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Re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda

CENSI GIADA

Created on October 6, 2024

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Transcript

Re artù e i cavalieri della tavola rotonda

Barbieri-Censi-Gatti-Maioli-Schiopu-Tansini

INDICE

5. La Tavola Rotonda

1. Introduzione

6. Autori

2. Contesto letterario

7. Temi

3. Ciclo Bretone

8. Re Artù nella visione contemporanea

4. Re Artù

Re Artù è una figura leggendaria profondamente radicata nel Medioevo, un periodo in cui mito, storia e simbolismo si intrecciavano per dare vita a racconti che affascinano ancora oggi. Il ciclo bretone, che narra le gesta di Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda, emerse proprio nell'Inghilterra medievale, un'epoca caratterizzata da cavalieri, tornei e forti ideali di onore e fedeltà. Queste storie riflettono i valori dell'epoca: il coraggio in battaglia, la lealtà verso il sovrano, la ricerca di nobili imprese e la difesa della giustizia. Elementi come la magia di Merlino e le imprese eroiche dei cavalieri si intrecciano con temi medievali fondamentali, come la lotta tra il bene e il male, e la tensione tra l'amore cavalleresco e il dovere.

1.INTRODUZIONE

Nel Medioevo, la narrativa si sviluppa seguendo due grandi tradizioni, entrambe ispirate a modelli francesi: il Ciclo Carolingio e il Ciclo Bretone, che rappresentano due approcci distinti alla narrazione epica. Il Ciclo Carolingio è di ispirazione militare e religiosa, e si focalizza sulle imprese eroiche dei Paladini di Carlo Magno. Questa narrativa celebra i valori dell'etica feudale: la lealtà verso il proprio signore, il coraggio in battaglia, la dedizione alla patria e la fede in Dio. Tra i testi più importanti di questo ciclo troviamo le Chansons de Geste, poemi epici in cui i protagonisti combattono per onorare il proprio signore e difendere la cristianità. Accanto a questo ciclo di ispirazione religiosa, si sviluppa il Ciclo Bretone, conosciuto anche come romanzo cavalleresco.

2.CONTESTO LETTERARIO

Una caratteristica importante del romanzo bretone è la rappresentazione dell'amore, che appare sotto diverse forme: amore raffinato, amore coniugale, amore extraconiugale e amore come dedizione assoluta verso la donna amata. Inoltre, i romanzi bretoni introducono un forte elemento fantastico, con cavalieri che affrontano creature mostruose, magie e incantesimi. Questi elementi non solo arricchiscono la narrazione, ma simboleggiano anche le sfide interiori e morali dei protagonisti.

3. CICLO BRETONE

Questo filone ha un carattere più profano e pone al centro le avventure e le storie d’amore dei singoli cavalieri, spesso in contesti fantastici e magici. I protagonisti di questi romanzi, come Re Artù e i suoi cavalieri della Tavola Rotonda, si distinguono non solo per il loro valore in battaglia, ma anche per la ricerca di gloria personale, lo spirito d'avventura e l'amore.I romanzi bretoni, inizialmente in versi, diventano in prosa quando cresce il numero di lettori alfabetizzati, evolvendo nella struttura fino a somigliare a quello che oggi chiamiamo “romanzo”. A quel tempo, il termine "romanzo" indicava una narrazione scritta in lingua romanza (derivata dal latino), differenziandosi dal latino classico.

Re Artù è un leggendario sovrano britannico, che viveva circondato dai cavalieri della Tavola rotonda nella fortezza di Camelot. Secondo la leggenda, Artù era un re romano-britannico che tra V e VI secolo d.C. combatté contro gli invasori angli e sassoni, provenienti dall’Europa continentale. Era figlio illegittimo del re Uther Pendragon e guadagnò il diritto alla successione perché riuscì a superare una prova nella quale tutti gli altri candidati al trono avevano fallito: estrarre una spada conficcata nella roccia. Divenuto sovrano, Artù respinse gli invasori, combattendo con la sua spada Excalibur e raccolse nella sua fortezza di Camelot i cavalieri della Tavola rotonda.

