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PALAZZO PIRELLI, CHIESA DELL'AUTOSTRADA, PALAEUR Menduti Alessia Maria

Alessia Maria Menduti

Created on October 1, 2024

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Transcript

palazzo pirellichiesa dell'autostrada palaeur

menduti alessia maria, 5a

01.palazzo pirelli

TABLE OF CONTENTS

01.2ristrutturazioni

01.1l'architettura

01.3gio e giulia

02.3LAVORO GRAFICO

02.chiesa sull' autostrada

02.2UBICAZIONE

02.1INTRODUZIONE

03.2.ARCHITETTURA E FUNZIONI

03.3.OBELISCO NOVECENTO

03.palaeur

03.1INTRODUZIONE

01

palazzo pirelli

01. RESUME

LUOGO: affaccia su piazza Duca d’Aosta (piazzale della Stazione Centrale di Milano) CONCORSI: ALTEZZA TOTALE: 127 metri PIANTA: 18.5m x 70.4m PIANI (fuori terra): 32 ASCENSORI: 8 (di cui due di servizio) SUPERFICIE TOTALE: 24.000 mq MATERIALI: vetro, alluminio e acciaio CAPACITA: 2000 persone DATA DI INAUGURAZIONE: 4 aprile 1960 ARCHITETTO: Gio Ponti in collaborazione con l'ing. Antonio Fornaroli, l'arch. Alberto Rosselli, lo studio dell'ing. Giuseppe Valtolina, l'ing.Egidio Dell'Orto con la consulenza di l'ing. PierLuigi Nervi e il professor Arturo Danusso USO: Uffici - Stato: finito ACCESSO AL PUBBLICO: No: apre al pubblico solo in sporadiche occasioni in concomitanza di eventi

ubicazione

ph: Alessandro Galeotto

giovanni ponti

«Gli italiani sono nati per costruire. Costruire è carattere della loro razza, forma della loro mente, vocazione ed impegno del loro destino, espressione della loro esistenza, segno supremo ed immortale della loro storia.»

Nato a Millano il 18 Novembre 1891, Giovanni, detto "Gio", Ponti fu un architetto e designer italiano tra i più importanti del dopoguerra. Nel 1921 si laurea in architetttura presso l'allora Regio Istituto Tecnico Superiore, dopo aver sospeso gli studi durante la sua partecipazione alla prima guerra mondiale. Durante la seconda guerra mondiale, fonda la rivista di architettura e design del regime fascista stile dove spicca un suo chiaro supporto all'asse Roma-Berlino. Partecipa a numerosissimi progetti tra cui la realizzazione di sceneggiature per il teatro alla Scala di Milano, interni di transatlantici e icevette numerosi premi nazionali e internazionali, diventando poi professore di ruolo alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano nel 1936. Morì a Milano nel 1979.

architettura

“L'architettura è un cristallo… forme chiuse dove tutto si consuma nel rigore dei volumi e d'un pensiero"

Gio Ponti

Il 12 luglio 1956 fu posata la prima pietra del palazzo, su parte di un'area bombardata, e il 4 aprile 1960 ci fu l’inaugurazione.A causa della snellezza del grattacielo, cioè dal rapporto ridotto tra larghezza e altezza, la struttura era particolarmente soggetta alle azioni del vento tanto da rendere necessaria l'elaborazione di uno schema strutturale composto da sette rigidi triangolari alle estremità, pilastri cavi e quattro grandi pilastri-pareti centrali ( la struttura della parte centrale di ogni piano come può essere definita simile a un ponte), tutti in calcestruzzo armato. L'ingresso principale affaccia su Piazza Duca d'Aosta , mentre l'accesso agli uffici e al pubblico su via Fabio Filzi. Ha una pianta esagonale lunga 70,4 m e larga 18,5 m.

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la facciata

La facciata è caratterizzata dall'uso di materiali molto semplici e trasparenti: vetro, alluminio, acciaio per la facciata in curtainwall, mentre piastrelline di ceramica rivestono la struttura esterna in cemento armato. Per Gio Ponti il progetto è un cristallo luminoso che riflette la luce del giorno sulle strade che lo circondano e di notte si illumina di una luce propria:

"La mia idea è che gli edifici stessi emanino la luce, illuminino la strada, si caratterizzino luminosamente nella notte.

