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20241102-MiaBracci2°D-LeIndaginiDiSherlockHolmes

BRACCI MIA

Created on October 15, 2024

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Transcript

LE INDAGINI DI SHERLOCK HOLMES

MIA BRACCI 2°D

INIZIA

INDICE

INFORMAZIONI:

I CASI:

7. AUTORE

1. IL RUBINO AZZURRO

8. CURIOSITA'

2. LA LEGA DEI CAPELLI ROSSI

9. SCHEDA-LIBRO

3. LA FASCIA MACULATA

4. L'AVVENTURA DEI FAGGI ROSSI

10. FRASE PIU' IMPORTANTE PER ME

5. IL PIEDE DEL DIAVOLO

ALTRO:

6. IL CLIENTE ILLUSTRE

11. QUIZ

12. RINGRAZIAMENTI

IL RUBINO AZZURRO

Il signor Peterson, portò a Sherlock Holmes un cappello malridotto e un'oca molto grossa, che aveva trovato per strada. Sherlock spiegò a Watson il caso che aveva tra le mani. Il signore disse a Sherlock che mentre faceva una passeggiata, ha visto un uomo abbastanza alto che camminava barcollando con un'oca in spalla. Dopo pochi secondi, l'uomo è stato circondato da degli uomini ubriachi che hanno incominciato una rissa prendendosela con l'uomo. Vedendo Peterson, tutti gli uomini compreso l'uomo con l'oca scapparono, lasciando a Peterson un cappello malridotto e un'oca, che poi ha dato a Sherlock Holmes per ispezionare. Sulla oca c'era un cartellino con scritto:"Per Henry Baker" e Sherlock dedusse varie caratteristiche di questa persona, grazie al cappello: con i cappelli grigi, che usa la brillantina, e che è trasandato, mentre in passato era ricco. Un giorno, il signor Peterson irruppe in casa dell'investigatore e gli disse che dentro il gozzo dell'anatra, aveva trovato il rubino azzurro della contessa di Morcar, che la polizia pensava che fosse stato rubato da un idraulico. Sherlock pubblicò un annuncio su un giornale dove aveva scritto che un cappello e un'anatra erano stati smarriti da una persona e che se fossero stati suoi, doveva venire a casa di Sherlock. Henry Baker entrò a casa di Sherlock come previsto dal detective, e Henry gli disse dove aveva avuto l'oca, cioè la locanda Alpha vicino alla biblioteca. Holmes lo ringraziò e uscì diretto alla locanda. Il signore della locanda gli disse che le oche le aveva comprate al mercato di Covent Garden. In pochi minuti raggiunsero il mercato e domandarono al mercante di oche da dove venivano questi animali, e lui gli rispose che gliele aveva date la signora Oakshott, in città. Dopo pochi minuti, echeggiarono delle grida provenire dal mercato e, voltandosi, ascoltarono il dialogo di un ometto con il mercante che urlava dicendo che una delle oche che gli aveva venduto la signora Oakshott era sua. Sherlock Holmes lo afferrò e gli disse che poteva aiutarlo, anche se il detective aveva già capito che era stato lui ad aver rubato il rubino. Sherlock, facendo domande a trabocchetto, scoprì che l'uomo si chiamava James Ryder, cioè il capo del personale al palazzo della contessa. Sherlock gli disse che lo aveva smascherato e di raccontargli le vicende. Esso gli raccontò che dopo aver rubato la pietra, la aveva nascosta nel gozzo dell'anatra con l'ala nera; però, a quanto pare ce ne erano due di anatre con l'ala nera, e lui, per sbaglio, prese quella senza la pietra. Holmes non lo denunciò alla polizia perchè se lo avesse buttatonin prigione, ne avrebbe fatto un delinquente per sempre, mentre non mandarcelo, non farebbe più crimini perchè ne è rimasto troppo spaventato.

