I dogmi mariani
Introduzione
Introduzione
Al mistero fondamentale di fede nell’Incarnazione, Passione, Morte e Resurrezione di Gesù Cristo sono collegati anche quattro “dogmi mariani”, cioè verità di fede sulla vita di Maria, sua madre. La Chiesa propone questi dogmi non perché consideri Maria una specie di divinità femminile. Piuttosto, ciascun dogma mariano riafferma il mistero della divinità di Gesù nella vita di Maria.
Maria Immacolata
Nata senza Peccato Originale
Senza macchia
Fin dal suo concepimento nel grembo materno
L'Immacolata Concezione di Maria è la dottrina della Chiesa cattolica secondo la quale Maria, madre di Gesù, è stata preservata immune dal Peccato Originale fin dal suo concepimento. Questa credenza è stata definita come dogma di fede da papa Pio IX l'8 dicembre 1854 con la bolla Ineffabilis Deus (“Dio ineffabile”).
Un'antica tradizione di fede
La storia di questo dogma è collegata ad una tradizione cristiana già presente nel II secolo. La Chiesa, infatti, a motivo della fede in Gesù come Figlio di Dio, ha considerato Maria santa in modo speciale e priva di peccato. Tuttavia, il dogma non trova una chiara ed esplicita espressione nella Bibbia. Il suo fondamento sta in un ragionamento teologico, presentato in varie forme da alcuni Padri della Chiesa: siccome avrebbe dovuto portare in grembo il Figlio di Dio incarnato, Maria doveva esser priva fin dal suo concepimento del peccato originale.
+INFO
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La disputadella Sorbona
Le ragioni dei Francescani e dei Domenicani
Da una parte alcuni consideravano Maria Immacolata dal concepimento (in particolar modo i Francescani); invece, i Domenicani la consideravano concepita col peccato originale, ma poi redenta e purificata in seguito. La più nota e famosa di queste dispute si svolse all’Università Sorbona di Parigi agli inizi del 1307: il francescano Giovanni di Duns, detto Duns Scoto (1266-1308) difese pubblicamente il dogma dell’Immacolata concezione di Maria dalle obiezioni del suo avversario domenicano.
L’assenza di espliciti riferimenti alle Scritture, su questa verità di fede, è stata all'origine di vivaci dibattiti tra due schiere di teologi, dal Medioevo fino alla proclamazione definitiva del dogma.
La verginità di Maria
E la sua maternità miracolosa
Gesù concepito dallo Spirito Santo
La dottrina di fede della Verginità di Maria concerne il fatto che Maria avrebbe concepito Gesù, il Figlio di Dio, "per opera dello Spirito Santo", cioè senza alcun intervento maschile. Nel Concilio di Costantinopoli del 553 i padri conciliari affermarono la Verginità perpetua di Maria, cioè il fatto che lei fosse vergine “prima, durante e dopo il parto”.
Figlio di Dio incarnato
Gesù: vero uomo, eccetto che nel peccato
Dal punto di vita teologico, questa formula vuole indicare che l’umanità di Gesù, pur essendo vera umanità, in quanto egli fu concepito nell’utero di Maria, non portava con sé il peccato di Adamo trasmesso dal seme umano. Egli fu simile ad ogni uomo in tutto, eccetto nel peccato. L’assenza del Peccato Originale in Gesù viene teologicamente sostenuta dalla fede nella Verginità di Maria, la quale non perse mai la sua purezza di donna a motivo dell’unione d’amore con un uomo. Per questa ragione, la fede cattolica considera i "fratelli di Gesù", cui si fa riferimento nei Vangeli, non come figli di Maria, ma come suoi cugini o parenti. Per la tradizione ortodossa, invece, essi avrebbero potuto essere fratellastri di Gesù, cioè figli di un precedente matrimonio di Giuseppe.
