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la duplicazione del cubo.

Erica fortunato

Created on September 10, 2024

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Transcript

la duplicazione del cubo

Erica Fortunato 4F

introduzione

La duplicazione del cubo noto anche come il problema di Delo, consiste nella costruzione di un cubo avente volume doppio rispetto a quello di un cubo di lato assegnato,è inoltre uno dei tre problemi classici della matematica greca, insieme alla trisezionedell’angolo e alla quadratura del cerchio. Già gli antichi greci escogitavano dimostrazioni ottenute mediante procedimenti algebrici e geometrici, quali la tripla proporzione di Ippocrate, la cissoide di Diocle e altri. Con l’avvento dell’algebra moderna si è dimostrato che la risoluzione del problema della duplicazione del cubo, con l’uso esclusivo della riga e del compasso, è praticamente impossibile.

dai tempi antichi...

Una leggenda del 430 a.C narra che il problema fu posto agli abitanti di delo, un'isola sacra agli antichi greci, i quali si rivolsero all'oracolo di Apollo per porre fine a una pestilenza devastante. L'oracolo consigliò loro di raddoppiare l'altare cubico dedicato al Dio, per placare la sua ira. Tuttavia questo compito non si limitava a costruire un cubo di dimensioni doppie, ma costruirne uno il cui volume fosse esattamente il doppio di quello originale.

Matematici greci come Ippocrate di Chio e Archita di Taranto tentarono di risolvere il problema attraverso metodi alternativi alla riga e compasso, introducendo coniche e altre curve geometriche. In particolare archita riuscì a trovare na soluzione basata sulla costruzione di solidi tridimensionali, ma questo metodo non utilizzava solo gli strumenti classici. Anche matematici successivi come Eudosso di Cnido e Platone si interessarono al problema, ma senza giungere a una soluzione che rispettassi i vincoli della geometria pura. In particolare Platone fu colpito dell'importanza simbolica del problema e lo collegò a questioni filosofiche sulla natura e dei numeri.

LA TENTATA SOLUZIONE DI MENECMO

Menecmo fu allievo di eudosso e visse nella metà del quarto secolo a.C. A lui si devono due diverse soluzioni del problema della duplicazione del cubo,delle quali ne riporterò solanto la prima.

Si considerano 2 parabole di equazioni y²=2ax , x²=ay Dalla loro intersezione si ottiene x⁴= a²y² = 2a³x , da cui trascurando la soluxione x=0, si ottiene x³=2a³ e quindi x=a∛2 Intersecando le due parabole si ottiene un punto la cui ascissa è il lato del cubo di volume doppio del cubo assegnato. x³

...ai tempi contemporanei

Nel XIX secolo la matematica era in un periodo di grande sviluppo e sis tavano esplorando nuove tecniche e teorie. Uno degli sviluppi più significativi fù proprio quello della teoria dei polinomi e la loro risoluzione. Pierre Wantzel dimostrò nel 1837 che la duplicazione del cubo insieme alla trisezione di un angolo e la quadratura del cerchio, non è possibile con righello e compasso. Questa dimostrazione si basa sulla teoria dei numeri e dei polinomi algebrici. Wantzel mostrò che la duplicazione del cubo è equivalente alla risoluzione dell'equazione cubica x³=2, che richiede la costruzione di una radice cubica irrazionale. La sua dimostrazione si basa sul fatto che le costruzioni geometriche con righello e compasso possono essere collegate alle soluzioni di polinomi algebrici di grado fino al 2.

considerazioni finali

"l'importanza storica e culturale"

La duplicazione del cubo è significativa non solo per la sua difficoltà e per il suo status di problema irrisolvibile con gli strumenti classici, ma anche per il suo ruolo nella storia dello sviluppo della matematica e della teoria degli numeri. Questo problema dimostra le limitazioni degli strumenti geometrici antichi e ha contribuito a far avanzare la matematica verso una comprensione più profonda dei numeri e delle loro proprietà. Questo lavoro mi ha quindi affascinata, poichè tale argomento rappresenta un esempio di come problemi apparentemente semplici possano avere una complessità nascosta e come il progresso matematico possa emergere da tentativi di risolverli.