Ugo Foscolo
Le ultime lettere di Jacopo Ortis
Prof.ssa Giulia Galbiati
Caratteristiche dell'opera
- Romanzo epistolare (costituito da lettere)
- La trama contiene numerosi spunti autobiografici della vita di Foscolo.
- Il protagonista, Jacopo Ortis, è un giovane patriota veneziano che sostiene Napoleone nella liberazione di Venezia. Ortis scrive delle lettere ricche di sentimento e patriottismo all'amico Lorenzo Alderani, raccontandogli le sue vicende personali sullo sfondo delle grandi vicende storiche del periodo. Nella finzione letteraria Alderani raccoglie le lettere e le pubblica per rendere giustizia all'amico. Il lettore, quindi, conosce la storia direttamente dalla voce del protagonista, autore delle lettere.
Trama All'inizio dell'opera Lorenzo Alderani si rivolge al lettore: cerca la sua benevolenza e affida alla sua compassione la storia del caro amico Jacopo Ortis, morto suicida, che verrà raccontata tramite le lettere che Ortis stesso gli ha inviato negli anni. La vicenda prende il via l’11 ottobre del 1797, in coincidenza con il Trattato di Campoformio. Con il Trattato, Venezia è stata ceduta alla nemica Austria e Napoleone si è rivelato un traditore degli ideali di libertà. Jacopo, se catturato, rischia di essere messo a morte dal governo austriaco, perché ha sostenuto Napoleone per liberare Venezia. Costretto all'esilio, fugge sui Colli Euganei. È disperato, solo, tradito nei suoi ideali più alti. Qui conosce Teresa, che desta una fortissima impressione in lui. Sente l’anima in tempesta, travolta dalla sensazione di aver incontrato una donna fatale. La fanciulla è però promessa sposa di Odoardo, giovane colto, educato, ma freddo, poco incline a passioni autentiche. Jacopo si intrattiene spesso nella casa di Teresa, insegna a leggere e a scrivere a Isabella, sorellina di Teresa. Si sente sereno. Durante una gita ad Arquà per visitare la tomba di Petrarca, Teresa gli confessa che non ama Odoardo, ma dovrà sposarlo per non disubbidire al padre. Intanto Jacopo lascia i Colli Euganei. Dopo un breve passaggio a Padova, torna da Teresa: l’affetto si fa sempre più forte e i due infine, si baciano. Quel momento così sublime turba entrambi: Teresa trema quando vede il padre, sentendosi scoperta; Jacopo è preda della malattia d’amore. Sente che è necessario mettersi in viaggio.
Va a Bologna e poi a Milano, dove incontra Giuseppe Parini, con cui ha un intenso colloquio; si sposta a Firenze, dove visita la Basilica di Santa Croce; prosegue poi fino a Ventimiglia, dove medita con lucidità e pessimismo sulla storia e sui destini dell’uomo. Vorrebbe andare in Francia, ma desiste. Si sposta ad Alessandria, Rimini, Ravenna: qui visita la tomba di Dante, il grande poeta esule, come esule è lui. Ortis apprende la notizia che Teresa e Odoardo si sono sposati; senza una patria e senza la donna amata, il giovane medita allora il suicidio e si accinge a pianificarlo nei dettagli. Fa ritorno ai Colli Euganei, si chiude nello studio, esaminando tutte le sue carte: ne distrugge alcune. Va dalla madre, per un ultimo abbraccio. Non manca di scrivere due ultime meravigliose lettere: una a Lorenzo e una a Teresa. Predisposta ogni cosa, si uccide. Gli ultimi istanti della vita del protagonista ci sono raccontati nella ricostruzione di Lorenzo.
Foscolo e Ortis
Jacopo Ortis è l'alter ego di Ugo Foscolo:
- eroe romantico, che vive un forte tormento interiore e non si rassegna ad adattarsi ad un mondo che ha rinnegato i valori in cui lui crede;
- forte attaccamento alla patria, ideali di libertà e giustizia;
- combatte nell'esercito napoleonico;
- delusione nei confronti di Napoleone e del tradimento di Campoformio (ferita insanabile, motore della vicenda);
- costretto all'esilio e alle peregrinazioni per l'Italia;
- ha nostalgia di un passato perduto ed è consapevole della precarietà e della crudeltà del difficile momento storico in cui vive;
- è un idealista, è appassionato, sensibile, pronto a battersi per ciò in cui crede;
- vive intensamente le vicende storiche, ma anche quelle personali, in particolare l'amore - incontenibile, come tutti gli amori giovanili - per Teresa.
