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PLAUTO

Sofia Marinelli

Created on October 13, 2024

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Transcript

Plauto

LA CISTELLARIA

trova il suo modello nella Synaristosae di Menandro in cui sono ritrovate alcune analogie (ex. Riferimenti alla festa di Dionisio) o il banchetto tra donne

start

La cistellaria (rientra tra le 21 commedie varroniane)

Datazione: 202-204 a.C. durante la seconda guerra punicaCommedia con piu frammenti mancanti (circa 600 versi andati persi)

Ci troviamo in Grecia, più precisamente, nella città di sicione (peloponneso)

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La commedia

La commedia che si definisce "fibula palliatae" è Propria della commedia di plauto e ha ambientazione greca

Gli atti

SIMBOLO DELLA CESTA

CICSTELLARIA
  • Lat. "cistella": viene esposta Selenio, allora neonata, con tutti i suoi affetti personali
  • I neonati che venivano esposti nella cesta diventavano schiavi o servi o, come nel caso di Selenio, prostitute.
  • Curiosità: ritroviamo questa scena anche con Mosè nell'antico testamento poiché fu deposto dalla madre in una cesta sperando che potesse essere salvato dalle grinfie del faraone che voleva uccidere tutti i figli maschi.

I PERSONAGGI

Selenio: protagonista dell'opera È figlia di un rapporto extraconiugale tra Demifone e Fanostrata. È abbandonata in una cesta con i suoi affetti personali e sarà cresciuta da una cortigiana
Alcesimarco: adulescens innamorato di Selenio.Sarà promesso sposo alla figlia legittima di Demifone (sorellastra della protagonista). Sarà del lamento nel terzo atto.
Melenide: cortigiana e madre adottiva di Selenio. Colei che, dopo aver scoperto che Alcesimarco era promesso sposo della sorellastra di Selenio, gli vieterà di vedere Selemio

I personaggi

  • Ginnasio: amica di Selenio. È una prostituta con un nome parlante: da γυμνός (nuda)->γυμναζω (esercitarsi/lavorare nuda)
  • madre di Ginnasio
  • Padre di Alcesimarco(vecchio moralista): colui che vieterà ad Alcesimarco di sposare Selenio per la sua posizione sociale (non è libera prima di ritrovare e ricongiungersi con i suoi genitori biologici)
  • Mezzana e Dio Auxilium: presenti nel prologo e importanti per la ricostruzione dei fatti antecedenti alla storia.
  • Alisca: serva di Melenide
Demifone: padre di Selenio. È l'anziano che ama i figli e li cerca.
Fenostrata: madre biologica di Selenio, ha subito violenza sessuale da Demifone da cui ebbe Selenio.
Lampadione: è il servo che ha abbandonato Selenio nella cesta. Tipico servus callidus. Il suo è un nome parlante: tradotto in italiano significa "Fiaccoletta": questo è dato dal fatto che alla fine del terzo atto riesce a ritrovare Selenio facendo luce sulla verità.

Argumentum

Trama

.la scena si apre con delle donne a banchetto: una mezzana con la sua giovane figlia Ginnasio e un’altra giovane, Selenio. Si trovano tutte nella casa di Alcesimarco con cui convive con Selenio (che si crede figlia di una mezzana di nome Melenide). In questo dialogo tra cortigiane, la protagonista Selenio esprime un desiderio profondo di essere rispettata dalla società, nonostante la sua condizione di emarginata. Sira, la vecchia madre della sua amica Ginnasio, la deride, affermando che l’unico “matrimonio” a cui possono aspirare è quello con uomini che cambiano ogni notte, senza alcun vero impegno.Selenio, però, prova un amore autentico e intenso, che va oltre il desiderio di rispettabilità. Questo amore le provoca un grande dolore, rendendola infelice e sola. La sua sofferenza è palpabile e rappresenta un contrasto con l’idea di vita che Sira propone. Questo malessere amoroso si sviluppa nel corso della storia e culmina in un tentativo di suicidio da parte di Alcesimarco, il giovane amato da Selenio, che evidenzia quanto possa essere tragica e intensa la situazione emotiva di Selenio.

