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Presentazione Storica

Marco 1

Created on October 6, 2024

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Transcript

Il cavaliere DI ITALO CALVINO

Presentazione di Marco Montanaro, Giada Troiano, Serena Della Monica, Diego Medina, Roberta Rossi, Christian Montanino

INIZIA

Introduzione

Il tema del cavaliere è centrale nella letteratura medievale e rinascimentale, è spesso un eroe al servizio di un re o di una causa superiore. Tuttavia, la figura evolve nel tempo, diventando più complessa e ambigua, fino ad arrivare a una sua decostruzione nelle opere del Novecento. Italo Calvino (1923-1985), uno degli scrittori più influenti del Novecento. La sua Trilogia degli antenati (1952-1959), composta da Il visconte dimezzato, Il barone rampante, e Il cavaliere inesistente, esplora l’identità umana e le sue frammentazioni. Calvino riflette sul senso dell’identità in un periodo di trasformazione storica e sociale del dopoguerra italiano. Il protagonista, Agilulfo, è un cavaliere perfetto ma privo di corpo, un’armatura vuota che vive grazie alla sua volontà. Questo paradosso diventa una potente metafora sull’identità e sulla ricerca di significato in un mondo dove l’apparenza può prevalere sulla sostanza. Il romanzo riflette l'equilibrio tra forma e sostanza e rappresenta un esempio dell’uso del fantastico di Calvino per svelare verità profonde, mescolando ironia e riflessione filosofica.

Calvino e il Rovesciamento dell'Eroe Tradizionale

Di conseguenza Calvino utilizza l’immagine del cavaliere , ed in particolare quella di Agilulfo, per fare una critica all’individuo nella società del Novecento, concentrato più sull’apparenza che sui valori umani. L’uomo del nostro tempo appare infatti incerto e privo di sicurezze. C’è qualcosa di vuoto in lui, come è vuota l’armatura di Agilulfo. Questa assenza mette in discussione l’idea di eroismo, supponendo che l’identità di un cavaliere in realtà possa essere pura apparenza, un ruolo sociale piuttosto che un valore personale. Nei racconti di Calvino, valori cavallereschi come l’onore, il dovere e il coraggio vengono messi in dubbio. Agilulfo infatti pur essendo un cavaliere è insicuro,mostra umanità e vulnerabilità. Inoltre la presenza dell’ironia utilizzata dallo scrittore rende i cavalieri più umani e meno eroici, evidenziando le loro debolezze. Questo approccio contraddice i miti cavallereschi, in cui l’immagine del cavaliere è simbolo di nobiltà, coraggio e virtù.

Tematiche filosofiche e simboliche

Il tema di fondo è questo: la forma, rappresentata da Agilulfo, non può esistere senza la vita, rappresentata da Gurdulù. Rambaldo non è altro che il punto di unione dei due e l’esempio da seguire. Agilulfo: è un cavaliere al servizio di Carlo Magno, che vive solo grazie alla sua forza di volontà e alla sua coscienza. La notte non può dormire, così s’impegna a contare ed ordinare le cose per vincere il malessere che lo assale. E’ puntiglioso, inoltre quando viene messo in dubbio il suo cavalierato si innervosisce e decide di partire per trovare delle prove a suo favore. Rambaldo: figlio del marchese Gherardo, decide di arruolarsi per vendicare la morte del padre caduto in battaglia. Ammira molto Agilulfo, trova in lui sia un sostegno che un rivale in amore. Gurdulù: è l'antitesi di Agilulfo, esiste fisicamente ma è privo di una coscienza di sé. La sua figura è quella del buffone, dell'ingenuo che vive in un mondo tutto suo, incapace di distinguere la realtà dalla fantasia. Il tema fondamentale di questo romanzo di Calvino è l’analisi dell’essere e dell’uomo moderno, talmente in crisi e privo di certezze e orientamento da sembrare quasi privo di identità. Agilulfo infatti sente in se stesso la mancanza di qualcosa così com’è vuota la sua bianca armatura. L’uomo moderno viene dunque rappresentato da un'armatura vuota in cui si sono persi i valori veri ora sostituiti da apparenza e superficialità. Togliere l’armatura significa abbandonare l’apparenza, perdere il controllo pieno della situazione e scegliere l’essenza confrontandosi con un mondo che a volte restituisce esperienze imperfette, così come imperfetti sono gli uomini che lo abitano. Non realizzare questo processo si traduce nell’impossibilità di stringere rapporti umani profondi non riuscendo a mostrare davvero chi e cosa c’è al di là dell’armatura.

IL CAVALIERE INESISTENTE E IL RUOLO DELLA PARODIA

La parodia è l'elemento centrale per esplorare temi come l'identità e la critica sociale. La figura del cavaliere Agilulfo, rappresenta una critica dei valori tradizionali della cavalleria, come l'onore e il coraggio. L'eroe epico è qui ridotto a un simbolo vuoto, e anche gli altri personaggi, come Rambaldo e Gurdulù, offrono versioni parodiche e grottesche degli archetipi eroici. Calvino ridicolizza le istituzioni militari e sociali, mostrando un esercito caotico e burocratizzato, dove gli individui sono privati della loro umanità. L'identità di Agilulfo è solo esteriore, basata sulla funzione e non sull'essere, mentre Gurdulù incarna l'opposto, privo di razionalità e definizioni. Inoltre, la narrazione stessa, ironica e metanarrativa, gioca con le convenzioni del romanzo cavalleresco. Italo Calvino ironizza sugli stereotipi dell'eroe cavalleresco attraverso un approccio parodico che smonta le figure classiche dell'epica. In questo modo, Calvino crea una distanza comica e riflessiva rispetto alla figura dell'eroe tradizionale, che un tempo incarnava virtù come coraggio e nobiltà d'animo. L’influenza della tradizione letteraria italiana pervade l’opera. Calvino riprende l'ironia e il tono distaccato dell’Orlando Furioso di Ariosto, che mostrava le debolezze umane e i momenti di follia. Gli elementi fantastici, che nei poemi epici servivano a glorificare l'eroismo, diventano in Calvino un mezzo per indagare l’incertezza dell’uomo moderno, spingendo a riflettere sulla sua mancanza di scopo e sul vuoto esistenziale.

Ecco qui allegato un breve video riassuntivo sul cavaliere inesistente