dOvunque vai conteco porti il cesso
Rustico de filippo
- Le note biografiche su di lui sono abbastanza scarse. Di origini ghibelline, Nato probabilmente da una famiglia umile (suo padre lavorava la seta) a Firenze nella seconda metà del Duecento circa, Raggiunse una notevole fama tra i suoi contemporanei.
- Il poeta è noto come iniziatore della poesia comico-realistica.
- Ci sono pervenuti 58 sonetti: alcuni, di ispirazione amorosa, eleganti econvenzionali; altri di intonazione comico-burlesca, originali e innovativi nello stile. Molti dei suoi testi,
- tuttavia, sono per noi di difficile lettura per l'oscurità dei giochi di parole e delle allusioni
poesia
parafrasi
Dovunque vai con teco porti il cesso, oi buggeressa vecchia puzzolente, che quale-unque persona ti sta presso si tura il naso e fugge inmantenente.Li dent'i le gengie tue ménar gresso, ché li taseva l'alito putente; le selle paion legna d'alcipresso inver' lo tuo fragor, tant'è repente . Ch'e par che s'apran mille monimenta quand'apri il ceffo: perché non ti spolpe o ti rinchiude, sì ch'om non ti senta? Però che tutto 'I mondo ti paventa; in corpo credo figlinti le volpe, ta lezzo n'esce fuor, sozza giomenta!
,Dovunque tu vada ti porti dietro una latrina vecchia lercia e puzzolente: tutti quelli che ti stanno vicino si turano il naso e fuggono in un lampo. I tuoi denti e le tue gengive producono il tartaro, perché il tuo fiato puzzolente li infradicia, le seggette sembrano legname resinoso di cipresso al confronto del tuo fetore così repellente. Quando spalanchi la bocca sembra che si dischiudano mille tombe. Perché non crepi o ti chiudi da qualche parte in modo che nessuno sia costretto a soffrire il tuo puzzo? Giacché tutti ti temono per questo; credo che nel tuo corpo figlino le volpi, tale è il lezzo che ne emana, lurida cavalla
analisi del testo
Sonetto con schema ABAB, ABAB; CDC, CDC. Le rime sono alternate nelle quartine; nelle terzine si ripete lo schema CDC. invece a livello lessicale, sintattico e stilistico Il testo è costruito facendo ricorso a un lessico popolaresco e a forme tipicamente fiorentine (come il «gengíe» e il «ménar» del v. 5) o toscane (come l’«alcipresso» del v. 7), descrive inoltre gli gli effetti della ripugnante figura femminile produce su chiunque la incontri (ad es. i vv. 3-4: «che quale-unque persona ti sta presso / si tura il naso»); c'é una forte presenza di caricatura
figure retoriche
in questa poesia di Rustico De Filippo, si possono individuare diverse figure retoriche:
- 4.Antitesi: Il contrasto tra il soggetto e il mondo esterno, che “paventa”, mette in evidenza la repulsione che le persone provano quando la donna gli è vicino
- 5.Personificazione: L’idea che “tutto il mondo ti paventa” attribuisce caratteristiche umane a una reazione collettiva.
- 6.Similitudine: Comparazioni implicite, come quelle che paragonano l’alito a qualcosa di insopportabile.
- 1.Metafora: L’uso di "cesso" come simbolo di sporcizia e maleducazione rappresenta un concetto più ampio di disprezzo.
- 2.Iperbole: L’esagerazione è presente in frasi come “mille monimenta”, che enfatizza l’orribile effetto della presenza della donna
- .3.Allitterazione: La ripetizione di suoni simili, come in “vecchia puzzolente”, crea un ritmo particolare e rinforza l’impatto.
Francesca Paghera , Kejsi Gjoka, Ludovica Mariani, Asia Ravelli
Presentazione Art Decó
paghfra
Created on October 9, 2024
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Transcript
dOvunque vai conteco porti il cesso
Rustico de filippo
poesia
parafrasi
Dovunque vai con teco porti il cesso, oi buggeressa vecchia puzzolente, che quale-unque persona ti sta presso si tura il naso e fugge inmantenente.Li dent'i le gengie tue ménar gresso, ché li taseva l'alito putente; le selle paion legna d'alcipresso inver' lo tuo fragor, tant'è repente . Ch'e par che s'apran mille monimenta quand'apri il ceffo: perché non ti spolpe o ti rinchiude, sì ch'om non ti senta? Però che tutto 'I mondo ti paventa; in corpo credo figlinti le volpe, ta lezzo n'esce fuor, sozza giomenta!
,Dovunque tu vada ti porti dietro una latrina vecchia lercia e puzzolente: tutti quelli che ti stanno vicino si turano il naso e fuggono in un lampo. I tuoi denti e le tue gengive producono il tartaro, perché il tuo fiato puzzolente li infradicia, le seggette sembrano legname resinoso di cipresso al confronto del tuo fetore così repellente. Quando spalanchi la bocca sembra che si dischiudano mille tombe. Perché non crepi o ti chiudi da qualche parte in modo che nessuno sia costretto a soffrire il tuo puzzo? Giacché tutti ti temono per questo; credo che nel tuo corpo figlino le volpi, tale è il lezzo che ne emana, lurida cavalla
analisi del testo
Sonetto con schema ABAB, ABAB; CDC, CDC. Le rime sono alternate nelle quartine; nelle terzine si ripete lo schema CDC. invece a livello lessicale, sintattico e stilistico Il testo è costruito facendo ricorso a un lessico popolaresco e a forme tipicamente fiorentine (come il «gengíe» e il «ménar» del v. 5) o toscane (come l’«alcipresso» del v. 7), descrive inoltre gli gli effetti della ripugnante figura femminile produce su chiunque la incontri (ad es. i vv. 3-4: «che quale-unque persona ti sta presso / si tura il naso»); c'é una forte presenza di caricatura
figure retoriche
in questa poesia di Rustico De Filippo, si possono individuare diverse figure retoriche:
Francesca Paghera , Kejsi Gjoka, Ludovica Mariani, Asia Ravelli