Trama

La storia viene stravolta quando il padre di Alcesimarco è contro la volontà del figlio di sposare la fanciulla e l’ha costretto a sposarsi con la figlia dei loro vicini di casa (una ragazza di Lemno) perciò Selenio lascia la casa sentendosi tradita. Nel prosieguo dell'azione, Alcesimarco si mostra disperato e, sempre innamorato, cerca diriappacificarsi con Selenio, che però si sottrae. Tantomeno riesce a raddolcire la madre della ragazza, Melenide, che gli rinfaccia seccamente di stare per sposare una donna di Lemno, con una bella dote. Il giovane dichiara la sua buona fede e la ferma intenzione di non piegarsi a sposare la donna scelta dal padre, ma la 'madre' di Selenio è irremovibile

Trama (prologo in ritardo)

Successivamente la mezzana , rimasta da sola, dà in forma di prologo alcune informazioni che riguardano un episodio di molti anni prima: la donna infatti, vide selenio per la prima volta mentre veniva abbandonata su una strada da un servo e decise di affidarla a Melenide che l’ha cresciuta come se fosse sua figlia. Successivamente giungono anche le informazioni del dio Auxilium che ha assistito alla scena dell’abbandono sin dal primo momento: anni prima, un mercante di lemno, giunse a Sicione durante le feste in onore di Dionisio proprio qua, in mezzo alla confusione, violenta una donna e poi, preso dalla paura delle conseguenze, ritorna a Lemno.Intanto la donna violata, come in tutte le commedie che inscenano queste situazioni, rimane incinta e ha partorito una bambina: per nascondere la vergogna, incarica un suo servo di lasciarla esposta in una cesta e aspetta dietro un pertugio per vedere cosa succede: verrà presa e cresciuta da una prostituta. Quando sua moglie muore, decide di tornare a Sicione e sposare la donna che anni prima aveva violato la quale gli racconta della sua figlia illegittima (Selenio) e il dio specifica che ora Selenio è una ragazza innamorata di un uomo che la corrisponde. Qua ci manca una grande parte del testo che ci lascia supporre che vi fossero altri versi a spiegare gli avvenimenti. Infatti noi non sappiamo se la giovane sapesse che la sua bambina era viva. Non sappiamo se il servo avesse detto di conoscere il destino che era spettato alla neonata. Sappiamo però che la prostituta che ha trovato la cesta ha affidato la bambina a Melenide la quale desiderava tanto una bambina. Ad ogni modo il prologo del dio Aiuto è importante perchè nelle battute finali cita la seconda guerra punica, combattuta contro i Cartaginesi, aiutandoci a collocare cronologicamente la nostra vicenda. La piccola dunque è stata allevata, dalla donna che crede sua madre nella casa delle prostitute, senza però perdere l’onore e la purezza.

Trama

III ATTO) Alcesimarco, l’innamorato di Selenio, domina la scena raccontando al pubblico il suo strazio, la sua pena, il suo dolore per tutto quell’amore che non può più avere un senso.Lo fa con un CANTICO IN ANAPESTI. L’”ANAPESTE” è un verso tipico della metrica greca caratterizzato da tre sillabe di cui due brevi ed una lunga che in cantato. Il protagonista afferma di essere straziato a causa dell'amore, che si prende gioco del suo cuore ormai sfinito. Inoltre, mentre il sentimento amoroso del giovane si fa sempre più impetuoso e incontrollabile, il padre del protagonista trattiene il giovane in campagna, separandolo per sei giorni da Selenio, la fanciulla amata. Alla fine di questa bellissima scena, sono rinvenute solo sporadiche battute volgari e divertenti che però non ci permettono di ricostruire la storia.

