L'EPICA MEDIEVALE
Il genere epico non scompare con la caduta dell'Impero romano d'Occidente. Nel Medioevo infatti, a partire dall'XI secolo, iniziano a circolare per tutta Europa nuovi poemi in cui si celebrano le imprese di eroi grandiosi, che rappresentano i valori dell'epoca. Protagonisti di queste vicende sono i cavalieri, uomini che giurano fedeltà al loro signore, difendono i deboli e combattono in nome della religione cristiana.
Questi racconti, all'inizio tramandati oralmente e diffusi tra il popolo e nelle corti grazie ai giullari, vengono messi per iscritto da autori rimasti quasi sempre anonimi, al contrario di Omero e Virgilio per l'epoca classica. In questa unità leggerai le avventure di personaggi come Orlando, mago Merlino, re Artù, Sigfrido, che hanno avuto grande fortuna nella letteratura e nel cinema.
Dell'epica classica, nell'epica medievale restano:- il racconto in versi; - alcuni grandi temi come la guerra e l'amore. Vengono introdotte però nuove caratteristiche: - la religione cristiana; - gli elementi magici e fantastici.
Dopo la fine del mondo antico, infatti, in Europa si erano diffuse nuove tradizioni culturali: - la cultura dei popoli germanici
LA TRADIZIONE GERMANICA
Natura animata da forze magiche e popolata da creature fantastiche (elfi, gnomi, draghi, nani, ecc.)
Nuovi valori: vendetta (faida) come forma di giustizia e idea di destino
Scompaiono gli dei greci e latini, sostituiti da Dio e dalla Chiesa.
La religione cristiana influenza il comportamento degli eroi medievali.
IL CRISTIANESIMO
Dall'XI secolo, con la Reconquista in Spagna e con le Crociate in Terrasanta si rafforza l'idea dei cristiani BUONI e dei musulmani malvagi.
LA FELLONìA
IL FEUDALESIMO
L'epica medievale è caratterizzata soprattutto dai valori della società feudale e della cavalleria. Il sovrano concedeva dei territori da amministrare (FEUDI) ai suoi uomini di fiducia, che in cambio gli giuravano fedeltà e supporto politico e militare.
Il tradimento di questo giuramento di fedeltà era considerato il crimine peggiore, che andava punito in modo esemplare, spesso con la morte. L'eroe dei poemi epici medievali è dunque un cavaliere che rappresenta questi valori.
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LA TRADIZIONE ORALE
I PROTAGONISTI
LO STILE
Poichè i giullari recitavano questi racconti accompagnandosi con la musica, le opere sono a noi conosciute con il termine di chansons, ovvero "canzoni".Per favorire la memorizzazione e la comprensione di chi ascoltava, come nell'epica classica anche questi racconti sono ricche di EPITETI (ogni personaggio era associato a una caratteristica), FORMULE FISSE (versi che si ripetono in modo uguale nella descrizione di situazioni simili) e INTERVENTI DIRETTI DELL'AUTORE.
Protagonisti assoluti sono i cavalieri. Presso le popolazioni germaniche, i guerrieri a cavallo godevano di grande prestigio: erano i più valorosi, abili a cavalcare grazie all'uso delle staffe, sconosciute ai romani. Essi si comportavano in origine in modo molto spregiudicato, compiendo razzie e saccheggi. Fu la Chiesa a intervenire e a imporre loro un codice di comportamento, facendone i paladini della fede cristiana. Il cavaliere divenne così colui che proteggeva i deboli e si comportava con lealtà e coraggio.
La maggior parte dei poemi medievali ci è giunta in forma anonima. Gli autori di questi testi hanno raccolto storie preesistenti, leggende e racconti che circolavano in forma orale, e li hanno cuciti insieme. Come nell'epica classica anche nell'epica medievale quindi le storie hanno avuto per lungo tempo una trasmissione orale e gli aedi dell'età medievale si chiamavano giullari: cantastorie di professione che intrattenevano il pubblico cantando nelle piazze e nelle corti.
