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Presentazione Museo Santa Giulia

Maryse di ciano

Created on September 15, 2024

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Transcript

Arte longobarda/carolingia Museo di santa giulia

Elio Coco, Mattia Valentino, Federiico Guarnaschelli.

L'età alto-medievale. Longobardi e Carolingi

Il percorso documenta le forme e la rilevanza dell'insediamento longobardo in città e nel territorio attraverso l'esposizione dei corredi delle sepolture rinvenute a partire dalla fine dell'Ottocento e reperti trovati nel corso delle recenti indagini stratigrafiche. Alcuni corredi riferibili alle popolazioni romane documentano le diversità e i contatti fra la cultura locale e quella longobarda. Frammenti architettonici, epigrafi e altri manufatti illustrano il periodo compreso fra l'VIII e il X secolo.

Il Museo

Territorio bresciano in età Longobarda

Il ritrovamento di sepolture e necropoli longobarde nella provincia e nell'area esterna alla città, oltre a quello, più raro, di contesti insediativi, confermano l'importanza del ducato all'interno della Langobardia.Il ducato aveva confini segnati dal lago di Iseo, dal fiume Oglio e dalle Alpi Giudicarie trentine.La maggior parte dei ritrovamenti si sovrappone o si affianca agli insediamenti rurali di età romana, in prossimità di strade e canali navigabili che permettevano rapidità di spostamento e facilitavano la difesa e il controllo del territorio.Abitati e necropoli con armi sono documentati in Franciacorta lungo le vie che collegavano Brescia a Bergamo e alla Valcamonica costeggiando il lago di Iseo, mentre sono più rari nella fascia collinare verso Verona.

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Corredi Funerari

I ritrovamenti si riferiscono a tre classi di manufatti: abito tradizionale maschile e femminile con i relativi accessori (fibbie, fibule, cinture, monili), gli elementi che qualificano i guerrieri o segnalano particolari funzioni pubbliche (scudo, spada, coltello, punte di lancia e di frecce, asce, speroni da cavaliere, anelli sigillari), gli oggetti riferibili al rito funebre o deposti come offerta per il viaggio verso la vita ultraterrena (vasellame in vetro, ceramica e bronzo, croci d'oro cucite sul velo funebre o al sudario). Nelle tombe si rinvengono talvolta resti di ossa animali, carboni, conchiglie o gusci d'uovo, semi o fiori relativi al rito funebre o deposti come talismani; sono pure presenti strumenti di lavoro e oggetti di uso quotidiano (pettini e cesoie, piccoli coltelli e acciarini).

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La chiesa / La cripta

La chiesa di San Salvatore

La chiesa fu fondata nel 753 dal Duca Desiderio. La chiesa si presenta a tre navate, in cui soo realizzate colonne romane presistenti, senza abside e senza facciata; si trata di un rifacimento datato intorno al IX secolo voluto originariamente da Desiderio. La chiesa, con transetto a tre absidi, era interamente decorata da stucchi e affreschi, tanto da costituire, insieme al Tempietto di Cividale, uno dei più ricchi e meglio conservati apparati ornamentali dell'Alto Medioevo

Crocifissione nel Coro Delle Monache

Crocifissione nel Coro Delle Monache affresco in mezzo

La cripta

La cripta di San Salvatore fu costruita nel 762 o 763 per accogliere le reliquie di Santa Giulia.La parte orientale conserva sostanzialmente l'assetto architettonico originale e tracce dell'antica decorazione a stucco e ad afiresco. La parte occidentale fu ristrutturata nel XII secolo con il rafforzamento del sistema portante.In questo periodo le piccole volte a crociera sostituirono una probabile copertura piana. La parte superiore dei due rocchi di colonne romane, collocati in corrispondenza delle prime colonne della chiesa di San Salvatore, è infatti inglobata nell'imposta delle volte. Nella sistemazione romanica, le volte risultano sostenute da colonne marmoree di reimpiego e da capitelli del secolo XII variamente decorati.

Il chiostro di San Salvatore

Questo spazio costituisce il cuore del monastero. Nel chiostro a doppio ordine di epoca rinascimentale sono stati reimpiegati anche materiali longobardi quali colonne e capitelli e le superfici parietali, in origine, dovevano essere dipinte; nell'area del chiostro verso il cancello si conserva a sud il prospetto di un edificio di età altomedievale in laterizio e pietra, con lesene e archetti ciechi.Al di sotto del prato sono protetti i resti di numerose domus romane che fanno parte di un grande quartiere portato alla luce tra 1980 e 1992; alcune porzioni di questa zona residenziale antica sono visibili lungo i percorsi museali. L'area era in origine articolata in due spazi distinti; quando, in seguito alle soppressioni napoleoniche, il monastero divenne sede di una caserma, la manica di uno dei due chiostri, convertita a deposito munizioni, venne distrutta da un'esplosione conferende allo spazio l'aspetto attuale. Sotto si possono vedere altre foto del chiostro fatte da noi.

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