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LE FONTI STORICHE
Chiara Giavaldi
Created on July 2, 2024
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Transcript
Le fonti storiche
A cura di Chiara Giavaldi
A cosa servono?
Le fonti storiche servono a ricostruire gli avvenimenti passati che non abbiamo vissuto o non riusciamo più a ricordare. Utilizza queste fonti lo storico che analizzandole ricostruisce gli eventi.
Tipi di fonti
Tipi di storici
Info
Paleontologo
Archeologo
Altri...
Fonti orali
Le fonti orali sono le testimonanze di chi ha vissuto direttamente gli eventi passati. Se interrogassimo, per esempio, i nostri nonni potremmo conoscere i loro ricordi risalenti alla seconda Guerra Mondiale, aiutandoci a ricostruire la storia che ha riguardato quel periodo. Questo tipo di fonti si possono usare per avvenimenti accaduti recentemente, perchè le persone vissute in passato sono già morte e quindi non ci possono rilasciare le proprie testimonianze direttamente. Per esempio le prossime generazioni per ricostruire il periodo del covid potranno utilizzare non solo le testimonianze orali di chi l'ha vissuto, ma anche le registrazioni relative a quegli anni. Purtroppo noi non possiamo usare questo tipo di fonte per ricostruire la storia antica perchè le prime registrazioni risalgono al 1897.
Fonti scritte
Le fonti scritte servono a ricostruire la storia più antica, dove non abbiamo fonti orali. Le prime risalgono al 3200 a. C. con l'invenzione della scrittura da parte dei Sumeri. Tutti i documenti, gli scritti e i libri lasciati dalle civiltà del passato costituiscono delle fonti scritte. Queste fonti vengono conservate negli archivi e anche nelle biblioteche. Sono presenti tre tipi di archivi: parrocchiali e diocesani (cioè della Chiesa), comunali (dei Comuni) e statali (dello Stato); questi ultimi si trovano di solito solo nei capoluoghi di provincia. Degli esempi di fonti scritte sono: la Stele di Rosetta, il Codice di Hammurabi e i geroglifici.
Fonti materiali
Quando gli storici non hanno a disposizione le fonti scritte usano le fonti materiali al fine di ricostruire la storia. Queste fonti vengono usate dagli archeologi e sono i manufatti, cioè gli oggetti costruiti dall'uomo come vasi, monumenti, gioielli... Durante la ricerca di queste fonti gli archeologi devono scavare sotto terra e poi studiare i reperti. Per ricostruire il periodo precedente alla comparsa degli uomini i paleontologi (che studiano queste fonti materiali particolari) si servono dei fossili. Un fossile si forma quando un organismo vivente viene subito seppellito in un fondo melmoso (come uno stagno o il fondo di un fiume) e lentamente i minerali presenti nell'acqua si sostituiscono a quelli presenti nelle ossa. Possiamo anche definirli calchi di esseri viventi. Questo processo, però, è molto raro perchè gli organismi quando morivano venivano solitamente mangiati da altri animali o venivano decomoposti da altri microrganismi. Un esempio di fossile sono gli insetti conservati nell'ambra (resina fossile, di colore giallo chiaro, giallo scuro o bruno). Tali reperti vengono conservate nei musei.
Fonti iconografiche
Le fonti iconografiche o visive sono quelle fonti che hanno immagini di persone o luoghi, come per esempio gli affreschi, i dipinti, i mosaici, le immagini dipinte su vasi, ecc. Questi tipi di fonti appaiono già dalla preistoria con gli affreschi e i graffiti rappresentanti scene di caccia ed animali creati dall'uomo primitivo. Le fonti iconografiche si possono trovare nei musei o restano in situ (dal latino "nel sito").
Fonti organiche
Le fonti organiche vengono studiate negli ultimi anni e sono resti organici di ossa non fossilizzate, mummie, legno, tracce di tessuti molli, sangue o pollini che vengono analizzati dal bioarcheologo o dall'archeobotanico per ricostruire l'ambiente antico. Le fonti organiche possono essere datate attraverso del radiocarbonio o C14 (Carbonio 14). Il Carbonio 14 è un atomo radioattivo che si trova in natura, la sua radioattività si deteriora nel tempo rilasciando energia sottoforma di particelle. Questa sostanza infatti entra nella catena alimentere e quando un organismo muore non assume più il C14 e così inizia a diminuire (si dimezza ogni 5730 anni). Gli storici utilizzano uno strumento chiamato spettrometro ad accellerazione di massa, con cui si può misurare il C14 rimasto e attraverso dei calcoli si arriva alla datazione di ciò che si sta analizzando. Con questo metodo però non si possono datare i reperti che hanno più di 60.000 anni.
Differenza fra fonti dirette e indirette
Le fonti dirette (o primarie) sono le fonti che risalgono al tempo che si sta studiando e che non hanno subito interpretazioni. Le fonti indirette (o secondarie) sono quelle che parlano della storia, ricostruendola servendosi delle fonti dirette e subendo delle interpretazioni. Le fonti primarie sono per esempio i fossili, le fonti orali, una fonte scritta come un diario di viaggio. Un esempio di fonte secondaria è il libro di testo.
Historia magistra vitae
Significa "la storia è maestra di vita" è stato detto da Cicerone, per sottolineare quanto sia importante la storia per definire la nostra identità.
Archeologo
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