La scuola poetica Siciliana
Barca Veronica e Siragusa Alice MariaEducandato Statale Maria Adelaide 3EA
“Uomini che hanno poetato solennemente, ciò a che, tutto quello che produssero i migliori fra gli Italiani, appariva dapprima nella corte di tanti sovrani, e per il fatto che la corte avesse sede in Sicilia, è avvenuto che tutto ciò che si è prodotto prima di noi, fu detto siciliano”.De vulgari eloquentia (I,XII,2-4)
Le caratteristiCHE
L'ORIGINE
I poeti
XIII in Italia
Federico II di Svevia
La magna curia
La lingua D'Oil e la lingua d'Oc
La Francia Medioevale comprendeva due regioni distinte: il Nord, nella quale la lingua più utilizzata è quella d’oil, e il Sud, dove si parlava la lingua d’oc.
Le Caratteristiche
Lingua
La produzione della scuola siciliana, il cui apice è tra il 1230-1250, riprende molti moduli e stili della poesia provenzale, ma introduce delle importanti novità: LA LINGUA: sebbene si ispirarono ai modelli provenzali, la lingua non è quella d'oc, ma un volgare italiano, chiamato siciliano illustre (oggi conservato in originale solo in un componimento di Stefano Protonotaro), poichè gli altri sono giunti a noi attraverso codici toscani, tradotti in lingua toscana. La lingua ha forme colte e ricercate, ricalcate sul latino e sul linguaggio dei trovatori. I POETI: i poeti non erano di professione, erano funzionari di corte. Qui, perciò, nasce la figura del poeta-giurista. Il poeta si dedica alla poesia solo per diletto. Inoltre il poeta siciliano, a differenza di quello provenzale, non è un musicista, infatti le liriche non sono accompagnate dalla musica, sono pensate solo alla lettura. Avviene perciò il divorzio fra poesia e musica, anche se qui nasce il sonetto.
Tema
La politica
La poesia trobadorica
La poesia trobadorica, detta anche provenzale o cortese (cioè «della corte»), si sviluppò tra la fine del X e l'inizio del XIII secolo nella Francia meridionale.
TEMA
CARATTERISTICHE
LA SCUOLA POETICA SICILIANA
La scuola poetica siciliana, fiorita nel XIII secolo alla corte di Federico II di Svevia, rappresenta uno dei momenti fondamentali della letteratura italiana. Questo movimento si sviluppò in un contesto di grande fermento culturale e politico, con la Sicilia come centro di incontro tra diverse tradizioni linguistiche e culturali. Questa scuola non solo rappresenta un'importante fase di transizione dalla tradizione latina al volgare, ma funge anche da punto di partenza per lo sviluppo della poesia in lingua italiana, ponendo le basi per autori successivi come Dante e Petrarca.
Gli esponenti della scuola poetica Siciliana
Gli esponenti della scuola poetica Siciliana sono diversi, come:
- Jacopo da Lentini;
- Pier delle Vigne;
- Rinaldo e Giacomo d'Aquino;
- Guido delle Colonne;
- Giacomino Pugliese;
- Odo delle Colonne;
- Stefano Protonotaro.
Stefano Protonotaro
Pier Delle Vigne
Jacopo Da Lentini
Cielo D'Alcamo
Le origini della lettaratura Italiana
Le lingue in Francia Medioevale...
Le influenze provenzali
La produzione poetica che si sviluppò in Francia dall'XII secolo influenzò notevlmente le prime manifestazioni in volgare italiano.Questa prima produzione francese era destinata principalmente ad un pubblico di corte e si può suddividere in 3 filoni:
Scopri di più sulla poesia trobadorica!
Un cavaliere e una dama giocano a scacchi in un'illustrazione del Codex Maness (1304-1340)
CARATTERISTICHE POESIA TROBADORICA
Si distinuono due stili:
- trobar clus (chiuso, difficile);
- trobar leu (più
semplice e piano);
• Destinata all'ascolto (versi ritmici: rime,
allitterazioni, assonanze e consonanze);
- Opera di poeti-musici chiamati trovatori (stretto rapporto tra parola e musica);
La rima, che nell'originale era presente, viene persa nella trascrizione toscana (rima imperfetta). Es. Aviri-Sirviri diventa Avere- Servire. Lessico elevato, ricco di latismi, poi depurato dai copisti toscani. Le strutture compositive tipiche sono: canzone (deriva dalla canso provenzale), composta da endecasillabi e settenari, tipico l'uso della coblas capfidinias, canzoetta e sonetto.