Tra Foscolo e Ortis c'è, però, una differenza fondamentale!Ortis è talmente deluso e privo di speranze che sceglie il suicidio per porre fine alle sue sofferenze e per evitare di scendere a patti con un mondo totalmente distante dai suoi valori. Per il giovane Jacopo non ci sono possibili alternative o soluzioni alla crudeltà del periodo storico che sta vivendo e al suo dramma personale. Anche Foscolo, come Ortis, sperimenta l'azione, la guerra, la passione politica e patriottica, la cocente delusione per il trattato di Campoformio e l'esilio. Foscolo, però, non si suicida, sceglie comunque di agire e di trovare nella poesia e nell'arte delle alternative, dei modelli morali e civili per cercare di migliorare il presente.
Il modello
Le ultime lettere di Jacopo Ortis sono un romanzo ispirato ad alcune vicende della vita di Foscolo, rielaborate nella finzione narrativa. Foscolo si ispira anche al romanzo I dolori del giovane Werther, di Goethe, uno dei libri più significativi del preromanticismo. Il protagonista, Werther, si suicida perché non riesce a trovare il proprio posto nella società e vive un amore non corrisposto.
Un episodio per incontrare l'opera: il bacio tra Jacopo e Teresa Nelle Ultime lettere di Jacopo Ortis il bacio che il protagonista ottiene da Teresa, pur carico fin dall’inizio di disperazione per l’impossibilità di concretizzare l’amore per lei, è un prodigioso momento di estasi, dopo il quale il giovane vede la realtà trasformarsi davanti ai suoi occhi. Tutto si abbellisce e si colora. Il bacio suggella anche il momento tragico del suicidio di Jacopo che, durante la lunga agonia, dopo che si è colpito mortalmente al cuore con un pugnale, bacia l’immagine di Teresa, sprofondando nel buio della morte.
Un episodio per incontrare l'opera: il bacio tra Jacopo e Teresa 14 Maggio, ore 11 Sì, Lorenzo! – dianzi io meditai di tacertelo – Or odilo, la mia bocca è tuttavia rugiadosa – d’un suo bacio – e le mie guance sono state innondate dalle lagrime di Teresa. Mi ama – lasciami, Lorenzo, lasciami in tutta l’estasi di questo giorno di paradiso. 15 Maggio Dopo quel bacio io son fatto divino. Le mie idee sono più alte e ridenti, il mio aspetto più felice, il mio cuore più compassionevole. Mi pare che tutto s’abbellisca a’ miei sguardi; il lamentar degli augelli, e il bisbiglio de’ zefiri fra le frondi son oggi più soavi che mai; le piante si fecondano, e i fiori si colorano sotto a’ miei piedi; non fuggo più gli uomini, e tutta la Natura mi sembra mia. Il mio ingegno è tutto bellezza e armonia. Se dovessi scolpire o dipingere la Beltà , io sdegnando ogni modello terreno la troverei nella mia immaginazione. O Amore! le arti belle sono tue figlie; tu primo hai guidato su la terra la sacra poesia, solo alimento degli animi generosi che tramandano dalla solitudine i loro canti sovrumani sino alle più tarde generazioni, spronandole con le voci e co’ pensieri spirati dal cielo ad altissime imprese: tu raccendi ne’ nostri petti la sola virtù utile a’ mortali, la Pietà, per cui sorride talvolta il labbro dell’infelice condannato ai sospiri: e per te rivive sempre il piacere fecondatore degli esseri, senza del quale tutto sarebbe caos e morte. Se tu fuggissi, la Terra diverrebbe ingrata; gli animali, nemici fra loro; il Sole, foco malefico; e il Mondo, pianto, terrore e distruzione universale. Adesso che l’anima mia risplende di un tuo raggio, io dimentico le mie sventure; io rido delle minacce della fortuna, e rinunzio alle lusinghe dell’avvenire. –
Un episodio per incontrare l'opera: il bacio tra Jacopo e Teresa […] Illusioni! grida il filosofo. – Or non è tutto illusione? tutto! Beati gli antichi che si credeano degni de’ baci delle immortali dive del cielo; che sacrificavano alla Bellezza e alle Grazie; che diffondeano lo splendore della divinità su le imperfezioni dell’uomo, e che trovavano il BELLO ed il VERO accarezzando gli idoli della lor fantasia! Illusioni! ma intanto senza di esse io non sentirei la vita che nel dolore, o (che mi spaventa ancor più) nella rigida e nojosa indolenza: e se questo cuore non vorrà più sentire, io me lo strapperò dal petto con le mie mani, e lo caccerò come un servo infedele. Esercizi di analisi del testo
- Nella breve lettera del 14 Maggio, emergono poche ma importanti conseguenze fisiche e psicologiche del bacio di Teresa. Individuale.