Cantico in anapesti

Trama

Mentre Melenide sta conducendo Selenio dai suoi veri genitori, recando anche i segni di riconoscimento che la mezzana aveva trovato assieme alla piccola in una cassettina (la cistella che dà il titolo alla nostra commedia), la servetta che le accompagna e che custodiva la cassetta se la lascia scivolare di mano, senza accorgersene, davanti alla soglia della casa di Demifone. Inoltre, durante il percorso, le due donne incontrano Alcesimarco che, in preda a furor amoroso e a raptus suicidi, non trova di meglio che avvinghiarsi alla sua Selenio e trascinarla con sé dentro casa, dove lo segue anche Melenide, per cercare di placarlo raccontandogli le ultime novità.A questo punto ricompare il servo Lampadione, che non è riuscito a strappare altre notizie alla mezzana, e davanti casa trova e raccoglie la cassetta dei crepundia (i «sonaglini») perduta dalla servetta di Melenide: arriva anche Fanostrata, che riconosce subito la cassetta e i crepundia che lei stessa aveva voluto far collocare accanto alla piccina esposta. I due non sanno chi possa aver lasciato la cassetta per terra, ma grande è la speranza che essa suscita in loro. Ed ecco che torna sui suoi passi la servetta Alisca, quella che ha appena perduto la cistella. È fuori di sé, perché si è accorta del guaio che ha combinato e, seguendo passo dopo passo le orme che trova vicino al punto dove le è scivolata la cassetta, arriva al cospetto di Lampadione e Fanostrata, che le rivelano di averla raccolta loro. Fanostrata le dice anche che quegli oggetti erano quelli con cui giocava sua figlia e Alisca, inconsapevole, le ribatte che con essi, invece, giocava la figlia della sua padrona. La matrona chiede poi alla servetta dove sia finita la bimba cui appartenevano i sonaglini e si sente rispondere che è nella casa accanto. Fanostrata rimane stupefatta: la casa indicata è quella dove abita Alcesimarco, il giovane che sta per diventare genero di suo marito. Le domande si fanno ancora più incalzanti e alla fine tutt'e tre gli interlocutori si convincono che la ragazza allevata da Melenide sia proprio la figlia perduta di Fanostrata e di Demifone.

Trama

Messisi d'accordo sul lasciare momentaneamente la cassetta nelle mani di Alisca, i tre entrano insieme nella casa in cui si trova Selenio, per completare il riconoscimento. Arriva anche Demifone, che ha saputo per via dalla vox populi che sua figlia è stata ritrovata. Davanti casa incontra Lampadione che gli conferma la notizia: per merito suo, gli dice, ha più figli di prima. Al che Demifone replica con una battuta
La commedia si conclude con un lieto fine che non viene mostrato al pubblico però si sottintende che Alcesimarco e Sicione si siano sposati coronando la loro unione

I TEMI

-Tema dell'innamoramento dei due giovani che viene contrastato dai genitori-tema dell'esposizione di figli illegittimi -tema del riconoscimento (agnizione) -tema del lieto fine -tema dell'abbandono -servus non tradizionale:Lampadione -adulescens innamorato -Nell'ultima parte del passo tratto dall'opera di Plauto, è forte il riferimento al metateatro, peculiarità della vis comica plautina che si sviluppa quando i personaggi precipitano e interloquiscono con il pubblico. Infatti, Alcesimarco, affranto dalla lontananza forzata dalla sua amata, chiede agli spettatori se questa sia una storia dolorosa. -Vecchio moralista: padre di Alcesimarco

STILE E LINGUAGGIO

Nella scena del banchetto in particolare, il linguaggio spiritoso e volgare: tipico del linguaggio delle prostitute: Ex. Ginnasio risponde a Selenio cercando di tenersi per sè le sue pene d'amore e dice "la tua scemenza, cercala di ciucciartela da sola!"OMOTELEUTI: iactor-crucior-agitor-stimulor... (parole che terminano nella stessa maniera o similmente) PALINSESTO: manoscritto su pergamena che è stato cancellato per far posto ad un testo diverso: il Palinsesto che conteneva le opere di Plauto sono state "raschiate di nuovo" (dal greco) per scriverci brani della Bibbia. Nomi parlanti: Lampadione e Ginnasio. Plauto desume spunti da contesti diversi e li adatta nelle sue opere, un esempio è la quantità di figure retoriche (omoteleuti, allitterazioni e anafore) inserite che si pensa fosse una parodia di amore di tradizione greca. Strutture paratattiche e la coordinazione per asindeto (elencazioni di termini) che simulano l'accumulo incontrollato delle sensazioni del giovane. RETRATTATIO: correzioni avvenute di seguito per adattare meglio i dialoghi alla scena

Grazie per la visione!