pianta, sezione e 31° piano

pianta

sezione

31° piano

la ristrutturazione del 1978

Le trattative del 1978, condotte da Leopoldo Pirelli e da Cesare Golfari, l'allora Presidente della Regione, portatono alla vendita del grattacielo alla Regione Lombardia, che attualmente ne detiene la proprietà, diventando così la sede principale della Giunta regionale. Furono quindi necessari svariati lavori di ristrutturazione per adeguare l'edificio alle esigenze della nuova funzione, venne eseguito: - la trasformazione del centro meccanografico nella nuova sala consiliare; - la ristrutturazione dell'ingresso di rappresentanza, della presidenza e della vice presidenza; - il rinnovamento degli uffici e dei servizi nonché un generale adeguamento dell'impiantistica sotto la supervisione dell'architetto Bob Noorda.

la ristrutturazione del 2003

Il 18 aprile 2002 un aereo da turismo si schiantò contro il 26° piano del palazzo che ospitava la biblioteca e l'archivio dell'avvocatura. Quel piano, in seguito alle esplosioni e al conseguente incendio, fu inondato dall'acqua degli impianti antincendio mettendo a dura prova la tenuta della soletta che si abbassò di circa 40 cm, ma non crollò. Anche i piani inferiori subirono numerosi danni, ma la concezione "nerviana" propria dell'edifico garantì la complessiva tenuta della struttura portante. Si optò per un restauro conservativo, riprendendo le teorie di Giò Ponti e i lavori furono affidati a Renato Sarno Group e Corvino Multari Architetti Associati con la collaborazione degli ingegneri Antonio Migliacci e Maurizio Acito, dell'arch. Adriano Crotti e del Prof. Giorgio Torraca, ebbe inizio nella primavera del 2003.

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spazi più significativi realizzati con l’opera di restauro

Memoriale

belvedere

Il 26° piano è stato lasciato vuoto nella parte centrale dedicata alla memoria delle due vittime del grave incidente

Il 31° e ultimo piano del grattacielo , è noto come il Belvedere per la particolare e suggestiva vista panoramica a 360 gradi su tutta la Lombardia. Da qui si può godere della splendida vista del Monte Rosa, delle Grigne, delle Prealpi, ma anche di alcuni luoghi caratteristici di Milano: il Duomo, la Torre Velasca, San Siro, Linate e, ovviamente, la Stazione Centrale Il piano è aperto al pubblico solo in occasione di alcuni particolari eventi mostre temporanee ed altre iniziative particolari.

Auditorium Giorgio Gaber

L’auditorium sotterraneo intitolato a Giorgio Gaber è composto da una grande sala della capacità di circa 350 posti, del tutto rinnovato, in disuso da più di vent'anni, è stato riaperto; completo delle necessarie dotazioni tecnologiche e logistiche è adeguato per congressi, esecuzioni musicali, spettacoli e proiezioni cinematografiche. Viene utilizzato per eventi istituzionali, ma può essere anche affittato a soggetti esterni

Giò&Giulia

Un attico con vista mozzafiato a 125 metri d’altezza, in cima al grattacielo simbolo di Milano. E il nido d’amore di Giò&Giulia, una coppia di falchi pellegrini “urbani” che ogni anno, tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo torna in cima al Grattacielo Pirelli, sede del Consiglio Regionale, per la riproduzione. Il primo avvistamento dei rapaci in cima al Pirelli risale ad aprile 2014, la coppia è stata individuata durante alcuni lavori di manutenzione sul tetto dell’edificio. Qualche tempo dopo è stato costruito un nido artificiale, una vasca in legno con un letto di ciottoli alla base adatta a ospitare la cova dei falchi, e proprio in corrispondenza del nido sono state installate due webcam, occhi “elettronici” che permettono di osservare in diretta streaming 24 ore su 24 la loro vita ad alta quota. Giò e Giulia sono stati adottati virtualmente da tanti cittadini che ogni anno seguono tutte le fasi della riproduzione: dalla danza di corteggiamento alla deposizione delle uova, dalla nascita dei piccoli fino al primo volo. Ai rapaci ospiti del Pirellone è stato dato il nome di Giò eGiulia in omaggio a Giò Ponti e alla moglie Giulia

chiesa DEll'autostrada

02

introduzione

La Chiesa di San Giovanni Battista(dedicata al patrono di Firenze), conosciuta anche come Chiesa dell'Autostrada fu progettata dall'architetto Giovanni Michelucci e costruita tra il 1960 e il 1964 per commemorare gli operai morti durante la costruzione dell’Autostrada A1 che collega Milano a Napoli Nella struttura dell'edificio materiali e volumi si intrecciano generando un’architettura plastica che, nel ripensamento degli spazi liturgici, è emblematica della carica espressiva già sperimentata da Le Corbusier nella Cappella di Notre-Dame du Haut a Ronchamp qualche anno prima.