4. RE ARTù

La pace terminò quando uno dei cavalieri, Lancillotto, intraprese una relazione con Ginevra, moglie di Artù. In realtà, Ginevra era stata spinta all’adulterio da Mordred, un figlio che Artù aveva concepito con la sorellastra Morgana, intenzionato a usurpare il trono. Dopo il tradimento, Lancillotto partì alla ricerca del Sacro Graal per espiare la sua colpa e tra Artù e Mordred scoppiò una guerra. Il figlio fu ucciso e il padre, ferito, si trasferì sull’isola di Avalon, ritirandosi “a vita privata”.

Da secoli gli studiosi si interrogano sulla storicità di Artù, chiedendosi se il sovrano sia realmente esistito. Tuttavia le fonti sull’argomento sono successive di molti secoli agli eventi e, sebbene gli storici abbiano tentato di identificare Artù con vari personaggi reali, nessuna ipotesi ha trovato piena conferma. È probabile che re Artù sia una celebre figura del folklore inglese, cioè che sia un personaggio in larga parte inventato dai cantastorie, forse ispirato da uno o più uomini realmente esistiti.

4. VERITà STORICA

Rispondere alla domanda se Artù sia mai esistito non è facile, ma ci sono due punti di partenza certi: molti particolari della storia sono sicuramente inventati (la spada nella roccia...); è reale invece il contesto nel quale si situa la vicenda, cioè la Gran Bretagna dell’epoca tardo-antica, invasa da popolazioni europee che presero il sopravvento sulla civiltà romano-celtica già esistente. Molti studiosi ritengono che Artù sia stato ispirato da figure realmente esistite. In particolare, hanno individuato diversi punti di contatto tra lui e un re dei britanni, Riothamus, che fu tradito da uno dei suoi sottoposti (come Artù fu tradito da Mordred) e morì in una località in Borgogna chiamata Avallon. Riothamus potrebbe dunque essere il “vero” Artù. Tuttavia conosciamo molto poco del personaggio, menzionato.

Secondo altri, potrebbe essere ispirato a uno dei comandanti militari romano-britannici, che si scontrarono contro gli invasori angli e sassoni: Ambrogio Aureliano, un condottiero romano restato in Britannia dopo il ritiro delle legioni nel 408, o Artorius, un altro generale di Roma vissuto nel II secolo d.C. Nessuna ipotesi, però, è suffragata da prove e collegamenti. Anche le località menzionate nel ciclo bretone non sono identificabili: non sappiamo dove effettivamente si trovassero Camelot, Avalon, ecc. L’ipotesi più realistica è quindi che Artù e i suoi cavalieri siano in larga parte personaggi di fantasia, ma che abbiano forse qualche collegamento con uno o più personaggi realmente esistiti.

Secondo le leggende, Re Artù li ha riuniti per formare un gruppo di cavalieri che seguivano valori importanti come il coraggio, l’onore, la giustizia e la fedeltà. Il loro nome viene dalla Tavola Rotonda, che rappresentava l’uguaglianza tra tutti i cavalieri, poiché nessuno occupava una posizione di maggior importanza rispetto agli altri. Re Artù è il capo e il centro della Tavola Rotonda. I cavalieri lo servono con fedeltà, aiutandolo nelle sue imprese e proteggendo il suo regno, chiamato Camelot. Artù è l’esempio del re giusto e coraggioso. Lui sceglie personalmente i cavalieri più valorosi per far parte della Tavola Rotonda. Una delle loro avventure più famose è la ricerca del Sacro Graal, una coppa leggendaria collegata a Gesù, oltre a tante battaglie per difendere il regno.

5. CAVALIERI DELLA TAVOLA ROTONDA

I cavalieri più celebri sono:

  • Lancillotto: Il più famoso dei cavalieri, conosciuto per la sua bravura in battaglia e per il suo amore segreto per Ginevra, la moglie di Artù. Questo amore porterà a molti problemi.
  • Gawain: Nipote di Artù, è un cavaliere onorevole e leale. Ha partecipato a molte avventure.
  • Parsifal: Famoso per la sua purezza e bontà, è uno dei pochi cavalieri che riesce a trovare il Sacro Graal.
  • Galahad: Figlio di Lancillotto, è considerato il cavaliere perfetto, senza colpe e peccati. Anche lui trova il Graal grazie alla sua purezza.

I cavalieri dovevano rispettare un codice d'onore che comprendeva:

  • Onore: Agire sempre con giustizia e lealtà.
  • Coraggio: Affrontare le sfide senza paura.
  • Fedeltà al Re: Servire e proteggere Re Artù.
  • Protezione dei deboli: Difendere chi non poteva proteggersi da solo.

