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Le macchine di Archimede
Marcello Zamprogna
Created on October 5, 2024
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Transcript
Macchine di Archimede
Le
INDICE:
Cosa sono
Archimede
Il contesto
Tra passato e presente
Le macchine
Conclusione
Cosa sono:
Le macchine di Archimede rappresentano sofisticati congegni bellici progettati dal celebre scienziato Archimede di Siracusa, noto per aver formulato, tra le altre scoperte, il principio che porta il suo nome. Questi ingegnosi dispositivi furono concepiti con l'obiettivo di proteggere la sua città natale, Siracusa, durante l'assalto da parte delle forze romane. Nelle slide successive, esploreremo in dettaglio il funzionamento di queste macchine e il loro ruolo cruciale nella difesa della città.
Dove vengono utilizzate
Siamo nel 212 a.c, nella fase decisiva della II Guerra Punica, i romani tentano l'assedio a Siracusa (città sotto il controllo greco), la città è ben difesa da alte mura che la circondano per tutto il suo perimetro. Tutta via i romani si ingegnarono e pensarono di usare i "corvi delle navi" per "agganciare" le mura della città, facendo così entrare i soldati al suo interno. Inizialmente la tattica funziona e i Siracusani sono costretti ad affidarsi al genio di Archimede per difendersi dall'assalto, così il matematico chiamato in causa creò delle macchine che misero in crisi la flotta Romana e mandarono in crisi i piani di Marcello.
Artiglio di Archimede
Questa macchina geniale ideata da Archimede paragonata ad un artiglio, fu fondamentale per diminuire la pressione delle navi romane sulle mura, questo marchingegno era una sorta di gru che puntava ad agganciarsi alle navi nemiche per alzare un lato e farle affonfare. In questo modo per i Romani risultava impossibile avvicinarsi alle mura siracusane. Questa invenzione fu ritenuta geniale anche dagli stessi romani tantè che lo stesso Marco Marcello Claudio (console romano incaricato di assediare Siracusa) disse: "Archimede con le sue macchine rovescia le mie navi come fossero bicchieri e io posso solo stare a guardare"
La vite di Archimede:
Questa invenzione non fu a scopo militare infatti fu pensata prima della Seconda Guerra Punica, questa macchina aveva un funzionamento innovativo per l'epoca, infatti veniva fatta ruotare una vite o elica formata da piano collegati tra loro all'interno di un cilindro, ruotando riusciva a portare verso l'alto quello che si voleva. Venne usata per l'agricoltura per trasportare l'acqua più facilemente.
Ma è anche una forma di energia infatti disponendo la vite verso il basso e facenci passare un liquido essa girerà creando così energia che può essere convertita in elettricità
Gli specchi ustori:
Gli specchi ustori rappresentano un'illustrazione affascinante delle invenzioni ingegnose di Archimede. Questi dispositivi erano composti da uno specchio progettato per accecare e fungere da mirino ottico, utilizzato per colpire le truppe nemiche imbarcate su navi avversarie. La struttura del marchingegno era in grado di lanciare dardi incendiari, rimanendo parzialmente celata dallo specchio stesso. Le forze nemiche, inizialmente disorientate dal potente raggio accecante emesso dallo specchio, venivano poi colte di sorpresa dalle vele avvolte dalle fiamme. In mezzo al caos e alla confusione, attribuivano erroneamente l'origine dell'incendio alla luce riflessa dallo specchio, senza rendersi conto che l'effettivo innesco del fuoco era stato il dardo incendiario lanciato con precisione.
L'esperimento di Osimo:
Alcuni anni fa, ad Osimo, si orientarono 450 specchi dal diametro di 445cm^2 nella direzione di una vela romana, ed essa prese effettivamente fuoco, in quanto sottoposta ad una temperatura complessiva di 675 gradi Celsius, l'idea di Archimede non è quindi da mettersi in discussione, ma a causa della stragrande quantità di fattori da tenere in considerazione (masse d'aria fredda, dispersione del raggio per la distanza, la tecnologia dell'epoca), il marchingegno ideale sarebbe stato impossibile da creare, e per quello Archimede ha deciso di sfruttare un'illusione ottica.
-anche Leonardo Da Vinci si cimentò nello spiegare il funzionamento degli specchi ustori
Tra passato e presente:
Ad oggi, diversi principi delle macchine di Archimede vengono ancora utilizzati in ambito bellico. Gli specchi ustori, per esempio, nascondevano il lancia-dardi dal nemico coprendolo con uno specchio che rifletteva l'ambiente circostante. Tutt'oggi gli specchi sono utilizzati in ambito bellico per mimetizzarsi all'interno di campi di battaglia caratterizzati da una superficie uniforme, quali boschi; un altro loro uso è quello della comunicazione: durante la prima guerra mondiale erano comuni gli Eliografi, strumenti costituiti da uno specchio che veniva utilizzato per inviare segnali in codice morse agli alleati.