Lo sapevi?
Il termine giullare deriva dal latino iocularis, "giocoliere". Nell'epoca medievale i giullari intrattenevano la folla nelle piazze, nelle strade o nelle corti in vari modi: erano giocolieri, ballerini, acrobati, cantastorie, musicisti. Indossavano abiti dai colori sgargianti e giravano di città in città. La figura del giullare, nata in francia a partire dal 900 d.C., si diffuse presto in tutta Europa. Rimane ancora oggi traccia di questa eredità negli artisti di strada.
IL GIULLARE
LA NASCITA DELLE LINGUE NAZIONALI
Ma in quale lingua vennero messi per iscritto questi racconti? I poemi epici medievali vennero trascritti tra l'XI e il XII secolo, quando ormai il latino non era più la lingua parlata dal popolo. Dopo il crollo dell'Impero romano infatti, nei diversi regni romano-germanici si erano affermate nuove lingue, nate dall'unione del latino con le lingue delle nuove popolazioni. Queste lingue sono chiamate NEOLATINE (italiano, francese, spagnolo, portoghese, rumeno, ecc.). I poemi furono dunque le prime opere scritte in queste nuove lingue nazionali.
IN FRANCIA
LE CHANSONS DE GESTE
I ROMANZI CORTESI
FRANCIA SETTENTRIONALE XII sec. CICLO BRETONE
FRANCIA SETTENTRIONALE XI sec. CICLO CAROLINGIO
SPAGNA
GERMANIA
Le Chanson de geste dalla Francia si diffondono anche in Spagna, dove prendono il nome di CANTARI.
Si diffondono poemi epici di origine germanica, che si basano sulla MITOLOGIA NORDICA.
Crediti
Libri di testo
- "Come scintille" Pellizzi- Novembri
- "L'avventura più grande" Caselli - Elli
Fine
Introduzione all'epica cavalleresca
Francesca Atzei
Created on October 2, 2024
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L'EPICA MEDIEVALE
Il genere epico non scompare con la caduta dell'Impero romano d'Occidente. Nel Medioevo infatti, a partire dall'XI secolo, iniziano a circolare per tutta Europa nuovi poemi in cui si celebrano le imprese di eroi grandiosi, che rappresentano i valori dell'epoca. Protagonisti di queste vicende sono i cavalieri, uomini che giurano fedeltà al loro signore, difendono i deboli e combattono in nome della religione cristiana.
Questi racconti, all'inizio tramandati oralmente e diffusi tra il popolo e nelle corti grazie ai giullari, vengono messi per iscritto da autori rimasti quasi sempre anonimi, al contrario di Omero e Virgilio per l'epoca classica. In questa unità leggerai le avventure di personaggi come Orlando, mago Merlino, re Artù, Sigfrido, che hanno avuto grande fortuna nella letteratura e nel cinema.
Dell'epica classica, nell'epica medievale restano:- il racconto in versi; - alcuni grandi temi come la guerra e l'amore. Vengono introdotte però nuove caratteristiche: - la religione cristiana; - gli elementi magici e fantastici.
Dopo la fine del mondo antico, infatti, in Europa si erano diffuse nuove tradizioni culturali:- la cultura dei popoli germanici
- il feudalesimo
LA TRADIZIONE GERMANICA
Natura animata da forze magiche e popolata da creature fantastiche (elfi, gnomi, draghi, nani, ecc.)
Nuovi valori: vendetta (faida) come forma di giustizia e idea di destino
Scompaiono gli dei greci e latini, sostituiti da Dio e dalla Chiesa.
La religione cristiana influenza il comportamento degli eroi medievali.
IL CRISTIANESIMO
Dall'XI secolo, con la Reconquista in Spagna e con le Crociate in Terrasanta si rafforza l'idea dei cristiani BUONI e dei musulmani malvagi.