I cavalieri più celebri sono:

  • Lancillotto: Il più famoso dei cavalieri, conosciuto per la sua bravura in battaglia e per il suo amore segreto per Ginevra, la moglie di Artù. Questo amore porterà a molti problemi.
  • Gawain: Nipote di Artù, è un cavaliere onorevole e leale. Ha partecipato a molte avventure.
  • Parsifal: Famoso per la sua purezza e bontà, è uno dei pochi cavalieri che riesce a trovare il Sacro Graal.
  • Galahad: Figlio di Lancillotto, è considerato il cavaliere perfetto, senza colpe e peccati. Anche lui trova il Graal grazie alla sua purezza.

I cavalieri dovevano rispettare un codice d'onore che comprendeva:

  • Onore: Agire sempre con giustizia e lealtà.
  • Coraggio: Affrontare le sfide senza paura.
  • Fedeltà al Re: Servire e proteggere Re Artù.
  • Protezione dei deboli: Difendere chi non poteva proteggersi da solo.

La leggenda di Re Artù è stata raccontata da molti autori nel corso dei secoli con piccole differenze tra esse. I primi tre autori fanno parte del XII-XV secolo:

  • Geoffrey di Monmouth (1100-1155), pose le basi del ciclo arturiano con un lavoro storico e mitologico;
  • Chrétien de Troyes (1135-1183), di cui però non si hanno prove scritte della leggenda;
  • Thomas Malory (1405-1471), il quale raggruppò le storie in un' opera unica chiamata "La Morte Di Artù".

6.AUTORI

(XII-XV secolo)

Altri scrittori più contemporanei riscrissero la leggenda di Re Artù mescolando i fatti storici con una visione moderna:

  • Marion Bradley (1930-1999), rivisitò l'opera secondo il punto di vista femminile;
  • Jack White (1930), mescolò la storia e la fiction focalizzandosi sulle origini del Re Artù
  • Bernard Cornwell (1944), riscrisse la leggenda con un focus sulla guerra e la cultura britannica del V secolo, riducendo l'elemento magico.

6.autori

(XX secolo)

Questa varietà di approcci ha contribuito a mantenere viva la leggenda di Re Artù, rendendola sempre attuale e affascinante, infatti varia sotto 4 punti:

  • Stile: Le opere variano da storiche a mitologiche e allegoriche.
  • Focalizzazione: Alcuni autori si concentrano su personaggi maschili (come Malory), mentre altri esplorano le prospettive femminili (come Bradley).
  • Temi: Le storie possono trattare amore cortese, guerra, onore e tradimento, o una visione critica della società.
  • Impostazione temporale: I testi riflettono i valori del loro tempo, dal medioevo all'era moderna.

6.differenze

  • Nobiltà e Coraggio: Le azioni compiute dai cavalieri della tavola rotonda seguono gli ideali di nobiltà e onore.
  • Amore e Tradimento: All’interno della storia di re artù è presente la storia tra Ginevra e il lancillotto in cui si presenta un amore romantico con anche delle complicazioni.
  • Magia e Misticismo: Nella storia sono presenti elementi magici e mago merlino che ci fanno capire il legame tra il mondo umano e quello soprannaturale.
  • Identità e Destino: La ricerca dell’identità di re Artù e il suo futuro è uno dei temi principali della storia.
  • Unità e Fratellanza: La tavola rotonda rappresenta l'uguaglianza tra i cavalieri ma anche i conflitti interni.
  • Giustizia e Vendetta: Le lotte per la giustizia e le conseguenze della vendetta da cui nascono molte delle storie.

7.TEMI

Nella visione contemporanea, Rè Artù è spesso visto come un simbolo di leadership ideale e giustizia. Le sue virtù, come il coraggio, la lealtà e la ricerca della verità, sono valori che risuonano ancora oggi. Tuttavia, molte opere moderne esplorano anche i suoi difetti, evidenziando il conflitto tra responsabilità e desideri personali, oltre a mettere in discussione l’ideale di eroismo. In letteratura, cinema e televisione, Artù è spesso rappresentato come un leader in crisi, il cui regno è minacciato da forze esterne e interne. Queste narrazioni possono riflettere le ansie politiche e sociali attuali, rendendo rè Artù una figura con cui il pubblico può identificarsi, in un'epoca di incertezze.

8.visione contemporanea

GRAZIE PER L'ATTENZIONE!