Maria, Madre di Dio
Le due nature di Gesù
Un dogma cristologico
Il titolo di “Madre di Dio” (in greco Theotòkos) è stato attribuito solennemente a Maria durante il Concilio di Efeso nel 431 e fa seguito all’elaborazione di un dogma cristologico, cioè riferito alla persona di Gesù.Infatti, il Concilio stabilì che Gesù Cristo, pur essendo contemporaneamente vero Dio e vero uomo (come chiarito al Concilio di Nicea del 325 d.C.), è un'unica persona. Questo implica che le sue due nature, la divina e l’umana, siano inseparabili. Se è così, in virtù dell'unicità della pesona di Gesù, è legittimo attribuire a Maria non solo il titolo “Madre di Cristo” ma anche quello di "Madre di Dio".
Non come Nestorio
Maria non può essere nominata solo "Madre di Cristo".
Questo titolo fu confermato a Maria anche per opporsi alla tesi dell’arcivescovo di Costantinopoli Nestorio (381-451): a suo parere in Gesù sarebbero presenti due nature (quella umana e divina) che non si uniscono nella sua persona, ma restano separate. Il Verbo di Dio avrebbe “abitato” solo la natura umana di Gesù, ma non si sarebbe pienamente unito ad essa. Di conseguenza, Maria avrebbe dovuto essere chiamata soltanto Christotokòs, cioè “Madre di Cristo”, in quanto impossibilitata a generare la natura divina di Gesù, la quale dipende solo da Dio.
Maria Assunta
La "resurrezione" della Madre di Dio
Una morte diversa da ogni altra
L'Assunzione di Maria è il dogma della Chiesa cattolica secondo cui Maria non ha sperimentato la morte allo stesso modo di ogni altra persona umana. Giunto il termine della sua vita terrena, la Madre di Dio è stata assunta immediatamente (o, secondo le Chiese d’Oriente, dopo la “dormizione” della sua salma nella tomba per qualche giorno) alla gloria della vita eterna in anima e corpo.
Una grazia speciale
Alla Madre di Dio, Vergine e Immacolata
Secondo la teologia cattolica, Maria fu preservata dalla morte naturale. Questa grazia speciale donatale è conseguenza della sua Immacolata concezione: poiché Maria è stata concepita senza Peccato Originale, il suo corpo è stato preservato da quella temporanea corruzione che, dopo la morte, subiscono tutti gli altri corpi mortali, fino a quando risorgeranno gloriosi alla fine dei tempi simili a Maria.
Quattro dogmi per una fede
La proclamazione solenne di Pio XII sull'Assunzione di Maria
Nella storia della teologia, il dogma dell'Assunzione è attestato in alcuni racconti dei Padri della Chiesa fin dal IV secolo. Fu solennemente proclamato da Papa Pio XII con la costituzione dogmatica Munificentissimus Deus (“Dio generosissimo”) dell’1 novembre 1950.
Queste le parole solenni con cui il papa ha indicato questo dogma: «È dogma divinamente rivelato che Maria, Madre di Dio, Immacolata e sempre Vergine, dopo il termine del corso terreno della sua vita, è stata assunta in corpo e anima nella gloria celeste». Come si può notare, in queste parole sono racchiusi tutti e quattro i dogmi mariani qui presentati. Ciascuno di essi, applicato a Maria, specifica in che senso Gesù Cristo, suo figlio, è creduto come Figlio di Dio.
Conclusione
Conclusione
La devozione a Maria Madre di Dio, Vergine, Immacolata ed Assunta in Cielo propria del cristianesimo cattolico è espressione della fede nei Misteri che riguardano suo Figlio Gesù Cristo. Invertendo il classico proverbio, in questo caso si potrebbe dire: "Tale Figlio, Tale Madre". Nelle parole di Papa Benedetto XVI, «Maria è la creatura che in modo unico ha spalancato la porta al suo Creatore, si è messa nelle sue mani, senza limiti. Ella vive interamente della e nella relazione con il Signore». Solo in relazione a Cristo, quindi, si dischiude il senso teologico dei Misteri mariani.