Materiali: «la pietra di San Giuliano per i muri perimetrali, il cemento bianco di Sardegna, per le strutture; il rame per il tetto; e marmi e pietre per i pavimenti»

giovanni michelucci

«L’architettura deve nascere dalla vita, dalla osservazione del quotidiano, dai grandi processi storici.»

Nacque a Pistoia il 2 Gennaio 1891, fu un urbanista, un incisore e uno dei maggiori architetti italiani del XX secolo, celebre per aver progettato ad esempio la stazione di Firenze Santa Maria Novella (che progettò intorno agli anni trenta) e la chiesa dell'Autostrada del Sole, il cui progetto gli venne affidato tra il 1960 e il 1964 Negli anni Trenta era stato uno degli indiscussi maestri della corrente del Razionalismo italiano. Realizzò quella che può esere considerata la sua prima opera architettonica nel 1916, a Caporetto, quando fu richiamato al fronte durante la prima guerra mondiale. Si trattava di una piccola cappella, un piccolo oratorio a pianta quadrata, dotato di un campanile a telaio ligneo e sorretto da una muratura in pietra.

ubicazione

nord

orientamento

La Chiesa è visibile dall'Auostrada del Sole, più precisamente è collocata alla destra dell'autostrada A1, in coincidenza con l'uscita di FIrenze Nord. L'ubicazione di tale edificio non è assolutamente casuale; infatti è situata esattamente al centro del tratto compiuto dall'Autostrada del Sole che unisce Milano e Napoli, la sua collocazione simboleggia "l'unione" tra Nord e Sud Italia.

EST

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OVEST

sud

FORMA

Il primo dettaglio che spicca osservando l'edificio dall'esterno è la sinuosità delle sue forme, inoltre per quanto possa sembrare uniforme dal suo colore e la sua consistenza, allo stesso tempo il muro perimetrale da l'impressione di flessuosità, come se fosse in movimento, conferitogli proprio dalla sua forma e da dettagli come l'arco di cerchio sporgente del battistero a sud. Nonostante la dolcezza apparente del perimetro, questo non manca di spigoli vivi e forme geometriche, in particolare ad est. A nord-ovest, in corrispondenza della sacrestia e della vetrata che sormonta l'altare maggiore la struttura si divide su tre livelli.

pianta

1. Sagrado 2. Porta principale 3. Ingresso al Battistero 4. Galleria battesimale 5. Battistero 6. Chiostro alberato 7. Galleria delle Regioni (nartece) 8. Aula 9. Altare maggiore 10. Altare Est 11. Altare Ovest 12.Sacrestia

La pianta della Chiesa di San Giovanni va oltre la tradizione cristiana:per quanto potrebbe richiamare ad una croce, l'interpretazione della sua forma è pituttosto vaga.Ma non è l'unica cosa a risultare inusuale: la disposizione del battistero e del nartece a simboleggiare la fragilità e l'indecisione dell'uomo contemporaneo, l'orientamento singolare con a nord l'altare maggiore e ad est l'ingresso principale il che costringe il visitatore ad osservare ed eplorare per orientarsi. La forma a dir poco peculiare che assume la chiesa è simile a quella di una tenda, l'entrata posta ad ovest ha un significato simbolico, infatti la luce del tramonto che illumina il crocifisso all'interno rapppresenta la dualità dell'uomo tra finitezza e trascendenza.

Il soffitto dell’aula della chiesa raggiunge l’altezza di 26 metri. Sostenuto da pilastri che nella loro ramificazione richiamano le forme naturali degli alberi il basamento in blocchi di pietra conquista la quota della copertura rivestita in pannelli di rame, per poi cedere alla potenza evocativa del cemento armato lasciato a vista La presenza del nartece, originariamente destinato a raccogliere i non battezzati, vuole forse indicare un punto sul quale Michelucci pone l’accento sia nella breve descrizione redatta all’epoca della realizzazione della Chiesa: vale a dire una religiosità che oltrepassa la fede cattolica romana. Michelucci infatti mira all'inclusione e non all'esclusività, valorizzando con la sua opera, non gli elementi liturgici specifici, ma la sacralità dell'umanità. A sud si trova il battistero, caratterizzato da una pianta a goccia, quasi rotondeggiante e si presenta staccato dal corpo d'aula ecclesiale in cui si accede dauna galleria indipendente, con accesso proprio, pur facendo parte dello stesso edificio.