LA LEGA DEI CAPELLI ROSSI

A casa di Sherlock Holmes, si presentò Jabez Wilson, un uomo abbastanza povero con una folta chioma rossa. L'uomo raccontò a Watson e a Sherlock Holmes che lui lavorava in un negozio di giocattoli con un solo commesso: che è un giovanotto che accetta anche di prendere metà dello stipendio, Vincent Splauding. Splauding aveva l'abitudine di rifugiarsi in cantina per scattare foto. Un giorno il giovane fece vedere a Wilson un articolo di un giornale, dove era scritto che la Lega dei Capelli Rossi assumeva un solo uomo, che però doveva avere i capelli rossi. Questo lavoro si trattava di ricopiare l'enciclopedia inglese per quattro sterline alla settimana. Jabez aveva accettato, perchè erano molti quei soldi per lui. Dopo poche settimane, Jabez andò a lavoro come gli altri giorni e, attaccato alla porta, c'era un cartellino con scritto che la Lega era stata sciolta. Da quel momento Wilson è rimasto senza lavoro, quindi è andato da Sherlock Holmes per capire chi era il colpevole. Holmes gli aveva risposto che entro due giorni avrebbe risolto il caso e si era messo all'opera. Era andato al negozio e aveva incontrato Splauding. Il giovane aveva i pantaloni sporchi di terra all'altezza delle ginocchia, e Holmes aveva dedotto che Vincent avesse scavato a lungo un tunnel. Una notte, Sherlock Holmes, insieme a Watson, Peter Jones, un agente di polizia, e il signor Merryweather, un direttore di banca, andarono nei sotterranei della banca per aspettare che il criminale John Clay, alias Vincent Splauding, venisse, secondo Sherlock, a rubare l'oro della banca. Aspettarono almeno un'ora, prima che John Clay aprisse la porta dei sotterranei. L'agente Jones lo arrestò e Sherlock Holmes rivelò ai suoi compagni di avventura il piano di John Clay e da cosa lo aveva dedotto: per lui era ovvio che la Lega dei Capelli Rossi era uno stratagemma per far assentare per qualche ora dal negozio di giocattoli, il signor Wilson. I criminali in realtà erano due: uno aveva affittato l'ufficio e l'altro aveva convinto il signor Wilson ad accettare il lavoro. Inoltre, gli parve ovvio fin da subito che il falso Vincent Splauding, in realtà lavorava nel negozio di giocattoli per scavare un tunnel per raggiungere i sotterranei della banca.

LA FASCIA MACULATA

Un giorno, a casa di Sherlock Holmes e di John Watson, si presentò la signorina Helen Stoner, che vive nella casa con il suo patrigno perchè sua mamma è morta. Inoltre, lei viveva anche con sua sorella, ma due anni prima è morta pure lei, e non si sa come. La signorina ha raccontato a Sherlock Holmes del viaggio del patrigno in India, e il fatto che sua mamma gli aveva dato tutta la sua eredità; a patto che quando le sue figlie si fossero sposate, versasse una quota annuale anche a loro. Le due sorelle sono andate a vivere con il padre e lì non hanno fatto più vita: non frequentavano gente della loro età e vivevano da recluse. Un giorno una delle due sorelle si innamorò di un ragazzo che le aveva presentato la zia e, due giorni prima di sposarlo, la ragazza è morta non si sa come. La signorina era molto preoccupata perchè anche lei si era innamorata di un ragazzo e aveva paura che succedesse anche a lei. Sherlock Holmes, insieme a Watson, era andato a indagare nelle stanze della casa. Nella stanza della sorella morta, trovò un campanelo falso che collegava il cordone di esso con un ventilatore che si affacciava non sull'esterno, ma nella camera del patrigno. Sherlock trovò questi indizi molto strani. Dopo le indagini, comunicò alla signorina di seguire i suoi ordini per smascherare il colpevole: doveva dormire nella sua stanza e mettere una lampada fuori dalla finestra per avvisare Sherlock che c'era via libera; dopo di che Sherlock e Watson sarebbero entrati nella camera della sua sorella morta, per capire come era morta. Verso le nove di sera, Sherlock e Watson videro il segnale e entrarono nella camera. Aspettarono ore, fino a quando udirono un suono strano, e in quel momento Holmes accese un fiammifero e si mise a pestare il cordone del campanello. Dopo pochi secondi, echeggiò un grido orribile. Andarono nella camera del patrigno e lo videro disteso in terra morto: lo aveva morso il suo animaletto: il serpente più pericoloso dell'India.