I dogmi mariani
Luciano Pace
Created on August 14, 2024
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I dogmi mariani
Introduzione
Introduzione
Al mistero fondamentale di fede nell’Incarnazione, Passione, Morte e Resurrezione di Gesù Cristo sono collegati anche quattro “dogmi mariani”, cioè verità di fede sulla vita di Maria, sua madre. La Chiesa propone questi dogmi non perché consideri Maria una specie di divinità femminile. Piuttosto, ciascun dogma mariano riafferma il mistero della divinità di Gesù nella vita di Maria.
Maria Immacolata
Nata senza Peccato Originale
Senza macchia
Fin dal suo concepimento nel grembo materno
L'Immacolata Concezione di Maria è la dottrina della Chiesa cattolica secondo la quale Maria, madre di Gesù, è stata preservata immune dal Peccato Originale fin dal suo concepimento. Questa credenza è stata definita come dogma di fede da papa Pio IX l'8 dicembre 1854 con la bolla Ineffabilis Deus (“Dio ineffabile”).
Un'antica tradizione di fede
La storia di questo dogma è collegata ad una tradizione cristiana già presente nel II secolo. La Chiesa, infatti, a motivo della fede in Gesù come Figlio di Dio, ha considerato Maria santa in modo speciale e priva di peccato. Tuttavia, il dogma non trova una chiara ed esplicita espressione nella Bibbia. Il suo fondamento sta in un ragionamento teologico, presentato in varie forme da alcuni Padri della Chiesa: siccome avrebbe dovuto portare in grembo il Figlio di Dio incarnato, Maria doveva esser priva fin dal suo concepimento del peccato originale.
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La disputadella Sorbona
Le ragioni dei Francescani e dei Domenicani
Da una parte alcuni consideravano Maria Immacolata dal concepimento (in particolar modo i Francescani); invece, i Domenicani la consideravano concepita col peccato originale, ma poi redenta e purificata in seguito. La più nota e famosa di queste dispute si svolse all’Università Sorbona di Parigi agli inizi del 1307: il francescano Giovanni di Duns, detto Duns Scoto (1266-1308) difese pubblicamente il dogma dell’Immacolata concezione di Maria dalle obiezioni del suo avversario domenicano.
L’assenza di espliciti riferimenti alle Scritture, su questa verità di fede, è stata all'origine di vivaci dibattiti tra due schiere di teologi, dal Medioevo fino alla proclamazione definitiva del dogma.
La verginità di Maria
E la sua maternità miracolosa
Gesù concepito dallo Spirito Santo
La dottrina di fede della Verginità di Maria concerne il fatto che Maria avrebbe concepito Gesù, il Figlio di Dio, "per opera dello Spirito Santo", cioè senza alcun intervento maschile. Nel Concilio di Costantinopoli del 553 i padri conciliari affermarono la Verginità perpetua di Maria, cioè il fatto che lei fosse vergine “prima, durante e dopo il parto”.
Figlio di Dio incarnato
Gesù: vero uomo, eccetto che nel peccato
Dal punto di vita teologico, questa formula vuole indicare che l’umanità di Gesù, pur essendo vera umanità, in quanto egli fu concepito nell’utero di Maria, non portava con sé il peccato di Adamo trasmesso dal seme umano. Egli fu simile ad ogni uomo in tutto, eccetto nel peccato. L’assenza del Peccato Originale in Gesù viene teologicamente sostenuta dalla fede nella Verginità di Maria, la quale non perse mai la sua purezza di donna a motivo dell’unione d’amore con un uomo. Per questa ragione, la fede cattolica considera i "fratelli di Gesù", cui si fa riferimento nei Vangeli, non come figli di Maria, ma come suoi cugini o parenti. Per la tradizione ortodossa, invece, essi avrebbero potuto essere fratellastri di Gesù, cioè figli di un precedente matrimonio di Giuseppe.