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piante e sezioni

gerarchia

La chiesa presenta quattro ingressi, ognuno dei quali presenta una porta bronzea, 3 delle quali furono realizzate da Pericle Fazzini, Luigi Venturini e Antonio Biggi e una (del battistero) da Giuseppe Pirrone.

accessi

L'edificio si sviluppa in due piani, collegati da una scala principale che porta al matroneo (campata verticale), il quale si inserisce in un grande spazio libero descritto dal soffitto.

collegamenti verticali

accessi

ingresso principale

Attraverso il quale si giunge alla galleria dei santi patroni, ossia al nartece da cui poi si ha accesso all'aula principale. Vi troviamo anche il monumento ai caduti durante la costruzione dell'autostrada del Sole (a cui la chiesa è dedicata) e il Sagrado.

ingresso al battistero

Il Battistero, nonostante sia parte dell'edifiio ha una propria galleria e presenta un altro accesso.

03

palauer

NOME: Palazzo dello Sport, PalaSport, PalaEur (per la sua ubicazione nel quartiere EUR), PalaLottomatica (a seguito dei lavori di ristrutturazione finanziati da Lottomatica) DATA 1° CONCORSO: 1939 ARCHITETTI: Marcello Piacentini (ideazione e preogettazione), Pierluigi Nervi (parte strutturale) COMMISSIONE: in seguito alla decisione della CIO (Comitato Internazionale Olimpico) nel 1955, secondo la quale Roma avrebbe ospitato i giochi olimpici del 1960 LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE: 1999 STRUTTURA: pianta circolare, forma cilindrica, cupola di 95m di diametro, 3 ordini di gradinate per un totale di circa 12.200 posti, 16 ingressi DIMENSIONI: L’area è di 20000mq, arricchita da una splendida terrazza di 2400mq che si affaccia sul laghetto dell’Eur.

ubicazione

Achitetto e urbanista italiano, nacque a Roma il l'8 Dicembre del 1881. Fu massimo ideologo del monumentalismo di regime, soprattutto per la realizzazione di opere architettoniche e urbanistiche durante il periodo fascista, e proprio per il suo legame col regime fu oggetto di forti polemiche politiche. Nel 1929 Mussolini lo nominò membro dell'Accademia d'Italia, che raccoglieva i migliori intellettuali italiani, contribuendo alla fissazione di quello stile littorio così caro a Mussolini e alle alte gerarchie fasciste.Creò un neoclassicismo semplificato che si poneva a metà strada tra il classicismo del gruppo Novecento (in cui vediamo il nome di Gio Ponti) e il razionalismo del Gruppo 7 e del MIAR (di Giuseppe Terragni, Giuseppe Pagano, Adalberto Libera). Morì a Roma il 18 Maggio 1960.

«...un popolo forte deve imporre la sua volontà in ogni campo, anche nell'aspetto fisico delle città.»

ph: Alessandro Galeotto

marcello piacentini

MARCELLO PIACENTINI

«...un popolo forte deve imporre la sua volontà in ogni campo, anche nell'aspetto fisico delle città.»

Achitetto e urbanista italiano, nacque a Roma il l'8 Dicembre del 1881. Fu massimo ideologo del monumentalismo di regime, soprattutto per la realizzazione di opere architettoniche e urbanistiche durante il periodo fascista, e proprio per il suo legame col regime fu oggetto di forti polemiche politiche. Nel 1929 Mussolini lo nominò membro dell'Accademia d'Italia, che raccoglieva i migliori intellettuali italiani, contribuendo alla fissazione di quello stile littorio così caro a Mussolini e alle alte gerarchie fasciste. Creò un neoclassicismo semplificato che si poneva a metà strada tra il classicismo del gruppo Novecento (in cui vediamo il nome di Gio Ponti) e il razionalismo del Gruppo 7 e del MIAR (di Giuseppe Terragni, Giuseppe Pagano, Adalberto Libera). Morì a Roma il 18 Maggio 1960.

ph: Alessandro Galeotto

pierluigi nervi

«... Un nuovo materiale, come il cemento, crea da sé le sue forme. Una struttura è architettonicamente valida quando è corretta.»

