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La legge morale, libertà ed etica

Mara Botton

Created on September 23, 2024

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Transcript

La LEGGE MORALE E L'ETICAclassi quarte

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Iniziamo con una riflessione guardando uno spezzone del film “Mi ricordo di Anna Frank” (2009)

una legge per la coscienza

Fin da piccolo ciascun uomo è stato educato a distinguere i comportamenti giusti da quelli sbagliati: i primi vanno compiuti, i secondi evitati. Questa educazione in ambito morale è collegata alla questione fondamentale della distinzione fra il bene e il male.Secondo la fede cristiana, tale distinzione si fonda sull'esistenza della LEGGE MORALE NATURALE, una Legge scritta da Dio nel cuore della persona.

In un celebre adattamento del racconto di Pinocchio, il burattino chiede alla fata turchina come si fa a riconoscere il bene e il male e la fata risponde: “La tua coscienza te lo dirà”. “Cos’è la coscienza?” chiede ancora Pinocchio. Il grillo parlante, spavaldo e sicuro di sé, risponde: “Ti spiego io cos’è la coscienza. La coscienza è quella vocina interna che la gente ascolta così di rado; per questo il mondo va così male oggi.” Pinocchio chiede al grillo "Sei tu la mia coscienza?” A quel punto la fata turchina chiede al grillo se gli piacerebbe essere la coscienza di Pinocchio. Il grillo, ostentando un vanitoso compiacimento di sé, dice di sì.

La legge morale puo' essere conosciuta in due modi attRAverso:

la coscienza

la sinderesi

la coscienza è personale; è la riflessione interiore con cui si applica l'etica alle situazioni specifiche della vita

la conoscenza della Legge morale comune ad ogni uomo: si conoscono i principi etici universali validi per tutti

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Che cos'è la libertà?

LIBERO ARBITRIO

La libertà intesa come decisione volontaria e cosciente tra opzioni diverse è tipicamente cristiana e viene definita come LIBERO ARBITRIO (IV e V sec. Ambrogio e Agostino)

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COSA SIGNIFICA ESSERE LIBERI E RESPONSABILI?

Essere liberi vuol dire assumere valori autentici per la propria vita e per la vita degli altri.

Significa aver coscienza delle possibili conseguenze delle nostre azioni

L’uomo responsabile è capace di superare la pura istintività e di capire, in autonomia, quali sono i suoi compiti nella vita

L’uomo quando diventa cosciente e responsabile delle proprie azioni, ha la possibilità di scegliere tra il bene e il male.

Chi segue la propria coscienza è LIBERO nel compiere il bene.Questa libertà di azione è la base della responsabilità umana, cioè della capacità di rispondere di ciò che si compie, nel bene e nel male. Libertà significa, quindi, saper scegliere quando occorre rispondere positivamente o negativamente per essere responsabili di se stessi, degli altri e dell'ambiente che ci circonda.

Condizionamenti interni: egoismo, orgoglio, aggressività, ipocrisia, istinti, passioni...

Possiamo essere liberi senza tener conto degli altri? Un limite alla nostra libertà è costituito dalla libertà degli altriBisogna tener conto anche che gli stati d’animo, gli eventi della vita o alcune circostanze particolare possono influenzare le nostre scelte. Riconoscere questi condizionamenti è importante per saperli dominare e sottrarsene esercitando la propria libertà.

Condizionamenti esterni: condizioni ambientali, sociali, politiche economiche, lo stato di salute, l’influenza dei media...

dare un senso all'agire

Ciascuno nella propria vita si pone degli obiettivi, delle mete. Può farlo in piena consapevolezza o un po' inconsapevolmente, ma comunque lo fa. Non è sempre facile agire per raggiungere un obiettivo, si può sbagliare o anche arrendersi o perdere fiducia in se stessi. Per certi versi l'ETICA, la MORALE si collano qui. Partono da questa opzione di fondo, che orienta la vita e che si realizza attraverso piccole azioni coerenti con questa grande scelta.

La parabola delle grosse pietre

Quali sono le grosse pietre della vosra vita? Provate a farne un elenco e mettetele in ordine di impoartanza

  • Noi diciamo di essere liberi quando nella vita quotidiana possiamo scegliere tra diverse opzioni e quando, pur essendoci dei condizionamenti esterni, non ne subiamo un’influenza determinante.
  • Libertà non è il capriccio del momento con il pretesto della spontaneità, dell’estro e della creatività.
  • Spesso si fa coincidere il concetto di libertà con quello di felicità ma solitamente è un’idea banale di felicità che consiste nel fare tutto ciò che si vuole, pensando solo a se stessi e al soddisfacimento dei propri desideri senza limiti.

