Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

Bologna Medievale

Emanuele Neri

Created on September 30, 2024

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Vaporwave presentation

Animated Sketch Presentation

Memories Presentation

Pechakucha Presentation

Decades Presentation

Color and Shapes Presentation

Historical Presentation

Transcript

Bologna Medievale

di Emanuele Neri 2D

Start

Storia della città di Bologna

La città di Bologna conserva ancora le tracce delle civiltà del passato e l'impronta dello splendore medievale. Infatti sotto molte antiche case bolognesi, anche di struttura medievale, si possono ancora trovare le fondamenta della città romana che risalgono al II secolo a.C. Nel VI secolo a.C. Bologna fu una delle più importanti città etrusche della pianura Padana nota anche come Felsina. Con il predominio degli etruschi, la città di Felsina acquisisce lo status di vera e propria capitale padana. Nel IV secolo a.C. fu occupata dai galli Boi e nei secoli seguenti arrivarono i Romani che mutarono il nome in Bononia. Questo centro, che raggiunse dopo breve tempo i trentamila abitanti, fu collegato con le altre località della pianura padana dalla via Aemilia, iniziata nel 187 a.C. Ai due estremi della città, ad est e ad ovest, si dipartivano due raggiere di strade che conducevano ai maggiori centri del territorio.

Le Due Torri, simbolo di Bologna

Caratteristiche urbanistiche di Bologna

La parte orientale della città fu delimitata entro una robusta cinta muraria in grossi blocchi di gesso cristallino, detta di selenite. La porzione occidentale venne invece abbandonata e cadde in rovina. L’espansione demografica ed economica di Bologna fra X e XI secolo in un primo tempo portò all’apertura di due nuove porte nelle mura e poi, nella seconda metà del XII secolo, all’edificazione di un nuovo muro difensivo. La scuola di diritto sorta a Bologna verso la fine dell’XI secolo, nel 1088 secondo la data stabilita convenzionalmente, ben presto divenne la più celebre e stimata in Europa. Le lotte di fazione che separarono i bolognesi favorirono la costruzione nel centro della città delle torri gentilizie, che conferirono a Bologna la caratteristica di città turrita. Le torri, circa una ottantina verso la metà del Duecento, oggi sono rimaste in numero ridotto. Un altro aspetto importante dell’urbanistica medievale bolognese sono i portici. I portici erano spazi privati di diritto pubblico, di cui oggi restano quasi 38 chilometri nel centro storico. Il sistema dei canali assunse una grande importanza per l’igiene urbana, alimentando le fogne e le condutture urbane.
Statua di Nettuno a Bologna

La Basilica di San Francesco

La chiesa è il primo esempio in Italia di stile gotico di derivazione francese e venne costruita nel XIII secolo per iniziativa della comunità francescana che si era insediata in città fin dal 1218 con Bernardo di Quintavalle, uno dei primi discepoli di San Francesco d'Assisi. La chiesa che oggi è possibile ammirare è un insieme di stili differenti che vanno dal romanico al tardo gotico e al primo rinascimento. Notevoli sono l'alta facciata di forme romano-gotiche, la parte absidale con i due campanili e gli archi delle cappelle dove si trovano i duecenteschi mausolei e le tombe dei glossatori, cioè i giuristi e gli studiosi dell'importante università di Bologna. All'interno spicca la magnifica pala di marmo dell'altare maggiore scolpita tra il 1388 e il 1393 da due artisti veneziani. Sono importanti anche i vari monumenti sepolcrali lungo le pareti, tra cui la tomba di Papa Alessandro V e la romanica cappella Muzzarelli. All’interno del complesso è presente anche la Biblioteca di San Francesco con un patrimonio di 39.000 volumi e opuscoli e diversi altri archivi.

Basilica di San Francesco

Il Polittico di Giotto

Il polittico, realizzato da Giotto dalla sua bottega probabilmente a Firenze intorno al 1330 circa, è una delle tre opere firmate dall'artista: infatti la sua firma in lettere dorate appare visibile sul gradino del trono. Il dipinto era in origine destinato all’altare della Cappella Magna del Palazzo Apostolico, sempre costruito a Bologna, per ospitare il Papa di ritorno da Avignone ma venne distrutto poco dopo. E’ un capolavoro di grande raffinatezza e Giotto, che è il protagonista dell’arte italiana del Trecento, mostra tutto il suo talento nella resa dei particolari e nel gioco di alternanza dei colori, creando un’opera destinata a onorare l’autorità del Papa e a incidere profondamente sulla vita artistica di Bologna. I santi, identificati dalle scritte sottostanti, occupano le singole tavole. Al centro si trova la Vergine, imponente e massiccia, che è seduta su un trono di marmi chiari strutturato in modo da suggerire l’idea di una profondità spaziale: con lei c'è anche il Bambino. Sopra il trono è raffigurato Dio che sorregge il globo stellato e le chiavi. A sinistra sono presenti l’Arcangelo Gabriele, raffigurato di profilo, e San Pietro, con le chiavi e il pastorale. A destra invece c'è Michele, l'Arcangelo guerriero dalle ali rosse che combatte contro il demonio, e San Paolo, con il libro e la spada. In basso si affacciano, a mezzo busto, i personaggi che affiancano Cristo posto al centro: da sinistra San Giovanni Battista, la Madonna, San Giovanni Evangelista e Maria Maddalena. La tecnica utilizzata è la tempera su tavola e attualmente l'opera si trova nella Pinacoteca Nazionale di Bologna, in via Belle Arti 56.

