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3.1 LET Medioevo: storia, cultura, lingua e letteratura delle origini

Flavia Cecconi

Created on September 17, 2024

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Medioevo

Lingua e letteratura italiana

476 - 1492 d.C.

V-VIII popoli germanici: calo demografico, spopolamento città, massima decadenza economica e sociale, frammentazione europea (regno romano-germanici), meno scambi commerciali, curtis, Chiesa (monachesimo)

Medioevo

Definizione

Storia

età di mezzo

IX-XI società feudaleoccupazione araba dell'Africa settentrionale, della penisola iberica e della Sicilia centro Occidente: dal Mediterraneo al Reno, impero carolingio, Sacro romano impero germanico feudalesimo, cavalleria, società gerarchica statica: tre ordini

Periodizzazione

Alto Medioevo

476 - 1492

476 -1000

Ripresa dopo il Mille: economica, demografica, nuove tecniche e strumenti, trasferimenti in città, crociate, sviluppo attività commerciali, artigianali, borghesia, crisi autorità imperiale --> Comuni XIV-XV città, comuni, borghesia

Basso Medioevo

1000-1492

Medioevo

Ideali cavallereschi

Cavalleria e cortesia

Misticismo

Valori cortesi

Cultura religiosa

Ascetismo

senso del divino: trascendente superiorità dell'anima

Chierici

Sapere globale:summae o specula

visione simbolica realtà

Laici

Intellettuale

Non professionisti

Chiesa

Poteri universali

Cultura

gerarchie di potere: espressione della volontà di Dio

Oralità e scrittura

Impero

Cultura monastica

interpretazione profetico-allegorica classici

Pubblico e organizzazione culturale

Rapporto con i classici

Scuole clericali

repertorio di contenuti e comportamenti

influsso cultura greca

Rinascita carolingia

Filosofia

Corti feudali e centri di cultura

Rapporto fede-ragione

Scuole urbane e nascita delle università

Medioevo

Canzoni di gesta

Epica romanza

latino volgare

Origini del genere

Lingua e letteratura delle origini

Lingue di sostrato e superstrato

cicli principali

Dal latino alle lingue romanze

Influsso cristianesimo

Chanson de Roland

Epoca di trasformazione linguistica

Nascita lingue romanze o neolatine

Definizione

Romanzo cortese

Temi

Tipologie

Indovinello veronese

Primi passi del volgare

Autori

Placito di Capua

Coordinate e trovatori

Cultura e lirica trobadorica

Concezioni, stili e forme

Amore cortese

Letteratura latina medievale

Principali generi letterari

Laboratorio di scrittura

Autori

Nascita delle letterature romanze

Chanson de Roland (1080 ca.)

Composta di 4000 decasillabi divisi in 290 lasse, narra storia e leggenda relativa alla guerra tra l'imperatore Carlo Magno e il re musulmano Marsilio. Trama: Carlo Magno è raggiunto dalla proposta di pace di Marsilio, stremato dall'assedio, il paladino Orlando vorrebbe continuare la guerra, il suo patrigno Gano convince Carlo ad accettare. Gano tradirà Carlo una volta arrivato alla corte di Marsilio, proponendo a Carlo di lasciare la Spagna in cambio di ricchezze e invita ad affidare ad Orlando la retroguardia dell'esercito che doveva rientrare in Francia. A Roncisvalle nei Pirenei le truppe subiscono un imboscata e vengono sterminate dai saracenti, per chiedere aiuto Orlando suona il leggendario corno Olifante e si batte all'ultimo sangue, in punto di morte chiede perdono a Dio e muore. Carlo porta avanti la feroce battaglia contro i saraceni e la vince. Storia e leggenda: battaglia di Roncisvalle 778, episodio poco rilevante (retroguardia esercito francese sorpesa da predoni baschi alleati dei musulmani) trasformato in impresa, aveva ripreso vigore la lotta antimusulmana (1095 Urbano II bandisce la prima crociata). Valori: bene (mondo cristiano), male (mondo pagano), manca il sentimento individuale dell'amore

3 tipologie:

  • romanzi ispirati all'antichità classica (es.: Alessandro Magno): il mondo antico assume le forme della società feudale, ci si appropria del passato per attualizzarlo, un grande spazio è riservato alla passione amorosa, al meraviglioso e all'esotico.
  • romanzi ispirati alle vicende della narrativa greca e bizantina del II e III secolo d.C.
  • romanzi ispirati alla materia di Bretagna: racconta antiche leggende celtiche ambientate nel Nord della Francia e nell'attuale Inghilterra, con protagonista il mitico re Artù (che sarebbe vissuto nel VI sec) e i cavalieri della Tavola Rotonda.