Nervi nacque il 21 Giugno 1891, a Sondrio. Fu un ingegnere e imprenditore italiano, specializzato nell'edilizia civile. Si laurea in Ingegneria civile a Bologna nel 1913. Tra Ottocento e Novecento alla tecnologia dell’acciaio inizia ad affiancarsi la nuova tecnica del calcestruzzo armato, che rinnoverà il modo di costruire e l’idea stessa di progetto negli anni a venire. Fonda nel 1920 la propria impresa, la Società Ing. Nervi e Nebbiosi scegliendo il calcestruzzo armato come tecnica costruttiva fondamentale. Tra le opere più importanti a cui lavora vediamo la sede dell’UNESCO a Parigi, il Bus-terminal al George Washington Bridge, l’Ambasciata d’Italia a Brasilia, il grattacielo Pirelli a Milano, il complesso di opere per le Olimpiadi di Roma del 1960 (oltre al Palazzetto e al Palazzo dello Sport, lo Stadio Flaminio, e il Viadotto di Corso Francia), il Palazzo del Lavoro a Torino, il Ponte Risorgimento a Verona, l’Aula delle udienze pontificie in Vaticano. Morì a Roma il 9 gennaio 1979.

architettura

La più grande struttura per eventi sportivi, concerti e convegni della capitale: progettato nel 1956 in occasione delle Olimpiadi di Roma del 1960, il Palazzo dello Sport porta la firma di Marcello Piacentini e Pierluigi Nervi ed è considerato uno tra i capolavori dell’architettura italiana razionalista del Novecento.I due architetti realizzarono un edificio a pianta circolare in cemento armato, con una grande cupola (di 95 metri di diametro) sulla sala a gradoni e una copertura frontale in cristallo a facciata continua che gli conferisce la sua tipica forma cilindrica.

Nel 1999 l’intero edificio fu sottoposto a una ristrutturazione per consolidamenti delle parti esistenti e per l’adeguamento alle nuove normative di sicurezza, l’inserimento di numerosi bar e ristoranti all’interno, l’esecuzione di precisi interventi per il miglioramento dell’acustica, vista la grande varietà di eventi ospitati nell’edificio. All’esterno è stata costruita una terrazza panoramica, che dà sul laghetto, di circa 2.700 metri quadri. Sull’intera facciata esterna, inoltre, l’architetto Massimilano Fuksas realizzò l’illuminazione con lampade fluorescenti rappresentanti i numeri della “smorfia” in tributo allo sponsor che ha acquistato l’intero edificio che viene da allora chiamato Palalottomatica.

sport e molto altro

Il Palalottomatica è uno dei due palazzi dello sport italiano ad avere guadagnato l’ammissione all’EAA (Europea Arenas Assocition), che raggruppa le più grandi arene e palazzi dello sport di tutta l’Europa. Dalle Olimpiadi del 1960, quando fu una delle sedi delle gare di pallacanestro e di pugilato, il Palazzo dello Sport ha ospitato numerosi eventi sportivi. Tra gli anni Sessanta e Settanta, fu teatro di numerosi incontri di pugilato tra grandi campioninella sua lunga storia ha ospitato anche le fasi finali di importanti competizioni di pallavolo, come i campionati mondiale ed europei di pallavolo maschile, una edizione della World League e alcuni match del campionato mondiale di pallavolo femminile. Dal 2018, è sede delle gare interne di pallacanestro della Virtus Roma, che aveva già ospitato dagli anni Ottanta fino al Duemila. Grazie alle sue buone caratteristiche acustiche, anche le star della musica lo hanno spesso scelto per i propri concerti: dai Rolling Stones nel 1970 ai Depeche Mode, i Cure, Paul McCartney, i Dire Straits, Carlos Santana, Liam Gallagher e, tra gli artisti italiani, Renato Zero, Francesco De Gregori, Elisa, Eros Ramazzotti, Giorgia e molti altri.

obelisco novecento

A piazzale Nervi, all’EUR, si presenta al pubblico "Novecento", scultura di Arnaldo Pomodoro Fu commissionata dal comune di Roma in occasione del Giubileo del 2000 e venne inaugurata il 23 ottobre 2004. Arnaldo Pomodoro aderisce alla proposta nel 1998 di “offrire” alla città di Roma una scultura monumentale, ideò quindi una sorta di obelisco bronzeo. Pomodoro descrive che “l’opera ha forma di spirale crescente e avvolgente, sempre più sottile con un senso di progresso continuo, che è insieme di uguaglianza e elevamento”. Questa spirale è simbolo del tempo che scorre con le sue fratture, torsioni, buchi ed i suoi incavi e il tempo che più la rappresenta è il Novecento, da cui il titolo definitivo.

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fine

grazie per l'attenzione!

La fase di ristrutturazione richiese:

  • Lo smontaggio e la rianodizzazione di tutti i serramenti in alluminio;
  • ll ripristino e il consolidamento dell'intero complesso di 12.080 mq di tesserine originali in ceramica 2x2cm e la sostituzione di circa 250.000 elementi;
  • La reintegrazione dei pavimenti in linoleum secondo il disegno originale di Gio Ponti, detto "giallo operativo Ponti"
  • La "bucherellatura" dei setti in calcestruzzo come da disegno originale.

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