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Presentazione resistenza

Cristina Colica

Created on October 15, 2024

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Transcript

la resistenza

indice

01. che cos'è

02. tipi di resistenza

03. fattori resistenza fisica

04. metodi di allenamento

che cos'è la resistenza

La resistenza può essere definita come la capacità fisica di protrarre un'attività fisica senza che diminuisca l'intensità del lavoro. Permette di sostenere un determinato sforzo il più a lungo possibile.

classificazione di resistenze

Altre forme

In funzione della durata

In base ai meccanismi energetici utilizzati

In base ai muscoli coinvolti

1. resistenza generale: si riferisce alla capacità di eseguire per un lungo tempo un’attività fisica che impegna, assieme all’apparato cardiorespiratorio, gran parte delle masse muscolari; 2. resistenza locale: la capacità di una limitata parte della muscolatura di eseguire un lavoro a lungo; 3. resistenza specifica: il particolare tipo di resistenza richiesto per eseguire lo specifico gesto di gara di una disciplina sportiva.

1. resistenza aerobica: il lavoro muscolare compiuto proviene prevalentemente dalla combustione di grassi. Il lavoro muscolare può essere protratto per lunghissimo tempo e le tensioni muscolari sviluppate sono piuttosto basse; 2. resistenza anaerobica: la trasformazione dei substrati (grassi e proteine) avviene in assenza di ossigeno. Il meccanismo sollecitato principalmente è quello lattacido e le tensioni muscolari, di media intensità, possono essere protratte per un tempo relativamente lungo.

1. resistenza di lunga durata: attività aerobica con prevalente impegno degli apparati cardiocircolatorio e respiratorio. Il tempo di durata dell’impegno organico e muscolare supera gli 8 minuti, per proseguire anche 2-3 ore; 2. resistenza di media durata: coinvolge sia il meccanismo aerobico che quello anaerobico-lattacido. Il lavoro può durare da 2 a 8 minuti circa; 3. resistenza di breve durata: è predominante l’impegno del meccanismo anaerobico-lattacido. Richiede un buon sviluppo della resistenza alla forza e della resistenza alla velocità. Il lavoro può essere protratto da 45 a 120 secondi circa.

1. resistenza alla forza: la capacità dell’organismo di opporsi alla fatica in prestazioni con richiesta di forza prolungata nel tempo e con elevate esigenze di resistenza locale; 2. resistenza alla velocità: la capacità del muscolo di lavorare a lungo a velocità vicine a quelle massime di un soggetto. Può anche essere intesa come capacità di ripetere molti scatti in successione a brevi intervalli l’uno dall’altro.

fattori della resistenza fisica

fattori tecnici

fattori fisiologici

fattori psicologici

metodi di allenamento

I metodi di allenamento continui stimolano e migliorano l’efficienza del sistema cardiocircolatorio e respiratorio in maniera tanto più evidente quanto più a lungo agisce lo stimolo allenante. Sono metodi fondamentali nell’allenamento giovanile, rappresentano una base ottimale da cui iniziare per effettuare fasi di allenamento più specifiche e consentire un più facile e pronto recupero dalla fatica tra un allenamento e l’altro e/o tra diverse prove o frazioni di gioco. I metodi prevedono tre tipi di attività:

  • a velocità costante: se l’obbiettivo ricercato è migliorare il sistema aerobico, l’impegno potrà prolungarsi senza interruzioni per molte decine di minuti;
  • a ritmo variabile: prevede l’alternarsi di fasi di lavoro a maggiore e minore impegno;
  • a ritmo progressivamente accelerato: è difficilissimo da gestire, per cui è indicato solo per atleti esperti.

metodi di allenamento

I metodi di allenamento interrotti da pause consistono nel ripetere delle distanze con intervalli di recupero che variano da 45 secondi a qualche minuto.

  • Metodi intervallati: sono metodi che permettono di svolgere un volume di lavoro elevato a intensità superiori a quelle del lavoro continuo e quasi uguali o superiori a quelle usate in competizione. Così è possibile sollecitare l’organismo molte volte ad alte intensità di lavoro e per tempi sufficientemente lunghi per indurre adattamenti sempre più marcati: l’obbiettivo principale è stimolare la capacità anaerobica lattacida.
  • Metodi delle ripetizioni: sono indicati per discipline sportive a elevata intensità e che richiedono grande capacità di resistenza. Consistono nel ripetere distanze o tempi di lavoro, brevi o mediamente brevi, con recuperi completi.
  • Circuit training: si tratta del tipico lavoro a stazioni nel quale l’atleta passa da una stazione ad un’altra secondo un ordine prestabilito, portando a compimento una serie di esercizi che solleciteranno in successione le principale masse muscolari.

  • preparazione specifica per il lavoro da svolgere;
  • corretta automatizzazione del movimento;
  • economicità del gesto;
  • corretta distribuzione dello sforzo;
  • coordinazione dei movimenti.
  • interesse per l’attività che si sta svolgendo;
  • capacità volitiva e forte motivazione;
  • disciplina e impegno.

I fattori fisiologici possono dipendere da componenti centrali, e da componenti periferiche. Sono componenti centrali:

  • l’efficienza dell’apparato respiratorio;
  • il contenuto nel sangue di ossigeno;
  • il contenuto nel sangue di fonti energetiche.
Sono componenti periferiche:
  • la presenza di un’alta percentuale di fibre nei muscoli impiegati;
  • il livello di vascolarizzazione muscolare: più capillari riforniscono un fibra, più ossigeno potrà essere impiegato;
  • la capacità di assorbimento e di sfruttamento dell’ossigeno, che dipende dal numero di mitocondri e dalla funzionalità enzimatica;
  • la capacità di immagazzinamento e trasformazione delle fonti energetiche.