Autori

Andrea Cappellano: cappellano presso la corte del re di Francia, o ciambellano di corte presso la contessa Maria di Champagne (anni '80 del XII sec.). Opera più iportante trattato De amore nel quale si rivolge a un suo amico per istruirlo sull'amore (Libro 1: definizione, dialoghi amorosi, 12 comandamenti; libro 2: come conservare l'amore, 31 regole d'amore; Libro 3: ritrattazione). Guglielmo IX d'Aquitania: conte di Poitou, attivo tra l'XI e il XII sec., prese parte alla vita politica del tempo con diverse imprese, aveva fama di donnaiolo e raffinato poeta, della sua produzione si conservano 11 composizioni, divise in 3 gruppi in base al tema (amore, burlesco-realistica, morale). Bernart de Ventadorn: vissuto alla metà del XII sec., originario del Limosino, le notizie sulla sua vita sono dubbie, forse di umili origini, fu poeta presso diverse corti, nell'ultima parte della sua vità si ritiro in convento. Fu maestro nell'arte del trobar leu, affronta nelle sue poesie la tematica amorosa in tutti i suoi aspetti. Arnaut Daniel: fu attivo tra il 1180 e il 1210, poeta, giullare, monaco, gentiluomo e letterato, nel suo canzoniere compare il nome di una Laura, donna aragonese che ricambiò il suo amore, alla fine della sua vita scelse la vita monastica. Fu ammirato da Dante come miglior poeta in lingua volgare, è uno dei massimi esponenti del trobar clus, sono arrivati a noi 18 componimenti (16 canzoni, 1 sirventese e una sestina). Contessa di Dia: moglie di Guglielmo di Poitiers, conte di Valentinois, si innamorò di un trovatore e per lui compose canzoni d'amore, sono a noi giunte 5 composizioni (una con la notazione musicale), la sua poesia è contraddistinta dal trobar leu e dall'esaltazione appassionata dell'esperienza amorosa.

Indovinello veronese (fine VIII), Biblioteca capitolare di Verona, p.19

se pareba boves alba pratalia araba et albo versorio teneba et negro semen seminaba Parafrasi: «Teneva davanti a sé i buoi arava bianchi prati e aveva un bianco aratro e un nero seme seminava»

Principali lingue romanze
  • italiano
  • ladino (parlato nelle vallate alpine svizzere, dell'Alto Adige e del Friuli)
  • francese
  • provenzale
  • catalano
  • spagnolo
  • portoghese
  • rumeno
Placito capuano (960), p. 20

Primo documento che attesta una vera coscienza dell'italiano volgare, è una sentenza della città di Capua che in quel periodo apparteneva al Ducato longobardo di Benevento. L'abate Aligerno dell'abbazia di Montecassino e un certo Rodelgrimo si presentano di fronte a un giudice per risolvere una contesa su una proprietà terriera, che Rodelgrimo afferma sia sua, ma era stata gestita per decenni dal monastero (che poteva esercitare il diritto di usucapione, diritto di proprietà dopo 30 anni di gestione). Il processo si svolse in latino, ma le testimonianze vennero trascritte in lingua volgare:

Il latino si impose come lingua comune dell'Impero e fu il primo fattore della romanizzazione, cioè l'assimilazione culturale dei popoli conquistati. Il latino che si parlava nei territori dell'Impero non era uniforme e non era radicato ovunque, le differenze si potevano trovare nei modi, nella durata e nella forza della conquista. Nelle città in cui nacquero scuole e strutture educative il latino si impose più che nelle campagne, in regioni occupate per poco tempo le lingue del posto rimasero più vitali (vedi isole britanniche). Il latino parlato dai conquistatori (militari, coloni, funzionari) non era quello che conosciamo dai testi classici, cioè la lingua omogenea e regolata dalla grammatica e dai modelli letterari più importanti. Era una lingua parlata nel quotidiano, influenzata dalle origini geografiche e sociali dei conquistatori, viene quindi definita latino volgare.

