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Leopardi le Operette morali

Stefano Tagliente

Created on September 27, 2024

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Transcript

operette morali

INTRODUZIONE

La stesura dell'opera coincide con l'approfondirsi della riflessione e l'acuirsi del pessimismo in coincidenza con la delusione romana. Leopardi approda al silenzio poetico: la scoperta dell'arido vero impedisce ai moderni di fare poesia perchè li priva della facoltà di immaginare; emerge chiaramente il volto indifferente della Natura come suggerisce l'Ultimo canto di Saffo.

IDEAZIONE, COMPOSIZIONE, PUBBLICAZIONE

L'opera viene "pensata" tra il 1819 e il 1823, ma viene composta nel 1824. Nello Zibaldone Leopardi annota la sua intenzione di scrivere alla maniera del greco Luciano, prose satiriche ricche di inventiva, mescolando tragico e comico. Tra il 1825 e il 1823 ne aggiunge altre cinque. Le edizioni sono 3 - nel 1827 (contenente 20 testi) - nel 1834 (contenente 25 testi) - nel 1845 (la censura aveva bloccato la terza edizione perciò solo in questa data Ranieri potrà dare alle stampe la versione definitiva voluta dall'autore che aveva eliminato 1 testo)

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GENERE E STRUTTURA

Sono prose filosofiche sviluppate in forma di narrazione, dialogo o discorso, attraverso la voce di personaggi storici o inventati oppure di personificazioni. Come la prosa filosofica antica possiede una grande potenza immaginativa; come la prosa filosofica moderna ha la finalità di dimostrare un'argomentazione

I 24 testi sono divisibili in 2 parti, ciascuna formata da 12 testi. I testi sembrano ripercorre l'intera storia del genere umano, partendo con un testo che richiama la Genesi e concludendo con un dialogo sull'età contemporanea.

L'intento dell'autore e il senso dell'opera

Leopardi ricorre al dialogo perchè non vuole fornire una verità precostituita. Usa lo stile comico per demolire progressivamente le false credenze e far emergere il vero.

Leopardi scrive le Operette con l'obiettivo di rappresentare la realtà dolorosa dell'esistenza umana, smascherando le illusioni consolatorie che cullavano gli uomini, e proponendo una possibile reazione, additando un modo di vivere con la coscienza del vero. L'opera perciò traduce il pensiero dell'autore in una forma particolarissima in cui il taglio ironico si unisce a invenzioni fantastiche

varietà / unità

L'opera è estremamente varia, quasi disorganica - cambiano i personaggi, le ambientazioni, le tecniche narrativei testi hanno lunghezze diverse - - lo stile spazia tra diversi registri Ma trova unitarietà nei suoi caratteri fondanti: - l'intento con cui l'opera viene scritta - il tono ironico con cui l'opera viene realizzata

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Una nuova prospettiva

Leopardi propone una nuova visione dell'uomo che non mostra disprezzo, ma pietà e pone la grandezza dell'uomo nella coscienza dei propri limiti e della propria dolorosa condizione.

"niuna cosa dimostra la grandezza dell'umano intelletto, nè l'altezza dell'uomo che il poter l'uomo conoscere e interamente comprendere e fortemente sentire la sua piccolezza"

I TEMI

Antropocentrismo

Morte

Felicità/Infelicità

La storia del genere umano Dialogo di Melambruno e Farfarello Dialogo della Natura e di un'Anima Dialogo della Terra e della Luna

Proposta di premi dell'Accademia dei Sillografi Dialogo di un folletto e di uno gnomo La scommessa di Prometeo

Il cantico del gallo silvestre Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie

La storia dell'uomo è segnata dalla ricerca disperata della felicità L'uomo è infelice perchè non può soddisfare i suoi desideri Più si è grandi e più si è infelici L'infelicità è universale

Sfiducia nel progresso L'uomo è ininfluente nella vita del cosmo Ovunque nel mondo ci sono malvagità e miseria

L'Universo e con esso l'uomo è destinato al nulla La morte è preferibile alla vita come annullamento della sensibilità

I TEMI

Infelicità nella vita dell'uomo

Noia

Scrittura

Dialogo di Ercole e Atlante Elogio degli uccelli Dialogo di Colombo e Gutierrez

Il Parini ovvero della gloria

Dialogo di un fisico e un metafisico Dialogo di Tasso e del suo Genio familiare

Nessuno apprezza la poesia perciò gli scrittori, anche se ottenessero la gloria, dovrebbero confrontarsi con una società meschina

L'apatia degli uomini è totale I privilegi degli uccelli fanno risaltare le mancanze degli uomini Viaggiare e agire per combattere la noia

Allungare la vita allunga l'infelicità Il piacere non è raggiungibile durante la vita, ma può essere solo immaginato

LE OPERETTE PIù TARDE

Dialogo di Plotino e Porfirio: scritta nel 1827 e inserita nella seconda edizione affronta la questione del suicidio. Plotino vuole dissuadere Porfirio dal suicidarsi. A nulla servono le argomentazioni filosofiche. Invece fondamentale è l'argomentazione sociale: il sucidio accresce il dolore degli uomini.

Dialogo di Tristano e di un amico: scritta nel 1832, fu inserita nell'edizione postuma in ultima posizione. Tristano rappresenta la più esplicita rappresentazione di Leopardi. Davanti all'amico che ne critica il pessimismo, finge di voler ritrattare le sue idee, ma, pian piano, conferma con un discorso ironico la sua sfiducia nei miti ottimisti del presente. Anche se Leopardi appare più comprensivo, di fatto oppone a chi criticava il suo pessimismo la sua posizione che è quella della sfida del singolo che con fermezza attende la morte per liberarsi del dolore.

UN'OPERA PER I POSTERI

L'opera non venne apprezzata dai contemporanei: il pessimismo del Leopardi confliggeva con la cieca fiducia nella possibilità di miglioramento della vita umana dei liberali, mentre il materialismo urtava con lo spiritualismo cattolico. Invece vicina alla sensibilità dei moderni è la rappresentazione dell'uomo come un essere solo, in un universo infinito, critico verso il progresso e diffidente rispetto alle verità confezionate e vendute dall'alto, ansioso di trovare il piacere che desidera e di condividere con gli altri uomini i suoi pensieri. (da Terrile Biglia Un'esperienza di sè)

Il titolo Operette è un diminutivo usato per sottolineare la proposta di atteggiamenti difensivi in modo ironico Morali rivela la presenza di modelli di comportamento suggeriti nei testi

Leopardi a 21 anni progetta la stesura di un libro che diffonda la sua "filosofia", non un trattato ma un'opera d'invenzione. L'elaborazione del progetto è lunga, mentre la stesura è rapida. Chiaro fin da subito è lo scopo, così come lo strumento per raggiungerlo.