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Dichiarazione universale dei diritti umani

KLEVIN ALUSHI

Created on October 11, 2024

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Transcript

Dichiarazioni dei diritti umani

Il 10 Dicembre del 1948 veniva adottata la Dichiarazione Universale dei diritti umani. In memoria degli orrori della seconda guerra mondiale, gli stati membri delle neonate nazioni unite mostrarono grande visione e coraggio riponendo la loro fede in valori universali che tutelavano la libertà e la dignità di tutti gli esseri umani.

Riflessioni

Questi diritti per noi sono alcuni dei più importanti della dichiarazione dei diritti umani. Perché se rispettati ti permettono di vivere in sicurezza e non avere paura di essere sottoposto a schiavitù, servitù e di subire torture e punizioni inumane. Se gli articoli 3 , 4 , 5 non venissero rispettati, il mondo sarebbe caratterizzato da gravi violazioni dei diritti fondamentali delle persone, che sono alla base della dignità umana. La mancata applicazione di questi articoli comporterebbe un mondo dove i diritti umani di base non sono garantiti, portando a un aumento della sofferenza umana, della paura e dell'ingiustizia. L'assenza di queste tutele fondamentali comprometterebbe la possibilità di vivere una vita dignitosa, sicura e libera.
La mancata applicazione degli articoli 3, 4 e 5 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani si può riscontrare in diversi paesi in cui i diritti umani sono gravemente violati. Ecco alcuni esempi di situazioni che toccano questi diritti: 1. Articolo 3 (diritto alla vita, libertà e sicurezza): - Siria: Durante la guerra civile, ci sono stati numerosi casi di uccisioni arbitrarie, bombardamenti su civili, e detenzioni illegali. - Corea del Nord: Il regime è noto per violazioni dei diritti umani, con arresti arbitrari e sparizioni forzate per chiunque sia considerato un oppositore del governo. - Afghanistan: Soprattutto dopo il ritorno al potere dei Talebani, la libertà e la sicurezza di molti cittadini, specialmente donne e minoranze, sono fortemente compromesse. 2. Articolo 4 (divieto della schiavitù): - Libia: Dopo il crollo del governo, si sono create situazioni di anarchia che hanno permesso il ritorno del traffico di esseri umani e la riduzione in schiavitù di migranti, spesso venduti nei mercati. - Mauritania: La schiavitù è stata ufficialmente abolita, ma esistono ancora casi di schiavitù di tipo tradizionale, dove persone appartenenti a determinate caste vengono costrette a lavorare senza diritti. - Bangladesh: Nonostante non sia ufficialmente permessa la schiavitù, il lavoro forzato e lo sfruttamento minorile sono comuni in alcune industrie, come quella tessile.

3. Articolo 5 (divieto della tortura e trattamenti crudeli, inumani o degradanti): - Cina: Sono stati segnalati casi di torture e maltrattamenti, specialmente nei confronti delle minoranze etniche come gli Uiguri nella regione dello Xinjiang, con campi di detenzione che praticano violazioni sistematiche dei diritti. - Egitto: Ci sono stati numerosi casi di detenzioni politiche e maltrattamenti in carcere, con rapporti di torture usate per ottenere confessioni. - Arabia Saudita: Sono documentate pratiche di punizioni corporali e maltrattamenti nei confronti dei prigionieri, specialmente quelli politici o attivisti per i diritti umani.