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METAMORFOSI || Diana e Atteone
fatima maria tomasi
Created on September 18, 2024
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Transcript
DIANA E ATTEONE
MITO, OPERE E ANALISI
da fatimatomasi
MITO
Atteone era un giovane cacciatore, figlio di Aristeo e della ninfa Autonoe, noto per le sue abilità e il rispetto verso la natura. Un giorno, mentre cacciava con i compagni, si allontanò e scoprì una sorgente dove Diana, la dea della caccia, si stava facendo il bagno. Colpito dalla sua bellezza, la osservò, ma Diana, infuriata per essere stata vista, decise di punirlo trasformandolo in un cervo. Atteone, confuso, fuggì, ma i suoi cani, ignari della trasformazione, lo inseguirono. In un tragico finale, fu sbranato dai cani, che non riconobbero il loro padrone.
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ANALISI DEI PERSONAGGI
DIANA
Nel racconto di Ovidio, Diana è una figura potente e maestosa. Dea della caccia e della natura, rappresenta l'ideale di bellezza e purezza. È descritta come una divinità in grado di esercitare un grande controllo su di sé e sul suo ambiente, riflettendo il suo legame con la natura selvaggia. Diana simboleggia la verginità e l'autonomia femminile. La sua furia scaturisce dal rispetto per la sua privacy e dalla necessità di proteggere la sua integrità. Quando Atteone la spia mentre si sta facendo il bagno, la sua reazione è immediata e brutale: la trasformazione di Atteone in cervo è una punizione severa, ma giustificata agli occhi di Diana, che non tollera la violazione del suo spazio sacro. Questa dualità la rende una figura complessa, capace di compassione ma anche di ira.
ANALISI DEI PERSONAGGI
ATTEONE
Atteone è un giovane cacciatore, abilissimo e rispettoso nei confronti della natura. È il figlio di Aristeo e della ninfa Autonoe, rappresentando un ideale di gioventù e vitalità. La sua curiosità, però, lo porta a osservare Diana nel suo momento di vulnerabilità.Atteone incarna l'umanità e la vulnerabilità. La sua ammirazione per la bellezza di Diana diventa la sua condanna. La sua imprudenza, unita alla curiosità, lo spinge a oltrepassare i limiti imposti dalle divinità. Dopo la trasformazione in cervo, Atteone perde non solo la sua forma umana, ma anche la capacità di comunicare con i suoi cani, simboleggiando la perdita della propria identità e il tradimento da parte dei suoi stessi compagni. La sua fine tragica mette in evidenza la fragilità dell'esistenza umana di fronte al potere divino.
DINAMICA TRA I PERSONAGGI
La relazione tra Diana e Atteone è segnata da una tensione palpabile. Atteone, pur non avendo intenzioni maligne, commette un errore fatale, mentre Diana, pur essendo una figura di giustizia, reagisce con un’ira intransigente. La storia mette in risalto temi come la curiosità, la punizione e il rispetto dei confini, sottolineando come la bellezza possa essere tanto affascinante quanto pericolosa. La tragica sorte di Atteone serve a illustrare le conseguenze della trasgressione nei confronti delle divinità e l’implacabilità della giustizia divina.