- Nella lettera del 15 maggio, quali altre conseguenze vengono descritte? Elencale, traducendo le espressioni arcaiche con sinonimi.
- L’invocazione all’amore descrive le conseguenze di questo sentimento sugli esseri umani. Riscrivi in linguaggio contemporaneo il ragionamento del poeta.
- Jacopo ritiene che amore, patria, fede, bellezza, ecc. siano “illusioni”, cioè ideali destinati, come sostengono i filosofi, a non concretizzarsi o essere di breve durata? Perché però non può farne a meno?
- Cosa fa comprendere che Jacopo agonizzante abbia baciato il ritratto di Teresa?
- Jacopo fa uso di numerose espressioni figurate. Individuane alcune e spiegale.
- Prova a riscrivere il testo, modernizzandolo, facendone una parodia o immaginando che a descrivere il bacio e i suoi effetti sia Teresa.
Grazie per l'attenzione!
Prof.ssa Giulia Galbiati
LE ULTIME LETTERE DI JACOPO ORTIS
Giulia Galbiati
Created on July 29, 2024
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Transcript
Ugo Foscolo
Le ultime lettere di Jacopo Ortis
Prof.ssa Giulia Galbiati
Caratteristiche dell'opera
Trama All'inizio dell'opera Lorenzo Alderani si rivolge al lettore: cerca la sua benevolenza e affida alla sua compassione la storia del caro amico Jacopo Ortis, morto suicida, che verrà raccontata tramite le lettere che Ortis stesso gli ha inviato negli anni. La vicenda prende il via l’11 ottobre del 1797, in coincidenza con il Trattato di Campoformio. Con il Trattato, Venezia è stata ceduta alla nemica Austria e Napoleone si è rivelato un traditore degli ideali di libertà. Jacopo, se catturato, rischia di essere messo a morte dal governo austriaco, perché ha sostenuto Napoleone per liberare Venezia. Costretto all'esilio, fugge sui Colli Euganei. È disperato, solo, tradito nei suoi ideali più alti. Qui conosce Teresa, che desta una fortissima impressione in lui. Sente l’anima in tempesta, travolta dalla sensazione di aver incontrato una donna fatale. La fanciulla è però promessa sposa di Odoardo, giovane colto, educato, ma freddo, poco incline a passioni autentiche. Jacopo si intrattiene spesso nella casa di Teresa, insegna a leggere e a scrivere a Isabella, sorellina di Teresa. Si sente sereno. Durante una gita ad Arquà per visitare la tomba di Petrarca, Teresa gli confessa che non ama Odoardo, ma dovrà sposarlo per non disubbidire al padre. Intanto Jacopo lascia i Colli Euganei. Dopo un breve passaggio a Padova, torna da Teresa: l’affetto si fa sempre più forte e i due infine, si baciano. Quel momento così sublime turba entrambi: Teresa trema quando vede il padre, sentendosi scoperta; Jacopo è preda della malattia d’amore. Sente che è necessario mettersi in viaggio.
Va a Bologna e poi a Milano, dove incontra Giuseppe Parini, con cui ha un intenso colloquio; si sposta a Firenze, dove visita la Basilica di Santa Croce; prosegue poi fino a Ventimiglia, dove medita con lucidità e pessimismo sulla storia e sui destini dell’uomo. Vorrebbe andare in Francia, ma desiste. Si sposta ad Alessandria, Rimini, Ravenna: qui visita la tomba di Dante, il grande poeta esule, come esule è lui. Ortis apprende la notizia che Teresa e Odoardo si sono sposati; senza una patria e senza la donna amata, il giovane medita allora il suicidio e si accinge a pianificarlo nei dettagli. Fa ritorno ai Colli Euganei, si chiude nello studio, esaminando tutte le sue carte: ne distrugge alcune. Va dalla madre, per un ultimo abbraccio. Non manca di scrivere due ultime meravigliose lettere: una a Lorenzo e una a Teresa. Predisposta ogni cosa, si uccide. Gli ultimi istanti della vita del protagonista ci sono raccontati nella ricostruzione di Lorenzo.