Maria, Madre di Dio
Le due nature di Gesù
Un dogma cristologico
Il titolo di “Madre di Dio” (in greco Theotòkos) è stato attribuito solennemente a Maria durante il Concilio di Efeso nel 431 e fa seguito all’elaborazione di un dogma cristologico, cioè riferito alla persona di Gesù.Infatti, il Concilio stabilì che Gesù Cristo, pur essendo contemporaneamente vero Dio e vero uomo (come chiarito al Concilio di Nicea del 325 d.C.), è un'unica persona. Questo implica che le sue due nature, la divina e l’umana, siano inseparabili. Se è così, in virtù dell'unicità della pesona di Gesù, è legittimo attribuire a Maria non solo il titolo “Madre di Cristo” ma anche quello di "Madre di Dio".
Non come Nestorio
Maria non può essere nominata solo "Madre di Cristo".
Questo titolo fu confermato a Maria anche per opporsi alla tesi dell’arcivescovo di Costantinopoli Nestorio (381-451): a suo parere in Gesù sarebbero presenti due nature (quella umana e divina) che non si uniscono nella sua persona, ma restano separate. Il Verbo di Dio avrebbe “abitato” solo la natura umana di Gesù, ma non si sarebbe pienamente unito ad essa. Di conseguenza, Maria avrebbe dovuto essere chiamata soltanto Christotokòs, cioè “Madre di Cristo”, in quanto impossibilitata a generare la natura divina di Gesù, la quale dipende solo da Dio.
Maria Assunta
La "resurrezione" della Madre di Dio
Una morte diversa da ogni altra
L'Assunzione di Maria è il dogma della Chiesa cattolica secondo cui Maria non ha sperimentato la morte allo stesso modo di ogni altra persona umana. Giunto il termine della sua vita terrena, la Madre di Dio è stata assunta immediatamente (o, secondo le Chiese d’Oriente, dopo la “dormizione” della sua salma nella tomba per qualche giorno) alla gloria della vita eterna in anima e corpo.
Una grazia speciale
Alla Madre di Dio, Vergine e Immacolata
Secondo la teologia cattolica, Maria fu preservata dalla morte naturale. Questa grazia speciale donatale è conseguenza della sua Immacolata concezione: poiché Maria è stata concepita senza Peccato Originale, il suo corpo è stato preservato da quella temporanea corruzione che, dopo la morte, subiscono tutti gli altri corpi mortali, fino a quando risorgeranno gloriosi alla fine dei tempi simili a Maria.
Quattro dogmi per una fede
La proclamazione solenne di Pio XII sull'Assunzione di Maria
Nella storia della teologia, il dogma dell'Assunzione è attestato in alcuni racconti dei Padri della Chiesa fin dal IV secolo. Fu solennemente proclamato da Papa Pio XII con la costituzione dogmatica Munificentissimus Deus (“Dio generosissimo”) dell’1 novembre 1950.
Queste le parole solenni con cui il papa ha indicato questo dogma: «È dogma divinamente rivelato che Maria, Madre di Dio, Immacolata e sempre Vergine, dopo il termine del corso terreno della sua vita, è stata assunta in corpo e anima nella gloria celeste». Come si può notare, in queste parole sono racchiusi tutti e quattro i dogmi mariani qui presentati. Ciascuno di essi, applicato a Maria, specifica in che senso Gesù Cristo, suo figlio, è creduto come Figlio di Dio.
Conclusione
Conclusione
La devozione a Maria Madre di Dio, Vergine, Immacolata ed Assunta in Cielo propria del cristianesimo cattolico è espressione della fede nei Misteri che riguardano suo Figlio Gesù Cristo. Invertendo il classico proverbio, in questo caso si potrebbe dire: "Tale Figlio, Tale Madre". Nelle parole di Papa Benedetto XVI, «Maria è la creatura che in modo unico ha spalancato la porta al suo Creatore, si è messa nelle sue mani, senza limiti. Ella vive interamente della e nella relazione con il Signore». Solo in relazione a Cristo, quindi, si dischiude il senso teologico dei Misteri mariani.