Nel medioevo il termine "romanzo" non si riferisce alla narrazione sviluppatasi a partire dal Settecento in Inghilterra e affermatasi nei due secoli successivi. Ci si riferisce al modo di esprimersi dei popoli che usano le lingue romanze. In seguito dal XII secolo indica la narrazione in versi caratterizzata:

  • dalla lingua d'oÏl
  • dall'ottosillabo a rima baciata
  • da tematiche avventurose e amorose

Seconda metà dell'XI secolo nelle corti del sud della Francia, primo esempio rilevante di poesia non religiosa. Temi fondamentali:

  • amore
  • civiltà cortese
Viene usata la lingua d'oc, lingua romanza parlata nella Francia meridionale. Coloro che "inventavano" nuovi modi, forme e temi per creare poesie venivano definiti trobador ("trovatori", da trobador ovvero "verseggiare, comporre un canto"). Queste poesie erano eseguite dal vivo dai giullari, figure professionali che si spostavano di corte in corte e recitavano, cantavano e suonavano per intrattenere i cortigiani.

Il crollo dell'Impero romano comportò una trasformazione del latino volgare, accentuata dalla frammentazione del territorio e dalla limitazione degli scambi tra regioni. La lingua assorbì un gran numero di forme e modi dei vari idiomi locali, diversificandosi in base alle zone e alle popolazioni. Il latino volgare si trasformò nei volgari romanzi, realtà linguistiche autonome. La prima ufficiale presa di coscienza del volgare come lingua a sé risale al IX secolo, quando durante il concilio di Tours (813), voluto da Carlo Magno, si sottolineò la necessità di predicare in un idioma comprensibile ai fedeli, il concilio invitò a tradurre le omelie in francese e tedesco. Il primo documento scritto in volgare romanzo sono i Giuramenti di Strasburgo (814) pronunciati in tedesco e francese da Ludovico il Germanico e da Carlo il Calvo, sovrani della regione orientale e occidentale dell'impero carolingio.

  • Chrétien de Troyes: seconda metà XII, corti francesi, sono arrivati a noi 5 romanzi (es.: Lancillotto o il cavaliere della carretta), portò il genere dalla poesia alla prosa (es.: Lancelot-Graal).
  • Thomas d'Inghilterra: XII secolo, chierico, non si sa se sia inglese o francese di nascita, ma la sua opera contiene inflessioni linguistiche anglo-normanne, romanzo cavalleresco Tristan (1150-1160).

Il tema dominante della lirica provenzale è l'amore, restano marginali gli ideali cavallereschi, è approfondito il fin'amor ("amore puro"). L'amore cortese, spesso extraconiugale, è caratterizzato da convenzioni e rituali di corteggiamento: il rapporto tra amante (che diventa quasi servo) e domina è regolato da un codice cavalleresco (sottomissione e fedeltà). L'amante deve seguire specifiche norme d'amore come:

  • l'obbedienza assoluta ai comandamenti delle donne;
  • tenere celata l'identità dell'amata tramite i senhal (nomi fittizi o perifrasi allusive).

Chansons de geste: poemi epici che raccontano in versi imprese di guerre.