Struttura canzonetta
PIER DELLE VIGNE
Pier Delle Vigne era nato a Capua attorno al 1190 . Ancor giovanissimo si trasferì a Bologna, la sapientissima città, per frequentare le scuola di diritto. Soprattutto allora per un ragazzo povero, privo di amicizie e raccomandazioni doveva essere difficile vivere in un ambiente culturale evoluto, dominato dal nobili e dalla Chiesa. Il suo sogno era quello di raggiungere un incarico universitario, di diventare un insegnante dotto e rispettato, di condurre tutto sommato un'esistenza tranquilla. Ma il destino gli riservava un diverso avvenire, infatti fu poi arrestato a Roma per cause acora oggi incerte. Successivamente si suicidò a San Miniato sbattendo volontariamente la testa contro la parete della cella
OPERE
Lo Stupor Mundi
Federico II di Svevia nasce intorno al 1194 a Jesi, attualmente nei pressi di Ancona. Egli era figlio dell'imperatore Enrico IV e della normanna Costanza d'Altavilla, quindi il suo destino era unire le sorti dell' impero a quelle del regno normanno in Sud Italia. Venne incoronato re di Sicilia e poi imperatore nel 1220 dopo aver promesso di svolgere una crociata in Terrasanta. Nella sua formazione personale e dunque anche della corte, la poesia rivestiva un ruolo importante, poiché era considerate espressione di élite e di prestigio.
Cielo D'Alcamo
Uno dei tre canzonieri della fine del 1200 giunto fino a noi è il Vaticano Latino 3793. All'interno di questo manoscritto è presente il Contrasto, del poeta Cielo D'Alcamo, scritto tra il 1230 e 1240, dal titolo Rosa Fresca aulentissima. Il Contrasto è un componimento poetico costruito come un dialogo fra 2 personaggi che si affrontano. In questo caso ci sono un giullare e una donna. L'amore del giullare non è un amore cortese: i versi si incentrano sul: desiderio, inganno, beffa ed esagerazioni. Le ripetizioni e i termini sono appartenenti a un lessico basso, e ciò fanno il Contrasto un genere appartenente alla poesia comica. La lingua ha un fondo siciliano. Non è un siciliano illustre, ma è un misto di termini aulici e dialettali.
L'Amore e la donna
Mentre nella lirica provenzale si sviluppa sia il tema amoroso che quello politico-militare (sirventese e canzone di crociata), la scuola poetica sicilina è eterea, astratta dalla realtà, infatti l'unico tema è l'amore.
JACOPO DA LENTINI
Jacopo da Lentini, soprannominato "il Notaio", visse tra il 1210 e il 1260. Dai suoi versi sappiamo che faceva parte della corte di Federico II in qualità di notaio. Seguì l'imperatore durante alcune missioni nell'Italia meridionale. È considerato il poeta più famoso della Scuola siciliana e a lui vengono attribuite la codificazione delle principali forme metriche della canzone e l'invenzione del sonetto.
.
PRODUZIONE POETICA
TESTI TEORICI SULL'AMORE
Intorno al XIII secolo compaiono in Italia i primi testi scritti in volgare con fini artistici e letterari. E’ bene ricordare che panorama italiano si presentava frammentato e diversificato dal punto di vista linguistico, politico, economico e sociale.
La politica
La poesia siciliana evita di trattare la politica, contrariamente al nord Italia, dove era diffusa la poesia provenzale e quindi si componevano testi a carattere politico. Lì, poesia veniva investita anche delle polemiche e lotte comunali. In Sicilia, invece, non può fiorire il genere sirventese, poiché la poesia siciliana è astratta, rarefatta, lontana dalla concretezza, e questa sua astrattezza ne rende difficile la datazione. Non si riesce infatti a capire la data precisa della fondazione della scuola poetica siciliana per via della mancanza di riferimenti storici o politici concreti.
