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Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano Alburni di Carmine

Carmine Fricchione

Created on September 4, 2024

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Transcript

Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni

Di carmine Fricchione

iniziamo!

Indice

dove si trova

dieta mediterranea

descrizione del parco nazionale

marchio del parco

storia

patrimonio unesco

territorio

la mia esperienza nel parco

flora e fauna

Dove si trova

Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e degli Alburni è interamente compreso nella provincia di Salerno. Si estende dalla costa tirrenica, con le due aree marine protette di “Santa Maria di Castellabate” e della “Costa degli Infreschi e della Masseta“, fino ai piedi dell’Appennino campano e lucano, e comprende le cime dei monti Alburni, Gelbison, i contrafforti costieri del monte Bulgheria e del monte Stella, la vetta più alta della Campania del monte Cervati.

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Descrizione del Parco Nazionale

Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni è il secondo parco protetto più grande d’Italia ed è una terra ricca di storia e cultura: dal richiamo della ninfa Leucosia alle spiagge dove Palinuro lasciò Enea, dalle rovine delle colonie greche di Elea e Paestum alla meravigliosa Certosa di Padula.Il Parco ospita una vasta gamma di habitat naturali, che vanno dalle montagne alle coste, con una grande varietà di flora e fauna.Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni nasce nel dicembre del 1991. Nel 1995 è istituito l’Ente per la sua gestione con sede a Vallo della Lucania. Il Parco è stato riconosciuto come Riserva della Biosfera MAB (1997) e Geoparco UNESCO (2010) per l’alta concentrazione di biodiversità e per le numerose grotte naturali sia nell’entroterra che lungo la costa, formate grazie alla natura carsica del terreno. In particolare, lungo la costa, si trova una formazione geologica chiamata “Flysch del Cilento”, caratterizzata da rocce sedimentarie con una stratificazione unica che a volte assume forme e colori particolari.

Flysch del Cilento

La storia

La natura carsica delle terre e delle grotte cilentane hanno favorito la presenza dell'uomo: i segni più antichi della sua presenza risalgono al Paleolitico, continuano con il Neolitico fino all'Età dei Metalli. La presenza dell'uomo primitivo è testimoniata dalla presenza di reperti ritrovati nelle grotte costiere tra Palinuro e Scario, nelle Grotte di Castelcivita, nella zona del Vallo di Diano e precisamente nelle Grotte di Pertosa e Auletta. Lo sviluppo del territorio avvenne nell'Età del Bronzo. Successivamente i primi Greci approdarono sulle coste del Cilento intorno al XVII secolo a.C. e più tardi, alla fine del VII-VI secolo a.C. nacquero le città coloniali di Pixunte (Bussento), Molpa (Capo Palinuro) e Poseidonia (la romana Paestum). Dal IV secolo a.c. Lucani, Romani e Cristiani d'oriente, attraverso traffici ed alleanze, conflitti e guerre, trasformarono il Cilento in un territorio ricco di popoli e culture. Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, intorno al VI secolo d.C., iniziò anche per il Cilento il lungo periodo delle dominazioni barbariche dei Visigoti, dei Longobardi e dei Saraceni. Nel 1076 il territorio fu conquistato dai Normanni e succesivamente si susseguirono le rivolte dei Sanseverino, degli Svevi e degli Angioini fino alla nascita del Brigantaggio.

Grotta Palinuro

Territorio

L'area naturale protetta del Parco è di circa 36.000 ettari, interamente compresa nella provincia di Salerno. Successivamente è stata estesa fino a portare la sua superficie a 181.040 ettari, compresa tra la piana del Sele a nord, la Basilicata a est e a sud ed il mar Tirreno a ovest. Il parco comprende 8 comunità montane e 80 Comuni. Il territorio è montuoso e povero di zone pianeggianti presenti soprattutto in corrispondenza dei fiumi principali: l'Alento sulla costa e il Tanagro nel Vallo di Diano. Fiumi minori sono il Mingardo, il Bussento e il Calore, affluente nel fiume Sele. Le cime più importanti sono: Cervati, Alburni, Gelbison, Motola, Monte Centaurino, Cocuzzo, Bulgheria e Monte Stella. La costa è bassa e sabbiosa dal Sele ad Agropoli, da Casal Velino ad Ascea.

Piana del Sele

Flora e Fauna

FLORA Il Parco può essere diviso in tre grandi aree: il complesso del Gelbison-Cervati, i Monti Alburni e il Cilento costiero. Ognuna di queste è caratterizzata da numerose specie botaniche come la Primula di Palinuro, il pino d'Aleppo nel territorio costiero e le ampie faggete del complesso Gelbison-Cervati. Sulle coste troviamo anche i Gigli marini, le Statici salernitane, i Garofani delle rupi, le Campanule napoletane, le Ginestre del Cilento, i Ginepri rossi o fenici moltissimi uliveti. Per quanto riguarda l'entroterra troviamo Querce, Aceri, Tigli, Olmi, Frassini, Castagni, il raro Acero del Lobel, Betulle e Orchidee tra cui la particolare Orchidea a Farfalla. Infine dobbiamo sapere che non tutte le piante sono indigene poichè possiamo trovare piante di fichi d'India.