LA FELLONìA
IL FEUDALESIMO
L'epica medievale è caratterizzata soprattutto dai valori della società feudale e della cavalleria. Il sovrano concedeva dei territori da amministrare (FEUDI) ai suoi uomini di fiducia, che in cambio gli giuravano fedeltà e supporto politico e militare.
Il tradimento di questo giuramento di fedeltà era considerato il crimine peggiore, che andava punito in modo esemplare, spesso con la morte. L'eroe dei poemi epici medievali è dunque un cavaliere che rappresenta questi valori.
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LA TRADIZIONE ORALE
I PROTAGONISTI
LO STILE
Poichè i giullari recitavano questi racconti accompagnandosi con la musica, le opere sono a noi conosciute con il termine di chansons, ovvero "canzoni".Per favorire la memorizzazione e la comprensione di chi ascoltava, come nell'epica classica anche questi racconti sono ricche di EPITETI (ogni personaggio era associato a una caratteristica), FORMULE FISSE (versi che si ripetono in modo uguale nella descrizione di situazioni simili) e INTERVENTI DIRETTI DELL'AUTORE.
Protagonisti assoluti sono i cavalieri. Presso le popolazioni germaniche, i guerrieri a cavallo godevano di grande prestigio: erano i più valorosi, abili a cavalcare grazie all'uso delle staffe, sconosciute ai romani. Essi si comportavano in origine in modo molto spregiudicato, compiendo razzie e saccheggi. Fu la Chiesa a intervenire e a imporre loro un codice di comportamento, facendone i paladini della fede cristiana. Il cavaliere divenne così colui che proteggeva i deboli e si comportava con lealtà e coraggio.
La maggior parte dei poemi medievali ci è giunta in forma anonima. Gli autori di questi testi hanno raccolto storie preesistenti, leggende e racconti che circolavano in forma orale, e li hanno cuciti insieme. Come nell'epica classica anche nell'epica medievale quindi le storie hanno avuto per lungo tempo una trasmissione orale e gli aedi dell'età medievale si chiamavano giullari: cantastorie di professione che intrattenevano il pubblico cantando nelle piazze e nelle corti.
Lo sapevi?
Il termine giullare deriva dal latino iocularis, "giocoliere". Nell'epoca medievale i giullari intrattenevano la folla nelle piazze, nelle strade o nelle corti in vari modi: erano giocolieri, ballerini, acrobati, cantastorie, musicisti. Indossavano abiti dai colori sgargianti e giravano di città in città. La figura del giullare, nata in francia a partire dal 900 d.C., si diffuse presto in tutta Europa. Rimane ancora oggi traccia di questa eredità negli artisti di strada.
IL GIULLARE
LA NASCITA DELLE LINGUE NAZIONALI
Ma in quale lingua vennero messi per iscritto questi racconti? I poemi epici medievali vennero trascritti tra l'XI e il XII secolo, quando ormai il latino non era più la lingua parlata dal popolo. Dopo il crollo dell'Impero romano infatti, nei diversi regni romano-germanici si erano affermate nuove lingue, nate dall'unione del latino con le lingue delle nuove popolazioni. Queste lingue sono chiamate NEOLATINE (italiano, francese, spagnolo, portoghese, rumeno, ecc.). I poemi furono dunque le prime opere scritte in queste nuove lingue nazionali.
IN FRANCIA
LE CHANSONS DE GESTE
I ROMANZI CORTESI
FRANCIA SETTENTRIONALE XII sec. CICLO BRETONE
FRANCIA SETTENTRIONALE XI sec. CICLO CAROLINGIO
SPAGNA
GERMANIA
Le Chanson de geste dalla Francia si diffondono anche in Spagna, dove prendono il nome di CANTARI.
Si diffondono poemi epici di origine germanica, che si basano sulla MITOLOGIA NORDICA.
Crediti
Libri di testo
Fine