LA MAGNA CURIA
La Magna Curia era un'importante istituzione politica e amministrativa dell'Impero, sotto il regno di Federico II di Svevia. Essa fungeva da consiglio per l'imperatore, composto da nobili e funzionari, e si occupava di questioni politiche, giuridiche e amministrative. La relazione con la scuola poetica siciliana è significativa. Federico II, attratto dalla cultura e dalla poesia, sostenne un ambiente di innovazione artistica e letteraria alla sua corte, che si trovava in Sicilia. La Magna Curia divenne un centro di scambio culturale, dove poeti e intellettuali si riunivano per sviluppare la lingua volgare e le forme poetiche, dando vita a una delle più importanti correnti della letteratura italiana medievale.
scuola poetica siciliana
VERONICA BARCA
Created on September 22, 2024
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La scuola poetica Siciliana
Barca Veronica e Siragusa Alice MariaEducandato Statale Maria Adelaide 3EA
“Uomini che hanno poetato solennemente, ciò a che, tutto quello che produssero i migliori fra gli Italiani, appariva dapprima nella corte di tanti sovrani, e per il fatto che la corte avesse sede in Sicilia, è avvenuto che tutto ciò che si è prodotto prima di noi, fu detto siciliano”.De vulgari eloquentia (I,XII,2-4)
Le caratteristiCHE
L'ORIGINE
I poeti
XIII in Italia
Federico II di Svevia
La magna curia
La lingua D'Oil e la lingua d'Oc
La Francia Medioevale comprendeva due regioni distinte: il Nord, nella quale la lingua più utilizzata è quella d’oil, e il Sud, dove si parlava la lingua d’oc.
Le Caratteristiche
Lingua
La produzione della scuola siciliana, il cui apice è tra il 1230-1250, riprende molti moduli e stili della poesia provenzale, ma introduce delle importanti novità: LA LINGUA: sebbene si ispirarono ai modelli provenzali, la lingua non è quella d'oc, ma un volgare italiano, chiamato siciliano illustre (oggi conservato in originale solo in un componimento di Stefano Protonotaro), poichè gli altri sono giunti a noi attraverso codici toscani, tradotti in lingua toscana. La lingua ha forme colte e ricercate, ricalcate sul latino e sul linguaggio dei trovatori. I POETI: i poeti non erano di professione, erano funzionari di corte. Qui, perciò, nasce la figura del poeta-giurista. Il poeta si dedica alla poesia solo per diletto. Inoltre il poeta siciliano, a differenza di quello provenzale, non è un musicista, infatti le liriche non sono accompagnate dalla musica, sono pensate solo alla lettura. Avviene perciò il divorzio fra poesia e musica, anche se qui nasce il sonetto.
Tema
La politica
La poesia trobadorica
La poesia trobadorica, detta anche provenzale o cortese (cioè «della corte»), si sviluppò tra la fine del X e l'inizio del XIII secolo nella Francia meridionale.
TEMA
CARATTERISTICHE
LA SCUOLA POETICA SICILIANA
La scuola poetica siciliana, fiorita nel XIII secolo alla corte di Federico II di Svevia, rappresenta uno dei momenti fondamentali della letteratura italiana. Questo movimento si sviluppò in un contesto di grande fermento culturale e politico, con la Sicilia come centro di incontro tra diverse tradizioni linguistiche e culturali. Questa scuola non solo rappresenta un'importante fase di transizione dalla tradizione latina al volgare, ma funge anche da punto di partenza per lo sviluppo della poesia in lingua italiana, ponendo le basi per autori successivi come Dante e Petrarca.
Gli esponenti della scuola poetica Siciliana
Gli esponenti della scuola poetica Siciliana sono diversi, come:
Stefano Protonotaro
Pier Delle Vigne
Jacopo Da Lentini
Cielo D'Alcamo
Le origini della lettaratura Italiana
Le lingue in Francia Medioevale...
Le influenze provenzali
La produzione poetica che si sviluppò in Francia dall'XII secolo influenzò notevlmente le prime manifestazioni in volgare italiano.Questa prima produzione francese era destinata principalmente ad un pubblico di corte e si può suddividere in 3 filoni:
Scopri di più sulla poesia trobadorica!
Un cavaliere e una dama giocano a scacchi in un'illustrazione del Codex Maness (1304-1340)
CARATTERISTICHE POESIA TROBADORICA
Si distinuono due stili:
• Destinata all'ascolto (versi ritmici: rime, allitterazioni, assonanze e consonanze);
La rima, che nell'originale era presente, viene persa nella trascrizione toscana (rima imperfetta). Es. Aviri-Sirviri diventa Avere- Servire. Lessico elevato, ricco di latismi, poi depurato dai copisti toscani. Le strutture compositive tipiche sono: canzone (deriva dalla canso provenzale), composta da endecasillabi e settenari, tipico l'uso della coblas capfidinias, canzoetta e sonetto.
