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Metamorfosi
Marika Marsico
Created on September 24, 2024
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Versus Character
Transcript
Metamorfosi: Miti che prendono vita
Ovidio
"In nova fert animus mutatas dicere formas corpora"
biograPHY
WORKS
Marika Marsico e Veronica Imbrogno
Perseo e Medusa
Antonio Canova
Il mito di Perseo e Medusa, racconta di come Perseo, figlio di Zeus e Danae, riceve l'incarico di decapitare Medusa, una delle tre Gorgoni, che trasforma in pietra chiunque la guardi. Armato di uno scudo riflettente, un elmo dell'invisibilità e sandali alati, Perseo si reca alla dimora di Medusa. Usando lo scudo come specchio, riesce a avvicinarsi senza guardarla direttamente e, con un colpo preciso, la decapita. Dalla sua testa mozzata nascono Pegaso e Chrysaor. Perseo conserva la testa di Medusa in un sacco, poiché essa mantiene il potere di pietrificare chiunque la guardi. In seguito, usa la testa per sconfiggere vari nemici e salvare Andromeda da un mostro marino, dimostrando così il suo coraggio e le sue capacità.
Apollo e Dafne
Gian Lorenzo Bernini
Il mito di Apollo e Dafne racconta come Apollo, trafitto dalla freccia dell'amore di Cupido, si innamori della ninfa Dafne, che invece, colpita da una freccia di piombo, lo rifiuta. Apollo la insegue, ma Dafne, desiderando rimanere casta, prega il padre, Peneo, di salvarla. Viene così trasformata in un albero di alloro. Apollo, addolorato, consacra l'alloro come suo simbolo eterno, promettendo di indossare sempre una corona fatta di questo albero.
Il ratto di Proserpina
Gian Lorenzo Bernini
Il mito del ratto di Proserpina, racconta di come Proserpina, figlia di Cerere (Demetra), venga rapita da Plutone (Ade), dio degli Inferi. Mentre raccoglie fiori in un campo, Plutone emerge da un'apertura nel terreno e la porta via con sé. Cerere, devastata dalla perdita della figlia, cerca disperatamente Proserpina e, nel suo dolore, provoca una carestia sulla Terra. Alla fine, Giove (Zeus) interviene e ordina a Plutone di restituire Proserpina. Tuttavia, poiché Proserpina ha mangiato dei semi di melagrana negli Inferi, è costretta a tornare da Plutone per un terzo dell'anno. Questo mito spiega l'alternarsi delle stagioni: il ritorno di Proserpina segna la primavera e l'estate, mentre la sua assenza rappresenta l'autunno e l'inverno.
La caduta di Fetonte
Pieter Paul Rubens
Il mito della caduta di Fetonte, racconta di Fetonte, figlio di Helios (il Sole), che desidera dimostrare la sua paternità al mondo. Per questo, chiede al padre di guidare il carro solare per un giorno. Helios, inizialmente riluttante, acconsente, ma Fetonte non riesce a controllare i cavalli del carro e provoca un disastro. Il carro vola troppo vicino alla Terra, causando incendi e devastazioni. Gli dei, preoccupati per la distruzione, intervengono. Giove (Zeus) colpisce Fetonte con un fulmine per fermarlo, facendolo cadere nella terra. La sua morte causa grande dolore alla madre e alle sorelle, che si trasformano in piangenti pioppi.
Diana e Atteone
Tiziano
Il mito di Diana e Atteone, racconta di Atteone, un cacciatore che, mentre si allontana dai suoi compagni, si imbatte nella dea Diana (Artemide) mentre fa il bagno in una fonte. Colpita dalla sua presenza, Diana si arrabbia per essere stata vista e, per vendetta, lo trasforma in un cervo. Atteone, ora trasformato, fugge terrorizzato e incontra i suoi stessi cani da caccia. Non riconoscendolo, i cani lo inseguono e lo sbranano.
Narciso
Gustave Moreau
Il mito di Narciso, racconta di Narciso, un giovane di straordinaria bellezza, che respinge l'amore di molte persone, tra cui la ninfa Eco, che si innamora di lui. Per punirlo per il suo disprezzo, gli dei lo fanno innamorare della propria immagine riflessa in un lago. Narciso, incapace di distogliere lo sguardo dalla propria bellezza, si consuma d'amore per l'immagine e, in preda alla disperazione, non riesce a mangiare né bere. Alla fine, muore, trasformandosi in un fiore, il narciso.
Giove e Io
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Gerbrand van den Eeckhout
Il mito di Giove e Io, racconta di Io, una giovane sacerdotessa di Giove (Zeus), che attira l'attenzione del dio. Per proteggere Io dalle gelosie di Giunone (Era), Giove la trasforma in una giovenca. Giunone, sospettosa, chiede a Giove di regalarle la giovenca, e la mette sotto la sorveglianza di Argo, un gigante con cento occhi. Giove, per liberare Io, invia Mercurio, che riesce a uccidere Argo con un inganno e una musica ipnotica. Una volta liberata, Io fugge, ma è perseguitata da una mosca inviata da Giunone. Alla fine, dopo molte peripezie, Io viene trasformata di nuovo in umana e, per grazia divina, diventa la madre del dio Epafos.
Publio Ovidio Nasone, nato a Sulmona nel 43 a.C., abbandonò gli studi di retorica e diritto per dedicarsi alla poesia, diventando celebre per opere amorose come Amores, Heroides e Ars Amatoria. La sua opera più importante è Metamorfosi, un poema epico sui miti greci e romani legati al tema della trasformazione. Nel 8 d.C., fu esiliato da Augusto a Tomi per ragioni sconosciute. Durante l'esilio scrisse Tristia ed Epistulae ex Ponto, esprimendo il dolore per la lontananza da Roma. Morì in esilio nel 17 o 18 d.C. ed è considerato uno dei massimi poeti dell'età augustea
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