Polittico di Giotto

Tavola di San Giorgio e il drago

Il soggetto del dipinto, databile alla fase iniziale della carriera di Vitale da Bologna, autore dell'opera e grande protagonista della pittura bolognese dal 1330 al 1360, è quello di san Giorgio che sconfigge il drago e libera la principessa. Eccezionalmente per l'epoca l'opera è firmata in modo criptico, componendo un monogramma e iscrivendo l’una dentro l’altra le lettere del nome VITALIS. La firma appare nella marchiatura del cavallo forse in modo da alludere al cognome del pittore: Degli Equi. Vitale elabora un proprio linguaggio, in cui si mescolano ricerca di espressività e attenzione ai particolari. In quest'opera il movimento è accentuato dalla posa del cavaliere, che con i capelli al vento e la tunica rossa sotto la maglia di ferro, si getta sul drago, tenendo saldamente per le briglie il cavallo. La principessa, invece, volge il capo indietro, gettando uno sguardo alla scena. Le decorazioni dorate, per esempio nelle ginocchiere dell’armatura, nelle scarpe o nell'aureola del santo, accentuano l’effetto di tridimensionalità. Il fondo blu anziché dorato, com’era consuetudine nei dipinti trecenteschi, fa pensare che la tavola fosse originariamente inserita in una parete affrescata. L'assenza nella parte alta e bassa della fascia decorativa a motivi geometrici, presente sui lati, fa supporre che in passato sia stata ritagliata. La tecnica utilizzata è la tempera su tavola e attualmente l'opera si trova nella Pinacoteca Nazionale di Bologna, in via Belle Arti 56.

Tavola di San Giorgio e il drago

L'Arca di San Domenico

La basilica di San Domenico di Bologna, dove è collocata l'Arca di San Domenico, vanta la più antica fondazione tra le chiese di ordini mendicanti, risalente al 1228. Il grande prestigio della basilica domenicana è da ricondurre soprattutto alla presenza di un'opera di fondamentale rilevanza religiosa, storica e artistica, cioè il monumento funebre del fondatore dell'ordine, detto Arca di San Domenico. Le circostanze che determinarono la vicenda dell'Arca si produssero già durante i lavori di ricostruzione dell'edificio, quando si moltiplicarono i fedeli che si recavano in basilica per adorare la salma del santo, e per renderla più visibile e prestigiosa nel 1264 venne commissionato un sarcofago a Nicola Pisano e alla sua bottega, che portò così a compimento l'opera nel 1267. In seguito all'edificazione di una nuova cappella si volle conferire altrettanto prestigio alla tomba del santo fondatore e perciò il coronamento scultoreo del monumento venne commissionato a Niccolò dell'Arca, che venne ingaggiato nel 1469 e il nuovo coperchio venne installato nel 1473. Tuttavia, alla morte di Niccolò dell'Arca nel 1494, alcune sculture erano rimaste solo abbozzate o ancora da realizzare; la conclusione dei lavori fu quindi affidata al giovane Michelangelo Buonarroti, che si trovava in quel momento a Bologna a causa dei recenti sconvolgimenti politici nella propria città.

Arca di San Domenico

Do you have an idea?

With Genially templates you can include visual resources to leave your audience speechless. Also highlight a specific phrase or data that will be engraved in the memory of your audience and even embed surprising external content: videos, photos, audios... Whatever you want! Need more reasons to create dynamic content? Well: 90% of the information we assimilate comes through our sight and, furthermore, we retain 42% more information when thecontent moves.

Do you have an idea?

With Genially templates you can include visual resources to leave your audience speechless. Also highlight a specific phrase or data that will be engraved in the memory of your audience and even embed surprising external content: videos, photos, audios... Whatever you want! Need more reasons to create dynamic content? Well: 90% of the information we assimilate comes through our sight and, furthermore, we retain 42% more information when thecontent moves.

Do you have an idea?

With Genially templates you can include visual resources to leave your audience speechless. Also highlight a specific phrase or data that will be engraved in the memory of your audience and even embed surprising external content: videos, photos, audios... Whatever you want! Need more reasons to create dynamic content? Well: 90% of the information we assimilate comes through our sight and, furthermore, we retain 42% more information when thecontent moves.

Do you have an idea?

With Genially templates you can include visual resources to leave your audience speechless. Also highlight a specific phrase or data that will be engraved in the memory of your audience and even embed surprising external content: videos, photos, audios... Whatever you want! Need more reasons to create dynamic content? Well: 90% of the information we assimilate comes through our sight and, furthermore, we retain 42% more information when thecontent moves.

Do you have an idea?

With Genially templates you can include visual resources to leave your audience speechless. Also highlight a specific phrase or data that will be engraved in the memory of your audience and even embed surprising external content: videos, photos, audios... Whatever you want! Need more reasons to create dynamic content? Well: 90% of the information we assimilate comes through our sight and, furthermore, we retain 42% more information when thecontent moves.

Do you have an idea?

With Genially templates you can include visual resources to leave your audience speechless. Also highlight a specific phrase or data that will be engraved in the memory of your audience and even embed surprising external content: videos, photos, audios... Whatever you want! Need more reasons to create dynamic content? Well: 90% of the information we assimilate comes through our sight and, furthermore, we retain 42% more information when thecontent moves.