Struttura canzonetta
PIER DELLE VIGNE
Pier Delle Vigne era nato a Capua attorno al 1190 . Ancor giovanissimo si trasferì a Bologna, la sapientissima città, per frequentare le scuola di diritto. Soprattutto allora per un ragazzo povero, privo di amicizie e raccomandazioni doveva essere difficile vivere in un ambiente culturale evoluto, dominato dal nobili e dalla Chiesa. Il suo sogno era quello di raggiungere un incarico universitario, di diventare un insegnante dotto e rispettato, di condurre tutto sommato un'esistenza tranquilla. Ma il destino gli riservava un diverso avvenire, infatti fu poi arrestato a Roma per cause acora oggi incerte. Successivamente si suicidò a San Miniato sbattendo volontariamente la testa contro la parete della cella
OPERE
Lo Stupor Mundi
Federico II di Svevia nasce intorno al 1194 a Jesi, attualmente nei pressi di Ancona. Egli era figlio dell'imperatore Enrico IV e della normanna Costanza d'Altavilla, quindi il suo destino era unire le sorti dell' impero a quelle del regno normanno in Sud Italia. Venne incoronato re di Sicilia e poi imperatore nel 1220 dopo aver promesso di svolgere una crociata in Terrasanta. Nella sua formazione personale e dunque anche della corte, la poesia rivestiva un ruolo importante, poiché era considerate espressione di élite e di prestigio.
Cielo D'Alcamo
Uno dei tre canzonieri della fine del 1200 giunto fino a noi è il Vaticano Latino 3793. All'interno di questo manoscritto è presente il Contrasto, del poeta Cielo D'Alcamo, scritto tra il 1230 e 1240, dal titolo Rosa Fresca aulentissima. Il Contrasto è un componimento poetico costruito come un dialogo fra 2 personaggi che si affrontano. In questo caso ci sono un giullare e una donna. L'amore del giullare non è un amore cortese: i versi si incentrano sul: desiderio, inganno, beffa ed esagerazioni. Le ripetizioni e i termini sono appartenenti a un lessico basso, e ciò fanno il Contrasto un genere appartenente alla poesia comica. La lingua ha un fondo siciliano. Non è un siciliano illustre, ma è un misto di termini aulici e dialettali.
L'Amore e la donna
Mentre nella lirica provenzale si sviluppa sia il tema amoroso che quello politico-militare (sirventese e canzone di crociata), la scuola poetica sicilina è eterea, astratta dalla realtà, infatti l'unico tema è l'amore.
JACOPO DA LENTINI
Jacopo da Lentini, soprannominato "il Notaio", visse tra il 1210 e il 1260. Dai suoi versi sappiamo che faceva parte della corte di Federico II in qualità di notaio. Seguì l'imperatore durante alcune missioni nell'Italia meridionale. È considerato il poeta più famoso della Scuola siciliana e a lui vengono attribuite la codificazione delle principali forme metriche della canzone e l'invenzione del sonetto. .
PRODUZIONE POETICA
TESTI TEORICI SULL'AMORE
Intorno al XIII secolo compaiono in Italia i primi testi scritti in volgare con fini artistici e letterari. E’ bene ricordare che panorama italiano si presentava frammentato e diversificato dal punto di vista linguistico, politico, economico e sociale.
La politica
La poesia siciliana evita di trattare la politica, contrariamente al nord Italia, dove era diffusa la poesia provenzale e quindi si componevano testi a carattere politico. Lì, poesia veniva investita anche delle polemiche e lotte comunali. In Sicilia, invece, non può fiorire il genere sirventese, poiché la poesia siciliana è astratta, rarefatta, lontana dalla concretezza, e questa sua astrattezza ne rende difficile la datazione. Non si riesce infatti a capire la data precisa della fondazione della scuola poetica siciliana per via della mancanza di riferimenti storici o politici concreti.
LA MAGNA CURIA
La Magna Curia era un'importante istituzione politica e amministrativa dell'Impero, sotto il regno di Federico II di Svevia. Essa fungeva da consiglio per l'imperatore, composto da nobili e funzionari, e si occupava di questioni politiche, giuridiche e amministrative. La relazione con la scuola poetica siciliana è significativa. Federico II, attratto dalla cultura e dalla poesia, sostenne un ambiente di innovazione artistica e letteraria alla sua corte, che si trovava in Sicilia. La Magna Curia divenne un centro di scambio culturale, dove poeti e intellettuali si riunivano per sviluppare la lingua volgare e le forme poetiche, dando vita a una delle più importanti correnti della letteratura italiana medievale.