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Copia - Storia dell'IRC

Luciano Pace

Created on August 19, 2024

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Transcript

Storia dell'IRC

Introduzione

Introduzione

La storia dell’IRC si collega ad alcune questioni di fondamentale importanza inerenti al rapporto tra lo Stato e la Chiesa cattolica. Infatti, così come lo si conosce e lo si vive ai nostri giorni, l’IRC dipende dagli accordi che furono stipulati fra il Regno d’Italia (nel periodo del fascismo) e la Santa Sede (cioè lo Stato Vaticano). Questi accordi sono chiamati “Patti Lateranensi” o “Concordato”.

Introduzione

Il Concordato venne firmato nel Palazzo di San Giovanni in Laterano l’11 febbraio 1929 dal cardinale segretario di Stato Pietro Gasparri e dal capo del governo, nonché duce, Benito Mussolini. Questi accordi riguardavano vari aspetti dei rapporti fra Chiesa e Stato e stabilivano l’obbligatorietà dell’IRC come materia vera e propria. Prima di questi accordi, l’IRC non era impartito in specifiche ore dedicate alla religione, ma faceva comunque parte del programma educativo delle scuole del Regno d’Italia.

1. Catechismo a scuola

1859-1870

Legge Casati 1859

L'insegnamento religioso a scuola

La Legge n. 3725 del 13 novembre 1859, detta “Legge Casati”, prevedeva l’insegnamento religioso a scuola. Era una materia obbligatoria per tutti ed era impartita da un maestro unico per i primi due anni delle elementari. L’anno seguente venne estesa anche alle scuole magistrali, cioè quelle deputate a formare i maestri di scuola elementare (R.D. n. 4151 del 24 giugno 1860).

Pregare a scuola

Può un insegnante insegnare a pregare?

Le indicazioni relative ai Programmi dell’insegnamento del 15 settembre 1860 specificavano un aspetto interessante: il maestro doveva impartire “Lezioni di catechismo” e insegnare a pregare ai suoi alunni. Può darsi che questa indicazione risulti a molti anacronistica, cioè fuori tempo. Eppure, le Indicazioni per il Curricolo delle scuole del Primo Ciclo d’Istruzione del 2012 affermano che nell’insegnamento scolastico: «Lo studente è posto al centro dell’azione educativa in tutti i suoi aspetti: cognitivi, affettivi, relazionali, corporei, estetici, etici, spirituali, religiosi».

Istruire anche religiosamente

Ci si potrebbe domandare come sia possibile oggi educare uno studente eticamente, spiritualmente e religiosamente a scuola senza farlo pregare. Nel periodo precedente l’Unità d’Italia questo fu attuato nelle università statali vietando insegnamenti contrari a principi di ordine religioso. Nei ginnasi e nei licei, inoltre, venne confermata la figura del “direttore spirituale”, introdotta dalla Legge Casati. Infine, la materia “Catechismo e storia sacra” era la prima materia sulla quale venivano interrogati agli esami coloro che intendevano diventare maestri delle scuole elementari.

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2. L'Irc espulso da scuola

1870-1923

Antefatti

Dopo la breccia di Porta Pia (1871) la situazione dell’IRC cambiò radicalmente. Era il periodo storico del rifiuto da parte di papa Pio IX della Legge delle guarentigie e del suo non expedit (non conviene) del 1874, atto con cui il papa proibiva ad ogni fedele cattolico la partecipazione alla vita politica italiana. In un clima politico di contrasto fra il Regno d’Italia e la Santa Sede, il ministro Michele Coppino (1822-1901) varò la legge sull’obbligo scolastico fino alla classe terza elementare (Legge n. 3961 del 15 luglio 1877). Questa Legge modificherà l'insegnamento religioso.

Istruire cittadini, non religiosi

La Legge Coppino prevedeva che l’insegnamento religioso fosse sostituito con le “Nozioni dei doveri dell’uomo e del cittadino”. Nei ginnasi e nei licei, inoltre, venne abolita la figura del direttore spirituale. Qualche anno prima, il 26 gennaio 1873, con la Legge Scialoja-Correnti furono abolite tutte le facoltà di Teologia presso le università pubbliche italiane. La definitiva espulsione dell’insegnamento religioso dalla scuola del Regno giunse nel 1905, quando vennero varati i programmi di insegnamento dal politico-filosofo Francesco Orestano (1873-1945).

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Catechesi fuori aula

La nuova forma di istruzione parrocchiale

Parallelamente alla completa uscita di scena dell’insegnamento religioso dalla scuola, nelle parrocchie sorgono forme di catechismo impartite scolasticamente. Questa modalità di fare catechesi, con tanto di testi scolastici e catechisti preparati a dovere, fu promossa a partire dal 1912 in particolare da due sacerdoti, il bresciano don Lorenzo Pavanelli e il cremonese Luigi Vigna. La catechesi poteva avvalersi del "Catechismo della dottrina cristiana" ideato e diffuso da san Pio X nel 1912. Il Catechismo riportava le nozioni fondamentali della fede cattolica attraverso 433 domande precise e altrettante risposte concise, che potevano facilmente essere imparate a memoria dai fedeli.

