MODI DI INTENDERE LA FELICITÀ
FILOSOFI ELLENISTI E AGOSTINO A CONFRONTO CON L'ODIERNA FELICITÀ.
Il concetto di felicità è stato oggetto di riflessione e dibattito per secoli: molti filosofi, scienziati, intellettuali e la società in generale hanno cercato di darle un volto, spesso influenzati dal periodo storico in cui hanno vissuto. Nella società contemporanea, l’idea di felicità viene spesso associata inevitabilmente a immagini proposte dai media, dalla pubblicità. Tuttavia, molti spot offrono rappresentazioni limitate e non tengono conto della complessità di ciò che realmente significa essere felici. Presenteremo, allora, alcune pubblicità nate in questi ultimi anni, nelle quali i prodotti sponsorizzati promettono di rendere il cliente felice: un’affermazione audace, data alla leggera, che inconsciamente ci influenza e porta la nostra generazione, come vedremo, ad avere una visione spesso alquanto materialistica della felicità e del benessere.
MODI DI INTENDERE LA FELICITÀ
FILOSOFI ELLENISTI E AGOSTINO A CONFRONTO CON L'ODIERNA FELICITÀ.
COSTA CROCIERA
MULINO BIANCO
VODAFONE
MCDONALD'S
COCA-COLA
La felicità al quadrato
Vi vogliamo felici come bambini
Non smettere mai di cercare ciò che ti rende felice
La felicità ha la forma di un sorriso
Open happiness
+info
+info
+info
+info
+info
Allora, in conclusione, qual è l’idea di felicità che ricaviamo da tutte queste pubblicità? Il benessere è spesso legato a un servizio, che ci è possibile sfruttare solo pagando una determinata somma di denaro, non sempre accessibile a tutti. La felicità è, quindi, qualcosa di riservato solo a chi ha possibilità economiche maggiori? La felicità è solo legata all'avere una vita più semplice, dato che è sempre associata a un servizio?
Dopo esserci confrontati col pensiero di alcuni filosofi dell'antichità, in conclusione, abbiamo capito che il significato di felicità, in assoluto, per ora non è stato definito e resterà probabilmente per sempre soggettivo, in quanto si evolve con l’uomo stesso, con il passare degli anni, dei secoli, e varia a seconda di ciò che la società di un determinato periodo (o una persona in particolare) necessita. Un epicureo potrebbe dire che l’abbonamento annuale a un gestore telefonico non è un bene di prima necessità e può quindi essere evitato per raggiungere la felicità: l’epicureo l’ha raggiunta anche senza usufruirne. Ci rendiamo conto, però, che il discorso va esteso, ed è importante tenere conto del fatto che i cambiamenti in campo tecnologico, in campo alimentare, e così via giocano un ruolo importante in ogni periodo storico.
Ovviamente l’eccesso di beni materiali non rappresenta (e non rappresenterà probabilmente mai) la vera felicità, ma, forse oggi più che mai, essi sono il mezzo più gettonato per avvicinarvisi.
Mulino Bianco ha proposto moltissimi spot diversi negli ultimi anni, tutti presentando l’idea di felicità come qualcosa di più personale e quasi spirituale, raggiungibile grazie all’aiuto del proprio prodotto, alimentare, che nella pubblicità spinge il bambino protagonista a iniziare col piede giusto la giornata (uno degli spot più recenti è “non smettere mai di cercare ciò che ti rende felice”)
Vodafone con lo spot “Vi vogliamo felici come bambini” sfrutta un’immagine simile, associando la felicità alla figura del bambino, ma promettendola anche a un adulto tramite il servizio offerto. Oggi la felicità è costantemente associata alla figura del bambino: colui che ha poche responsabilità, è colmo di curiosità e creatività e non interpreta mai la realtà come un qualcosa di inutile, stupido o noioso.
Costa Crociere parla di “felicità al quadrato”, raggiungibile tramite il loro servizio. Nello spot sono elencati tutti i motivi per cui una crociera può portare benessere e felicità, come godersi del tempo per sé stessi, con i propri cari, concedersi una buona cena o una giornata rilassante, pigra.
La frase “la felicità ha sempre la forma di un sorriso” accompagna il caratteristico “Happy meal” nello spot pubblicitario. Se in molte pubblicità si sfrutta l’idea di famiglia e convivialità per ammaliare il consumatore, in altrettante, come vedremo, l’attenzione si posa sul bambino sorridente. La felicità è quindi completamente associata al comprare il prodotto sponsorizzato, il classico porta-pranzo con il sorriso in giallo.
Il famoso spot “Open Happiness” è oggi diventato “Taste the feeling”. Entrambi, però, sottintendono che la felicità è associata alla bibita: nel video pubblicitario è rappresentato un sereno ambiente conviviale, dato da una famiglia felice; a questo punto entra in scena la bevanda che corona l’idea di felicità e allegria della scena.