Titolo dell'opera: Diana e Atteone Autore: Giuseppe Cesari, detto Cavalier d'Arpino Datazione: post 1600/1601 Collocazione: Parigi, museo del Louvre Committenza: Pietro Aldobrandini, Cardinale (?) Tipologia: dipinto Tecnica: olio su tavola (50,3 x 68 cm) Soggetto principale: Diana e Atteone Personaggi: Diana, Atteone, ninfe Attributi: corna da cervo, lancia, cani (Atteone); mezzaluna (Diana) Contesto: paesaggio boscoso con grotta e fonte
OPERE
OPERE
Titolo dell'opera: Diana e Atteone Autore: Tiziano Vecellio Datazione: 1556-59 Collocazione: Edimburgo, National Gallery of Scotland Committenza: Filippo II di Spagna Tipologia: dipinto Tecnica: olio su tela Soggetto principale: Atteone profana il bagno di Diana e delle ninfe Personaggi: Diana, Atteone, ninfe, cani Attributi: mezzaluna (Diana); arco, frecce (Atteone) Contesto: scena all’aperto nei pressi di una fonte
OPERE
OPERE
Titolo dell'opera: Atteone trasformato in cervo Autore: Francesco Albani Datazione: 1617 ca. Collocazione: Parigi, Louvre Tipologia: dipinto Tecnica: olio su rame, 52x61 cm Soggetto principale: Atteone scopre Diana e le sue ninfe al bagno Personaggi: Diana, Atteone, ninfe Attributi: mezzaluna, arco, frecce (Diana); corna da cervo, corno da caccia (Atteone) Contesto: anfratto roccioso con una fonte
OPERE
OPERE
FINE
da fatimatomasi
Analisi
Dipinto ad olio su rame di Francesco Albani, situato al Louvre. Si ritiene che sia la prima versione dell'artista, creata poco dopo il suo ritorno a Bologna nel 1617, e funge da originale per molte repliche prodotte nel corso della sua carriera. La storia del dipinto non è chiara prima del 1697, quando fu donato a Luigi XIV da André Le Nôtre. In un inventario del 1627 appartenuto a Ferdinando Gonzaga è menzionata una "Diana e Atteone" dipinta su rame, suggerendo che possa essere stata commissionata dal Gonzaga. A differenza del racconto di Ovidio in cui Diana trasforma Atteone spruzzandogli dell'acqua, Albani lo mostra già cominciando a cambiare, indicato dall'apparizione delle corna di cervo.
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Analisi
Il Cavalier d'Arpino in quest'opera autografa rappresenta la favola di Diana e Atteone, nel momento in cui il cacciatore sorprende la dea nuda nei pressi di una fonte d'acqua intenta a bagnarsi con le ninfe. Atteone irrompe sulla scena con entusiasmo, vestito di un'armatura lucente che riflette riflessi azzurri e con un mantello rosso svolazzante, poggia la mano destra sul petto come a inneggiare alla bellezza della dea, ignaro del suo triste destino; nella mano sinistra impugna la lancia. Diana è rappresentata nell'atto di spruzzare d'acqua Atteone, gesto che scatena la punizione per averla vista nuda, per aver violato lo spazio divino; le ninfe attorno a lei cercano di coprire la propria nudità allo sguardo dell'ospite inaspettato. Il cacciatore ha già in testa le corna che preannunciano la trasformazione totale in cervo, i suoi cani già non lo riconoscono e si scagliano contro di lui. Un particolare che non deriva da Ovidio è l'atteggiamento della dea che non è adirata alla vista di Atteone, ma piuttosto sorpresa e stupita. Per quanto riguarda la composizione, Cesari si è ispirato all'affresco di Primaticcio nell'Appartament des Bains del Castello di Fontainebleau, che deve aver visto nel suo quasi certo viaggio a Parigi.
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Analisi
Tiziano creò per Filippo II di Spagna due opere (questa è una delle due) che raffigurano le storie di "Diana e Callisto" e "Diana e Atteone". Entrambi esplorano la violazione dell'ideale di castità di Diana e sono pensati per funzionare insieme come una coppia. Questi hanno motivi ripetuti e parallelismi visivi come l'acqua che scorre e il paesaggio sullo sfondo, così come il cane, l'arco e le frecce posizionati negli angoli. Inoltre, Altri elementi che rafforzano questa connessione sono la tenda negli angoli superiori e il pilastro accanto alla fontana nella scena di Callisto, che completa la composizione di Atteone. In "Diana e Atteone", Tiziano riprende da Ovidio, ma altera la sequenza introducendo Atteone dopo il bagno di Diana, si discosta dalla fonte omettendo la trasformazione di Atteone in un cervo. Raffigura una fontana prominente adornata con antichi rilievi, che contrasta con la descrizione di Ovidio di una sorgente circondata dall'erba. Diana è ritratta accanto a una ninfa dalla pelle scura, che simboleggia la sua connessione con la femminilità lunare e alla Verità rivelata dal Tempo. Il gruppo sulla destra illustra temi ciclici presieduti da Diana/Ecate, evidenziando il predominio della notte (morte) sul giorno (vita).
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