3. L'Irc torna a scuola

1923-1984

Antefatti

Dopo la morte di Pio IX nel 1903, il successore papa Pio X non revocò il non expedit, ma permise che alcuni cattolici, coordinati da Vincenzo Ottorino Gentiloni (1865-1916), potessero impegnarsi nella vita politica del Regno d'Italia. In questo modo si giunse al cosiddetto “Patto Gentiloni”, un accordo politico informale nel quale si stabiliva che un certo numero di cattolici potessero ricevere dei seggi in Parlamento: nelle elezioni del 1913 gli aderenti al patto ottennero 228 seggi.

Riforma Gentile 1923

L'insegnamento obbligatorio del cattolicesimo

In questo ritrovato clima di dialogo fra il Regno d’Italia e la Santa Sede e dopo la tragedia della “Grande Guerra”, nel 1923 il ministro dell’istruzione Giovanni Gentile (1875-1944) rese nuovamente obbligatorio l’insegnamento del cattolicesimo nelle scuole elementari (R.D n. 2185 del 1 ottobre). Su questa scia si giunse alla stipula nel 1929 dei Patti Lateranensi, che ponevano fine (almeno formalmente) alle discordie istituzionali far Stato e Chiesa.

Insegnare la dottrina cristiana

L'Insegnamento della dottrina cristiana era ben delineato: è fondamento e coronamento dell’istruzione pubblica italiana; è obbligatorio, anche se è possibile chiedere di astenersene; è esteso anche alla scuola media e non più solo alle elementari. Inoltre, è impartito da insegnanti approvati dall’autorità ecclesiastica, attraverso il rilascio da parte del vescovo di un certificato di idoneità. Gli insegnanti di dottrina cristiana devono impartire questo insegnamento secondo programmi scolastici stabiliti di comune accordo fra la Santa Sede e lo Stato. Infine, gli studenti devono essere forniti di libri di testo approvati dall’autorità ecclesiastica.

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Antefatti

I Patti Lateranensi, e con essi l’IRC, vennero recepiti all’interno dell’articolo 7 della Costituzione Italiana (1948). Una simile impostazione condusse di fatto l’IRC a riproporsi come una specie di catechesi all’interno della scuola, come all’inizio della sua storia. Una tale circostanza avviò un acceso dibattito durante gli anni ’70 e ’80 del secolo scorso. La questione dibattuta era la seguente: è ancora opportuno tenere a scuola l’insegnamento della dottrina cristiana obbligatorio o conviene renderlo facoltativo? A questo dibattito fece seguito la revisione dei Patti Lateranensi avvenuta nel 1984.

Revisione dei Patti

L'IRC nella sua forma attuale

Il 18 febbraio 1984 presso Villa Madama a Roma venne firmato l’Accordo di revisione dei Patti Lateranensi dall’allora presidente del Consiglio dei Ministri Bettino Craxi e dal cardinale Segretario di Stato vaticano Agostino Casaroli. Questa revisione riguardò in modo particolare l’IRC.In questa revisione si afferma che l’IRC è assicurato dalla Repubblica Italiana. Essa riconosce valore alla cultura religiosa e tiene conto del fatto che i principi del cattolicesimo sono parte del patrimonio storico italiano. Perciò, l’IRC è inserito nel quadro delle finalità della scuola: è curricolare ma a scelta: gli aventi diritto (genitori e studenti) possono decidere di avvalersene o meno. All’atto dell’iscrizione ad una scuola l’IRC può essere scelto, senza che questo comporti alcuna forma di discriminazione.

Conclusione

Conclusione

Per l’attuazione di ciò che riguarda l'IRC, lo Stato e la Santa Sede hanno stabilito di redigere delle Intese fra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e la Conferenza Episcopale Italiana (CEI). L’ultima di queste “Intese” è stata siglata nel Decreto del Presidente della Repubblica 175 del 2012: per la prima volta nella storia dell’IRC, viene stabilito che dal 1 settembre 2017 tutti coloro che insegnano Religione Cattolica nelle scuole pubbliche di ogni ordine e grado non universitarie, oltre ad essere riconosciuti idonei dal vescovo, devono possedere titoli di qualificazione professionale adeguati.

Ritorno al presente

Spunto di attualità

Una maestra viene sospesa dall'insegnamento per circa un mese e le viene decurtato lo stipendio perchè ha insegnato a pregare ai suoi alunni.Leggi la notizia e approfondisci la vicenda cliccando sul link a fondo pagina. Poi rifletti e discuti in classe:

  • ritieni giusto il porovvedimento adottato?
  • Per quali ragioni?
  • Che cosa pensi dell'atto della preghiera a scuola?

Leggi l'articolo da "Il Sole 24 ore"