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La congiura di catilina

Ambra Monticelli

Created on September 6, 2024

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Transcript

De Catilinae coniuratione

Sallustio, capitolo 20

Ambra Monticelli

Introduzione all'opera

Il De Catilinae coniuratione è una monografia storica suddivisa in 61 capitoli scritta dallo storico latino Sallustio (40-43 a.c.). La congiura catilinaria viene vista dallo storico come uno degli argomenti più significativi della decadenza morale e sociale della classe dirigente romana, una corruzione che egli denuncia e critica severamente lungo tutta la narrazione.

Contesto Storico:La vicenda si colloca nel periodo di crisi della Repubblica romana nel I secolo a.C., segnato da forti disuguaglianze sociali e lotte interne tra aristocrazia e classi popolari. Catilina, un nobile decaduto, organizzò una congiura nel 63 a.C. Nel tentativo di sovvertire l’ordinamento repubblicano di Roma. La congiura venne scoperta dal console Cicerone, che la denunciò in Senato, portando al fallimento del piano e alla morte di Catilina.

Breve biografia

Lucio Sergio Catilina (108 a.C. - 62 a.C.) era un politico e militare romano, nato da una famiglia patrizia decaduta. Partecipò a numerose campagne militari e ricoprì vari incarichi pubblici, tra cui quello di pretore nel 68 a.C. Era conosciuto per il suo carattere ambizioso e la sua volontà di ottenere il potere a Roma, cercando di guadagnarsi il favore dei cittadini più poveri. Catilina fu coinvolto in numerose controversie durante la sua carriera politica, in particolare per la sua condotta spregiudicata e le accuse di corruzione.

Capitolo 20: il discorso esortativo

Nel capitolo 20, Sallustio riporta il discorso tenuto da Catilina per motivare i congiurati ad unirsi alla causa e prendere il controllo delle repubblica. Catilina inizia il discorso elogiando la virtù e la lealtà dei suoi seguaci, enfatizzando l’importanza della loro alleanza per il successo.Denuncia il potere concentrato nelle mani di pochi e l'oppressione delle masse, evidenziando le ingiustizie sociali e politiche. Incita i suoi seguaci a ribellarsi contro la tirannia dei potenti, offrendo la libertà, la ricchezza e la gloria come ricompense per la loro lotta.

Tema: fiducia e lealtà

  • Tra i temi principali del discorso ci sono Fiducia e lealtà come base dell'alleanza tra Catilina e i suoi seguaci. Catilina apre il suo discorso sottolineando l'importanza della virtus (coraggio, valore) e della fides (fedeltà), fondamentali per l'impresa.
  • "Ni virtus fidesque vostra spectata mihi forent, nequiquam opportuna res cecidisset; spes magna, dominatio in manibus frustra fuissent."
  • Analisi:
-Anafora: L'uso ripetuto di "neque... neque..." sottolinea che senza virtù e fedeltàl'occasione favorevole sarebbe stata inutile. -La struttura della frase è complessa, con l'uso di subordinate ipotetiche (ni virtus fidesque vostra spectata mihi forent), Sallustio mostra la consapevolezza di Catilina riguardo ai rischi dell'impresa, ma anche la sua fiducia nei compagni. -Qui Catilina sottolinea che la loro ambizione (dominazione e potere) sarebbe stata vana senza il loro supporto. Catilina si rivolge ai suoi uomini come a degli alleati fidati, lodandoli per il loro coraggio e fedeltà in precedenti situazioni. Questo appello alla fiducia è un modo per legarli emotivamente alla causa, facendo leva sulla loro lealtà personale a lui.

Tema: critica alla disuguaglianza sociale e al potere concentrato

“Nam postquam res publica in paucorum potentium ius atque dicionem concessit, semper illis reges, tetrarchae vectigales esse, populi, nationes stipendia pendere; ceteri omnes, strenui, boni, nobiles atque ignobiles, vulgus fuimus, sine gratia, sine auctoritate.” • Analisi: -Antitesi: La contrapposizione tra “nos” (i cittadini comuni) e “illis” (i potenti). Catilina evidenzia come il popolo, pur essendo numeroso e valoroso, sia sottomesso ai potenti, ponendo in contrasto l’élite con il resto della popolazione. -Polisindeto: L’uso ripetuto della congiunzione “et” tra “reges”, “tetrarchae”, “populi” e “nationes” enfatizza il numero e la varietà di coloro che sono sottomessi ai potenti. Questo accresce la sensazione di oppressione e controllo, mostrando la diffusione della tirannia dei potenti. -Catilina denuncia la crescente disuguaglianza tra un piccolo gruppo di potenti e il resto del popolo, ridotto a massa senza autorità esprimendo l’idea che, nonostante il coraggio e la nobiltà di molti cittadini, il popolo non ha né influenza né potere, così suggerendo che la situazione attuale è intrinsecamente ingiusta. Questo rafforza il suo appello alla rivolta, giustificata come una lotta per ripristinare la giustizia sociale.

Tema: libertà, azione e ricompense

  • “En illa, illa, quam saepe optastis, libertas, praeterea divitiae, decus, gloria in oculis sita sunt; fortuna omnia ea victoribus praemia posuit.”
  • Analisi:
• Ripetizione: “illa, illa” per enfatizzare la libertà tanto desiderata. La ripetizione dell’aggettivo dimostrativo rende l’idea di un obiettivo concreto e vicino, quasi visibile agli occhi dei suoi compagni. • Metafora: Fortuna è vista come una dea che ha posto le ricompense davanti ai vincitori. Questo rafforza l’idea che la vittoria non dipenda solo dalla forza degli uomini, ma anche dal destino favorevole, che li sostiene. •In questo passaggio, Catilina dipinge un futuro ideale per i suoi seguaci, incitandoli a cogliere l'opportunità e facendo leva sui loro desideri : la libertà dall’oppressione e la promessa di ricchezza e onore.

La figura di Catilina nel discorso

• Catilina si pone come il comandante della congiura, ma non in maniera autoritaria. In più punti del discorso offre ai suoi uomini una scelta: "Vel imperatore vel milite me utimini!" (Usatemi come comandante o come soldato). • Catilina enfatizza la sua condivisione delle difficoltà con i suoi seguaci: "nam idem velle atque idem nolle, ea demum firma amicitia est". Qui usa l'amicizia come strumento retorico per unire i suoi compagni nella loro missione comunestabilisce che i loro desideri e obiettivi sono gli stessi, costruendo un legame di solidarietà. • Catilina si mostra disposto a sacrificare sé stesso per la causa. La sua disponibilità a morire per la libertà, espressa attraverso "Nonne emori per virtutem prestat quam vitam miseram atque inhonestam", rafforza la sua immagine di leader eroico e disinteressato. La sua determinazione a preferire la morte all'oppressione non solo motiva i suoi seguaci, ma mostra come sia lui a incarnare pienamente il valore di cui parla.

Fonti

Fonti

Testo latino: https://la.wikisource.org/wiki/De_Catilinae_coniuratione#2

https://www.treccani.it/enciclopedia/lucio-sergio-catilina/

https://www.youtube.com/watch?v=7A6bFAe93S0

Testo italiano: https://online.scuola.zanichelli.it/candidisoles-files/testi/6393_Candidi-Soles_Sallustio_Testo-01.pdf

https://www.storicang.it/a/congiura-di-catilina-repubblica-in-pericolo_16729