  • il termine "chanson" rimanda alla trasmissione orale, al canto di un giullare,
  • invece "geste" ha il significato di impresa e nel linguaggio feudale allude alla tradizione eroica delle famiglie aristocratiche.
Quindi, la chanson de geste è un testo che racconta le imprese di un esponente dell'aristocrazia nobiliare medievale. Questo genere si compone di decasillabi o ottosillabi (anche se non sempre la sillabazione è regolare), distribuiti in periodi di lunghezza variabile definiti lasse. Non sono presenti rime ma assonanze (parola finale del verso ha stesse vocali a partire dall'accento tonico)

Il latino entro in contatto con le lingue di:

  • sostrato: lingue dei popoli sottomessi, scomparse nella latinizzazione e sopravvissuti in alcuni elementi lessicali, fonetici, morfologici penetrati nel latino e nelle lingue romanze (es.: idiomi francesi hanno tracce di sostrato celtico, in queste zone prima della conquista romana vi erano Galli e Celti)
  • superstrato: portate dalle invasioni in territori profondamente romanizzati, non sostituiscono il latino, ma introducono tratti idiomatici propri (es.: arabo nello spagnolo e nei dialetti siciliani; lingue germaniche nel francese)

I lirici provenzali hanno una concezione alta della poesia, sul piano stilistico la poetica è basata sul:

  • trobar leu: modo chiaro di cantare attraverso uno stile di facile comprensione, piacevole e lineare
  • trobar clus: cantare ricercato, non immediato nella comprensione, tipico di composizioni molto elaborate
Le tipologie liriche più diffuse erano:
  • la canzone: componimento poetico legato alla musica;
  • il sirventese: canzone di carattere politico;
  • la tenzone: scontro in poesia tra due autori;
  • il plazer: componimenti in cui si elencano una serie di situazioni piacevoli nell'ambito laico e mondano, cose desiderate in quanto gradevoli (es.: caratteri positivi della dama amata).

Il protagonista è il cavaliere al servizio dei signori per proteggerne i feudi. Il successo di questo genere portò alla creazione di cicli, cioè narrazioni intorno a un personaggio centrale o a una stirpe. I principali sono:

  • ciclo del re: opere con protagonista Carlo Magno
  • ciclo di Guillaume d'Orange: feudatario del Sud della Francia
  • ciclo dei baroni ribelli: crisi della monarchia e lotte interne feudalità carolingia
  • ciclo della crociata: imprese dei condottieri in Terrasanta (es.: Goffredo di Buglione)

LABORATORIO DI ARGOMENTAZIONE Preparazione alla Tipologia B - Testo argomentativo Traccia proposta: "L'Indovinello veronese rappresenta un momento cruciale: per la prima volta qualcuno sceglie di scrivere in volgare italiano invece che in latino, la lingua ufficiale della cultura. Questa scelta segna il passaggio da una cultura esclusivamente elitaria (il latino dei dotti) a una cultura potenzialmente più accessibile. Rifletti sul rapporto tra lingua e accesso alla cultura. Secondo te, nell'epoca contemporanea, l'uso di linguaggi semplificati e accessibili (nei social media, nella divulgazione scientifica, nella comunicazione istituzionale) favorisce davvero la democratizzazione (diffusione) della conoscenza o rischia di banalizzare e impoverire il pensiero critico? Argomenta la tua posizione con esempi concreti."

La letteratura volgare fiorisce in Francia in ambiente ecclesiastico in generi connessi a insegnamenti morali, spesso si tratta di adattamenti da testi latini. La letteratura viene quindi scritta:

  • in provenzale (lingua d'oc) nel Sud
  • in francese antico (lingua d'oïl) al Nord, inizia
Con lo sviluppo economico e la società feudale ci furono nuove esigenze culturali e il mecenatismo delle corti favorì la produzione in volgare di testi dai contenuti laici, come:
  • l'epica
  • il romanzo
  • la lirica

Avventura: nella canzone di gesta questo termine si riferiva al caso e alla sorte (inscritto in un destino collettivo), nel romanzo rimanda a una dimensione più soggettiva, il cavaliere cortese affronta avventure in un cammino di formazione. Grazie ad essa il cavaliere si distingue dagli altri, si colloca in una dimensione straordinaria, affronta prove ardue e prende decisioni difficili, è presente quindi anche un'analisi introspettiva. A volte l'avventura è anche una queste (ricerca di un oggetto, come il Santo Graal, oppure una persona attraverso cui ricercare sé e il senso della sua esistenza). Amore: assente nella canzone di gesta, spesso nel romanzo cortese spinge il cavaliere verso nobili imprese per conquistare il cuore di una donna. Questo sentimento può essere provato solo da chi è nobile d'animo.