il buddismo
la religione buddista
la storia
Il buddisno nasce nel sesto secolo a.C. con la predicazione di Siddhartha Gautama, un giovane di nobili origini che intraprese una via spirituale di presa di coscienza della sofferenza e delle cause che la producono. Fu sopratutto dopo la sua morte che questa religione si diffuse in molti paesi, ora ci sono persone praticanti la religione buddista ovunque nel mondo ma,inizialmente era diffusa sopprattutto in India ( ovvero il paese in cui è nata la religione stessa) e in Asia orientale.
CARTA TEMATICA DEL BUDDISMO
TEOLOGIAin cosa credono i buddisti.
I buddisti credono che l'essere vivente debba essere liberato dalle sofferenze. La vita umana però non può evitare la presenza del dolore e della morte per un semplice motivo : "tutto ciò che ha un principio deve anche avere una fine" .Lo scopo della vita del buddista è raggiungere l'illuminazione ,che fondamentalmente è la conoscenza che siamo qui solo di passaggio.
I PILASTRI FONDAMENTALI DEL BUDDISMO
Le quattro nobili verità sono: - vivere è soffrire. -la sofferenza deriva da un desiderio. -la sofferenza termina quando si eliminano le passioni che ci dominano. -la sofferenza termina se si percorre un nobile sentiero. Le cinque regole di comportamento sono : -non uccidere o ferire alcun essere vivente -non rubare. -castità. - non mentire nè offendere. -astenersi da droghe e alcol.
LA REINCARNAZIONE
I buddisti credono nella reincarnazione: dopo la morte ,l'anima di una persona si va a reincarnare in un altro essere vivente,sia esso vegetale,animale o minerale. Le reincarnazioni finchè l'anima non si sarà liberata completamente dalla materialità in un ciclo di purificazione. Secondo loro l'individuo ha già la sua punizione nella vita materiale e quindi non ne necessita altre. Quando viene raggiunto il Nirvana ( stato perfetto di pace e felicità che consiste nell'estinzione di desideri e passioni) l'individuo perde il suo essere e diventa tutt'uno con l'universo .
Grazie dell'attenzione
lorenzo solej, samuele garola
presentazione buddismo
Lorenzo Solej
Created on October 18, 2024
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il buddismo
la religione buddista
la storia
Il buddisno nasce nel sesto secolo a.C. con la predicazione di Siddhartha Gautama, un giovane di nobili origini che intraprese una via spirituale di presa di coscienza della sofferenza e delle cause che la producono. Fu sopratutto dopo la sua morte che questa religione si diffuse in molti paesi, ora ci sono persone praticanti la religione buddista ovunque nel mondo ma,inizialmente era diffusa sopprattutto in India ( ovvero il paese in cui è nata la religione stessa) e in Asia orientale.
CARTA TEMATICA DEL BUDDISMO
TEOLOGIAin cosa credono i buddisti.
I buddisti credono che l'essere vivente debba essere liberato dalle sofferenze. La vita umana però non può evitare la presenza del dolore e della morte per un semplice motivo : "tutto ciò che ha un principio deve anche avere una fine" .Lo scopo della vita del buddista è raggiungere l'illuminazione ,che fondamentalmente è la conoscenza che siamo qui solo di passaggio.
I PILASTRI FONDAMENTALI DEL BUDDISMO
Le quattro nobili verità sono: - vivere è soffrire. -la sofferenza deriva da un desiderio. -la sofferenza termina quando si eliminano le passioni che ci dominano. -la sofferenza termina se si percorre un nobile sentiero. Le cinque regole di comportamento sono : -non uccidere o ferire alcun essere vivente -non rubare. -castità. - non mentire nè offendere. -astenersi da droghe e alcol.
LA REINCARNAZIONE
I buddisti credono nella reincarnazione: dopo la morte ,l'anima di una persona si va a reincarnare in un altro essere vivente,sia esso vegetale,animale o minerale. Le reincarnazioni finchè l'anima non si sarà liberata completamente dalla materialità in un ciclo di purificazione. Secondo loro l'individuo ha già la sua punizione nella vita materiale e quindi non ne necessita altre. Quando viene raggiunto il Nirvana ( stato perfetto di pace e felicità che consiste nell'estinzione di desideri e passioni) l'individuo perde il suo essere e diventa tutt'uno con l'universo .
Grazie dell'attenzione
lorenzo solej, samuele garola