono i canopi e i sarcofagi, che erano destinati a contenere le ceneri dei defunti, e riflettevano non solo la tradizione funeraria ma anche la cultura e la visione spirituale degli Etruschi.

I sarcofagi: il potere e l’intimità familiare

A partire dal VI secolo a.C., i sarcofagi etruschi diventano sempre più comuni. Questi contenitori funerari, realizzati in pietra o terracotta, erano decorati con bassorilievi che rappresentavano scene della vita quotidiana, come banchetti e giochi, ma anche mitologia greca. I coperchi, spesso raffiguranti il defunto in modo idealizzato, esprimevano il potere della famiglia. Un esempio celebre è il Sarcofago degli Sposi, che rappresenta una coppia distesa insieme su un triclinio, simbolo di affetto e unione, e un legame forte anche dopo la morte.

I canopi: simbolo di continuità

I canopi etruschi sono tra i primi esempi di modellazione a tutto tondo, risalenti al VII-VI secolo a.C. Questi vasi, che avevano una funzione funeraria, erano destinati a conservare le ceneri dei defunti, ma la loro forma antropomorfa li rendeva anche simboli della continuità tra vita e morte. I canopi presentano una struttura a forma di testa umana, con coperchi che rappresentano volti stilizzati. La decorazione si rifà alla scultura greca arcaica, ma i volti appaiono geometrici, con tratti marcati e lineamenti semplificati. Realizzati in terracotta, bronzo o bicchere, questi vasi erano a volte composti da materiali misti.

La scultura bronzea e fittile: miti e dèi

La scultura etrusca a tutto tondo preferiva l'uso di materiali come il bronzo e la terracotta, mentre l'uso della pietra era limitato e il marmo quasi assente. I modelli greci, in particolare quelli ionici e attici, influenzarono fortemente la scultura etrusca, che si avvantaggiò anche della presenza di artisti greci e della crescente apertura commerciale con la Magna Grecia. Le sculture etrusche più antiche riflettono lo stile arcaico greco, mentre quelle successive presentano influenze ellenistiche, dando vita a opere che raccontano miti, divinità e scene della vita quotidiana.

Quale opera?

Lupa Capitolina

Ombra della sera

Apollo di Veio

Chimera

Lupa Capitolina

La Lupa Capitolina, simbolo indiscusso di Roma, è una fusione in bronzo che rappresenta una lupa con un aspetto vivace e dinamico, con zampe ben piantate e il muso rivolto a sinistra. Le fauci aperte, le orecchie dritte e la postura snodata conferiscono un'energia straordinaria all'opera. I gemelli Romolo e Remo, che secondo la leggenda venivano allattati dalla lupa, furono aggiunti in un periodo rinascimentale, probabilmente dallo scultore Antonio del Pollaiolo. Sebbene alcuni attribuiscano l'opera al Medioevo, l'attribuzione etrusca alla prima metà del V secolo a.C. rimane la più accettata.

La Chimera di Arezzo

La Chimera di Arezzo è una scultura bronzea che rappresenta una creatura mitologica composta da un corpo e testa di leone, una coda di serpente e una testa di capra da cui escono fiamme. Risalente alla fine del V secolo a.C., la statua ha subito numerosi restauri, l'ultimo dei quali nel 1785, alterando il significato originale. Nonostante ciò, conserva un'espressività straordinaria, evidenziando la maestria degli Etruschi nel rappresentare creature fantastiche con una grande attenzione ai dettagli e al movimento.

Apollo di Veio

L’Apollo di Veio, datato al VI secolo a.C., è una statua in terracotta che rappresenta il giovane dio Apollo. Realizzato da Vulca, l'unico artista etrusco il cui nome è noto, l'opera si distingue per la raffinata cura dei dettagli, come l'acconciatura e il panneggio della veste. Originariamente parte di un gruppo di acrotiri che decorava il Tempio del Portonaccio a Veio, la statua riflette lo stile arcaico etrusco e la rappresentazione ideale del corpo umano.

Ombra della sera

La Ombra della sera è una statuetta bronzea risalente alla seconda metà del III secolo a.C., considerata uno dei capolavori della scultura etrusca. Raffigurante un fanciullo in una postura contemplativa, l'opera è celebre per la sua raffinatezza tecnica, che trasmette un senso di introspezione. Con la sua espressione pensierosa, la statuetta esplora temi profondi come la vita, la morte e l'aldilà, facendo di essa un simbolo della concezione etrusca dell'esistenza e della transitorietà del tempo. La scultura è conservata presso il Museo Etrusco Guarnacci di Volterra.

Grazieeeeeeper l'attenzione! ;)