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Presentazione Essenziale

SILVIA LIZIO

Created on September 29, 2024

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Transcript

I coniugi Arnolfini

Scheda didattica

Il Ritratto dei coniugi Arnolfini è una tavola ad olio del pittore fiammingo Jan van Eyck (1390 ca -1441), eseguita nel 1434. Giovanni Arnolfini era un ricco mercante lucchese, stabilito a Bruges fin dal 1420, fece eseguire a Van Eyck, il dipinto che lo ritrae insieme alla moglie Giovanna Cerami, in una stanza da letto. Quest’opera si inserisce in quel periodo del Quattrocento cui la zona delle Fiandre stava vivendo una considerevole espansione economica e culturale.

Analizzare e Interpretare

La scena ritratta è ambientata nella camera da letto degli sposi: la coppia sta in piedi, riccamente vestita, e l’uomo dall’aria severa è rappresentato intento a fare un gesto che può essere interpretato sia come un gesto di benedizione che di saluto, mentre la donna, in dolce attesa, offre la sua mano allo sposo mentre con l’altra accarezza il pancione. I coniugi Arnolfini sono raffigurati in una posa austera e ufficiale probabilmente perché si intendeva con questo ritratto confermare la celebrazione del matrimonio tra i due, occasione che richiedeva serietà nelle espressioni.

Giovanna Cenami
Giovanni Arnolfini

Lei, invece, ha il capo coperto da un velo con i bordi in pizzo poggiato su due coneetti di seta che trattengono i capelli, indossa una sofisticata veste verde molto abbondante sul ventre.

Lui indossa un cappello a cilindro , non il solito turbante rosso, una veste e una pelliccia molto pregiati di colore scuro.

I coniugi si stanno scambiando una promessa di matrimonio davanti a due testimoni, che sono visibili grazie il virtuosismo e la genialità di Van Eyck.Lo specchio convesso sulla parete ci mostra l’altra metà della stanza facendoci vedere gli sposi di spalle e due persone al di qua della tela (i testimoni), di cui uno è il pittore stesso. Come ulteriore conferma Van Eyck scrive sul muro, sopra lo specchio, “Johannes de Eyck fuit hic 1434” (Johannes Van Eyck fu qui). Tipico di quest'epoca è infatti l'uso di appendere lo specchio al muro, invece che usarlo con il manico come in epoca Romana.

Lo stile

Nel Ritratto dei coniugi Arnolfini, Jan van Eyck usa la tecnica del colore a olio che gli consente di creare efficaci effetti con la luce e una resa più verosimile delle superfici grazie alla possibilità di apporre più strati di colore traslucidi e trasparenti per conferire più brillantezza e lucidità alle figure. Questo metodo gli permette anche di modulare in modo diverso la consistenza delle superfici.Inoltre, l’uso dei toni freddi riesce a fotografare la scena nella sua interezza, senza conferire più importanza agli elementi singoli ma concentrandosi su tutta la composizione. Molteplici sono le fonti di luce, che aggiungono ombre e riflessi nonché rendono una maggiore definizione delle superfici, dal panno alla pelliccia al metallo, in quanto ogni materiale risponde in modo diverso ai raggi luminosi. Lo spazio fiammingo non rimane intrappolato nella tela ma va oltre, includendo nella composizione lo spettatore stesso in modo da coinvolgerlo rendendolo parte della tela: si tratta di un effetto che i pittori fiamminghi realizzano utilizzando più punti di fuga e una linea dell’orizzonte più alta in modo da far apparire l’ambiente più intimo e caldo.

Elementi caratterizzanti

1. La finestra sinistra:

La parte superiore della finestra sinista è chiusa da una "vetrata a rulli" ” cioè composta dai cosiddetti “occhi di bue”, la spessa parte centrale di un disco di vetro ottenuto spianando una bolla di vetro soffiato. A quel tempo, c’era una grande fioritura della vetreria fiamminga e le famiglie benestanti utilizzavano questo tipo di vetrate nelle parti alte delle finestre (lasciando la parte inferiore senza vetro).

2. Il baldacchino:

Sul lato opposto alla finestra c’è un letto matrimoniale a baldacchino di colore rosso. Il suo valore simbolico è piuttosto evidente all’interno di una scena di matrimoni. Il baldacchino aveva origini antiche: l’etimologia del termine deriva, infatti, da “baldekinus” e fa riferimento alla parola “Baldacco“ , nome tedesco della città di Baghdad da cui nell’XI secolo venivano importati tessuti pregiati. Le funzioni erano molteplici: proteggere la privacy, riparare dagli insetti e, soprattutto, trattenere il calore dei corpi e non farlo disperdere.