FILOSOFIA
Lucia Falco
Created on October 2, 2024
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MODI DI INTENDERE LA FELICITÀ
FILOSOFI ELLENISTI E AGOSTINO A CONFRONTO CON L'ODIERNA FELICITÀ.
Il concetto di felicità è stato oggetto di riflessione e dibattito per secoli: molti filosofi, scienziati, intellettuali e la società in generale hanno cercato di darle un volto, spesso influenzati dal periodo storico in cui hanno vissuto. Nella società contemporanea, l’idea di felicità viene spesso associata inevitabilmente a immagini proposte dai media, dalla pubblicità. Tuttavia, molti spot offrono rappresentazioni limitate e non tengono conto della complessità di ciò che realmente significa essere felici. Presenteremo, allora, alcune pubblicità nate in questi ultimi anni, nelle quali i prodotti sponsorizzati promettono di rendere il cliente felice: un’affermazione audace, data alla leggera, che inconsciamente ci influenza e porta la nostra generazione, come vedremo, ad avere una visione spesso alquanto materialistica della felicità e del benessere.
MODI DI INTENDERE LA FELICITÀ
FILOSOFI ELLENISTI E AGOSTINO A CONFRONTO CON L'ODIERNA FELICITÀ.
COSTA CROCIERA
MULINO BIANCO
VODAFONE
MCDONALD'S
COCA-COLA
La felicità al quadrato
Vi vogliamo felici come bambini
Non smettere mai di cercare ciò che ti rende felice
La felicità ha la forma di un sorriso
Open happiness
+info
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Allora, in conclusione, qual è l’idea di felicità che ricaviamo da tutte queste pubblicità? Il benessere è spesso legato a un servizio, che ci è possibile sfruttare solo pagando una determinata somma di denaro, non sempre accessibile a tutti. La felicità è, quindi, qualcosa di riservato solo a chi ha possibilità economiche maggiori? La felicità è solo legata all'avere una vita più semplice, dato che è sempre associata a un servizio?
Dopo esserci confrontati col pensiero di alcuni filosofi dell'antichità, in conclusione, abbiamo capito che il significato di felicità, in assoluto, per ora non è stato definito e resterà probabilmente per sempre soggettivo, in quanto si evolve con l’uomo stesso, con il passare degli anni, dei secoli, e varia a seconda di ciò che la società di un determinato periodo (o una persona in particolare) necessita. Un epicureo potrebbe dire che l’abbonamento annuale a un gestore telefonico non è un bene di prima necessità e può quindi essere evitato per raggiungere la felicità: l’epicureo l’ha raggiunta anche senza usufruirne. Ci rendiamo conto, però, che il discorso va esteso, ed è importante tenere conto del fatto che i cambiamenti in campo tecnologico, in campo alimentare, e così via giocano un ruolo importante in ogni periodo storico. Ovviamente l’eccesso di beni materiali non rappresenta (e non rappresenterà probabilmente mai) la vera felicità, ma, forse oggi più che mai, essi sono il mezzo più gettonato per avvicinarvisi.
Mulino Bianco ha proposto moltissimi spot diversi negli ultimi anni, tutti presentando l’idea di felicità come qualcosa di più personale e quasi spirituale, raggiungibile grazie all’aiuto del proprio prodotto, alimentare, che nella pubblicità spinge il bambino protagonista a iniziare col piede giusto la giornata (uno degli spot più recenti è “non smettere mai di cercare ciò che ti rende felice”)
Vodafone con lo spot “Vi vogliamo felici come bambini” sfrutta un’immagine simile, associando la felicità alla figura del bambino, ma promettendola anche a un adulto tramite il servizio offerto. Oggi la felicità è costantemente associata alla figura del bambino: colui che ha poche responsabilità, è colmo di curiosità e creatività e non interpreta mai la realtà come un qualcosa di inutile, stupido o noioso.
Costa Crociere parla di “felicità al quadrato”, raggiungibile tramite il loro servizio. Nello spot sono elencati tutti i motivi per cui una crociera può portare benessere e felicità, come godersi del tempo per sé stessi, con i propri cari, concedersi una buona cena o una giornata rilassante, pigra.
La frase “la felicità ha sempre la forma di un sorriso” accompagna il caratteristico “Happy meal” nello spot pubblicitario. Se in molte pubblicità si sfrutta l’idea di famiglia e convivialità per ammaliare il consumatore, in altrettante, come vedremo, l’attenzione si posa sul bambino sorridente. La felicità è quindi completamente associata al comprare il prodotto sponsorizzato, il classico porta-pranzo con il sorriso in giallo.
Il famoso spot “Open Happiness” è oggi diventato “Taste the feeling”. Entrambi, però, sottintendono che la felicità è associata alla bibita: nel video pubblicitario è rappresentato un sereno ambiente conviviale, dato da una famiglia felice; a questo punto entra in scena la bevanda che corona l’idea di felicità e allegria della scena.