LIBERTA' E FELICITA'

Liberta' nel cristianesimo

Nell’intimo della coscienza l’uomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale invece deve obbedire. Questa voce, che lo chiama sempre ad amare, a fare il bene e a fuggire il male, al momento opportuno risuona nell’intimità del cuore: fa questo, evita quest’altro (16). L’uomo ha in realtà una legge scritta da Dio dentro al cuore; obbedire è la dignità stessa dell’uomo, e secondo questa egli sarà giudicato (17). La coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario dell’uomo, dove egli è solo con Dio, la cui voce risuona nell’intimità (18). Tramite la coscienza si fa conoscere in modo mirabile quella legge che trova il suo compimento nell’amore di Dio e del prossimo (19). Nella fedeltà alla coscienza i cristiani si uniscono agli altri uomini per cercare la verità e per risolvere secondo verità numerosi problemi morali, che sorgono tanto nella vita privata quanto in quella sociale. Quanto più, dunque, prevale la coscienza retta, tanto più le persone e i gruppi si allontanano dal cieco arbitrio e si sforzano di conformarsi alle norme oggettive della moralità. Tuttavia succede non di rado che la coscienza sia erronea per ignoranza invincibile, senza che per questo essa perda la sua dignità. (dalla Gaudium et spes)

Criteri di deliberazione

La tradizione teologica medievale indica quattro regole fondamentali per ottenere una buona ponderazione:
  • CONSIDERARE CHE IL BENE E' DA FARSI E IL MALE DA EVITARSI
  • VALUTARE CHE NON E' CONSENTITO COMPIERE UN MALE CON L'ILLUSIONE DI TRARNE UN BENE
  • RIFERSI ALLA "REGOLA D'ORO", OSSIA AL PRINCIPIO SECONDO CUI TUTTO CIO' CHE SI RITIENE GIUSTO PER SE STESSI, E' NOSTRO DOVERE FARLO AGLI ALTRI
  • RICORDARE CHE LA COSCIENZA ALTRUI VA SEMPRE RISPETTATA E TRATTATA CON AMOREVOLEZZA, ANCHE QUANDO DOVESSE APPARIRE ERRONEA

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un passo dopo l'altro: gli strumenti per decidere

  1. IDENTIFICHIAMO LA DECISIONE DA PRENDERE
  2. CONSIDERIAMO LE POSSIBILI ALTERNATIVE
  3. PER OGNI ALTERNATIVA VALUTIAMO LA POSSIBILE CONSEGUENZA (in questa fase può esserci un confronto con un adulto o un coetaneo)
  4. SCEGLIAMO LA MIGLIOR ALTERNATIVA
  5. PRENDIAMO LA NOSTRA DECISIONE

lavoro di gruppo

SCEGLIERE UNO TRA I SEGUENTI LAVORI:
  • 1. Modalità espositiva. Approfondimento di gruppo dei brani sulla libertà tratti dai documenti del Magistero Ecclesiatico e dal Vangelo. Riflessione finale sulla capacità del messaggio cristiano di essere applicabile all’aspirazione di libertà di ciascuno.
  • 2. Modalità drammatizzante. Produzione di un video/testo teatrale sulla “parabola che non c’è". Scrivere la sceneggiatura di una parabola che metta al centro la libertà di coscienza e i suoi problemi alla luce del messaggio evangelico.
  • 3. Modalità laboratoriale. Il gruppo ricerca in internet brani dei testi sacri di diverse religioni che rispondono alla domanda sulla libertà dell’uomo e produce delle presentazioni di sintesi.

Il naso di Pinocchio che si allunga è simbolo non delle sue bugie, ma dell'incapacità di Pinocchio di farsi responsabile dei sui errori. Egli è un po' simile a ciascuno di noi: infatti, noi uomini ci vantiamo volentieri dei nostri meriti, laddove facciamo fatica a riconoscere la responsabilità dei nostri errori.

LA DELIBERAZIONE E' UN ATTO SI PONDERAZIONE:SI CALCOLA A CHE COSA DARE PESO E VALORE MORALE A CIO' CHE SI STA PER COMPIERE O EVITARE

La coscienza è certa nel suo giudizio ma non obbliga nel suo esercizio

L'atto del rubare è possibile anche se la mia coscienza dovesse suggerirmi di non farlo. La coscienza indica nella situazione il bene da farsi e il male da evitarsi ma non ha il potere di costringere ad agire in base a ciò che indica

La legge morale naturale non è un'invenzione del Cristianesimo. Le Leggi non scritte, riguardanti il bene da farsi e il male da evitarsi, esistono da ben prima della nascita di Cristo. Ogni uomo e ogni donna le può conoscere e rispettare non a motivo della religione che professa, ma semplicemente per l'appartenenza alla comune razza umana.

Un compagno lascia il portafoglio in aula, la mia coscienza è quella voce interiore che mi rimanda alla norma generale per cui non rubo il portafoglio

Il grillo è identificato come la guida del burattino di legno, colui che incarna la voce della sua interiorità e lo aiuta a distinguere il bene dal male. Ma come è possibile che la voce interiore della coscienza sia, al contempo, udita esternamente?

Esempio: esiste la legge morale "non rubare"