Sono frequenti nelle Annunciazioni fiamminghe e spesso mostrano uno dei drappi angolari raccolto a sacco, ad alludere ad un ventre gravido (come nella camera degli Arnolfini).

3. Il lampadario:

Analizziamo il lampadario a sei bracci: presenta una sola candela accesa come simbolo matrimoniale, elemento iconografico che deriva dalla candela nuziale che a volte compare nell’ annunciazione. L’illuminazione domestica nel Medioevo e nel Rinascimento si realizzava appunto con strutture sospese dotate di uno o più ordini di candele. Tali strutture erano radiali e venivano forgiate in ferro

4. Gli zoccoli:

I due coniugi sono scalzi. Secondo la critica questo è da collegarsi al fatto che il suolo del luogo del matrimonio è sacro. gli zoccoli dell’uomo sono in primo piano, a sinistra, mentre quelli della donna sono sotto lo scranno ai piedi dello specchio.

5. Le arance:
6. Il cane:
7. L'abero di ciliegio

Richiamano l'Hortus conclusus, giardino sacro della madonna

Simbolo di fertilità.

Simbolo di fedeltà.

Contestualizzare:

Ritratto dei Coniugi Arnolfini è un dipinto olio su tavola, realizzato da Jan Van Eyck nel 1434.Il dipinto è stato commissionato da Giovanni di Nicolao Arnolfini, un ricco mercante di Lucca, che si era trasferito nel 1421 a Bruges, nelle ricche Fiandre. L’opera ritrae lo stesso Giovanni di Nicolao Arnolfini insieme alla seconda moglie Giovanna Cenami, e non insieme alla prima moglie come spesso viene erroneamente indicato. Gli artisti fiamminghi, di cui Jan van Eyck è l’esponente di spicco, ripongono molta attenzione ai dettagli nelle loro opere, che si tratti di oggetti o di volti, parti del corpo o abiti, questo perché cercano di declinare l’elemento divino nella realtà quotidiana, definita non solo dalle azioni degli uomini ma anche dagli oggetti dalla forte valenza simbolica.

Nel corso del XVI secolo, la società fiamminga divenne sempre più ricca e cosmopolita, sviluppando così un interesse culturale più allargato. Accanto alle commissioni artistiche degli aristocratici si aggiunsero anche quelle dei borghesi, i quali contribuirono soprattutto alla diversificazione dei temi e dei contenuti all’interno delle opere: da qui la produzione maggiore di dipinti con nature morte o con scene di vita quotidiana.Oggi il dipinto dei "Coniugi Arnolfini" si trova nella National Gallery di Londra.

Collegare e Confrontare:

Confronto tra "I coniugi Arnolfini" e "San Girolamo"

Le opere "I coniugi Arnolfini" di Jan van Eyck e "San Girolamo" di Antonello da Messina sono due capolavori della pittura rinascimentale, ognuna con un significato e uno stile distinti, ma anche alcuni punti in comune.

Temi:

"I coniugi Arnolfini" esplora la vita quotidiana e le relazioni umane, mentre "San Girolamo" si concentra su un soggetto religioso, riflettendo la spiritualità e l'intellettualità.

Stile e Tecnica:

Entrambi utilizzano l'olio, ma Van Eyck è pionieristico nell'uso della tecnica per ottenere dettagli straordinari, mentre Antonello la impiega per esprimere profondità emotiva.

Simbolismo:

Entrambi i dipinti sono ricchi di simbolismo, ma mentre Van Eyck utilizza simboli per enfatizzare la vita familiare e la sacralità del matrimonio, Antonello si concentra sulla figura del santo e sulla sua dedizione al sapere.

Impatto e Innfluenza:

Entrambi hanno avuto un grande impatto sullo sviluppo della pittura rinascimentale, influenzando generazioni successive di artisti con il loro approccio al realismo e all’umanesimo.

In sintesi, mentre "I coniugi Arnolfini" e "San Girolamo" appartengono a tradizioni artistiche simili, ognuno offre un'interpretazione unica della realtà attraverso stili e tematiche distintive.