L'AVVENTURA DEI FAGGI ROSSI

Un giorno, la signorina Violet Hunter, si era presentata a casa di Sherlock Holmes per chiedergli un consiglio se accettare o no una proposta di lavoro molto strana: di poter lavorare come governante a cento sterline l'anno alla casa ai Faggi Rossi, a patto che si tagliasse i capelli, si sedesse dove volevano il signor Rucastle (l'uomo che le ha offerto il lavoro) e sua moglie, e di indossare un vestito che le avrebbero dato. Ormai aveva già accettato, ma voleva chiedere un consiglio a Holmes. Sherlock le disse che a sua sorella, se ne avesse avuta una, non avrebbe consigliato di accettare il posto di lavoro: la riteneva troppo insolita come offerta. La signorina andò alla casa ai Faggi Rossi edopo due settimane, si presentò di nuovo a casa di Sherlock Holmes per riferirgli che in quella casa c'è un'ala disabitata dove "abita" una prigioniera. Sherlock allora dice alla signorina che verrà a indagare nella casa quando i signori Rucastle saranno usciti di sera. Inoltre le spiega che secondo lui, la signorina è stata scelta per impersonare qualcuna che le assomiglia molto, e che è prigioniera: la figlia del signore, Alice. Quando i signori Rucastle se ne sono andati, Sherlock e Watson erano entrati nella casa e, aprendo la cella, non c'era nessuna prigioniera perchè il signor Rucastle la aveva fatta scappare insieme a lui così che la signorina Hunter non la trovasse. Il signor Rucastle entrò nella stanza e li vide. Di corsa andò a liberare il suo mastino per farli morire; quando il mastino affonda le sue unghie nel collo del signore, e, Sherlock Holmes, lo va a liberare, anche se in fin di vita. Sherlock Holmes arriva a delle conclusioni e le spiega a Watson: Alice, la figlia del signor Rucastle, si voleva sposare con un ragazzo, ma il signore glielo impediva perchè senno avrebbe dovuto darle l'eredità. Allora il signore le disse che se voleva sposarsi, potevca farlo ma lasciando l'eredità a lui. Lei si rifiutò e il padre la tormentava giorno e notte tutti i giorni; quindi si ammalò di febbre cerebrale e restò in fin di vita per un mese. Dopo di che, non era più lei perchè era molto più pallida e triste. I l suo fidanzato non si arrese e i due continuavano a incontrarsi. Il padre a quel punto non ne poteva più; ha rinchiuso la figlia nella cella, e ha fatto lavorare la signorina Hunter perchè erano due gocce d'acqua.

IL PIEDE DEL DIAVOLO

Sherlock Holmes era andato in vacanza in Cornovaglia insieme a Watson. Un giorno entrò nell'appartamento il parroco Roundhay, seguito dal signor Mortimer Tregennis, tutt'e due con la faccia spaventata. Raccontarono a Sherlock Holmes e a Watson la grande tragedia: i fratelli del signor Tregennis sono impazziti e sono andati al manicomio e la sorella è morta. Sherlock si reca al luogo della vicenda e, indagando, non trova nessun indizio. Allora torna a casa e trova ad aspettarlo Leon Sterndale, un cacciatore di leoni. Ha raccontato a Sherlock e a Watson che gli dispiaceva molto per la morte perchè erano parenti. La mattina dopo, il parroco venne a casa di Sherlock Holmes per riferirgli che anche il signor Tregennis era morto con gli stessi sintomi dei fratelli. Allora Sherlock e Watson andarono a indagare un'altra volta e, dopo aver preso un po' di cenere dalla lampada e averla riposta in un sacchettino, Sherlock giunse a una conclusione: qualcuno aveva buttato una polvere letale a bruciare, così che l'aria diventasse tossica. Sherlock lo ha provato facendo un esperimento molto dannoso che stava quasi per farli morire. Dopo di che spiegò a Watson le conclusioni. Il signor Tregennis, in passato, aveva litigato con i suoi fratelli sull'eredità della famiglia e, anche se aveva detto che si erano riappacificati, in realtà, lui portava ancora rancore, quindi li ha uccisi con la polverina. Dopo di che, Leon Sterndale, sapendo la notizia, e intuendo chi era stato, ha ucciso il signor Tregennis con la stessa polverina. Sherlock non ha voluto far arrestare il signor Sterndale, perchè probabilmente avrebbe reagito anche lui così.