FAUNA La fauna del Parco è diversa in ogni ambiente del suo territorio: sulle vette possiamo trovare l'Aquila Reale, il Falco Pellegrino, il Corvo Imperiale, la Lepre Italica (preda dei rapaci) e soprattutto i Lupi; inoltre sono presenti Volpi, Lucertole Muraiole, Luscengole, Picchi neri e Picchi muratori, Ghiri, Quercini, Topi selvatici e Topi dal collo giallo, Gatti selvatici e Coleotteri Rosalia alpina. I corsi d'acqua, invece, sono ricchi di Lontre, Salamandre e Salamandre dagli occhiali, Trote, Merli acquaioli, Rana italica e Rana dalmatina, l'Ululone, il Rospo, il Biancone, la Lucertola campestre, il Ramarro, la Vipera e la Natrice.

Dieta Mediterranea

Il termine “Dieta Mediterranea” è stato coniato dagli scienziati Ancel e Margaret Keys negli anni Settanta, dopo aver studiato gli stili di vita nel Cilento dal 1944. Le loro ricerche sulle malattie cardiovascolari hanno rivelato che le abitudini alimentari del Meridione italiano spiegavano la longevità della popolazione. Il 16 novembre 2010 a Nairobi in Kenya il Comitato Intergovernativo della Convenzione Unesco sul Patrimonio Culturale Immateriale approva l’iscrizione della Dieta Mediterranea nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale, riconoscendo con questa definizione le pratiche tradizionali, le conoscenze e le abilità che sono passate di generazione in generazione nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni e in molti paesi mediterranei. Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni, con la sua lunga tradizione culinaria e le sue splendide terre, è stato e continua ad essere un luogo di grande importanza per la Dieta Mediterranea e la sua diffusione in tutto il mondo.

Marchio del Parco

Il 26 aprile 2017 è stato concesso l’uso del Marchio del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni che contribuisce a salvaguardare il patrimonio tradizionale, le produzioni tipiche e l’artigianato locale.

Patrimonio UNESCO

Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni è il secondo parco protetto più grande d’Italia ed è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO nel 1998 per la sua eccezionale bellezza naturale e culturale Questo angolo di terra della Campania è un’area di grande valore storico, artistico e archeologico, che comprende i siti UNESCO dei Templi di Paestum, del Parco archeologico di Elea-Velia, della Certosa di San Lorenzo a Padula, oltre a numerose città e borghi medievali e siti culturali di grande valore come il Battistero paleocristiano di San Giovanni in Fonte, eretto nel IV secolo d.C. . Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni rappresenta un territorio unico al mondo, con un patrimonio naturale e culturale di inestimabile valore sottolineato dalla sua inclusione nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO, dei Geoparchi e delle Riserve della Biosfera.

Certosa di San Lorenzo a Padula

Templi di Paestum

Battistero paleocristiano di San Giovanni in Fonte

Parco archeologico Elea-Velia

La mia esperienza nel Parco

Quest'anno ho trscorso gran parte della mia vacanza nella provincia di Salerno, precisamente a Teggiano. Molte mattine sono andato con mio zio sulla montagna del Corticato, vicino il monte Farinola, poichè lì ha una madria di cavalli (circa una ventina). Questo Parco mi piace molto perchè offre un panorama stupendo: in alcuni punti, infatti, è possibile osservare contemporaneamente le montagne e il Mar Tirreno; un altro motivo per cui mi piace è perchè la montagna offre la possibilità di fare trekking: quando sarò più grande mi piacerebbe praticarlo. Un'altra caratteristica che mi piace osservare è la vegetazione che cresce spontaneamente: spesso io, mio zio e mio cugino raccogliamo fiori, origano selvatico, funghi e more selvatiche; inoltre penso che la cosa che mi piace di più in questo Parco siano gli animali liberi tra cui cervi, mucche, cinghiali e cavalli: a questi ultimi ho dato anche da mangiare dei pezzi di pane e delle mele che mio zio porta sempre con sé nella sua Jeep. Durante queste ultime vacanze ho aiutato mio zio e mio cugino a caricare e scaricare la legna e a radunare i cavalli nella stalla o nelle recinzioni. Sicuramente l'immagine più bella è al tramonto perchè i colori del cielo e della natura si fondono ed io ho la possibilità di fotografarli ed ammirarli.

Tramonti

Foto personali

Fotografie

Vegetazione

Panorama

Cavalli

Templi di Paestum
Orchidea a Farfalla del Cilento
Gatto selvatico del Cilento
Lupo del Cilento
Parco archeologico Elea-Velia
Battistero paleocristiano di San Giovanni in Fonte

Piana del Sele

Primula di Palinuro
Certosa di San Lorenzo a Padula