Foscolo e Ortis
Jacopo Ortis è l'alter ego di Ugo Foscolo:
Tra Foscolo e Ortis c'è, però, una differenza fondamentale!Ortis è talmente deluso e privo di speranze che sceglie il suicidio per porre fine alle sue sofferenze e per evitare di scendere a patti con un mondo totalmente distante dai suoi valori. Per il giovane Jacopo non ci sono possibili alternative o soluzioni alla crudeltà del periodo storico che sta vivendo e al suo dramma personale. Anche Foscolo, come Ortis, sperimenta l'azione, la guerra, la passione politica e patriottica, la cocente delusione per il trattato di Campoformio e l'esilio. Foscolo, però, non si suicida, sceglie comunque di agire e di trovare nella poesia e nell'arte delle alternative, dei modelli morali e civili per cercare di migliorare il presente.
Il modello
Le ultime lettere di Jacopo Ortis sono un romanzo ispirato ad alcune vicende della vita di Foscolo, rielaborate nella finzione narrativa. Foscolo si ispira anche al romanzo I dolori del giovane Werther, di Goethe, uno dei libri più significativi del preromanticismo. Il protagonista, Werther, si suicida perché non riesce a trovare il proprio posto nella società e vive un amore non corrisposto.
Un episodio per incontrare l'opera: il bacio tra Jacopo e Teresa Nelle Ultime lettere di Jacopo Ortis il bacio che il protagonista ottiene da Teresa, pur carico fin dall’inizio di disperazione per l’impossibilità di concretizzare l’amore per lei, è un prodigioso momento di estasi, dopo il quale il giovane vede la realtà trasformarsi davanti ai suoi occhi. Tutto si abbellisce e si colora. Il bacio suggella anche il momento tragico del suicidio di Jacopo che, durante la lunga agonia, dopo che si è colpito mortalmente al cuore con un pugnale, bacia l’immagine di Teresa, sprofondando nel buio della morte.
Un episodio per incontrare l'opera: il bacio tra Jacopo e Teresa 14 Maggio, ore 11 Sì, Lorenzo! – dianzi io meditai di tacertelo – Or odilo, la mia bocca è tuttavia rugiadosa – d’un suo bacio – e le mie guance sono state innondate dalle lagrime di Teresa. Mi ama – lasciami, Lorenzo, lasciami in tutta l’estasi di questo giorno di paradiso. 15 Maggio Dopo quel bacio io son fatto divino. Le mie idee sono più alte e ridenti, il mio aspetto più felice, il mio cuore più compassionevole. Mi pare che tutto s’abbellisca a’ miei sguardi; il lamentar degli augelli, e il bisbiglio de’ zefiri fra le frondi son oggi più soavi che mai; le piante si fecondano, e i fiori si colorano sotto a’ miei piedi; non fuggo più gli uomini, e tutta la Natura mi sembra mia. Il mio ingegno è tutto bellezza e armonia. Se dovessi scolpire o dipingere la Beltà , io sdegnando ogni modello terreno la troverei nella mia immaginazione. O Amore! le arti belle sono tue figlie; tu primo hai guidato su la terra la sacra poesia, solo alimento degli animi generosi che tramandano dalla solitudine i loro canti sovrumani sino alle più tarde generazioni, spronandole con le voci e co’ pensieri spirati dal cielo ad altissime imprese: tu raccendi ne’ nostri petti la sola virtù utile a’ mortali, la Pietà, per cui sorride talvolta il labbro dell’infelice condannato ai sospiri: e per te rivive sempre il piacere fecondatore degli esseri, senza del quale tutto sarebbe caos e morte. Se tu fuggissi, la Terra diverrebbe ingrata; gli animali, nemici fra loro; il Sole, foco malefico; e il Mondo, pianto, terrore e distruzione universale. Adesso che l’anima mia risplende di un tuo raggio, io dimentico le mie sventure; io rido delle minacce della fortuna, e rinunzio alle lusinghe dell’avvenire. –
Un episodio per incontrare l'opera: il bacio tra Jacopo e Teresa […] Illusioni! grida il filosofo. – Or non è tutto illusione? tutto! Beati gli antichi che si credeano degni de’ baci delle immortali dive del cielo; che sacrificavano alla Bellezza e alle Grazie; che diffondeano lo splendore della divinità su le imperfezioni dell’uomo, e che trovavano il BELLO ed il VERO accarezzando gli idoli della lor fantasia! Illusioni! ma intanto senza di esse io non sentirei la vita che nel dolore, o (che mi spaventa ancor più) nella rigida e nojosa indolenza: e se questo cuore non vorrà più sentire, io me lo strapperò dal petto con le mie mani, e lo caccerò come un servo infedele. Esercizi di analisi del testo
Grazie per l'attenzione!
Prof.ssa Giulia Galbiati