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3 mayo- Goya

Sara Venturelli

Created on September 1, 2024

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Transcript

Il 3 maggio 1808

Presentazione di Sara Venturelli

INDICE

Linguaggio dei corpi

Tecnicismi

Contesto storico

Simbologia

Scena

Stile

L'eredità del Goya

Opera

Opera

Sitografia

Tecnicismi

Titolo:Il 3 maggio 1808Artista: Francisco Goya Datazione: 1814 Misure: 266x347 cm Realizzazione: olio su tela Committente: Ferdinando VII Ubicazione: Museo del Prado- Madrid

Informazioni

cONTESTO STORICO

Durante il regno di Carlo IV il potere in Spagna era assai debole. Ciò fornì a Napoleone, allora già imperatore francese, il pretesto perfetto per offrire agli ispanici un accordo volto alla conquista del Portogallo. Il ministro Godoy accettò di alleari con la Francia, ignorando le mire al trono di Ferdinando VII, allora coreggente. Nel novembre del 1807 la Francia invase la Spagna e Giuseppe Bonaparte salì al trono. Il popolo di Madrid diede vita alla rivolta, durante la quale si scontrò con il generale Murat; era il 2 maggio 1808. I francesi reagirono prontamente, prima dell'alba del 3 maggio 1808 radunarono i rivoltosi e li fucilarono .

Watch

La scena

L'opera racconta dello scontro tra i rivoltosi ispanici e il plotone d'esecuzione. Tale scontro è enfatizzato dalla ristrettezza degli spazi e dal posizionamento contrastante dei corpi. L'artista, inoltre, non cerca di mitigare la brutalità della scena e, tramite le pennellate tutt'altro che piacevoli e i colori tetri e fangosi interrotti dai fasci di luce bianca, immortala una notte terribile di violenza.

La figura centrale è proprio quella del fucilato.Il suo sguardo, fisso sui carnefici, è carico di rassegnazione e spavento. Tiene le mani alzate e sembra fornire un momentaneo riparo ad altri uomini mentre, ai suoi piedi, si allunga una scia di sangue che porta ad un cumulo di corpi riversi a terra. L'importanza di questa figura però è data dal bianco della camicia che fornisce un punto di luce centrale, il quale attira lo sguardo. L'altro punto luce è la lanterna quadrata, il cui posizionamento pone in ombra i carnefici illumimnando invece le vittime.

In primo piano possiamo notare quattro fucilieri ma, proseguendo oltre la scena principale si può notare che l'esecuzione prosegue quasi circolarmente attorno alla collina alle spalle del fucilato. I soldati, vestiti di colori scuri, con il colbacco e la sacca sulle spalle, hanno le baionette tese pronte a sparare. Diventa però inportante la scelta di non raffigurare assolutamente i volti dei carnefici che diventano in questo modo inumani, una "macchina di distruzione".

IL LINGUAGGIO DEI CORPI

IL RIGORE

L'irregolarità

Tutti i corpi degli iberici sono ammucchiati, rannicchiati, contorti e spesso anche in parte nascosti, proprio a indicare la paura, la voglia di fuggire e l'agitazione dato dalla minaccia a cui sono sottoposti.

I corpi dei soldati sono ordinati, allineati e dritti, a simboleggiare invece il loro ruolo e la tensione dei muscoli in vista dello sparo.

VS

Simbologia

RABBIA E ODIO

VERGOGNA

RESA

STILE E TRADIZIONE

Sono numerosi i dettagli che apparentemente rimandano alla tradizione pur assumendo significati differenti.

La scena rimanda alla tradizione cristiana del martirio, perdendo però la funzione catartica attribuitagli dalla fede.

La lanterna è un tòpos dell'arte barocca che viene inserito nonostante non simboleggi la presenza di Dio.

Il fucilato rimanda alla tradizione cristiana della crocifissione senza però comprendere il discorso di salvezza e vita dopo la morte.

L'EREDITà DEL gOYA

L'opera, maestosa e affascinante, tornò a rivivere grazie a numerosi artisti che la presero a modello per l'arte successiva. Tra questi ricordiamo Picasso.

Massacro in Corea- Picasso; Musèe Nacional Picasso di Parigi

Guernica- Picasso; Museo Reina Sofia- Madrid

Sitografia

https://it.wikipedia.org/wiki/Il_3_maggio_1808 https://www.museodelprado.es/coleccion/obra-de-arte/el-3-de-mayo-en-madrid-o-los-fusilamientos/5e177409-2993-4240-97fb-847a02c6496c

Fine

STORIA DEL DIPINTO

Probabilmente a causa delle imposizioni di Ferdinando VII, il dipinto fu a lungo tenuto nascosto al pubblico. Tra il 1845 e il 1858 l'assenza dell'opera fu notata e nel 1867, grazie al lavoro di uno storiografo del Goya, iniziò a manifestarsi il malcontento riguardo a questa decisione. Fu però solo nel 1872 che fu esposto nelle gallerie del Prado che, nel 2009, lo inserì nella lista delle 14 opere più importanti.