IL CLIENTE ILLUSTRE

Un giorno, a casa di Sherlock Holmes e di John Watson, si presentò il signor James Damery, un intermediario che agisce per una persona illustre, ma che vuole restare ignota. Gli parlò del generale Merville che ha una figlia che si vuole sposare con il barone Gruner, un uxoricida che uccide donne dopo averle fatte innamorare di lui. Sherlock, ascoltata la storia, andò a parlare con Gruner, senza avere molti risultati. Il signor Johnson, un uomo incaricato da Sherlock Holmes di cercare tra i quartieri di Londra qualcuno che sapesse qualcosa a riguardo, venne con una ragazza di nome Kitty Winter, una ragazza che Gruner aveva tentato di uccidere. Sherlock, Watson e Kitty, andarono a parlare con la figlia del generale, ma niente di fatto: lei non credeva a quello che il trio le aveva detto riguardo alle accuse al suo fidanzato. Il giorno dopo, Watson aveva dormito nell'ambulatorio ( perchè faceva il medico) e la mattina, ha visto sul giornale un articolo che parlava di una aggressione omicida a Sherlock Holmes. Watson andò a casa di Sherlock e lo vide meglio di come credeva. Sherlock disse a Watson di dire ai giornali che lui era in rischio di vita, anche se non era vero, e di dire a Johnson di trovare un posto sicuro per Kitty. Watson lo fece e tornando da Sherlock, esso gli disse che doveva studiare la ceramica cinese perchè il barone ne era molto appassionato. Dopo un giorno intero di studio, Holmes diede a Watson un pezzo unico di ceramica per scambiarlo con il barone, in modo tale che si distragga. Il giorno seguente, Watson andò da solo a casa del barone per fare quello che gli aveva detto di fare Sherlock. Dopo poco tempo, il barone lo aveva riconosciuto ed era pronto ad iniziare una rissa; quando gli si parò davanti una scena strana: Sherlock Holmes era sulla finestra e con un balzo agile, scese nel giardino della villetta; e il barone lo seguì. La mano di Kitty affiorò dai cespugli e spruzzò in faccia al barone il vetriolo, un liquidon abrasivo che bruciò la pelle a Gruner. Watson lo curò perchè era un medico e, insieme a Sherlock, trovò un diario dove erano scritte tutte le sue vittime. e, facendolo vedere alla figlia del generale, si era decisa a non voler sposare più il barone, rendendosi conto di quello che aveva fatto.

AUTORE

Arthur Conan Doyle è l'autore del libro:"Le indagini di Sherlock Holmes", ma tra i suoi libri più famosi c'è anche "Uno studio in rosso", "Il mondo perduto", e "Il maschino dei Baskerville". Insieme a Edgar Allan Poe (autore di libri di paura), i due scrittori sono considerati i fondatori del genere giallo e il genere fantastico.

Arthur Conan Doyle
Edgar Allan Poe
CURIOSITA'

Sherlock Holmes è solo il protagonista di vari libri o è esistito davvero?

Arthur Conan Doyle, l'autore, ha ammesso di essersi ispirato ad una persona realmente esistita: Dr. Joseph Bell; che era un chirurgo e un docente universitario celebre che era noto per le sue abilità deduttive. Quindi Sherlock Holmes non esiste, però è ispirato al Dr. Bell.

Sherlock Holmes
Dr. Joseph Bell
SCHEDA-LIBRO

Da chi è scritto il libro?

Il libro è scritto da Arthur Conan Doyle.

Di che cosa parla il libro?

SECONDA PARTE

Il libro parla di Sherlock Holmes che, insieme al suo amico Watson, risolve sei misteri intrigati.

Chi è il protagonista all'nterno della storia? Che cosa fa? Quale personaggio del libro ti è piaciuto di più? Perchè?

Il protagonista del libro è Sherlock Holmes, che insieme al suo amico Watson risolve sei crimini. Il peronaggio che mi è piaciuto di più è stato Watson perchè, nonostante i pericoli che avrebbe dovuto affrontare, lui è sempre stato con Sherlock Holmes, durante le sue indagini, da buon amico.

SCHEDA-LIBRO

Individua le parole che non conoscevi.

Le parole che non conoscevo sono: sgominare (mettere in fuga), languida (tenera), e vacante (libero).

Consiglieresti il libro a un amico o un'amica?

Consiglierei il libro ai miei amici perchè i crimini risolti da Sherlock Holmes sono affascinanti e intriganti; inoltre, mi sono divertita a provare a indovinare qual era la soluzione ai misteri, anche se non ho mai indovinato!

Secondo te l'autore ha voluto trasmettere un messaggio?

Secondo me l'autore ha voluto trasmettere che c'é sempre (o quasi) una soluzione ai problemi, come Sherlock Holmes fa vedere.

FRASE PIU'IMPORTANTE

"Il VERBO LEGGERE NON SOPPORTA L'IMPERATIVO, AVVERSIONE CHE CONDIVIDE CON ALCUNI ALTRI VERBI: IL VERBO AMARE E IL VERBO SOGNARE."

QUIZ

COME SI CHIAMA IL MIGLIORE AMICO DI SHERLOCK HOLMES?

John Wilson
John Watson
Jacob Watson

Grazie!

MiA BRACCI 2°D
SBAGLIATO!
CORRETTO!
SBAGLIATO!